Letto e Bloggato: Il Cuore Insanguinto

Eccoci, ancora una volta qui,  impazienti di presentarvi un nuovissimo e speriamo avvincente appuntamento con Letto e Bloggato. Questa settimana parliamo di “Il cuore insanguinato” romanzo di Pamela Boiocchi ( già autrice di “L’amore, il mare e una calza di lana“, “Il mondo di mezzo” “la dama del sogno“,”Il tempo della memoria” ), in uscita  per la Butterfly Edizioni.

Sul Libro:
Isola di Saint-Christophe, XVII secolo. La giovane e coraggiosa Isabelle, figlia illegittima di un pirata e dell’ormai defunta lady Justine Ravenau, gestisce con la sua domestica Marjorie una locanda, Il cuore insanguinato, meta privilegiata di pirati e criminali. Con un pugnale nascosto sotto la gonna e una straordinaria forza interiore, Isabelle è in grado di vivere e di essere felice in un’isola così pericolosa; tuttavia, la sua quiete viene improvvisamente spezzata dall’arrivo dell’Oblivion, nave inglese comandata da lord Taylor Harriss Moore, l’uomo che sua madre aveva tradito innamorandosi del pirata e dando alla luce proprio lei, Isabelle. L’uomo propone alla giovane di allontanarsi da Saint-Christophe e di vivere a St. James of the Plain con lui. Isabelle accetta, e un nuovo mondo si apre dinanzi ai suoi occhi: abiti lussuosi, gioielli, feste. Tuttavia, la giovane donna sarà presto costretta a fronteggiare l’ipocrisia dell’alta società, che sa essere anche più pericolosa di un’isola abitata da pirati. Intanto, una guerra si profila all’orizzonte: l’isola nella quale è cresciuta e Il cuore insanguinato sono in pericolo. Sarà l’aiuto del misterioso e affascinante Tristan Storm a riportarla a Saint-Christophe per tentare di salvare ciò che ama e, soprattutto, a farle scoprire la passione.

La mia opinione:

Il destino mette in scena un gran bel coup de théatre il mattino in cui alla locanda del “Cuore Insanguinato”, sull’isola di Sait-Christophe, si presenta l’ammiraglio Harris Moore alla ricerca della figlia che la defunta moglie, fuggita anni prima, ha avuto da un pirata:Isabelle Ravenau. Per Isabelle è l’occasione di abbandonare finalmente una vita che non ha mai considerato sua, in un posto infestato dai pirati che lei odia sopra ogni cosa (visto il modo in cui il suo padre fuorilegge ha abbandonato la madre).
Animata da un ben calibrata vis briosa e ironica l’autrice ci presenta una protagonista allegra e straffottenete, quanto basta per non scadere nella macchietta, alle prese con la fascinazione per un desiderio che attraversa la mente di ognuno di noi almeno una volta nella vita: quello di essere altro da se, di cambiare identità. Isabelle ha questa opportunità ma, tanto per ricordarci che la medaglia ha sempre due facce, capisce fin troppo presto e senza sconti che lei non è l’unica a cercare di non annegare nel sobbollente calderone dell’impostura.
Tra pirati un tempo gentiluomini, rigide tutrici dalla moralità a dir poco discutibile, cameriere piuttosto audaci e un padre/pirata misterioso e temutissimo, la Boiocchi accompagna Isabelle, e con lei noi lettori, alla scoperta di un’avventura che per quanto incredibile non perde mai di autenticità.
Un libro dove sentimento e avventura si legano efficacemente e che fa desiderare al lettore di avere già in mano il seguito.

Ed ora l’intervista all’autrice:

Ciao Pamela, benvenuta su Pane e Paradossi-Letto e Bloggato. Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinata alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?
Ciao! Innanzitutto grazie per l’ospitalità! ^^
Raccontarmi in poche righe è da sempre qualcosa che mi mette in difficoltà, spesso mi dicono che non posseggo il dono della sintesi… ma credo in questi ultimi mesi di aver imparato a sintetizzare quelle che sono le parti importanti della mia vita in tre parole che bene mi descrivono: ballerina, illusionista e scrittrice. Tre cose che a prima vista paiono forse avere poco a che fare le une con le altre ma se vi fermate un istante a pensarci vi posso assicurare che in ognuna di esse si nasconde una magia che aspetta solo di essere scoperta: la magia di far vivere un sogno, a chi guarda, a chi viene a teatro, a chi legge…
Ecco in sostanza come posso definire il ruolo della scrittura nella mia vita: lo strumento per vivere, e far vivere a chi mi legge, una meravigliosa avventura. Il sogno di vivere vite lontane, esplorare mondi sconosciuti, partecipare delle emozioni e delle passioni dei personaggi che nascono sulla pagina bianca.

Parliamo un po’ di “Il cuore Insanguinato”. Atmosfere esotiche, avventure piratesche e una protagonista simpatica e ribelle quanto basta. Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione di quest’opera?
Nonostante io sia nata in una città e tuttora mi ci trovi a vivere la maggior parte del mio tempo, il mare ha sempre avuto su di me un fascino irresistibile: il suo profumo, la sensazione della sabbia tra le dita dei piedi, il vento che sembra sussurrare di tutte le storie che ha ascoltato mentre ci soffia sul viso quando si cammina sulla costa, il sentirsi così infinitamente piccoli e tremanti eppure allo stesso tempo potenti quando si osserva l’orizzonte dal ponte di una nave… non è tutto così magico? Proprio da qui nasce l’ispirazione per “Il Cuore Insanguinato”, unito ad un viaggio nelle isole dei Caraibi che mi ha lasciato in bocca il sapore di quelle terre.
E infine vi confesso un segreto. Uno dei personaggi de “Il Cuore Insanguinato” aveva già preso vita tempo fa, prima che nascesse Isabelle, in un racconto a puntate che stavo pubblicando sul mio blog. Mi ci ero così affezionata che ho deciso di dargli una parte nella storia, affidando proprio a lui un ruolo piuttosto importante.

Nel tuo libro ho trovato molti omaggi alla saga cinematografica dei Pirati dei Caraibi anche se, con l’evolversi della trama, la narrazione se ne discosta arricchendosi di nuovi scenari. Come è stato raccontare la crescita interiore di una ragazza che da proprietaria di una locanda frequentata dai pirati si trasforma (suo malgrado) prima in signorina per bene e poi in piratessa?
Isabelle è stata un’amica e una nemica per tutto l’evolversi della storia. Con il suo carattere irascibile unito ad un’innocenza spesso quasi fanciullesca di fronte alle “cose della vita” mi ha messo non poche volte in difficoltà. Lei ha il suo modo di vedere il mondo e le sue certezze che, poco a poco, sembrano crollare ed ogni volta deve rimettersi in gioco. È cresciuta un po’ alla volta, insieme a me e ad ogni pagina che si riempiva. Ho viaggiato insieme a lei e mi sono ritrovata spesso a domandarmi cosa avrei fatto io nei suoi panni!

Com’è il mondo dell’editoria visto con gli occhi di una giovane autrice? Vuoi raccontarci qualcosa dei passi che hai dovuto fare per vedere finalmente pubblicato “Il cuore Insanguinato ”? È stato tutto come ti aspettavi?
“Il Cuore Insanguinato” ha avuto fortuna ad incontrare la Butterfly Edizioni. Una casa editrice seria che gli ha dato molta attenzione, scovandone i pregi e anche i difetti da dover correggere prima di andare in stampa. Purtroppo sempre più di rado accade di incontrare persone professionali ed oneste come la sua direttrice editoriale, Argeta. Ordinario è invece imbattersi in pseudo editori rubasoldi, disposti a pubblicare ogni cosa, magari senza averla letta, purché il malcapitato esordiente sia disposto a sborsare una cifra congrua.
Sulla mia scrivania ho conservato tutte le proposte editoriali che ho ricevuto e rifiutato negli anni per diverse opere, da case editrici più o meno note, che mi facevano fior fior di complimenti per le mie doti narrative e mi spedivano un contratto precompilato in cui io avrei semplicemente dovuto accettare di spendere diverse mila euro per vedere il mio libro pubblicato. Non voglio dilungarmi poi sulla più recente disavventura capitatami insieme ad una collega scrittrice che ci ha viste protagoniste di un vero e proprio inganno da parte di una persona che si è spacciata come direttore editoriale di una casa editrice che a ben vedere poi non esisteva.
Immagino possiate comprendere quale sia ora la mia gioia nel potermi finalmente confrontare con un editore affidabile, presente e che ha davvero a cuore i suoi autori, regalando loro una meravigliosa esperienza. Questo è quello che ogni casa editrice dovrebbe offrire!
Quindi direi che un consiglio lo posso dare in fondo: diffidate di chi vi chiede denaro per pubblicare i vostri scritti, c’è sempre del marcio sotto. In tutta franchezza, meglio aspettare e continuare a cercare piuttosto che doversi poi pentire e vedersi spedire a casa un bello scatolone contenente tutte le copie che i vostri soldi hanno pagato.

