9
Ott

L’ACCALAPPIASTREGHE: Romanzo Orrorifico-Fantasy-Culinario

E’ uscito da poco in libreria, edito dalla Salani, il nuovo romanzo del fantasioso e originale  scrittore tedesco Walter Moers.

L’Accalappiastreghe” è il quinto libro dedicato al pazzo regno di Zamonia, popolato di creature a dir poco bizzarre ( e anche parecchio pericolose) questo volume, come i precedenti, fa dell’impossibile un opzione praticabile e della noia solo un fugace ricordo.

Ricco di tagliente umorismo e di trovate a dir poco “originali”, sempre in bilico tra l’orrido, il grottesco e la risata, L’Accalappiastreghe, con il suo parodiare il classico (e un pò frusto) genere fantasy, non può che ricordare l’antologia del “Mondo Disco” di Terry Pratchett.

La “quarta”:

Se Mefistofele si trasferisse a Zamonia, lì tra pellestrelli e uova
ponzanti, scarpolufi saccenti e shockkie innamorate fantasmi cotti e
mummie ciclopiche, lupi fogliosi e vedove candide, quasi sicuramente assumerebbe le sembianze di succubio malfrosto, l’accalappiastreghe municipale. E il sinistro figuro, eccellente alchimista e signore
incontrastato della desolata città di Sledwaya, dove “chi è malato è
sano e chi è cattivo è buono” forse cercherebbe di prendere per la gola eco, novello Faust,
cratto talentuoso ma sul punto di morir di stenti, promettendo al suo
palato i paradisi dell’arte culinaria, in cambio, semplicemente, del
suo…. grasso.

Eccovi un breve estratto del libro:

“Malfrosto venne sempre più vicino, si fermò infine davanti al cratto, si chinò su di lui e l’osservò, a lungo e spietatamente. Il vento gli faceva fremere l’ossuto collare e gli occhi scintillarono di scoperta e maligna soddisfazione di fronte alle evidenti sofferenze d’una creatura in procinto di tirare il calzino. Il puzzo di ammoniaca ed etere, di zolfo e petrolio, di acido prussico ed essenza cadaverica penetrò come un fascio d’aghi affilati nel sensibile nasino di Eco, ma lui non si spostò d’un dito.

«Mi fa la carità, signor accalappiastreghe municipale?» gnaulò miserevolmente. «Ho una fame tremenda».

Lo sguardo di Malfrosto s’accese di lampi ancor più demoniaci, e un largo ghigno gli comparve sulla facciaccia pallida. Sfoderò l’indice lungo e secco per solleticare le costole sporgenti di Eco. «Sai parlare?» domandò. «Dunque non sei un gatto qualunque, ma un crattino. Uno degli ultimi esemplari della tua specie».

Gli occhi di Malfrosto si strinsero quasi impercettibilmente.

«Che ne diresti di vendermi il tuo grasso?»”

Finalmente un pò di sano fantasy senza il solito elfo impegnato in qualche oscura ricerca che coinvolge una sgangherata compagnia di eroi. Solo per questo “Laccalappiastreghe” si è conquistato un posto di favore nella classifica delle mie future letture ;)

4
Ott

Eli Stone: avvocato e profeta a tempo perso.

Mi sorge il dubbio che gli americani (o almeno gli sceneggiatori americani) abbiano la segreta convinzione che gli avvocati siano tutti pazzi. Altrimenti come spiegare il fatto che in quasi tutte le serie televisive dedicate “all’arte forense” almeno uno o più appartenenti al tanto vituperato ordine mostra chiari segni di eccentricità? Si era iniziato con “Ally McBeal“, per poi proseguire con “Boston Legal” ed approdare adesso a “Eli Stone“. Ora, per quanto in buona parte mi possa trovare d’accordo sulla tesi che gli avvocati siano tutti un pò “pazzi”, mi sembra che si stia esagerando abbastanza.

Certo, Eli Stone almeno ha una giustificazione medica per le sue crisi di “originalità”, non che questo lo aiuti, comunque.

