Archive for Dicembre, 2010

Auguri!!

Giusto un piccolo post per augurare a tutti un Capodanno spettacolare e un 2011 pieno di amore, fortuna e soddisfazioni.

Ci vediamo l’anno prossimo ;)

Visite dal cielo


No, non sto parlando del caro Babbo Natale. Anzi, se tutto questo buonismo festivo vi ha un pò stufato non dovete che aspettare il 14 Gennaio per godervi una bella apocalisse versione “salve siamo una flotta di astronavi aliene venute per sterminarvi!”…Che goduria!!
Skyline, perchè e di tale film che vi sto parlando, sembra il solito prodotto fantascientifico apocalittico tipicamente americano. Potrebbe piacermi? Certo!
Potrebbe sorprendermi? Ci credo poco, ma perchè no?
Quello che è sicuro è che la trama appare trita e ritrita e a meno di mirabolanti interpretazioni da parte dei protagonisti (Eric Balfour in primis) non sto certo a mordermi le mani nell’attesa di vederlo.
Per farvi capire un pò di cosa tratta eccovi la sinossi:
A Los Angeles, dopo una notte di bagordi, un gruppo di amici nota una serie di raggi di luce che scendono dal cielo. I raggi svegliano tutta la città e iniziano ad attirare persone come le fiamme attirano le falene. I ragazzi scopriranno presto che una volta attirate dalla luce ed entratevi in contatto, le persone svaniscono nel nulla e che queste forze extraterresti minacciano di cancellare l’intera popolazione mondiale dalla faccia della Terra.
Vi sembra famigliare? Possibilissimo.
E allora, vi chiederete, perchè cavolo ce lo propini?
Perchè sono sadica!
No, scherzo ;)

Ve ne parlo per metterlo a confronto con una piccola perla trovata in rete versione streaming. Film prodotto e girato in Svizzera (si, si fanno film anche lì) Cargo(del 2009) è uno sci-fy movie con tutte le carte in regola per poter essere definito un piccolo capolavoro. Girato con un budget che non tocca nemmeno lontanamente quello di Skyline, il film d’esordio di Ivan Engler è ambientato nell’anno 2267, in uno scenario in cui la Terra è diventata inabitabile e la maggior parte della popolazione vive su immense stazioni orbitanti sovrappopolate ( insomma ricalca il classico tema viaggio spaziale di lunga durata). La storia però parla di una nave cargo (la Kassandra, e il nome non è un caso) diretta verso una destinazione misteriosa. All’ equipaggio, già ridotto all’osso, si aggiungono un nuovo medico di bordo, Laura Portmann (Anna-Katharina Schwabroh) che vuole guadagnare abbastanza soldi per andare su Rhea (pianeta lontano e pulito, miraggio che solo i più ricchi e i più fortunati hanno potuto permettersi di raggiungere), per iniziare una nuova vita al riparo dall’inquinamento e dell’angoscia che regnano sulla Terra e soprattutto per ricongiungersi con la sorella, e un misterioso funzionario della megacompagnia che si occupa dei trasporti, Samuel Decker (un intenso Martin Rapold).
Costretta a vigilare da sola per un lungo periodo sulla nave (gli altri membri sono congelati criogenicamente fino all’arrivo del loro turno di veglia), la dottoressa dovrà fare i conti con misteriose presenze e con una verità che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.
Quindi, se volete godervi un gran bel film e non vi spaventano un pò si sottotitoli, vi consiglio Cargo…e per Skyline si vedrà ;)
E che la fantascienza sia con voi ^_^

Famiglie anormali


Dopo vari infruttuosi tentativi, sono finalmente riuscita a “rotolare”(vista la mia forma sferica post bagordi natalizi) al pc…Impresa non da poco, credetemi ;)
Comunque, visto lo sforzo, cercherò almeno di mettere insieme un post decente…o quasi *_*
A gennaio, il 10 sul web e alla fine del mese in libreria, sarà possibile mettere le mani sul tanto atteso 10° volume del ciclo di libri Sookie Stackhouse/Southern Vampire Mysteries aka True Blood di Charlaine Harris edito da Delos Books.
Volume che ci metterà finalmente in pari con le uscite americane!
Morto in famiglia, questo il titolo del libro, avrà come tema centrale i “legami di famiglia”, a tutti i livelli e per molte creature, umani, vampiri, Fae, mannari e mutaforma (resi noti al mondo grazie alla Seconda Grande Rivelazione avvenuta nel libro precedente).Naturalmente ci saranno anche numerose sottotrame a rendere imperdibile la lettura del volume che si preannuncia vitale per l’approfondimento di parecchi personaggi. Eccovi qualche assaggio:
Amelia lascia Bon Temps; Claude (il bel cugino fae/gay di Sookie)… chiede a Sookie di andare a vivere con lei; Bill soffre per avvelenamento da argento e di depressione e la nostra caritatevole (fin troppo, se volete un mio parere) cameriera/telepate andrà a cercare un parente che possa aiutarlo; l’antico creatore di Eric fa la sua comparsa (insieme al suo amante…ma che sorpresa!!!); esseri fatati che non sono rimasti sigillati nel loro mondo (dopo la chiusura del portale avvenuta nel libro precedente), incrociano pericolosamente la strada di Sookie; i mannari e i mutaforma ricalibrano la vita nell’ambito della loro nuova posizione nel mondo.
E poi…Sookie vivrà un’avventura singolare legata ai mannari di Alcide; inoltre, all’inizio, avrà un’aggressività che farà felici i fan di Anita Blake (finalmente forse la ragazza si darà una svegliata!!!!); gli strani parenti della nostra eroina saranno in bella mostra; ci saranno interessanti e toccanti scene familiari relative a Bill e ad Eric; il rapporto tra Sookie e Pam si approfondirà; Sookie rifletterà sulla possibilità di diventare una vampira (O MIO DIO!!! °__°); Jason mostrerà di essere sulla via della maturazione (doppio O MIO DIO!!!!) e l’idea di famiglia che coinvolge Sookie, Eric, Pam, Jason e Claude si farà strada (VOGLIO QUESTO LIBRO!!!!).
Ok, se non vi basta questo per correre in libreria, non so proprio cosa ci vorrebbe!!! ;)