Si fa un gran parlare del futuro difficile dei libri, minacciato dai nuovi media. Si può e si deve avere ancora fiducia nella vecchia editoria o è ora di rivolgersi a nuove soluzioni?Stampa digitale contro stampa cartacea? Il tuo parere e come vedi in quest’ottica il futuro dell’editoria?
In generale credo che di fondo un problema ci sia: pare che l’Italia sia un popolo di scrittori più che di lettori. Si legge sempre meno e troppo poco… non si ha tempo, sento spesso dire. La nuova editoria risolve il problema tempo, ebook da portare ovunque, in treno, in viaggio, al mare, in pausa pranzo! Da quando ho scoperto che posso riempire il mio ipad di libri, ho la certezza di poter portare con me ovunque la mia biblioteca personale in poco spazio e a poco peso. Quindi sì, questa soluzione è ottima per risolvere il problema tempo, anche se per quel che mi riguarda nulla può competere con il fascino all’antica di un libro stampato. Dentro di me, e dietro il pad, si nasconde una ragazza all’antica. Datemi un buon libro e posso anche spegnere il cellulare!

Hai delle tecniche narrative, dei trucchi, dei riti o luoghi che ti conciliano meglio il processo creativo a cui non riesci a rinunciare quando scrivi? Insomma, come ti rapporti alla “famigerata” pagina bianca?
Un foglio bianco può far paura? Forse paura non è esattamente il termine adatto ma in qualche modo rende bene l’idea. Prima di trovarsi seduti davanti a quella pagina le immagini scorrono nella testa, libere, leggere, veloci… danzano, corrono, raccontano e si rincorrono. Ma la mano non è abbastanza lesta ad afferrarle per la coda per bloccarle su quella pagina che aspetta di essere riempita. Così si attende un pensiero un po’ più lento degli altri, che come un topolino curioso si fermi ad annusare il formaggio con cui gli tendiamo la trappola per poterlo imbrigliare…
Questo mio metaforico formaggio ha tante sfaccettature, perché nel corso degli anni ne ho provate tante per scacciare il fantasma ricorrente della pagina bianca. Innanzitutto ho sempre con me carta e penna (la mia affezionata agendina nera) così da poter appuntare al volo un’idea particolarmente geniale, o che per lo meno in quel momento mi pare tale. Poi ho imparato una cosa fondamentale: non bisogna aver paura di sbagliare e di rifare, di correggere quello che abbiamo scritto e, se serve, di riscriverlo daccapo. E infine, è fondamentale essere in grado di prendersi una pausa. Alzarsi dalla scrivania, sollevare la testa dal foglio e uscire: esplorare il mondo (anche il giardino di casa va bene!) offre tantissimi spunti! Non dimentichiamoci mai che attorno a noi ci sono cose meravigliose che aspettano solo di essere riscoperte. Spesso basta alzare gli occhi al cielo ed osservare le stelle…

3 imprescindibili regole per scrivere bene.
- Saper usare le parole giuste. E cioè sfruttare la ricchezza e la varietà della lingua italiana e le sue molteplici possibilità espressive. Leggere molto.
- lasciarsi andare e seguire tutte le strade che la nostra fantasia ci suggerisce. Cercare il bello attorno a noi. Essere curiosi.
- far vivere i nostri personaggi, con i loro pensieri, i loro sentimenti ed emozioni. Con un carattere preciso, come fossero persone vere.

Le prime e fondamentali letture che ti hanno avviato sulla strada dello scrivere?
Quali sono i tuoi autori feticcio, quelli che ami leggere e rileggere? E qual è il libro (o i libri) senza il quale non andresti da nessuna parte?

Domanda difficile. Io sono una lettrice onnivora: ho sperimentato tutti i generi, o quasi… E, credo un po’ come ognuno, ogni periodo della mia vita è stato accompagnato da uno o più libri particolari. Ho molto amato “Narciso e Boccadoro” e “Il Lupo della Steppa”. Mi hanno colpito “Il Ritratto di Dorian Gray” e il “Sogno di una notte di mezza estate”. Ho una smisurata predilezione per le storie di Vampiri, ma non quelle moderne alla Twilight… mi piacciono i classici di quel tipo di letteratura: “Carmilla”, “Il Vampiro”, “Dracula”, ecc… Ammiro Ken Follet e le sue storie intricate, la poeticità e i profumi di Isabel Allende, le streghe Mayfair di Ann Rice, “La Chanson de Roland”. Possiedo e rileggo spesso una serie di saggi sul folklore e sulla mitologia, sulle antiche religioni, sulla storia della pirateria, sui popoli del nord Europa….
Di recente mi sono appassionata ad una saga a tema “fatato” scovata per caso in una libreria al mare…

Il finale di “Il cuore Insanguinato” fa ben sperare per un possibile seguito. Allora, rivedremo ancora Isabelle, il bel Tristan e assisteremo finalmente al tanto temuto incontro tra BlackBeard e figlia? Altri progetti per il futuro di cui ti va di parlarci?
Il mio futuro è ricco di sogni e progetti ancora da realizzare, in tutti i campi! Sono fermamente convinta che tutto sia possibile per chi ci crede e sa puntare dritto al suo obiettivo con la giusta costanza e una buona dose di cocciutaggine che fa sopportare ogni sacrificio.
“Se puoi sognarlo puoi farlo” diceva Walt Disney e io so per certo che è vero. Non si deve aver paura di realizzare i propri sogni, ma agire per farli diventare realtà.
Quindi sì, per rispondere alla tua domanda, ti posso dire che Isabelle vivrà tante nuove avventure e dovrà scoprire cosa le riserva il destino… io lo so già, e non vedo l’ora di raccontarvelo!

E per questa volta Letto e Bloggato finisce qui. Ringraziando anora una volta tutti gli autori che continuano a mandarci le loro opere e voi instancabili lettori che ci seguite fedelmente auguro a tutti una Buona Lettura e, mi raccomando, non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

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La rivolta degli schiavi

I gladiatori sono tornati e sono in cerca di vendetta e…sangue.
Roma tremerà sotto la loro rivolta? Non ci resta che scoprirlo questa sera alle 21.10 su Sky Uno HD (e per chi non ama la versione censurata, il giovedì alle 22.50) dove andrà in onda la prima puntata della sexy e sanguinaria serie tv Spartacus:La Vendetta. Dopo la messa in onda di una prima stagione
(Spartacus, sangue e sabbia) funestata dalla morte per un linfoma dell’attore protagonista Andy Withfield che interpretava appunto Spartacus e la decisione di attendere (in vano, purtroppo), che quest’ultimo si riprendesse dalla malattia ideando un prequel della serie, “Spartacus, gli dei dell’arena”, che narrava le vicende della casa del lanista Batiatus prima dell’arrivo del gladiatore che avrebbe guidato la rivolta degli schiavi, ecco arrivare l’attesa seconda stagione di Spartacus, serie tv prodotta da Sam Raimi e ideata da Steven Deknight.
Questo secondo atto composto 10 nuovi episodi, in onda tutti mercoledì alle 21.10, si presenta con le stesse caratteristiche che hanno conquistato i tanti fan della prima stagione:sangue, polvere, bassi istinti, lussuria, brutalità e intrighi.