Eli (Jonny Lee Miller),Infatti, è  un cinico ed ambizioso avvocato che lavora per un importante studio legale di San Francisco. Fidanzato con Taylor Wethersby (Natasha Henstridge) la figlia del suo capo (interpretato dal bravissimo Victor Garber già visto in Alias), Eli è indiscutibilmente sulla cresta dell’onda. Tutto però cambia all’improvviso quando l’uomo, dopo essere stato vittima di strane e bizzarre allucinazioni (si ritrova a vedere il cantante George Michael che si esibisce nel suo salotto), scopre di avere un aneurisma al cervello (”ereditato” probabilmente dal padre che lui aveva sempre considerato, per le sue stranezze, un alcolizzato). Quello che poteva sembrare un evento tragico, verrà interpretato da Eli e dal suo amico agopunturista mistico il Dr. Chen (James Saito) come un segno del destino e cambierà radicalmente la sua vita, vedendo le cose in maniera diversa e affrontando la professione di avvocato con uno spirito più umano ed altruistico visto che Eli è ormai convinto di essere diventato, suo malgrado, una sorta di profeta, strumento di Dio.

Questa serie televisiva creata da Greg Berlanti e Marc Guggenheim ha debuttato sulla ABC il 31 Gennaio di quest’anno e va in onda in Italia tutti i venerdì in prima serata sul canale satellitare Fox.

Consigliato caldamente gli appassionati di Ally McBeal viste le tante cose che accomunano le due serie è però anche un buon modo per passare qualche ora di svago godendosi le mirabolanti disavventure di un avvocato a cui ne capitano veramente di tutti i colori. Un’occasione da non perdere, quindi ;) Il divertimento è assicurato!

30
Set

The Mist: quando i mostri non si nascondono solo nella nebbia.

Esce a breve, il 10 Ottobre, nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film, tratto da un racconto di Stephen King, “The Mist“.

I racconti del re hanno sempre fatto scuola e quello da cui è tratto il film è forse uno tra i più riusciti, ciò nonostante la pellicola diretta dal talentuoso Frank Darabont, già regista dei più che accettabili “Le ali della libertà” e “Il miglio verde” (”figli” anch’essi di opere di King), risulta forse persino migliore dell’opera madre.

David Drayton (Thomas Jane) e suo figlio Billy (Nathan Gamble) fanno parte di un numeroso gruppo di abitanti di una piccola città, terrorizzati e intrappolati in un supermercato da una strana nebbia soprannaturale. David è il primo ad accorgersi che qualcosa si aggira nella nebbia …qualcosa di letale e spaventoso …creature di un altro mondo. La sopravvivenza dipende dall’unione di tutti quelli che si trovano nel supermercato… ma, data la natura umana, sarà possibile? Mentre la razionalità va in pezzi davanti alla paura e al panico, David comincia a chiedersi cosa lo spaventi di più: i mostri fuori nella nebbia o quelli dentro il supermercato, il genere umano, le persone che fino a quel momento sono stati i suoi amici e i suoi vicini? In questo leggendario racconto del terrore scritto dal maestro Stephen King, il sottile strato di vernice del vivere civile viene graffiato via, la maschera viene tolta e il vero orrore si rivela in noi stessi.

Come potete vedere tornano i temi tanto cari a King. La quieta cittadina di provincia, un evento inspiegabile e l’orrore che l’imponderabile porta nella vita di tutti. Naturalmente, per i soliti limiti di tempo, la psicologia dei personaggi nel film non è approfondita quanto quella nel racconto, ciò, comunque, non limita la pellicola, la cambia solamente facendo emergere un orrore molto più “solido” e apparentemente inarrestabile.

La buona qualità degli effetti visivi e la claustrofobica ambientazione nel supermercato aggiungono tensione ad un film che varia per pochi tratti dal percorso già segnato dal racconto. Unica sorpresa sarà il finale (piuttosto controverso per i fan del Re) ideato dal regista e approvato da King che la ritenuto forse migliore del suo.

Da un idea più che azzeccata (la nebbia come metafora delle emozioni e dei pensieri più o meno “sani” che ognuno di noi cela in se stesso) è nato un film che pur non potendo contare su un budget eccezionale regalerà qualche sano brivido. Unico rimpianto la possibilità di creare un vero capolavoro se solo qualcuno ci avesse investito un pò di più (e avesse scelto attori più “in parte”)

Purtroppo, non si può avere tutto dalla vita, no? ;)

26
Set

Gargoyle: storie di santi e peccatori.

