Archive for Luglio, 2008

Hellboy,sempre di più!

Sembra impossibile ma, per una volta, la grande distribuzione la pensa evidentemente come me. Visto il grande sfoggio di mezzi messi in campo per pubblicizzare l’arrivo nelle sale del demonio rosso e il conseguente successo riscosso da quest’ultimo, la mondadori ha deciso di regalarci in Oscar Bestseller il fumetto  Hellboy. Un demone contro l’inferno. Il volume, firmato da un artista del calibro di Mike Mignola, comprende Il seme della distruzione, Il risveglio del demone, La bara incatenata e altre sei storie.

Non ci resta che precipitarci in libreria ;)

L’errore di Sherlock Holmes e La porta dell’inferno

Se non avete ancora appesantito le vostre valigie con volumi e volumetti da “spiluccare” durante le vostre meritate vacanze, eccovi due succose idee da prendere in considerazione.

Esce infatti in libreria “La porta dell’inferno”, terza avventura dell’investigatore Logan McRae personaggio creato da Stuart MacBride.

Dopo “Il collezzionista di bambini” e “Il cacciatore di ossa” ecco arrivare sui nostri scaffali grazie alla Newton una nuova avventura targata MacBride.

Trama :P er le strade di Aberdeen si aggira indisturbato un uomo con il cuore di una iena e gli occhi di ghiaccio. La sua follia omicida si accanisce sulle donne con crudele brutalità gli stupri sui quali lascia la sua firma di assassino compongono una lunga scia di sangue che parla di torture inaudite e orribili mutilazioni. Mentre niente e nessuno sembra poter fermare il serial killer, il caso finisce nella mani dell’agente Logan McRae. L’unica traccia a disposizione dell’investigatore è una serie di filmati dal contenuto esplicito in cui tutte le vittime del mostro fanno la loro comparsa. Logan McRae non ha altra scelta:spalancare la porta dell’inferno per immergersi in un mondo fatto di prostituzione, pornografia, pratiche sessuali violente e atti di libidine dagli esiti mortali. Un viaggio nel lato oscuro della perversione umana che Logan McRae è costretto ad affrontare. Con la consapevolezza che uscire vivi dall’inferno non è certo un fatto che si può dare per scontato.

Se invece amate i classici ma ambite comunque ad un pò di novità ecco quello che fa per voi:

IL CASO DEL MASTINO DEI BASKERVILLE di Pierre Bayard edito dalla Excelsior.

Un saggio che si propone di leggere il classico del grande scrittore inglese usando un diverso punto di vista. E se Holmes si fosse sbagliato?

La trama: Sir Charles Baskerville muore e lascia una fortuna in eredità. Ma per James Mortimer, medico e amico dell’aristocratico inglese, è un omicidio: anzi, ricorda la leggenda di un cane mostruoso che aveva già ucciso un antenato dei Baskerville. Holmes si lancia sulla pista e parte per la brughiera di Dartmoor. Il colpevole non sarà catturato, ma scomparirà negli acquitrini della zona. Bayard, però, svela che il metodo d’indagine polizesca del detective è tutt’altro che infallibile: indizi raccolti in modo arbitrario, medie statistiche confuse con leggi scientifiche e la sistematica sottovalutazione dovuta al punto di vista del narratore. Altro che pura oggettività e fredda razionalità. Così si riapre (sia pure pure per gioco) un caso apparentemente risolto.

La ricerca dell’assassino, però, è un espediente. Che porta il lettore sulle tracce del “complesso di Holmes”. Un rapporto “patologico tra un abitante del mondo reale e un abitante del mondo fantastico”. Una sorta di cortocircuito tra pubblico, autore e personaggio. Bayard ne ricorda due esempi. Da una lato Arthur Conan Doyle che vuole allontanarsi da un personaggio ormai “troppo ingombrante” per dedicarsi a romanzi storici e racconti di fantascienza: così decreta la fine dell’investigatore per mano del dottor Moriarty ne Il problema finale (e poi lo farà tornare per risolvere altri casi). Dall’altro il complesso è diventato visibile alla fine del secolo scorso con la reazione di autentica disperazione dei lettori alla notizia della morte del detective, come se Sherlock Holmes fosse una persona reale (a Londra, comunque, è possibile visitare lo studio dell’investigatore al 221b di Baker Street). Insomma, una questione che, a ben vedere, va ben oltre i romanzi di Conan Doyle e riguarda quel vasto territorio di confine tra lettore e opera. [tratto da Sherlock Magazine]