Nel ruolo di Spartacus l’attore australiano Liam McIntyre che vedremo capeggiare un vero e proprio esercito di schiavi in cerca della libertà perduta.
Dopo la sanguinosa fuga dalla casa di Batiato (John Hannah), su cui era calato il sipario della prima serie, Spartacus si ritrova suo malgrado ad essere leader di una rivolta che accoglie ogni giorno di più nuovi proseliti. Nel frattempo le truppe dell’esercito raggiungono il gladiatore ed i suoi uomini a Capua nel tentativo di fermare una rivolta troppo pericolosa per la stabilità dell’impero. A guidarle Gaio Claudio Glabro (Craig Parker), l’uomo che ha ridotto in schiavitù Spartacus e la sua amata  moglie ormai morta. Il gladiatore deve ora decidere se soddisfare la sua sete di vendetta nei confronti dell’odiato nemico o se combattere per mantenere unite le proprie truppe.
Ai tanti fan del bel e tormentato Gannicus (Dustin Clare) ,ex campione di Capua che ha conquistato la libertà nell’arena, farà piacere sapere che il nostro eroe tornerà a far danni più agguerrito che mai ^_^
Una serie dove crudeltà e tradimento vanno di pari passo e dove anche chi credevamo ormai morto (sto parlando di una certa moglie di lanista, Lucy Lawless -Lucrezia) può rifarsi vivo più folle e assetato di vendetta che mai.

Per i curiosoni eccovi qualche bel promo di questa tanto attesa nuova stagione:

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Rivolte annunciate e Corsetti blindati

I giochi sono finiti. Due settimane dopo l’uscita dell’apprezzato “Hunger Games” (pellicola tratta dal primo libro) al cinema, ecco finalmente arrivare (è uscito l’11 Maggio) nelle mani di noi lettori appassionati del ciclo Il canto della rivolta (Mockingjay, se ve lo chiedete è la famosa ghiandaia imitatrice), terzo e conclusivo volume della saga fantasy distopica scritta dalla brava Suzanne Collins.
Se volete qualche anticipazione sulla trama di questo conclusivo libro continuate nella lettura…In caso contrario fermatevi: SEGUONO SPOILER!

Fortunosamente riuscita a fuggire dagli ultimi Hunger Games (che vedevano come concorrenti i vincitori dei precedenti Hunger Games) Katniss ha riincontrato Gale ed è venuta a sapere dell’attacco mortale che Capitol City ha scatenato contro il Distretto 12 (il suo) allo scopo di sedare le rivolte scoppiate ormai in tutta Panem. La giovane, ancora scossa dalla sparizione di Peeta (si pensa sia stato catturato e che sia sotto tortura o peggio morto), scopre che il ribelle Distretto 13, da lungo tempo dato per distrutto è invece vivo e vegeto e da 75 anni progetta di sconfiggere Capitol City, responsabile del suo tentativo di annientamento.
Decisa a distruggere il suo acerrimo nemico, il luciferino presidente Snow, Katniss si ritrova a combattere una vera è propria guerra, con gravi conseguenze per lei e per quelli a cui vuole bene,che la condurrà a scoprire verità scomode anche su quel Distretto 13 (in particolare sul suo presidente Coin) che dovrebbe essere un faro di speranza per Panem.
Persino Gale sembra essere cambiato drasticamente e aver commesso gravi azioni, mentre a Peeta è stato fatto un vero e proprio lavaggio del cervello che lo spinge ad inseguire e cercare di uccidere la stessa Katniss. Ma nonostante tutto il dolore e lo smarrimento provato dalla giovane la rivolta continuerà, i morti si moltiplicheranno e una nuova nazione sorgerà.
Ma sarà meglio della precedente? E Katniss avrà un ruolo in essa o sarà solo ancora una volta una pedina nelle mani di altri poteri?
Si sa, la guerra cambia le persone e Katniss cambierà profondamente e in modi che nessuno si aspetta.
E a chi attende il tanto agognato finale romantico non resta che leggere chi tra Peeta e Gale conquisterà una volta per tutte la nostra Ragazza di Fuoco.

Se però le atmosfere claustrofobiche tutte morte, distruzione e complotti dietro ogni angolo vi vanno un pò strette, ecco arrivare il 24 Maggio per la Newton ComptonRed Love. Rosso come il sangue, freddo come l’acciaio” (The Girl in the Steel Corset), di Kady Cross (aka Kate Cross, Kathryn Smith e Kate Locke), primo volume della serie steampunk, thriller-avventurosa e romanceSteampunk Chronicles“.
Ambientato nella Londra tardo-vittoriana del 1897 e poi nella New York dello stesso anno, Red Love segue le vicende di Finley Jayne, una cameriera sedicenne con un brutto problema di personalità doppia (alla Dr. Jekyll/Mr. Hyde, e che farà nascere tra lei altri due personaggi, Griffin e Jack, un triangolo sentimentale piuttosto avvincente) che vive in una mondo tipicamente steampunk (abbonadano le tecnologie anacronistiche, bizzarri congegni meccanici sbuffanti vapore e riadattementi caserecci di oggetti moderni come telefonini o altro…Se siete fan della serie Warehouse 13 vi verrà sicuramente in mente il famoso comunicatore farnsworth).
Ma Finley non è l’unica protagonista del libro. Contando su una narrazione multipla, Red Love ci fa conoscere anche il misterioso e crudele Macchinista, “manovratore” che sta commettendo molti crimini attraverso gli automi di cui è riuscito a prendere il controllo. A cercare di fermarlo interviene il giovane e orfano Duca di Greythorne, Griffin King, insieme agli amici Sam, mezzo robot, Emily, meccanico-medico-ingegnere irlandese e Jasper, cowboy americano espatriato. Quando la solitaria Finley viene trovata dai ragazzi entra a far parte di questo “team investigativo” sui generis. Portando – in un gruppo già anomalo di suo, dal punto di vista paranormale – anche la propria oscura particolarità.
E mentre le indagini proseguiranno, i rapporti amichevoli e amorosi farannno il loro difficile percorso. Percorso che diventerà ancora più complesso quando entrerà in scena il bad boy, Jack Dandy, un giovane criminale da cui il lato oscuro di Finley sarà attratto.[trama tratta in parte da Booksblog]

Se vi ho incuriosito QUI troverete un breve estratto del libro…E per far salire l’attesa eccovi un succulento Booktrailer

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La Guerra è iniziata

L’aspettavamo con impazienza e finalmente da questa sera debutta in Italia su Sky Cinema 1 (dalle 21.10 con doppio appuntamento) la seconda stagione deIl trono di spade” (Games of Thrones), pluripremiata serie HBO. Atto secondo della saga tratta da un ciclo di romanzi fantasy ancora inconcluso (Cronache del ghiaccio e del fuoco-A Song of Ice and Fire) scritto dall’autore George. R.R. Martin (occorre specificare che questa seconda stagione è ispirata ai libri ‘Il regno dei lupi’ e ‘La regina dei draghi’), questa stagione di 10 episodi si preannuncia più crudele, visionaria e sensuale della precedente. Ma cerchiamo di ricordare dove eravamo rimasti dopo la prima stagione: Ned Stark(Sean Bean), lord delle terre del nord appena nominato Primo Cavaliere (o, in originale, Hand of the king) dal suo amico Re Robert Baratheon (Mark Addy), scopre che l’erede al trono, Jeoffrey (Jack Gleeson), è in realtà il frutto dell’amore incestuoso tra la regina, Cersei Lannister (Lena Headey), e il suo fratello gemello, Jaime Lannister (Nikolaj Coster-Waldau). Purtroppo prima che Ned possa dirlo a Robert quest’ultimo viene ucciso, Jeoffrey eredita il trono e Ned viene giustiziato come traditore. Da qui iniziano i problemi. Robb Stark (Richard Madden) legittimo erede di Ned decide di muovere guerra contro chi ha ucciso ingiustamente il padre e aiutato dalla madre Catelyn Stark (Michelle Fairley) riesce a catturare in battaglia il fratello/amante della regina Cercei, Jamie. Anche i due fratelli del defunto Robert non riconoscono Jeoffrey come vero re, così Stannis Baratheon si allea con la potentissima sacerdotessa Melisandre (Carice van Houten) per sollevare un attacco navale ed anche suo fratello Renly si ribella a quello che crede il nipote. Ma i partecipanti alla lotta al trono non sono finiti, anche il padre di Cercei, Tywin Lannister (Charles Dance) è deciso a prendersi il potere o almeno a lasciarlo ad un Lannister e a questo scopo a assegnato come consigliere al nipote e alla infida figlia l’altro suo figlio Tyrion Lannister (Peter Dinklage), detto il folletto e ora primo cavaliere. C’è poi l’ultima discendente della famiglia che regnava prima di Robert, Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) che con i suoi tre draghi appena nati è alla ricerca di alleati in oriente per mettere su un’armata e sbarcare in occidente.
Ritroveremo anche Jon Snow (Kit Harington), figlio bastardo di Eddard Stark, che arruolatosi nei Guardiani della notte è costretto a attraversare la Barriera, enorme muro di ghiaccio che separa il mondo degli uomini dalle ostili terre del Nord, per scoprire la terribili minaccia che si cela oltre e la giovane Arya Stark (Maisie Williams), diretta verso il nord e travestita da ragazzo per sfuggire alla cattura da aprte dei Lannister.
Come avrete capito ci aspettano sanguinose battaglie, complotti, tradimenti, magie, alleanze che si consolidano e che si spezzano e la scoperta di segreti inimmaginabili. Nella terra in cui l’estate e l’inverno possono durare anni, la posta in gioco si fa più alta e la lotta domina il lungo viaggio tra paesaggi indimenticabili.
Da notare che in questa seconda stagione, un po’ meno fedele ai romanzi di Martin della prima, vedremo comparire alcuni personaggi creati ex-novo, come Alton Lannister, il rampollo segreto di Tywin interpretato dal diciannovenne Karl Davies.
In compenso farà la sua comparsa anche uno dei personaggi preferiti di chi ha letto la saga: il sicario Jaqen H’ghar (Tom Wlaschiha).
Bene, non ci resta che gustarci questa epica seconda stagione e gioire della notizia che la produzione ha già annunciato ufficialmente che metterà in cantiere una terza stagione.