Arriva nelle nostre librerie il 30 settembre (per le edizioni Mondadori), dopo un successo folgorante negli Stati Uniti, “Gargoyle” libro d’esordio del canadese Andrew Davidson.

Non avendo ancora letto il libro non posso pronunciarmi in merito, ma, viste le sinossi apparse e i vari articoli che ne parlano, mi sento di poter affermare con una certa sicurezza che l’autore, se non bravura, ha dimostrato comunque una buona dose di coraggio nel narrare questa storia.

Il protagonista, voce narrante della storia, non ha nome. Attore porno e cocainomane,è un uomo meschino, interessato solo alla soddisfazione immediata di ogni suo bisogno.  Una sera ha un gravissimo incidente di macchina e precipita in una scarpata. Sopravvissuto, l’uomo riporta però gravissime ustioni in tutto il corpo che ne fanno un relitto ripugnante desideroso solo di morire. Inizia qui il calvario di un essere umano (con tanto di descrizioni particolareggiate e impressionanti di ogni pratica medica

riservata ai grandi ustionati) verso la redenzione. Verso una salvezza non cercata nè voluta, ma donata da un destino che vuole insegnare che l’amore è una forza inarrestabile. Si, perchè nel reparto dove è ricoverato, il nostro novello Quasimodo incontra una ragazza malata di mente destinata a diventare la sua ancora di salvezza. Lei si chiama Marianne Engel,assomiglia molto ad Angelina Jolie (qui mi pare che l’autore abbia forzato un pò la mano) ed è una scultrice specializzata in gargoyle, appunto.

Ma le sorprese che Marianne ha in serbo per noi non sono finite. La ragazza infatti afferma di avere 700 anni,  di essere nata in un monastero in Germania, di essere stata una monaca e di aver avuto un particolare talento per le lingue, tanto da permetterle di essere una delle prime a  tradurre Dante.

Questo libro vuole non solo essere un romanzo di redenzione ma anche una sorta di passaggio verso quei miti e credenze che facevano del medioevo uno sei secoli forse più mistici e intensi della storia. Il tutto mischiato a descrizioni forti e precise di quello che un grande ustionato subisce e pensa durante la faticosa guarigione. Insomma un romanzo che non può lasciare indifferenti sia in positivo che in negativo.

Incuriositi? Io si ;)

23
Set

Chi ha bisogno di un terapista?

A quanto pare io, visto che le prime puntate della nuova serie televisiva “In Treatment”, in onda sul canale satellitare CULT tutti i giorni dalle 20:30 alle 21:30, mi hanno subito stregato.

Certo non è un prodotto da “bersi tutto d’un fiato”. Troppo intenso, troppo strutturato sui personaggi e sulle loro impressioni per essere un serial da manuale. “In Treatment” va assaporato, centellinato minuto per minuto così da scoprirne ogni retrogusto ogni ombra. C’è una battuta del film “Dune” che rende bene l’dea di quel sottotesto nascosto che sfiora lo spettatore nell’ascoltare gli sfoghi dei vari personaggi che si susseguono sullo schermo:” progetti entro altri progetti”.

E quello che si percepisce dai dialoghi fin troppo relistici tra i protagonisti del telefilm. Perchè, diciamocelo, nessuno è mai del tutto sincero, men che mai con se stesso.

Prodotto dalla HBO e remake dell’israeliana BeTipul, questa serie é  incentrata su sedute psicanalitiche di 5 personaggi diversi: il terapista Paul Weston (il fascinoso Gabriel Byrne) analizza infatti Laura (Melissa George, già vista in “Alias“), una donna con problemi affettivi che si è innamorata di lui, Alex (Blair Underwood), pilota della Marina che ha ucciso 16 bambini sganciando una bomba su una scuola irachena (unico storyline “variato” rispetto alla versione originale, che parlava invece del conflitto israeliano-palestinese), Sophie (Mia Wasikowska), una teenager ginnasta olimpionica che idolatra il suo allenatore e che è sospettata di aver cercato di togliersi la vita, e una coppia sposata (Jake e Amy, Josh Charles e Embeth Davidtz) che deve decidere se, dopo aver portato a buon fine un’iseminazione artificiale, sia giusto abortire o meno; la quinta puntata è invece dedicata a Paul, che viene a sua volta psicanalizzato da una sua collega, Gina (Dianne Wiest), spesso in coppia con la moglie Kate.