Non c’è che dire si preannuncia un’estate letterari ricca di sfiziose novità ;)

-2 Livello del terrore

Finalmente un film che chiarisce una volta per tutte quello che ogni italiano medio sa fin dalla nascita: lavorare troppo uccide.

Ora svelo l’arcano. Angela Bridges (Rachel Nichols) è la classica giovane donna in carriera. Sta in ufficio fino a tardi, rinuncia alle ferie e non ha praticamente una vita personale degna di questo  nome. Se la descrizione dell’eroina di questo film, firmato dal regista francese Alexandre Aja, vi suona famigliare vi conviene non andare al cinema il 25 Luglio. Datemi retta, potrebbe essere un pò traumatico.

Se poi l’ultimo natale l’avete passato al lavoro, ( se non siete stati costretti con tanto di pistola alla tempia forse avete bisogno di un “aiutino” psicologico) come la nostra brava Angela, allora questa pellicola non fa decisamente per voi.

A causa del suo “attaccamento” al lavoro la bionda stacanovista protagonista del film si ritrova sola con la macchina in panne nel garage sotterraneo del suo ufficio proprio la vigilia di natale. Naturalmente sono tutti andati a casa a festeggiare e trovare qualcuno che l’aiuti appare impresa impossibile anche perchè, come tutti sanno, il cellulare quanto più serve meno funziona. Ma ecco spuntare fuori Thomas (Wes Bentley) un giovane e premuroso addetto alla sicurezza che, dopo aver invano tentato di far partire l’ostinata automobile, invita Angela a dividere la cena natalizia con lui nel suo ufficio.

Demoralizzata e sfinita, Angela schernisce il ragazzo senza sapere che sono mesi che il caro Thomas la spia tramite le telecamere di sicurezza e che la macchina che non parte e l’invito a cena non sono certo fortunose coincidenze.

Si palesa quindi l’ossessione amorosa di Thomas e inizia una vera e propria caccia del gatto al topo. Riuscirà la nostra eroina non proprio simpatica a salvarsi la pelle e a uscire dall’infernale livello 2 del parcheggio?

Se siete curiosi potete godervi il Trailer del film qui

Non aspettatevi comunque un capolavoro. Per quanto alcune scene appaiono particolarmente sadiche e cruente il film si basa comunque su vecchi stratagemmi cinematografici. Nulla di nuovo, ma se volete svagarvi per qualche ora questa pellicola farà il suo dovere ;)

Dante 01: Nuovi brividi estivi dalla Francia

Per chi è costretto a restare in città e a sopportare il caldo di questi ultimi tempi, è in arrivo una bella distrazione.

Il 25 Luglio uscirà in tutte le sale l’ipnotizzante “Dante 01“. Frutto della geniale mente del regista/autore Marc Caro (di cui abbiamo già apprezzato l’abilità  e l’ironia in “Delicatessen“) il film, girato e prodotto interamente in Francia, vuole essere una nera parabola di redenzione in cui la speranza resiste a qualunque abuso. Pellicola ambiziosa, questa opera non vuole essere il solito “filmone fantascientifico” infarcito di battaglie interstellari e armi futuristiche. Pur ricordando infatti le atmosfere di film come “Alien” (tutta la storia si svolge su di un astronave),Dante 01si sforza di trattare il tema della spiritualità e dei misteri universali celati in ognuno di noi.