E ora è arrivato il momento di gustarci il bel promo della seconda stagione de “Il trono di spade“! ;)

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Saloni e Doni


Visto che oggi si apre Il salone internazionale del Libro di Torino, la più importante manifestazione italiana del mondo editoriale, che durerà fino a lunedì 14, ho deciso di condividere con tutti voi indefessi lettori un bel racconto horror gotico che mi è stato inviato come graditissimo regalo da Francesco Gioè già nostro ospite nelle rubrica Letto e Bloggato con il suo apprezzato “”L’eredità di Iside“.

Ringraziando sia voi che continuate a seguire il blog, sia gli instancabili e talentuosi autori che continuano a proporci le loro opere, vi lascio alla lettura del racconto ;)

La cattedrale dei bambini scomparsi-1

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Letto e Bloggato: Anime e Sangue

Bentornati! La rubrica Letto e Bloggato si arrichisce di un nuovo ospite! Prima di presentarvelo vorrei però ringraziare ancora una volta tutti gli autori (sempre più talentuosi) che hanno deciso di aderire all’iniziativa e ,naturalmente, tutti voi fedeli lettori. Ma veniamo al sodo ;) Questa settimana parliamo di “Anime e Sangue” (di cui potete leggere un’anteprima QUI) del modenese Francesco Grimandi (già autore di Affresco Veneziano per la Arduino Sacco editore) ed edito da la 0111Edizioni. Vorrei segnalare che acquistando l’ebook del libro avrete in omaggio anche l’audiobook.

Sul Libro:
Bologna, autunno 1325. Una serie di efferati omicidi, un dilemma che inchioda chi è chiamato a investigare, un mistero non facile da risolvere. In una città al culmine del suo periodo d’oro, in scontro perenne con Modena, eterna rivale, conflitti e tensioni si delineano sullo sfondo del confronto personale tra l’assassino e Jacopo Lamberti, uomo di giustizia dai molti dubbi. In un duello a distanza contro tutto e tutti, Jacopo dovrà scoprire chi si cela dietro il misterioso assassino che colpisce di notte e infierisce sulle sue vittime senza motivo apparente. In una corsa contro il tempo tenterà di fermarlo, ma le conseguenze saranno imprevedibili.

La mia opinione:
E’ un detective in difficoltà Jacopo Lamberti. Nella Bologna del 1325 non può fare affidamento su nessuna tecnica forense degna di questo nome, deve vedersela con l’odio e la diffidenza che la popolazione ha verso la guardia cittadina,non può contare sull’appoggio dei superiori che mirano solo a elevare il loro prestigio e a tenersi buoni i nobili influenti e, come se non bastasse, è tormentato da lancinanti dolori al petto. Il suo spaesamento, la nostalgia di tempi migliori, la percezione sempre più forte di sradicamento dalla normalità e il crescente conflitto interiore, divengono efficace intercalare per atroci delitti e miserie umane. Con una scrittura ricca ma incalzante, che ben si adatta all’epoca in cui si svolge la narrazione, Grimandi ricama una trama in cui non è solo il mistero a giganteggiare ma anche l’umanità, la fallibilità dei suoi personaggi e la pietas per i poveri e i disadattati. Pur nella sua brevità (devo ammettere che avrei voluto più pagine in cui “affondare i denti”) Anime e sangue rimane un libro soddisfacente in cui poco è come sembra e dove i tanti e particolareggiati riferimenti storici fanno scoprire al lettore un mondo dimenticato, ma non per questo meno interessante. Sicuramente un’opera ben costruita e ben scritta che fa desiderare di leggere altro del promettente autore.

E ora l’intervista all’autore:

Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinato alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?

Innanzi tutto grazie per l’intervista. E per la domanda, che mi permette di parlare della mia bibliofilia acuta! La mia passione per i libri nasce essenzialmente nelle prime fasi della vita. Ricordo che da bambino ero un lettore quasi maniacale, divoratore di libri di qualunque genere. Non ne faccio la lista, perché non finirebbe più. Dico soltanto che alcuni li ho letti e riletti; altri li ho semplicemente dimenticati. Il fascino per le storie narrate mi ha sempre accompagnato. E dopo anni e anni di letture, si è affacciata in me una voglia potente di raccontare. Raccontare cose non banali, ma avventure coinvolgenti. Così sono partito dalle storie che più mi erano piaciute e su queste ho iniziato a creare i primi intrecci. Devo dire che è stata una lunga marcia di avvicinamento; tuttavia la soddisfazione che si ricava alla fine ripaga di ogni sforzo e sacrificio. Tuttora ciò ha un peso preponderante nella mia esistenza. E in quella di chi mi vive accanto.

Come nasce “Anime e Sangue”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione di quest’opera?
Era da tempo che mi frullava in mente questo progetto. A mio parere, Bologna era un luogo che si prestava perfettamente all’ambientazione di una storia di questo tipo, noir, misteriosa e medievale. Non c’è un’altra città al mondo che possieda un passato paragonabile al capoluogo emiliano. Basti pensare che, nell’epoca in cui è ambientato “Anime e sangue”, Bologna rappresentava un polo universitario di eccellenza non solo in Italia, ma in tutta Europa. Cultura, quindi progresso. E dal progresso conseguono benessere, opulenza e trasgressione. Il tessuto sociale era tra i più moderni e avanzati, tanto che se ne conservano tuttora tracce evidenti. In quanto a Modena e alle dispute che hanno sempre opposto le due città sarebbe troppo lungo parlare. Alcuni fanno risalire le prime contese per i confini all’epoca dell’occupazione Longobarda da un parte e Bizantina dall’altra. Ma forse sono più ancora antiche, ed è meglio lasciare a chi ne ha le competenze la divulgazione di queste informazioni. Ciò che invece premeva al sottoscritto, in quanto narratore, era la ricerca di uno sfondo ideale per la vicenda. A rischio di sembrare esagerato, senza l’antica Bologna non avrei potuto scrivere “Anime e sangue”.

