Archive for Febbraio, 2009

Novità da “ascoltare”

Grazie a Dio esiste la globalizzazione!!

E quello che viene da esclamare alla notizia che il canale satellitare FOX proporrà la nuova serie di culto canadese “The listener” in anteprima mondiale in 180 paesi tra cui, fortunatamente, anche l’Italia (arriva addirittura prima da noi che in America!). L’uscita prevista per i primi di Marzo vedrà apparire si nostri schermi il bravo   Craig Olejnik (I 13 spettri, Runaway ) che interpreta Toby Logan, paramedico venticinquenne che scopre di possedere dei poteri sovrannaturali che gli permettono di leggere il pensiero. Da qui l’inizio della sua avventura e la consapevolezza parkeriana che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Con qualche iniziale difficoltà e ripetuti scoraggiamenti, Toby comincerà a dominare il suo potere e usarlo con saggezza: la sua vita sarà il risultato di un delicato equilibrio tra la forza delle sue incredibili facoltà e il desiderio di una normale vita da ventenne.

Toby inizialmente è riuscito a tenere nascosto questo dono e lo ha sperimentato solamente con il suo mentore, il dottor Ray Mercer (Changeling). Ora, però, il suo lavoro lo porta, insieme al collega paramedico Osman “Oz” Bey (Ennis Esmer) a contatto con molte persone bisognose di aiuto. Con l’appoggio del detective Charlie Marks (Lisa Marcos) e della dottoressa, nonché ex fidanzata, Olivia Fawcett, presto Toby si renderà conto che grazie al suo potere può veramente aiutare gli altri in maniera diversa.  La prima stagione della serie conta ben 13 episodi e si spera che presto ne venga prodotta una seconda. Se amate i medical drama conditi con un pò di paranormale questa serie tv fa per voi! ;)

Riemersa momentaneamente dal mio letto di dolore (ho un’ influenza che nemmeno Gozzilla riuscirebbe a sconfiggere) colgo l’occasione per ringraziare sentitamente il trio diabolico detto comunemente Gilappa’s Band per avermi tirato su il morale con la loro esilarante trasmissione radiofonica su RadioDue “Rai dire Sanremo”.

Vedere il Festival senza il loro commento in sottofondo sarebbe come mangiare del gelato sciolto.

Onore al merito a chi riesce a farmi ridere fino allae lacrime anche se ho 39 di febbre!

Fino all’ultimo…Cuore!

Accoppiati o scoppiati, è arrivato il temuto giorno. I primi dovranno scervellarsi per trovare un regalo che non faccia scappare la loro dolce metà urlando, mentre i secondi si dovranno sorbire tonnellate di cuori rossi sparsi un pò dovunque e sbaciucchiamenti, stile idraulico sgorgatutto, ad ogni angolo. Come sopravvivere?

Personalmente ho deciso di abolire tale sdolcinata festa dal mio calendario. Certo un fiore in regalo fa sempre piacere, ma perchè limitare un gesto d’amore ad un solo giorno, col rischio poi di nauseare ogni essere dotato di un minimo di sale in zucca con tutti gli inutili fronzoli e orpelli che addobbano le vetrine?

Ecco dunque il mio antidoto. Un bel film horror. Si, avete capito bene. Proprio uno di quelli splatter dove sangue e visceri si spandono in ogni dove e in cui la ragazzotta di turno si fa inseguire urlante dal solito psicopatico mascherato.

Devo ammettere però che quest’anno la fortuna mi ha arriso vista la più che tempestiva uscita di “Venerdì13” remake della storica pellicola diretta nel 1980 da Sean S. Cunningham.

Chi segue questo blog sa che i remake non sono certo tra le mie cose preferite, ma spero comunque che almeno in questo caso la mia diffidenza si riveli ingiustificata.

Diretto da Marcus Nispel e con attori giovani tra cui il “caro” Jared Padalecki (il bel Sam Winchester del serial Supernatural) questo film riprende in tutto e per tutto il suo inossidabile precursore.

Trama:E’ venerdì 13 giugno ed un gruppo di adolescenti va a lavorare in un campeggio, Camp Crystal Lake, che sta per riaprire. Alcuni anni prima, nello stesso campeggio, un ragazzino di nome Jason Voorhees era annegato a causa della negligenza dei giovani responsabili, e gli stessi due responsabili dell’accaduto erano stati uccisi mentre si erano nuovamente appartati di nascosto. L’orrore inizia prima dell’arrivo al campo quando una ragazza, la futura cuoca del campeggio, accetta un passaggio dall’assassino e viene uccisa dopo un breve inseguimento in mezzo al bosco. Scende la sera e si avvicina un temporale, i ragazzi del campo sono sparsi nei vari capanni e l’assassino ne approfitta per ucciderli uno ad uno…

Famigliare vero?