Trama: Nella prigione spaziale Dante 01(la prigione ha la forma di un ‘enorme croce e questo di sicuro non a caso), in orbita nell’atmosfera del pianeta infuocato Dante XXI, sono rinchiusi sei pericolosi criminali che hanno scongiurato la pena capitale, sottoponendosi a sperimentali esperimenti genetici. Monitorati costantemente da scienziati e secondini e dal sadico direttore Elise (Linh Dan Pham), i detenuti provano a resistere ai soprusi e alle disumane condizioni di detenzione. Istigati da César ( Dominique Pinon ), il loro leader aggressivo e paranoico, organizzano in gran segreto un piano per evadere. L’arrivo di St Georges (il nome gli deriva da un tatuaggio di San Giorgio che ha sul braccio ed è interpretato dall’intenso Lambert Wilson ) , unico superstite di un incontro con una forza aliena ,uomo allo sbando, posseduto dai suoi demoni interiori  ma  illuminato e dotato di poteri straordinari , in grado  di “rimettere” debiti e peccati, sconvolgerà però la routine del penitenziario, determinando il destino di oppressi e oppressori.

Thriller claustrofobico, Dante 01, trascinerà lo spettatore in un viaggio di dolorosa redenzione dove St Georges rappresenta il perdono estremo e l’amore assoluto per il prossimo.

Anche se “vittima” di critiche contrastanti, questo film mi attira parecchio. Senza dimenticare il fatto che non si tratta della solita megaproduzione hollywoodiana.

Se ne volete un assaggio (giusto per chiarirvi un pò le idee ^__^ ) potete trovare un bel trailer qui

La Torre Nera:La Lunga Via Del Ritorno.

Manca poco.

Il ka-thet sarà presto riformato.

La mitica Panini il 24 Luglio farà uscire in tutte le edicole il primo volume della nuova serie a fumetti tratta dai libri sulla Torre Nera scritti da Stephen King.

Dopo il successo della prima miniserie intitolata “La nascita del pistolero“, già edita dalla Panini, si rinnova la collaborazione tra il mitico re dell’horror e la Marvel Comics.

La nuova serie intitolata “La Lunga Via del Ritorno” (dovrebbero essere 4 volumi in tutto) riprenderà la storia da dove si era interrotta precedentemente. Dopo la morte del suo primo amore Susan Delgado, Roland e i suoi amici devono tornare a casa, a Gilead, ma il loro viaggio si rivelerà lungo e terribile.

Prequel degli avvenimenti narrati nella serie di romanzi, questa nuova avventura grafica annovera, come la precedente, la collaborazione per la stesura del soggetto di Stephen King e Robin Furth , l’adattamento dei testi di Peter David, mentre della grafica si sono di nuovo occupati Jae Lee e Richard Isanove.

Girano inoltre voci insistenti che  King stia lavorando ad un nuovo ciclo di romanzi dedicato alla Torre Nera che vedrà questa volta i nostri eroi partire per un viaggio che dalla Torre Nera li porterà a Gilead.

Speriamo bene….

Tornando però alla collaborazione tra King e la Marvel pare che sia in lavorazione una nuova avventura grafica dedicata questa volta all’universo di “The Stand” (L’ombra dello scorpione) di cui trovate due immagini in anteprima qui sotto.

Non mi resta che appostarmi in edicola ;)

Grandine e ringraziamenti.

Ieri, 13 Luglio, verso mezzanotte le cateratte del cielo si sono aperte e il mio povero giardino è stato bombardato da chicchi di grandine grandi come acini d’uva.

La devastazione è impressionante.

Dei miei fiori neanche più l’ombra e l’orto non è certo messo meglio!

Mi sento quindi in dovere di ringraziare la Cina, l’India e gli Stati Uniti D’America per non aver ratificato, o se l’hanno fatto  per fregarsene comunque, il protocollo di Kyoto.

Grazie a voi il mondo sta molto meglio!

E mi raccomando, non preoccupatevi per qualche piccolo disguido tipo tifoni,uragani,innalzamento dei mari e surriscaldamento della terra. Prima o poi tutto passerà…..E noi insieme a lui.

The Tudors. Se amate la storia……..

…..Non guardatelo!

Ok, forse sono stata troppo diretta e magari anche un tantino frettolosa visto che, in fondo, mi sono vista solo le prime due puntate. Ciò non toglie che, se siete tra quei fortunati che a scuola prendevano sempre 9 in storia, questa serie non fa proprio per voi.