”Anime e Sangue” è un giallo storico ambientato nella Bologna del 1325. Ci vuoi raccontare come sei approdato a questo genere così poco praticato dagli autori nostrani e delle ragioni che ti hanno spinto ad ambientare il libro in quella precisa epoca storica?
Partendo a rispondere dalla fine, devo sottolineare che la data in cui si dipana la vicenda gioca un ruolo fondamentale e si scoprirà solo verso la fine del romanzo il motivo di questa scelta, dettata da esigenze di carattere storico. Quindi, ribadisco, nella narrazione vengono trattati fatti ipotetici che tuttavia si inquadrano in un contesto reale. Premesso questo, penso sia stato il genere letterario a scegliere me e non il contrario. Sto scherzando! La mia passione per i bestseller e i saggi storici è stata decisiva nel farmi intraprendere questa strada. L’idea di base, o meglio il cortocircuito propulsivo, è scaturito quando ho pensato di fondere i due temi. Un monumento irraggiungibile in tal senso resta per me “Il nome della rosa”, l’opera che tutti conoscono. Ora, non volendomi assolutamente raffrontare a un simile mostro sacro, ritengo che Eco abbia tracciato la rotta verso qualcosa di nuovo che riserva molti aspetti da scoprire. Il fascino per i tempi passati, e la suspense del genere thriller, possono legarsi magnificamente insieme. E insieme fornire ottimi spunti per storie straordinarie, capaci di sedurre i lettori di ogni età.

Il tuo romanzo è ricco di riferimenti storici e di particolari che danno credibilità all’impianto narrativo. Com’è stato lavorare al romanzo, tenendo conto della mola di ricerche che avrai sicuramente dovuto compiere?
Sì, è vero, è stata una cosa abbastanza impegnativa, anche se la conoscenza della maggioranza degli aspetti che descrivo deriva da esperienze dirette. Per le ricerche dei particolari che non conoscevo, mi sono invece affidato allo strumento principe in questo campo, ovvero Internet. É stato necessario confrontare più fonti, perché non sempre le informazioni erano complete o del tutto affidabili. Ciò nonostante è stato possibile raggiungere un valido approfondimento. Se mi fossi spinto oltre, la mole di dettagli mi avrebbe obbligato a comporre un saggio storico e non un’opera narrativa. Pur rispettando il contesto, l’ambientazione e la natura dei personaggi, la narrativa deve però procedere per emozioni. Ed è questo l’obiettivo che mi sono dato. Ma non dimentico che l’incongruenza può essere sempre lì, in agguato. E i lettori, che di norma sono molto scrupolosi e preparati, non la perdonerebbe mai.

Com’è il mondo dell’editoria visto con gli occhi di un giovane autore ?Vuoi raccontarci qualcosa dei passi che hai dovuto fare per vedere finalmente pubblicato “Anime e Sangue ”? È stato tutto come ti aspettavi?
Al contrario. Proprio per questo preferirei non parlare di questo mondo parallelo, a meno di non esserne costretto sotto tortura. Sottolineo solo l’assoluta passione che deve avere un autore per imbarcarsi in un’impresa del genere: se non si nutre un vero amore per ciò che si scrive è meglio lasciar perdere. Al momento, l’unica salvezza sono alcuni piccoli editori che hanno ancora il coraggio di credere negli scrittori esordienti. Ma sono realtà molto isolate e, purtroppo, in via di estinzione.

Mi ha fatto molto piacere sapere che il tuo libro è disponibile anche in versione audiobook. Un metodo originale e vincente per rivolgersi ad un pubblico più ampio. Qual’è, secondo te, lo stato di salute dell’editoria italiana? Trovi che la sempre più crescente diffusione degli ebook o la decisione di Amazon di pubblicare autori tagliando fuori dall’equazione gli editori possano in qualche modo dare nuova linfa allo stagnante e un po’ troppo autoreferenziale panorama letterario italiano?
Da quelli che sono i miei ritorni, l’editoria sta attraversando uno dei suoi periodi peggiori. I piccoli editori come il mio tentano coraggiosamente di aprire nuovi fronti; tuttavia si tratta di una scommessa alquanto rischiosa. Vuoi per la crisi economica, vuoi perché la gente legge sempre meno. È un dato di fatto. I fattori ebook e Amazon sono alternative affascinanti, se non l’ultima spiaggia, viste le premesse. Però non bisogna illudersi. Dietro al successo di un pugno di autori che si pubblicano in proprio, si cela una moltitudine di altri scrittori che non riesce a ritagliarsi la necessaria visibilità. Oltre che per la mancanza di mezzi economici, anche per le difficoltà intrinseche delle nuove tecnologie. A parte questo, una volta superati i primi scogli, resta comunque il problema di far conoscere la propria opera ai lettori. Sono convinto che il passaparola sia l’unica arma vincente. E Internet, in questo caso, è uno strumento molto potente.

Le prime e fondamentali letture che ti hanno avviato sulla strada dello scrivere?
Quali sono i tuoi autori feticcio, quelli che ami leggere e rileggere? E qual è il libro (o i libri) senza il quale non andresti da nessuna parte?

Be’, ho iniziato a leggere presto, dal momento che ho sempre avuto parecchi libri a mia disposizione, disseminati per casa. E questo ha rappresentato un fortissimo stimolo verso la lettura. Tra i primi libri che ho avuto per le mani, ricordo in modo particolare i Gialli per ragazzi della Mondadori; poi sono passato ai romanzi della serie Urania. Il salto successivo ha riguardato una folta pattuglia di autori inglesi e americani. Autori di bestseller. Ma non disdegnavo i saggi storici, soprattutto quelli attinenti il Medioevo. Non ho autori feticcio, ma se dovessi citarne alcuni ai quali sono affezionato più di altri direi Valerio Massimo Manfredi per gli italiani, e Ken Follett per gli stranieri. Tuttavia, come avevo anticipato, “Il nome della rosa” resta per me l’esempio del libro intramontabile. Lo lessi da ragazzo e ricordo che mi appassionò moltissimo. Al di là dei fiumi d’inchiostro che sono stati spesi per descriverlo, trovo che Eco abbia saputo miscelare in modo incredibile l’opera colta con l’intrattenimento. Il risultato è un libro perfetto, sotto ogni profilo.

3 imprescindibili regole per scrivere bene.
Silenzio, solitudine, concentrazione.

Qualche progetto per il futuro di cui ti va di parlarci?
Dunque, vediamo… Sto concludendo la prima stesura di un nuovo romanzo, di genere thriller. Mi trovo alle battute finali, e chi ne ha letto alcuni capitoli l’ha trovato molto intrigante. Se la fortuna mi assisterà, spero che la pubblicazione arrivi entro una data non lontanissima. Diversamente, vedremo. Incrocio le dita.

Grazie Francesco!
E per questa volta è tutto.Auguro, come sempre, a tutti una Buona Lettura e non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

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Tocchi mortali e Zombie Affamati

Apre il 10 maggio Il salone internazionale del Libro di Torino, la più importante manifestazione italiana del mondo editoriale, e durerà fino a lunedì 14.
Eccovi qualche proposta da tenere in considerazione ;)
E’ uscito da poco, per la Rizzoli, Schegge di me (Shatter Me), di Tahereh Mafi, romanzo d’esordio e primo volume di una trilogia paranormal romance YA (l’uscita del secondo volume “Unravel me” è prevista, in America, per il febbraio 2013) ambientata in un mondo che sta crollando a pezzi. Malattie di ogni genere stanno decimando la popolazione, il cibo è sempre più difficile da trovare, gli uccelli non volano più e le nuvole sono del colore sbagliato. In questo scenario apocalittico incontriamo la 17enne Juliette imprigionata, per omicidio, da un’organizzazione militarizzata, la Restaurazione che, con sistemi di varia natura, cerca di governare questa America disastrata.
Juliette ha si ucciso, ma involontariamente. Ha infatti il potere, e nessuno sa da dove le derivi, di uccidere, se il contatto è prolungato, con il solo tocco (ai fan di X-men verrà subito in mente Rogue).
La Restaurazione l’ha rinchiusa in una cella, dove isolata da tutti e temuta, la ragazza langue in solitudine e disperazione da ben 264 giorni. Scappare è impensabile, finché nella cella di Juliette viene gettato Adam, un soldato semplice, un ragazzo che Juliette conosce di vista (non ci ha mai parlato) fin da quando era piccola. Decisa a non fare del male più a nessuno Juliette cerca in tutti i modi di tenere Adam a distanza, ma una notte mentre la ragazza giace in preda agli incubi, Adam l’abbraccia per confortarla. E si scopre che il ragazzo è immune al “dono” di Juliette. Ora i due hanno una speranza di fuggire prima che Werner, giovane e dittatoriale capo della Restaurazione (con un debole per la nostra eroina) costringa Juliette ad usare il suo dono per uccidere chi si oppone a lui e scopra ciò che Adam sa fare. Riuscirà Juliette, con l’aiuto di Adam, ha trovare in se la forza di tramutare la sua “maledizione” in un vero e proprio dono al servizio di chi si oppone alla tirannia?
Non ci resta che leggere l’intera saga che come la fortunata “Hunger Gamesè già stata venduta in moltissimi Paesi del mondo e la cui acquisizione dei diritti cinematografici da parte della Twentieth Century Fox potrebbe preludere ad un adattamento cinematografico.