Come già detto, In treatment, non è una serie comune. Incentrata totalmente sui dialoghi vede spesso i due attori di turno interagire in maniera assoluta l’un con l’altro. Non ci sono scene d’azione o esterni. Solo la stanza di un terapeuta e qualche volta i passi della moglie che muovendosi al piano di sopra( lo studio di Paul è in casa sua) fa da contrappunto o monito ad alcuni passaggi particolarmente difficili del dialogo.

Consiglio di vedere almeno una delle 45 puntate della prima stagione della serie. Potreste amarla o odiarla, ma di sicuro non ne rimarrete indifferenti ;)

16
Set

C.I.A…….Central Idiocy Agency.

No, non sto criticando i servizi segreti americani. Vista la faccenda del dopo 11/9 sarebbe un pò come sparare sulla croce rossa…..Non che noi siamo messi meglio, per inciso.

Comunque, arrivando al sodo, mi ritrovo qui ad incensare un film già fin troppo incensato(ha aperto la Mostra del Cinema di Venezia). Il solo fatto che annoveri nel suo cast “belloni di talento” quali George Clooney e Brad Pitt basterebbe ad inserirlo di diritto nella rosa dei film da scegliere senza troppi dubbi.

Aggiungeteci poi la regia dei mitici fratelli Coen e la presenza di attori di classe come John Malkovich,Frances McDormand , Tilda Swinton e avrete un’idea di quanto sia  impaziente la mia attesa del 19 Settembre, data di uscita dell’esilarante “Burn After Reading“.

La trama è semplice:
L’analista Osborne Cox (John Malkovich) giunge al quartier generale delle CIA, ad Arlington, per una riunione super segreta ma purtroppo per lui, il segreto viene svelato immediatamente: è stato estromesso dalla CIA. Cox non prende troppo bene la notizia e tornato nella sua casa di Georgetown si dedica alle sue memorie e all’alcol, non necessariamente in questo ordine. Sua moglie Katie (Tilda Swinton) è sconcertata anche se non è molto sorpresa della notizia: ha da tempo una relazione clandestina con Harry Pfarrer (George Clooney), uno sceriffo federale sposato e sta pensando di lasciare Cox per Harry.

Intanto, alla periferia di Washington D.C., in un mondo apparentemente lontano anni luce, la dipendente della palestra Hardbodies Fitness Centers, Linda Litzke (Frances McDormand) non riesce proprio a concentrarsi sul suo lavoro: non fa che pensare all’agognato intervento di chirurgia estetica e confida i suoi sogni al fiducioso collega Chad Feldheimer (Brad Pitt). Linda sa bene che il direttore della palestra, Ted Treffon (Richard Jenkins) si strugge per lei sebbene questi sappia che Linda organizza appuntamenti via Internet con altri uomini.

E quando un dischetto contenente del materiale scottante relativo alle memorie dell’analista della CIAfinisce per caso nelle mani di Linda e Chad(Katie che l’aveva rubato al marito lo dimentica nello spogliatoio della palestra), la coppia è disposta a tutto pur di sfruttare al meglio quel tesoro. Ma come dice Ted con apprensione: “Da tutto questo non può venire nulla di buono,” le cose si complicano parecchio e sfuggono al controllo di tutti, producendo una serie di esilaranti e oscuri incontri.

Tornano i Coen in tutto il loro esilarante e dissacrante splendore. Dopo il successo del cupo “Non è un paese per vecchi” i geniali fratelli hanno deciso di dare spazio a ad un nuovo capitolo della loro già fornitissima collezione di “comuni idioti”. Dopo la poliziotta molto incinta e imbranata di “Fargo“e l’evaso pasticcione di “Fratello, dove sei?” ecco ritornare sul grande schermo una serie di personaggi che fanno dell’ottusità la loro bandiera. C’è l’ex-spia alcolizzata (Malkovich), lo sceriffo federale che ama sparare a casaccio (Clooney), l’ipertrofico e ossigenato istruttore fitness che mastica gomme a tutto spiano e abusa di Gatorade (Pitt) e la svagata impiegata di palestra che sogna solo un bel intervento di chirurgia plastica (McDormand).