Ma, andiamo con ordine.

La serie, targata Showtime, tratta i primi anni di regno di re Enrico VIII d’Inghilterra. Vedremo quindi il re alle prese con rivolte, congiure, guerre e tradimenti di ogni sorta ma soprattutto saremo testimoni (nostro malgrado ;) ) dei suoi tanti amori e delle sue passioni.

La narrazione della sua vita politica e privata  descrive Enrico VIII come un monarca ambizioso, passionale e rivoluzionario per la sua epoca. Educato dal filosofo Thomas More (Jeremy Northam), Enrico diventa Re d’Inghilterra a 18 anni, ereditando dal fratello sia il trono che la regina, Caterina d’Aragona. Il suo più fidato consigliere è il Cardinale Wolsey (l’esperto Sam Neill) , una figura complessa con ambizioni papali e divisa tra la fedeltà ad Enrico VII e alla Chiesa. Il rapporto conflittuale tra il re e i Cattolici raggiunge l’apice, quando Enrico VIII divorzia da Caterina d’Aragona per sposare Anna Bolena, che non voleva essere l’amante di nessuno, tanto meno del re. Nel pilot dopo aver pianto la morte dello zio, il re dichiara guerra alla Francia e salta nel letto di una damigella… (fonte: Mediaset Premium Gallery)

Tralasciando le tante inesattezze storiche (tipo confondere tra loro le due sorelle di Enrico, tanto da dire che fu Margareth ad andare in sposa in terra francese quando in realtà la prescelta per il compito fu Mary o “dimenticare” che il Papa che impedì le nozze tra Enrico e Anna Bolena fu Clemente VII) dico solo che nella serie Caterina d’Aragona (la veramente pregevole Maria Doyle Kennedy), prima moglie di Enrico, sembra avere l’età per essergli madre , mentre nella realtà storica era di soli 5 anni più vecchia di lui. Aggiungo inoltre che  ad interpretare Enrico è stato scelto un attore molto giovane e avvenente che con l’imponente sovrano non ha proprio nulla a che fare.

Per farla breve se amate le soap stile Beatiful condite con qualche bel costume d’epoca (l’unica cosa storicamente perfetta della serie)allora “The Tudors” vi piacerà da matti. Potrete gustarvi in ogni puntata (10 nella prima serie e altrettante per la seconda) Enrico VIII ( interpretato dal fisicato Jonathan Rhys Mayers) che si intrattiene piacevolmente con quasi tutte le dame di corte (tranne la moglie ovviamente) e un Anna Bolena (interpretata magistralmente da Natalie Dormer) che darà pieno spolvero di tutte le capacità seduttive conosciute nell’universo (e anche di qualcuna sconosciuta ^__^).

Mi resta solo da ricordarvi che la serie va in onda ogni Giovedì in prima serata su Canale 5 …Quindi buona visione ;)


Il Cavaliere Oscuro

Ricordate la serie televisiva degli anni ’60 che vedeva un Batman provvisto di maniglie dell’amore combattere assurdi criminali(abiti sgargianti e piani che contavano sempre per la loro perfetta realizzazione su macchinari giganteschi e più che mai folli) a suon di fumettistici “SBAAAM” O “CRAAASH” il tutto condito da inquadrature storte e riprese vorticanti ?

Rammentate il costumino super aderente (con tanto di capezzoli siliconati in bella mostra) indossato dal Batman (Michael Keaton) di Tim Burton nei film del 1989 e 1992 e le ambientazioni super- fumettistiche inventate dal geniale regista?

O forse vi sovviene il Batman sornione attorniato da cattivi iper-strampalati che Joel Shumacher ci ha regalato nel 1995 e 1997?

Se si, scordateveli!

Se vi aspettate dal film in uscita nei nostri cinema il 23 Luglio quell’immagine un pò infantile dell’uomo pipistrello resterete delusi.

Si, perchè con questa pellicola Christopher Nolan ci presenta non Batman, ma Il Cavaliere Oscuro.