Se siete curiosi e volete gustarvi qualche scena eccovi il trailer…….E buon San Valentino a tutti ;)

Fino al punto di rottura.

Arrivata da poco sui nostri schermi, grazie alla sempre apprezzabile programmazione del canale satellitare AXN, la prima stagione della serie action-poliziesca “Flashpoint” sta già mietendo fan.

Incentrata sulle  emozionanti avventure dei membri della SRU, Strategic Response Unit, un corpo speciale, guidato dal Sgt. Gregory Parker ( Enrico Colantoni già visto in Veronica Mars), che si occupa di risolvere situazioni critiche che coinvolgono ostaggi, pazzi criminali e terroristi, la serie la cui prima stagione è composta da soli 9 episodi ( e meno male che in America se ne sta già producendo la seconda) va in onda tutti i Martedì alle 21.

In Flashpoint questi agenti speciali devono svolgere vere e proprie indagini psicologiche nelle menti dei criminali, al fine di utilizzare contro di essi le loro stesse debolezze e raggiungere così il loro punto di crollo, il loro flashpoint. Una serie adrenalinica, ricca di momenti di vera tensione, basata su casi reali vissuti dai membri del Toronto Police Emergency Task Force.

Nel cast anche Amy Jo Johnson ( ex- power rangers)che interpreta l’agente Julianna “Jules” Callaghan e Hugh Dillon ( già visto in  Durham County) nei panni dell’agente Ed Lane.

Un telefilm da non perdere per chi ama le emozioni forti in un contesto comunque ben costruito e ricco di umanità.

L’intervista che tutti noi avremmo voluto fare.

Non amo particolarmente i film biografici o pseudo tali. Di solito li evito come la peste. Perchè farsi defraudare da ogni illusione, quando se ne può tranquillamente fare a meno?

Mi ha però incuriosito, e parecchio, l’idea del brillante Ron Howard di trasporre in 2 ore di pellicola la storica intervista rilasciata dall’ex-presidente Nixon ( il bravissimo caratterista Frank Langella) all’allora non famosissimo (nè tanto impegnato) giornalista televisivo David Frost (quel Michael Sheen già visto ed apprezzato in The Queen).

Era il 1977 e  oltre 45 milioni di spettatori americani ebbero l’occasione di sentire per la prima volta il loro ex- presidente ammettere (suo malgrado) le responsabilità avute nel famoso caso Watergate.

Il film, però, oltre a riproporci quello storico e imperdibile momento affronta principalmente le vicisitudini e manovre che portarono al più avvincente duello mediatico mai andato in onda.

La storia mette subito in scena le loro diverse personalità e motivazioni. Frost – ex comico, giornalista noto soprattutto per i suoi talk show patinati con le celebrità dell’epoca – decide di reagire al suo probabile declino organizzando una serie di interviste all’ex presidente. Il suo scopo è chiaro: vuole dimostrare di essere un giornalista di serie A. La sua speranza, invece, è passare alla storia come colui che spinse Nixon a confessare l’inconfessabile.

Dall’altro lato c’è proprio lui, l’ex inquilino della Casa Bianca. Lo ritroviamo tre anni dopo le dimissioni obbligate, dopo le tante inchieste aperte contro di lui per lo scandalo Watergate (già al centro di un altro film cult sui rapporti tra politica e giornalismo, Tutti gli uomini del presidente). Poi il suo successore, Gerald Ford, gli concesse la grazia presidenziale. E così lui, costretto in una sorta di ritiro dorato, vede nel faccia a faccia con Frost la possibilità di un lauto guadagno (per farlo gli vengono offerti molti soldi). Ma soprattutto la possibilità di riabilitarsi davanti a un giornalista in teoria malleabile.

Del resto Nixon, fino a quel momento, non aveva mai ammesso alcun coinvolgimento, in quel bruttissimo affaire di spionaggio politico, intercettazioni illegali e abuso di potere per la rielazione. Nemmeno quando i suoi più stretti collaboratori erano stati processati e condannati.

Così il film ricostruisce, come in un match di pugilato, la preparazione dei due contendenti alla sfida (i collaboratori di Frost sono interpretati da Matthew MacFayden, OLiver Platt e Sam Rockwell, il braccio destro di Nixon da Kevin Bacon). E, infine, il duello. E da allora, la storia politica americana non è stata più la stessa…   [TRATTO DA LA REPUBBLICA.IT)

Un film da non perdere sicuramente, se non altro per vedere un ex-presidente truffaldino finire finalmente sulla graticola.

Per i curiosi eccovene un assaggio:

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