Che dite, ci sarà da divertirsi? ;)

13
Set

Una Meyer al giorno ……Toglie Edward di torno!

Non so il perchè ma in questo periodo mi sento particolarmente polemica.

Sarà colpa del tempo impazzito, dell’esperimento sul Big Bang al CERN o dell’oscuramento di certi siti pirateschi da parte del nostro governo (in linea con le scelte di altri paesi “evoluti” tipo Kuwait, Turchia e Cina) fatto sta che questa notizia mi ha fatto proprio imbestialire.

A quanto pare la “cara” Stephenie Meyer dopo averci reintrodotto al mito del vampiro (molto softh e fin troppo “bravo ragazzo”) ha deciso che era tempo di fare un pò la primadonna.

Dopo “Twilight” , “Eclipse” e “New Moon” , che pur non essendo dei capolavori almeno si facevano leggere, la Meyer, che uscirà a breve in libreria con “Breaking Down” l’ultimo volume della serie dedicato al vampiro Edward e alla sua amata umana Bella, aveva in programma di pubblicare anche “Midnight Sun“, sorta di nuova versione di Twilight raccontata però dal punto di vista del bel vampiro.

Peccato che un collaboratore della scrittrice abbia deciso di mettere in rete una copia inedita e incompleta del sopradetto volume. Inutile dire che è scoppiato un  casino.

La Meyer, totalmente fuori dalla grazia di dio, ( e fin qui posso anche capirla) si è sfogata scrivendo nel suo sito testuali parole:
“Non volevo far conoscere ai miei lettori Midnight Sun prima che fosse completato, e accuratamente pubblicato. Credo che sia importante per tutti capire che ciò che è accaduto è stata un’enorme violazione dei miei diritti come autrice, per non parlare di me come essere umano.” [...] “Solo perché certi acquistano un libro o un film o una canzone o ne ottengono un download da Internet, non significa che possano arrogarsi il diritto di riprodurre o distribuire tutto ciò che vuogliono. Purtroppo, con Internet, è facile per le persone ottenere e condividere elementi che giuridicamente non appartengono a loro. Non importa quanto questo fatto sia disonesto. Questa è stata un’esperienza molto sconvolgente per me, ma almeno mi auguro serva a lasciare ai miei fan una maggiore comprensione del diritto d’autore e dell’importanza del controllo artistico.”

“Pertanto, qual è la fine di Midnight Sun? La mia prima sensazione è stata che non vi era alcun modo per continuare oltre. La scrittura non è come la matematica; in matematica, due più due è sempre uguale a quattro, non importa com’è il tuo umore. Con la scrittura, il modo in cui ti senti cambia tutto. Se cercassi di scrivere Midnight Sun ora, nel mio attuale stato d’animo, James probabilmente vincerebbe e tutta la famiglia Cullen invece sarebbe morta, cosa che non si accorda bene con il racconto originale (n.d.r.: l’autrice parla del romanzo Twilight, di cui Midnight Sun è una riscrittura, ma dal punto di vista di Edward). In ogni caso, mi sento troppo triste per ciò che è accaduto per continuare a lavorare su Midnight Sun, e così resterà in attesa indefinitamente”

Tutto chiaro. Sei indignata, ti senti tradita e bla bla bla……

Il succo della vicenda rimane comunque uno solo: i fedeli fan che attendevano questa storia ora si ritrovano con un pugno di mosche. Puniti per una cosa di cui nessuno a colpa se non forse il collaboratore truffatore e la Meyer che, a quanto pare, distribuisce copie dei sui scritti a cani e porci.

Ora, non per essere a tutti i costi una sorte di clone buonista di madre Teresa, ma la cara Meyer non potrebbe fare un bel regalo a tutti quei lettori che fino ad ora hanno sborsato fior di quattrini per i suoi scritti, e finire il libro divulgandolo poi in rete gratuitamente? In fondo più di metà del lavoro è stata fatta e di segreto nella trama non c’era quasi nulla visto che si trattava fin dall’inizio di una nuova versione di Twilight.

Come lettrice mi sento tradita da questo modo di fare. Se anche grandi scritttori (certo più della Meyer) come Stephen King hanno pubblicato loro storie gratuitamente non vedo perchè la “madre” di questa saga non potrebbe fare lo stesso.