Riprendendo le fila da dove si era interrotto “Batman Begins” ritroviamo il nostro oscuro eroe (scordatevi anche il costume dei tempi passati nelle varie gradazioni di blu, ora è solo di un profondo e opaco nero), interpretato dal sempre bravissimo Christian Bale, impegnato nella difficile battaglia contro il crimine. A coadiuvare i suoi sforzi ci saranno il ligio poliziotto James Gordon (Gary Oldman) e l’avvocato Harvey Dent (Aaron Eckart) che vede nella lotta al crimine un valido mezzo per accedere alla carica di procuratore distrettuale.

In un continuo cambio di prospettiva vedremo il nostro eroe tormentarsi per quello che il mondo che lo circonda lo costringe a essere e a fare. Attaccato da tutti i criminali di Gotham, posti sotto ricatto dal Joker (il compianto Heath Ledger) che minaccia di distruggere tutti i loro soldi  (il nostro super-cattivo li ruba in una rocambolesca rapina proprio all’inizio del film) se non uccideranno Batman, Dent e Gordon, Il Cavaliere Oscuro dovrà scegliere quanto in là spingersi  e quanto sie lecito abbandonarsi all’oscura tentazione della vendetta.

In un crescendo di spettacolarità (mai gratuita, grazie a Dio) Nolan trascina noi e il suo Cavaliere nel nero più cupo, costringendoci ad affondare nel Male e a chiederci quanto sia lecito usare tutti i mezzi che si possiedono per sconfiggerlo.

Contando su un cast spettacolare (rivedremo nei panni di Alfred il mitico Michael Caine mentre i panni di Rachel,amore mai consumato del nostro oscuro eroe, saranno assunti da Maggie Gyllenhaal in sostituzione di Katie Holmes),su un budget di circa 200 milioni di dollari e su una storia ricca di emozioni e approfondimenti psicologici, Nolan riesce a regalarci una versione di Batman assolutamente indimenticabile.

Un Cavaliere Oscuro inserito in una realtà dove il male ha più facce e si può nascondere oltre che sotto il trucco con cui si copre il viso devastato lo psicopatico di turno, anche nella piena luce del sole o sotto i riflettori di una popolarità ottenuta ad ogni costo.

Non vedremo quindi la Gotham umida e notturna a cui altri registi ci avevano abituato, ma viaggeremo nelle strade di una città come tante in cui il male può anche risiedere nella paura  e nell’ inaccettabilità di chi è diverso da noi.

In fondo come dice Dent :” O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo.”

Se volete avere qualche anticipazione cliccate qui

Dean Koontz, Il marito e una bella vacanza.

Finalmente arrivano le vacanze. Che disponiate di una sola settimana o di un mese non importa, se siete lettori voraci come la sottoscritta avrete comunque l’imbarazzo della scelta tra libri e libercoli proposti da amici e conoscenti. Si sa, basta un pò di tempo libero e immediatamente tutti accorrono a decantarti le supposte qualità di questo o quell’autore.

Quindi giusto per chiarirvi un pò le idee ;) aggiungo il mio consiglio:Dean Koontz.

Autore statunitense di grandissimo successo in patria è, da qualche anno, anche parecchio apprezzato dall’italico pubblico. Se volete passare qualche ora in balia di ritmi serrati, colpi di scena fulminanti, trame mai scontate e personaggi che amerete incondizionatamente (i buoni) o odierete visceralmente ( i cattivi), questo autore fa sicuramente per voi. Paragonabile per la scrittura fluida ma mai scontata allo Stepehen King degli anni migliori, Dean Koontz riesce sempre a coinvolgere il lettore senza mai annoiarlo.

Pubblicato dalla Sperling & Kupfer è uscito qualche tempo fa il suo ultimo romanzo “Il marito“.