Altro libro da cercare alla Fiera, specificatamente per chi ama divertirsi tremando contemporaneamente di paura, è In trappola al Gil’s Diner libro d’esordio di A. Lee Martinez, uscito per la Delos Books.

Benvenuti al Gil’s All Fright Diner, dove gli attacchi zombie sono frequenti e nessuno sa cosa si nasconde nel freezer…
Duke ed Earl sono solo di passaggio nella Contea di Rockwood, quando sostano al Gil’s Diner per mangiare un boccone. I ragazzi non hanno intenzione di restare, almeno fino a quando Loretta, la corpulenta titolare del ristorante, non offre loro 100 dollari per sbarazzarsi degli zombie che ogni notte tentano di entrare nel suo locale. E dato che Duke è un licantropo ed Earl un vampiro, per i due squattrinati viaggiatori la proposta sembra una ghiotta opportunità di fare cassa.
Ma i morti viventi sono solo la punta dell’Iceberg. Qualcuno infatti pare voglia mandare via Loretta dal Diner, con la chiara intenzione di aprire le porte dell’inferno. Prima che Earl e Duke arrivino in fondo al mistero, dovranno vedersela con un’infinità di ‘complicazioni’ sovrannaturali, tra i quali: bovini zombie, un fantasma innamorato, una strega minorenne e il terrificante potere occulto del Pig-Latin.
E forse – solo forse – anche la fine del mondo.

Scabroso, emozionante ed esilarante, In trappola al Gil’s Diner vi solleticherà le braccia… prima di strapparvele via di dosso.
Come resistere?!? ;)

Augurandovi Buona Lettura vi lascio con il Booktrailer di “Schegge di me” ^_^

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Dark Shadows – Arriva il Soap Pop Gothic

La sempre più strana e vincente coppia Tim Burton-Johnny Depp colpisce ancora (siamo ormai all’8° collaborazione) portando in scena niente di meno che vampiri, streghe e maledizioni familiari. Ecco dunque arrivare questo 11 Maggio, in tutte le sale cinematografiche e in contemporanea con gli USA, Dark Shadows, ispirato all’originale e misconosciuta, almeno qui da noi, soap opera di culto omonima andata in onda sulla statunitense ABC dal 1966 al 1971 per un totale di 1225 episodi.
Depp, lietissimo di poter avverare il suo sogno di bambino, indossa in questo film i panni del vampiro Barnabas Collins.
Nell’anno 1752, Joshua e Naomi Collins, insieme al loro giovane figlio Barnabas, salpano da Liverpool, Inghilterra, per cominciare una nuova vita in America. Ma anche un oceano non basta per sfuggire alla misteriosa maledizione che affligge la famiglia. Due decenni passano e Barnabas ha il mondo ai suoi piedi, o almeno la città di Collinsport, Maine. Barnabas (Johnny Depp), signore di Collinwood Manor, è ricco, potente e un esperto playboy, finché non commette il terribile errore di innamorarsi di una bellezza di nome Josette Dupré (Bella Heathcote) spezzando il cuore di Angelique Brouchard (Eva Green). Una strega in tutti i sensi, Angelique lo condanna a un destino peggiore della morte, trasformandolo in vampiro e seppellendolo vivo. Due secoli più tardi, Barnabas viene liberato involontariamente dalla sua tomba ed emerge nel diversissimo mondo del 1972. Tornato a Collinwood Manor, scopre che la sua un tempo grande proprietà è caduta in rovina. Ciò che rimane della famiglia Collins se la passa poco meglio, e ciascuno nasconde oscuri segreti.
Deciso a ridare lustro alla sua dinastia e a riportare al successo l’azienda di famiglia ormai in rovina, Barnabas si rivela a Elizabeth Collins Stoddard (Michelle Pfeiffer), ma il comportamento piuttosto strano e anacronistico del vampiro solleva non pochi sospetti nella psichiatra Julia Hoffman (Helena Bonham Carter), che vede in lui una sfida clinica da non lasciarsi scappare (senza naturalmente immaginare in che guai si sta cacciando). Se poi aggiungiamo al tutto lo strano fratello di Elizabeth, Roger Collins (Jonny Lee Miller), la sua ribelle figlia adolescente Carolyn Stoddard (Chloe Grace Moretz), l’altro figlio di Roger, il fin troppo precoce David Collins ( Gully McGrath), la sua nuova tata Victoria Winters (Bella Heathcote), che è, misteriosamente, l’immagine speculare di Josette, unico vero amore di Barnabas, ed infine la molto influente Angie, dall’inquietante quanto sospetta somiglianza con la strega Angelique e decisa mettere i bastoni tra le ruote ai Collins, la frittata sembra fatta.

Se amate le storie d’amore ironiche e tormentate, i vampiri non proprio “luccicosi” ma comunque introganti, le atmosfere psichedeliche degli anni ’70 mischiate al gotico degli Addams, in Dark Shadows troverete più di una soddisfazione.

Se però prima di andarvi a vedere il film volete sapere qualcosa di più sul caro Barnabas potete sempre leggervi Dark Shadows-La maledizione di Angelique di Lara Parker in uscita in libreria per la Tre60.
Anch’esso liberamente ispirato dall’originale serie, Dark Shadows- La maledizione di Angelique (Dark Shadows. Angelique’s Descent) è il primo di una serie di libri (il secondo è Dark Shadows. The Salem Branch, mentre il 2 Ottobre 2012 è previsto l’arrivo nelle librerie americane del terzo volume di questa saga dal titolo Wolf Moon Rising) che Lara Parker ha dedicato alla serie originale in cui lei, colpo di scena, interpretava la bella e folle Angelique!

Eccovi la trama in breve di Dark Shadows- La maledizione di Angelique:
Isola della Martinica, XVIII secolo. Uno sguardo, e il destino di Barnabas Collins è segnato.
Per sempre. Il giovane ufficiale, infatti, s’innamora all’istante di Angelique Bouchard, una ragazza sensuale ed enigmatica dagli occhi profondi come il mare. E anche lei ben presto si lascia ammaliare da quel raffinato rampollo di una ricca famiglia del Maine. Così, quando poche settimane dopo il loro incontro lui le propone di sposarlo, lei accetta con entusiasmo. Prima di coronare il suo sogno d’amore, però, Angelique deve attendere un anno, il tempo necessario a Barnabas per intraprendere un lungo viaggio verso casa e ottenere la benedizione del padre. Ed è quindi soltanto al suo ritorno che Angelique fa una scoperta devastante: Barnabas ha smesso di amarla e ha già chiesto la mano di un’altra donna. Umiliata per l’affronto subito e accecata dalla gelosia, la ragazza gli giura allora una terribile vendetta: perché lei è un’adepta dello Spirito Oscuro, una strega esperta nell’arte della magia nera e in grado di condannare un uomo per l’eternità, trasformandolo in un vampiro…

Intrigante vero? Non ci resta che correre a conoscere l’affascinante Barnabas e la sua strana famiglia, e se proprio non potete resistere fino all’ 11 Maggio, eccovi il Trailer del film:

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Letto e Bloggato: Nero n°9

Inauguriamo questo, si spera, soleggiato Maggio con un nuovo appuntamento con Letto e Bloggato. Questa volta ci dedichiamo a “Nero n° 9” raccolta di racconti di Massimo Junior D’Auria (già autore di La vita degli altri), edita da Sogno Edizioni.