Ma forse sono solo un’illusa, innamorata dell’ideale di scrittura per gli altri e non per se stessi.

Credo che la Meyer abbia invece già capito che quello che conta sono le copie vendute e i soldi che ne può ricavare.

Buon per lei….Almeno credo.

8
Set

Life: una nuova vita in cambio di una sentenza a vita.


Ero scettica.

Un’altra serie americana, un’altra coppia di poliziotti e i soliti criminali, mai troppo furbi, da arrestare.

Insomma tutta roba già vista almeno una decina di volte.

E invece eccomi lì di venerdì sera, sintonizzata su Italia1, in meno di 5 minuti, catturata da questo telefilm che con sapienti tagli mischia flash-back documentaristici ( interviste a colleghi e a famigliari) a quella che si prospetta essere la rinascita di un uomo.

Ma è meglio andare con ordine.

Charlie Crews(l’attore inglese Damian Lewis visto in Band of Brothers di Steven Spielberg) era un poliziotto. Accusato ingiustamente di un triplice omicidio venne condannato all’ergastolo (viste le prove schiaccianti la giuria impiegò solo un’ora per il verdetto) e imprigionato in un carcere di massima sicurezza senza che un solo collega, nemmeno il suo partner di pattuglia, o la moglie (ora ex e risposata) credessero nella sua innocenza. Dopo 12 anni di prigione, svariate ossa rotte e più di 200 punti di sutura sparpagliati per il corpo, Charlie viene finalmente scagionato grazie alla lungimiranza del suo avvocato, Constance Griffiths, (Brooke Langton) che, utilizzando una più moderna  tecnica dell’esame del DNA, riesce a provare la sua innocenza. Oltre alla tanto agognata libertà, Charlie ottiene anche un mega rimborso (la cifra per accordo tra le parti deve restare un segreto) per la sua ingiusta detenzione e il reintegro nel corpo di polizia con il grado di detective.

Naturalmente 12 anni di carcere cambierebbero chiunque e Charlie non fa certo eccezione.

Prima cosa odia i poliziotti. Non si sente più tale e anche se sfoggia un invidiabile abilità deduttiva (percepisce e nota cose che gli altri non vedono) parteggia scopertamente per quei piccoli criminali vessati dalla prepotenza dei tutori della legge. Questa sua empatia lo aiuta a capire meglio e ad entrare in contatto con i testimoni e le vittime anche se non lo rende certo più simpatico ai colleghi. In più, il tormentato Charlie si ritrova anche a ripetere ossessivamente strani mantra zen per liberarsi della rabbia e frustrazione che spesso lo accompagnano. Fanno parte del nuovo stile di vita del detective  anche le numerose avventure amorose (in fondo è stato in carcere 12 anni!) e una passione a dir poco smodata per la frutta. In galera non ne poteva mangiare di fresca e quindi ora ne è letteralmente ossessionato.

“Incastrata” nel ruolo di sua nuova partner, la dura dal cuore d’oro, Dani Reese (Sarah Shahi), forzatamente assegnata a lui a causa di un suo burrascoso passato con la droga. Presto comunque i due riescono a trovare una certa armonia d’intenti anche perchè  Charlie è una frana con qualsiasi aggeggio elettronico, compresi cellulari e computer, (la lunga detenzione è responsabile anche di questo inconveniente) e l’aiuto di Dani gli diventa indispensabile.

Così come l’amicizia di Ted (Adam Arkin), suo consigliere finanziario nonchè coinquilino (vive sopra il garage della grande villa di Charlie), conosciuto in galera dove “era ospite” per malversazione finanziaria.

Tra un’indagine e l’altra, il nostro detective è però tormentato da un solo pensiero. Trovare il o i colpevoli della sua ingiusta detenzione…Anche e soprattutto se si tratta di colleghi poliziotti.

E la vendetta di questo novello “conte di Montecristo” non avrà di sicuro nulla di zen ;)

4
Set

Babylon A.D.

Dovevo cedere prima o poi.

Insomma, non lo vedevo da tanto e questo film è capitato proprio a fagiolo…..Sono solo scuse, lo so.

Mi restano tre sole parole da proferire:

VIN è TORNATO!!