Mitch è inginocchiato ad aggiustare un irrigatore sotto il sole californiano quando arriva la telefonata che gli sconvolgerà per sempre la vita. Qualcuno ha rapito sua moglie, e ora le sta facendo del male. Urla da gelare il sangue. Il riscatto è di due milioni di dollari, da versare entro sessanta ore. Ma Mitch è solo un giardiniere, come può trovare una cifra simile? La voce al cellulare gli chiede di guardare dall’altra parte della strada, dove un solitario passante porta in giro il cane. Uno sparo infrange la quiete mattutina e lo sconosciuto stramazza a terra, morto. Da quel momento Mitch viene risucchiato in un incubo che abbatterà, una alla volta, tutte le sue certezze faticosamente costruite, tutto il suo mondo. Impossibile chiedere aiuto alla polizia, i sequestratori intercettano ogni sua parola, seguono ogni suo spostamento. Impossibile chiedere aiuto ai genitori, due psicologi che hanno sempre usato i cinque figli come cavie, rifiutando con disumana determinazione ogni coinvolgimento affettivo. Gli darà una mano Anson, il fratello maggiore che ha sempre avuto successo in tutto. Ma è davvero.il più forte della nidiata, quello capace di proteggere i fratelli dalla scientifica crudeltà dei genitori, oppure è il frutto perfetto degli esperimenti paterni? E il dolce e remissivo Mitch, alla prospettiva di perdere l’adorata Holly che cosa riuscirà a estrarre dagli oscuri e inesplorati recessi del suo animo? Che cosa sarà capace di fare per amore? (Tratto da IBS)

Lo schema che Konnz usa in parecchi dei suoi romanzi si ripete ma non per questo perde di efficacia. Abbiamo di nuovo un normale cittadino, un tipo tranquillo per niente alla ricerca di guai, che improvvisamente si ritrova a dover fare i conti con l’imponderabile. Invischiato suo malgrado in una situazione ai limiti dell’immaginabile, il protagonista deve trovare in se la forza di venirne fuori. Ad ogni costo.

Punto forte di Koontz è proprio quello di dare come protagonisti ai suoi libri, personaggi comuni che vengono pian piano trasformati in veri e propri “eroi”.

Ne ” il Marito” manca l’elemento sottilmente sopranaturale che spesso l’autore inserisce. Resta comunque quella sottotraccia di speranza mai abbandonata che muove tutti i “buoni” dell’immaginifico koonziano.

Se voleste leggere altro di questo straordinario scrittore vi consiglio: “Il fiume nero dell’anima“, “Velocity“, “Il posto del buio“, “Strangers“, “Fuoco freddo“, “Lampi“, “Mostri“, “Le lacrime del Drago” ecc.

Se poi siete curiosi e volete conoscere meglio questo fantastico autore potete andare qui: www.deankoontz.com

Ken il guerriero: la leggenda di Hokuto continua.

Allora, prendete un giovane eroe all’inizio un pò ingenuo e bonaccione, toglietegli nel peggior modo possibile la fidanzata e quasi la vita, aggiungete un fratello sanguinario e un mondo post-apocalittico in cui la violenza la fa da padrone e otterrete…..Kenshiro, la copia sputata di Rambo in versione manga (c’è anche un pizzico di Bruce Lee, ma i giapponesi non lo ammetterebbero mai) con la tendenza a stracciarsi la maglietta ogni 3 minuti e l’hobby di far esplodere gli avversari (ma solo dopo averli debitamente avvertiti che hanno ancora circa 3 secondi di vita).

Se siete trentenni o giù di lì sapete di chi sto parlando, in caso contrario il 4 Luglio nei cinema potrete togliervi ogni curiosità.