Sul Libro:

9 racconti.
9 storie slegate
dove il 9 non è solo un numero e
dove il nero si tinge di rosso sangue.
I prostagonisti sono avvinti in una spirale
senza uscita.
Nessuna quiete.
Nessun paradiso per loro.
Solo la dannazione è dietro l’angolo.
Tutto questo è:
Nero N.9

La mia opinione:
La brevitas, lo squarcio fatale, l’inattesa deviazione il tutto in 9 storie che diventano alfabeto di una tragedia sempre più comune: la banalità del male.
Fortemente connesse con la contemporaneità e con le sue “impurità” morali o esistenziali, le storie del libro ripercorrono l’accettabile tragedia di chi da vittima si tramuta in carnefice; la discesa nell’abisso degli esclusi, dei mediocri, dei disillusi.
In Nero n°9 signoreggia nei protagonisti l’egoismo tragico, la liberazione da tutti i vincoli, morali e non, per raggiungere il sollievo. Per approdare finalmente nella non infelicità.
Alternando vicende più vicine ai fatti di cronaca (Questione di sguardi, Artisti, Predestinazione, Tutta colpa sua, L’indegno) ad altre più intimiste (Io,puttana, Lettere al mago Gesuele) o dai temi meno vicini alla quotidianità (Caos, Vita Nuova), Massimo Junior D’auria conduce il lettore in un crudo disvelarsi dell’essere umano nei suoi momenti più bassi e feroci. Un libro che, seppur breve, risulta denso e avvincente e che, nonostante qualche passaggio un pò troppo prevedibile, soddisfa il lettore e lo invoglia a leggere altro dell’autore.

E ora l’intervista all’autore:

Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinato alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?
Ciao! Non posso che ringraziarvi per lo spazio concessomi. Sono uno studente di lettere moderne a Napoli. Ho due grandi passione: la lettura e la scrittura. Ho pubblicato due raccolte di racconti: “Nero n.9”(sogno edizioni,2010) e “La vita degli altri”(Arduino sacco editore,2009). Ho pubblicato anche qualche racconto in alcune antologie, ne ho curata una di prossima uscita(Nerinchiostro) per la Sogno Edizioni e attualmente curo anche una collana editoriale sempre per la stessa casa editrice.
Mi sono avvicinato alla scrittura da bambino, scrivevo su carta i film e i telefilm che vedevo, ovviamente modificando qualcosa della storia e dei personaggi, poi crescendo ho iniziato a scrivere storie completamente mie. E quindi eccomi qua, a perseguire questa strada.
La scrittura è innanzitutto un piacere e un hobby, non sono molto costante, ad esempio in questo periodo non sto scrivendo nulla, scrivo solo quando ne ho piacere, quindi senza alcuna costrizione di sorta. Sicuramente è una parte molto importante della mia vita e spero che continui a conservare una parte rilevante con il passare degli anni.

Come nasce questa tua raccolta di racconti? Ci puoi illustrare il percorso che ha dato vita a “”Nero N.9″ ” e magari spiegarci il significato del titolo?
Nero N.9 è nato quasi autonomamente, è come se fosse stato quasi un percorso naturale, anche se inaspettato. Dopo la pubblicazione del primo libro “La vita degli altri”, ho iniziato ad avvicinarmi alla scrittura del genere noir, grazie a qualche concorso e antologia. In alcuni sono stato selezionato ed in altri no, ovviamente. Così pian piano ho iniziato a scrivere dei racconti, non solo noir, dove il nero però era l’elemento cardine, un filo conduttore palese. Mentre ero ancora impegnato nella stesura dei racconti e riflettevo sulla loro organicità, quindi chiedendomi anche se fosse la scelta più giusta racchiuderli in un’unica raccolta, mi sono “imbattuto” nel numero 9 e nelle sue contraddizioni. A quel punto non ho avuto più dubbi, i racconti dovevano essere 9 e il libro doveva avere il nome che ha.

Dei tuoi racconti mi ha colpito la caratteristica di far compiere azioni efferate a persone assolutamente comuni. Visti i fatti di cronaca che ultimamente affollano i telegiornali e le prime pagine dei quotidiani pare proprio che l’arte imiti la vita. Come è stato trattate temi così attuali e allo stesso tempo così scomodi?
Sì, sicuramente una delle fonti d’ispirazione è stata la cronaca nera, così come lo è stata qualche lettura fatta prima di impegnarmi nella stesura del libro. Durante la scrittura, forse, perché preso da questa non ho neanche fatto caso alla questione, nonostante ci fossero alcuni temi effettivamente caldi(mi sovviene ad esempio quello della credulità popolare affrontato in “Lettere al mago Gesuele”). Solo dopo l’uscita del libro, con le varie interviste e presentazioni mi sono reso conto della vera importanza e attualità di questi temi. Sono contento di averli trattati, perché credo che una riflessione in più su questi argomenti non possa fare che bene. Sicuramente Nero N.9 non vuole essere un libro didascalico né potrebbe esserlo, però credo che porti il lettore volente o nolente alla riflessione.

Il noir sebbene sia una corrente con un seguito molto fedele in Italia è anche un genere un po’ sottovalutato. Da dove nasce in te l’interesse per il noir?Ci vuoi raccontare quali passi ti hanno portato dalla stesura dei tuoi racconti fino alla pubblicazione? È stato tutto come ti aspettavi?
Il noir da una parte ha sicuramente un ottimo seguito, d’altra parte spesso viene snobbato e considerato un genere culturalmente inferiore. Personalmente mi piace scriverlo e mi piace leggerlo, anche se non tutti i racconti di Nero N.9 sono ovviamente noir, perché ci sono discese nel fantastico che allontanano l’opera da quel genere.
L’interesse per il noir, probabilmente è una diretta conseguenza del mio interesse per la criminologia, in tal senso ho apprezzato molto “Il dizionario dei Serial Killer” di Newton, ma non ho potuto fare a meno di molte altre letture sui Serial Killer e sul crimine in generale(saggi sul proibizionismo, gangster e cose del genere).
Però come detto poco sopra quasi naturalmente sono stato portato a scrivere storie di questo genere. Ho provato a partecipare ad un concorso noir, scrivendo un racconto che poi non è stato selezionato, nonostante questo ho apprezzato l’esperimento e man mano la vena nera, più che noir, ha preso il sopravvento.
Dopo aver terminato Nero n.9 ho dovuto iniziare a decidere a quali editori inviarlo, ovviamente sono arrivate alcune offerte a pagamento, prontamente rifiutate(mai pubblicare a pagamento!), fino a che non mi sono imbattuto nella Sogno Edizioni che aveva aperto da pochissimo, ho mandato loro “Nero N.9” e a fine dicembre 2009 ho firmato il contratto. Ovviamente avendo già pubblicato un libro con un’altra piccola c.e. so bene i problemi di distribuzione e risorse che affliggono tutte le case di questa misura, ma non posso che dirmi soddisfatto. Ho avuto il pieno supporto dall’editore e loro si sono impegnati molto per promuovere le proprie pubblicazioni(con molte partecipazioni a fiere e iniziative del genere).

So che da poco sei diventato curatore della collana Orbite Nere di Sogno Edizioni. Vuoi parlarci un po’ di questo nuovo progetto?
La collana Orbite Nere curata dal sottoscritto si occuperà di racconti lunghi(o romanzi brevi) che non superino le 25’000 parole(minimo 20’000).
Ovviamente la pubblicazione non sarà soggetta ad alcun tipo di contributo e avverrà sia in cartaceo che in ebook.
La casa editrice di riferimento sarà la Sogno Edizioni di Genova.
I generi di cui si occuperà la collana sono: horror, noir, pulp e giallo.
Per conoscere le modalità di invio, basterà seguire questo link:
http://massimojuniordauria.wordpress.com/invio-manoscritti-collana-orbite-nere-della-sogno-edizioni/
Penso sia un’ulteriore occasione per gli esordienti di farsi leggere, in più prometto una risposta sia in caso di esito positivo sia in caso di esito negativo.

