
Deve esserci una buona dose di masochismo latente nella mia persona. Insomma, dopo essermi vista l’un pò troppo lungo “2012” e aver fatto salire la mia paranoia a mille eccomi alla prese con un altro film piuttosto claustrofobico e apocalittico.
“Pandorum” (e no, non si tratta di un cinepanettone…
spiritosi!) uscito da poco nelle sale americane (non si sa ancora quando approderà qui da noi), scritto dal bravo Travis Milloy e diretto dall’eccellente Christian Alvart, è un film che riesce a catturarti fin dai primi fotogrammi.
Due astronauti si risvegliano quasi contemporaneamente da un sonno artificiale e non ricordano nulla. Ne chi sono ne dove sono. Piano, piano iniziano a mettere insieme indizi e scoprono di trovarsi sull’astronave “Elysium”. Impossibilitati a raggiungere il ponte di comando (la porta risulta inspiegabilmente bloccata) uno dei due, Bower (un indimenticabile Ben Foster) passando da un condotto di servizio cerca di arrivare al nucleo della nave per riattivare almeno l’energia che dovrebbe permettere alla nave di “risvegliarsi”. Nel frattempo Payton (un Dennis Quaid forse un po troppo sotto tono) guida il suo compagno tramite i pochi sensori a disposizione.
Peccato che Bower scopra presto che la nave non è vuota e che anche se dei passeggeri e dell’equipaggio non sembra esserci traccia in compenso qualcosa d’altro vaga per l’enorme nave e non sembra nulla di amichevole, ma anzia qualcosa di affamato.
Incrocio ben riuscito tra “Alien” e “The Descent“, questo film, pur essendo stato criticato aspramente in patria, merita di essere visto. Era da tanto che non mi capitava di farmi trascinare così da una storia. Finalmente torna la fantascienza pura, che anche senza tanti effetti speciali, riesce comunque a ipnotizzare gli appassionati come me.
Eccovi il trailer:

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