Tutto ha avuto inizio nel 1983 quando l’editore Nobuhiko Horie chiese al creatore di manga Tetsuo Hara di creare un fumetto in cui il protagonista fosse un esperto di arti marziali in grado di eliminare gli avversari colpendo i loro “punti di pressione” e riducendoli, in conseguenza di una sanguinolenta esplosione, ad un ammasso di organi non ben identificabili. Hara, da buon disegnatore, creò due storie con protagonista il giovane Kenshiro. Anche se  in un primo momento l’ambientazione fu contemporanea si decise in seguito di modificarla e di trasporre la storia in un futuro post-apocalittico. La decisione fu dovuta al coinvolgimento nel progetto dello sceneggiatore Sho Fumimura,  noto anche come “Buronson”. Da sempre appassionato dei film della saga di Mad Max, fan di Bruce Lee e Sergio Leone (il suo soprannome ammicca a Charles Bronson), fu appunto Fumimura a decidere la nuova ambientazione. Prese così forma un mondo devastato in cui si presupponeva che esistessero due scuole di arti marziali, la Divina Scuola di Hokuto e quella di Nanto. Kenshiro, il successore della prima, all’inizio della storia si ritrova a lottare contro  Shin, rappresentante della Scuola di Nanto, e innamorato della fidanzata di Ken, Julia (si vedrà in seguito che le cose non stavano precisamente così). Ken, uscito sconfitto dal confronto, viene dato per morto. Riuscito invece a sopravvivere, il giovane guerriero da inizio al lungo viaggio che lo porterà a ritrovare la sua  amata perduta.

Come potete vedere gli ingredienti per un’epica saga ci sono tutti e, in seguito, sono stati aggiunto altri personaggi, amici e nemici, ampliando ancora di più una storia già di per se articolata. Ciò spiega la longevità di questo personaggio che è apparso in diversi film animati, manga e anime.

Ma Kenshiro ha ancora parecchie cose da dire. Esce infatti nelle sale italiane (Il 4 Luglio appunto) il film animato “Ken il guerriero-La leggenda di Hokuto”.

Ecco una breve descrizione di quello che vedremo:

Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto – Director’s Cut, è lo sviluppo del celebre fumetto “L’episodio del Mausoleo a Croce del Sacro Imperatore”, in cui Kenshiro combatte contro il Sacro Imperatore Sauzer. A differenza della storia originale (raccontata nel manga e nella serie tv), strutturata dal punto di vista del protagonista Kenshiro, nel lungometraggio l’attenzione si concentra su Raoul, il maggiore dei tre fratelli di Hokuto, lanciato nella sua corsa alla conquista del potere. In questa versione per il grande schermo, sarà finalmente mostrato al pubblico il profondo amore che costituisce le radici stesse della volontà di dominio che muove ogni piano del Re. Oltre a Raoul il dominatore e a Kenshiro il salvatore, un’altra figura importante è rappresentata dal Sacro Imperatore Sauzer, Pugno della Fenice di Nanto; quest’ultimo, al pari di Raoul, domina le genti con la violenza e intende conquistare il mondo. A testimonianza della sua crudeltà, Sauzer ha deciso di erigere il Mausoleo a Croce del Sacro Imperatore, simbolo del suo potere: per realizzare questa gigantesca costruzione ha dato il via a una spietata caccia ai bambini, impiegati per la realizzazione del suo folle progetto autocelebrativo. Ad osteggiare Sauzer ci sarà anche Shu, guidato dalla Stella della Benevolenza. Oltre a essere una valoroso guerriero della Scuola di Nanto, è anche colui che in passato ha salvato la vita a Kenshiro bambino. Egli, nel tentativo di bloccare la costruzione del Mausoleo e rimettere ordine nelle fila di Nanto ormai nel caos, organizzerà una vera e propria resistenza. “Nel momento in cui Nanto perde il suo giusto ordine, Hokuto fa la sua comparsa”: l’incontro tra Shuu e Kenshiro dopo anni verrà accompagnato proprio da queste parole. Alla fine, il destino degli uomini di Hokuto e di Nanto si compie nella leggendaria e mortale battaglia tra Kenshiro e Sauzer, il Sacro Imperatore, tramandatore del Pugno della Fenice di Nanto e possessore di un corpo sul quale non ha effetto l’Hokuto Shinken. Riuscirà Ken a fermare la violenza dello spietato Sauzer? Il leggendario combattimento tra Kenshiro e Sauzer vivo tuttora nei ricordi degli spettatori e dei lettori, è riproposto in questo lungometraggio con un’animazione di altissima qualità, accompagnato da effetti sonori più realistici e suggestivi. TRATTO DA COMING SOON.

Se volete altri assaggi eccovi il trailer: qui

E si, devo ammettere che mi è proprio mancato il caro Ken e i suoi “Uattaaaaaa” stile mitragliatrice.  ;)

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