Qual è, secondo te, lo stato di salute dell’editoria italiana? Trovi che la crescita di spazi nella rete ( blog, social network,ecc.) o la decisione di Amazon di pubblicare autori tagliando fuori dall’ equazione gli editori, possano in qualche modo dare nuova linfa allo stagnante e un po’ troppo autoreferenziale panorama letterario italiano?
Sicuramente l’editoria italiana è una giungla, gli spazi per emergere sono pochi e ogni aspirante autore deve impegnarsi il massimo per ottenere risultati. Purtroppo il mercato è saturo perché ci sono editori che non scelgono i testi in base al valore, ma tenendo conto del portafoglio dell’autore, questo permette l’entrata in commercio di volumi che non sono ancora pubblicabili e quindi anche le opere pubblicate con cura(e non a pagamento) rischiano di rimanere impantanate, perché lo spazio va via via riducendosi. Non sono un grande fan dell’autopubblicazione, nonostante la consideri migliore rispetto ad una pubblicazione a pagamento. Tuttavia ritengo che gli editori seri siano ancora un filtro necessario per scremare un po’ le opere che altrimenti verrebbero pubblicate.
Venendo a mancare l’editore si rischia di inondare il mercato con moltissime opere che non sono pubblicabili e anche in questo caso quelle che sono di qualità rischiano di rimanere nascoste. A parer mio non si dà linfa in questo modo, si rischia solo di svilire agli occhi di un lettore ancora di più il medio scrittore esordiente.
Tutto il lavoro di pre-pubblicazione che viene fatto con un editore è necessario per migliorare l’opera, saltando questo importante passaggio, si rischia di mettere sul mercato un prodotto(purtroppo alla fine di quello si parla) grezzo.

Qual è per te il rapporto fra lo scrivere e il tempo? Ovvero quando, in quali momenti, sei solito scrivere? Segui più l’ istinto, l’ispirazione, o la ragione e quindi un certo metodo?
Seguo molto l’istinto e l’ispirazione, sono molto poco metodico, ma anche in questo caso vado a fasi alterne.
Ad esempio non ho mai usato alcun tipo di scaletta per i miei racconti, li ho scritti così come venivano, tuttavia per il romanzo che ho in cantiere ho dovuto buttare giù una scaletta in modo di strutturare i capitoli in modo chiaro(perché senza scaletta a volte avevo problemi a decidere cosa scrivere in un determinato capitolo).
Di solito scrivo di sera dopo le 23.00, ma non è sempre quello l’orario, capita che nei periodi di maggiore euforia più momenti liberi della giornata siano dedicati alla scrittura.

Le prime e fondamentali letture che ti hanno avviato sulla strada dello scrivere?
Quali sono i tuoi autori feticcio, quelli che ami leggere e rileggere? E qual è il libro (o i libri) senza il quale non andresti da nessuna parte?

Voglio partire da una premessa un po’ strana. Difficilmente rileggo i libri che mi sono piaciuti, il tempo è purtroppo poco, quindi preferisco leggere cose nuove piuttosto che cose già lette. Nonostante questo ogni tanto rileggo qualche racconto breve che mi ha colpito(ad esempio Kafka) o qualche passo di qualche romanzo al quale sono affezionato.
I miei autori preferiti sono essenzialmente tre: Kafka, King e Orwell. Leggo un po’ di tutto, sia classici che libri commerciali, ma questi sono i miei preferiti.
Penso che i libri che mi abbiano portato alla scrittura siano due:
“Tommyknocker” e “Le avventure di Sherlock Holmes”(ecco questo ad esempio l’ho riletto almeno un paio di volte).
A questi sono particolarmente affezionato.

Qualche progetto per il futuro di cui ti va di parlarci?
A settembre uscirà la mia terza raccolta di racconti “neri” sempre per la Sogno Edizioni, nel frattempo a fasi alterne sto scrivendo un romanzo al quale lavoro da anni e che spero prima o poi veda la luce, perché potrebbe essere un esperimento interessante.

E per questa volta è tutto. Vi lascio con il Booktrailer del libro e, ringraziando come sempre voi lettori e i tanti autori che continuano a proporci le loro opere, vi saluto, vi auguro una Buona Lettura e mi raccomando non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

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Guerre secolari e Inarrestabili punizioni

I fedeli lettori del blog sanno che non sono una grande appassionata del genere YA (young adult), ma questa volta mi sento di fare  un’ eccezione… Quando si tirano in ballo chimere e furie la mia curiosità letteraria inizia a svegliarsi ;)
Così eccomi a parlarvi di due libri in uscita il 4 Aprile.
Iniziamo con La Chimera di Praga, di Laini Taylor (si, l’avete già sentita nella raccolta Baci immortali),in uscita per la Fazi Editore, primo volume dell’originale trilogia YA Daughter of Smoke and Bone che mescola il classico libro di avventura, il tanto di moda urban fantasy con angeli e demoni e gustose atmosfere tipiche dei dark romance.
Protagonista indiscussa è l’orfana diciassettenne Karou, residente a Praga, dai naturali quanto improbabili e bellissimi capelli blu e ricoperta da una delicata filigrana di tatuaggi. È di casa nei vicoli più stretti di Praga come nei caotici mercati di Marrakesch, e parla quasi tutte le lingue del mondo, e non solo quelle umane. Oltre a non conoscere le sue origini Karou custodisce anche diversi segreti. Karou vive, infatti, una doppia vita, quella di normale studentessa di Arte e quella – segreta – che la vede entrare in un regno, un Altrove, dove porta avanti un commercio di denti (ok, è un pò strano ma nel libro se ne comprende la ragione, tranquilli) per conto del suo padre adottivo, Brimstone, un commerciante di desideri e anche una chimera, un essere demoniaco, in parte umano e in parte animale. Ma un giorno iniziano ad apparire su molte porte in giro per il mondo misteriose impronte nere. Delle sconosciute figure alate, arrivate da una fessura nel cielo, le imprimono nel legno e nel ferro. Si tratta di segnali che marchiano i portali che immettono ad “Altrove” e che Karou, nell’ambito delle sue “commissioni” per Brimstone, utilizza. La guerra tra chimere e angeli sta per scoppiare, come era già successo in passato. Ma questa parrebbe essere la volta definitiva. Akiva è un angelo allevato con un unico scopo: uccidere le chimere e chi è legato a loro. Ma l’affascinante Akiva incontra Karou nell’affollata città vecchia di Marrakesch… e non la uccide… E la storia comincia così come l’amore. Ma non aspettatevi un favola tutto zucchero e miele, ci saranno eventi tragici, abbandoni e ritorni inaspettati e sacrifici inimmaginabili.
Sappiate anche che i diritti cinematografici della serie di libri sono stati acquisiti da Universal Pictures ed è quindi possibile, visto l’alto gradimento americano, che anche il film venga realizzato.

Altro libro di genere che mi ha incuriosito, visto il soggetto non proprio comune, è “Il dono delle Furie“, romanzo d’esordio della scrittrice e giornalista americana Elizabeth Miles, in uscita per la Nord, primo volume della serie urban fantasy mitologica YA, The Fury.
Tre ragazze bellissime, tre ragazze dal sorriso indecifrabile e dallo sguardo ipnotico cui è impossibile resistere: in un piccolo paese come Ascension, non sorprende che la notizia del loro arrivo sia sulla bocca di tutti. Soprattutto per il mistero che le circonda: nessuno le ha mai viste prima, nessuno sa dove vivano. E nessuno immagina che quelle tre splendide fanciulle, invece, conoscono i segreti di ogni abitante della città. Come il vero volto di Chase Singer, l’astro nascente della squadra di football: dietro la maschera da bravo ragazzo, infatti, si nasconde una persona che, per raggiungere il successo, non ha esitato a calpestare i sentimenti della ragazza che amava, distruggendole l’esistenza. Come la relazione che, da qualche tempo, Emily ha col fidanzato della sua migliore amica, una relazione che nessuno avrebbe mai dovuto scoprire. Ecco perché Chase riceve in regalo un’orchidea rossa ed Emily ne trova una identica sul sedile dell’auto. È un avvertimento. È il dono che segna il destino di chi deve pagare per le proprie colpe. È il dono delle Furie il cui unico scopo è quello di distruggere le persone che fanno qualcosa che loro ritengono riprovevole. Nessuna clemenza, nessuna tendenza alla giustificazione, nessuna “visione in prospettiva”. Chi sbaglia viene punito. Sarà così anche per Em e Chase?
Se la vendetta è il vostro pane non potete perdervi chi della vendetta si nutre…E chissà che dopo aver letto il libro non ci pensiate due volte prima di fare qualcosa di sbagliato ^_^

Per ora le segnalazioni sono finite, se vi ho incuriosito eccovi due bei Booktrailer che potranno intrigarvi ancora di più ;)

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