Tra poco meno di un mese, il 3 Ottobre, uscirà nelle sale italiane l’attesissimo “Babylon A.D.” pellicola che segna il ritorno sul grande schermo del mio action man preferito l’ipertrofico Vin Diesel. Come fiera collezionista dei suoi “Pitch Black” e “The Chronicles of Riddick“, devo dire che sono piuttosto lieta che sia tornato a girare una pellicola che sembra mostrare chiare caratteristiche fantascientifiche.

Thriller sci-fi ambientato nel futuro, Babylon A.D vede anche il rientro dietro la macchina da presa del talentuoso e poliedrico  Mathieu Kassovitz (”I fiumi di porpora”, “Gothika”) che, forte di un budget di ben 60 milioni di dollari, ha ricostruito le ambientazioni dell’universo post apocalittico in cui Il protagonista del film, il mercenario e veterano di guerra  Hugo Cornélius Toorop (Diesel), si guadagna da vivere pattugliando i confini dell’Asia e uccidendo uomini su commissione.

Questo finchè il boss della mafia siberiana Gorsky (un quasi irriconoscibile Gérard Depardieu )  lo ingaggia per scortare una misteriosa giovane donna, Aurora (Mélanie Thierry già vista in “La leggenda del pianista sull’oceano”) da un monastero della Mongolia a New York. Toorop, restio ad accettare anche perchè viene informato che la ragazza è “speciale”, si fa convincere dalla possibilità di poter rivedere ancora una volta il Canada, sua mai dimenticata patria d’origine. Naturalmente la missione riserverà non pochi problemi e sorprese al nostro duro antieroe.

Tratto da Babylon Babies, romanzo dell’eccentrico scrittore Maurice G. Dantec (pare che il genialoide artista non abbandoni mai, nemmeno di notte, i suoi fidi occhiali neri), il film è un concentrato d’azione, dove sparatorie ed insegiuimenti al fulmicotone abbondano. Sarà per questro che il cast annovera anche la veterana star malese delle arti marziali Michelle Yeoh (La tigre e il Dragone), che, messi i panni di una suora un pò sui generis, insieme a Toorop vigila sul viaggio di Aurora.

Nonostante le dichiarazioni che Kassovitz ha rilasciato alla stampa USA (a quanto pare non era soddisfatto dell’intromissione della Twenty Century Fox nel progetto e dei tagli di montaggio al quale l’hanno costretto)credo che vedere questo film sarà un bel modo per passare un paio d’ore.

Se siete curiosi cliccando qui potrete gustarvi il trailer in italiano.

Buona Visione ; )

1
Set

Il Club dei Morti

Ho già iniziato il conto alla rovescia e non sto più nella pelle dalla voglia di mettere le mie avide manine sul terzo libro dedicato alla divertente Sookie Stackhouse.

Il 15 Settembre, infatti, la casa editrice Delos approderà in tutte le librerie con “Il Club dei Morti” nuovo volume della serie che ha portato al successo la talentuosa Charlaine Harris.

TRAMA:C’è soltanto un vampiro con cui Sookie Stackhouse abbia dei rapporti (almeno volontariamente), e si tratta di Bill.
Di recente, però, lui si è mostrato un po’ distaccato, distante… addirittura se n’è andato in un altro Stato ed è irreperibile.
Eric, il sinistro e sensuale capo di Sookie, ha qualche idea di dove possa essere, e prima ancora di rendersene conto, Sookie si ritrova spedita a Jackson, nel Mississippi, per mescolarsi alle creature del sottobosco urbano non umano che frequentano il Club Dead, un localino pericoloso dove i membri dell’elitistica società dei vampiri possono andare a svagarsi e a succhiare un po’ di sangue di gruppo zero. Quando alla fine riesce a trovare Bill… sorpreso a commettere un grave atto di tradimento, Sookie però si trova indecisa se salvarlo o… cominciare ad appuntire qualche paletto.

Se non conoscete ancora questa serie e siete appassionati di Vampiri vi consiglio caldamente di leggerla. Non rimarrete delusi.

L’unico vero appunto che si può fare al libro è la scelta della copertina…….Non so chi si occupi di queste cose alla Delos, ma forse è meglio che cambi mestiere ;)

Detto questo, vi saluto e preparo il mio assalto alla libreria ^__^