A dopo…


Spaparanzata sul divano, con tutta l’intenzione di annegare per un pò in una bella coppa di vin brulé auguro a tutti voi un Natale ricco (soprattutto di sentimenti) e felice. Ci risentiamo presto…Se la fatica dei preparativi per il cenone non mi toglierà di mezzo prima ;)

Anteprime criminali


Per il nuovo anno arrivano anche novità sul piccolo schermo. Nello specifico su Fox Crime dal 6 Gennaio ci potremo gustare la nuova serie poliziesca “Luther“.
Composto da una prima stagione di 6 episodi (ne è già stata commissionata una seconda dalla rete inglese BBC) il telefilm segue il personaggio di John Luther (Idris Elba), un ispettore della omicidi di Londra di grande talento, la cui mente brillante non sempre può salvarlo dalla forza delle sue passioni. Luther è, infatti, un detective che ha avuto guai con la giustizia a causa di un uomo che ha lasciato cadere nel vuoto, e che non si è più risvegliato dal coma.
Luther, troppo coinvolto emotivamente nei casi che affronta, si spinge spesso oltre il limite del lecito, stabilendo un feeling psicologico con i killer. Abbandonato dalla moglie nel periodo dell’inchiesta che lo aveva coinvolto, si ritrova solo e non riesce ad accettare che lei si sia rifatta una vita. La ama ancora (scende addirittura a patti con una killer psicopatica per salvarla) e anche lei, Zoe, sembra amarlo ancora.
Il suo creatore, Neil Cross, ha detto che Luther è influenzato sia da Sherlock Holmes sia dal tenente Colombo: la natura dell’intelletto Luther e la sua applicazione alla soluzione di crimini è paragonabile a quella di Holmes, mentre l’uso del “formato del detective alla rovescia” (in cui il pubblico è consapevole dell’identità del criminale, ma non di come saranno catturati, in contrapposizione al formato convenzionale in cui il pubblico scopre il criminale, come anche i personaggi) è stato ispirato da Colombo.ù
Una serie crime, insomma, che potrebbe anche farsi apprezzare parecchio. Speriamo!!!

Intanto io auguro a tutti Buone Feste e un arrivederci a dopo ^_^

Caldi Risvegli


Mentre inauguro il peggio della moda, la coperta dotata di maniche, e mi congelo lentamente sognando di eclissarmi per qualche mese alle Bahamas, vi dò qualche dritta per il dopo feste. Quando sarete irrimediabilmente ingrassati di qualche chilo e alle prese con regali di cui non avreste mai sospettato l’esistenza e la cui utilità vi sarà oscura potrete sempre fare un salto in libreria e consolarvi con il 4° volume della serie paranormal romance La Stirpe di Mezzanotte di Lara Adrian.
In uscita il 13 Gennaio, edito dalla Leggereditore, “Il bacio del risveglio” si preannuncia “gustoso” quanto i precedenti (Il Bacio di Mezzanotte, Il Bacio Cremisi, Il Bacio Perduto).
TRAMA: Per salvare la sua carriera, la giornalista Dylan Alexander ha bisogno di una grande storia. Mentre sta facendo un’escursione in un tranquillo angolo dei monti della Boemia si imbatte in una scoperta assolutamente inattesa, grazie all’apparizione di uno spirito.
Dylan verrà quindi spinta in un oscuro mondo ultraterreno di ombre e bugie, sangue e guerra, dove sarà improvvisamente alla mercé di un uomo pericoloso ferito nel corpo e nello spirito, chiamato Rio. Un uomo che è più che umano: è selvaggio, è indomito, è mortale…
E non si fermerà davanti a nulla per impedire a Dylan di raccontare la sua storia.
Tra le sue braccia, Dylan scoprirà che la linea di demarcazione tra predatore e preda è sfocata e che la passione è profonda e ardente come la notte stessa.

Finalmente il tanto atteso capitolo dedicato a Rio, tradito dalla sua compagna all’inizio della saga. Non vedo l’ora di leggere anche questo!

Diari Insanguinati


Regalo di Natale anticipato o ennesimo tormentone dotato di canini?
Per chi non si è già gustato la serie in streaming o sul digitale terrestre, ecco giungere questa sera, alle 21 e 10 su Italia1, la risposta con la messa in onda dei primi episodi della serie Vampire Diaries.
Telefilm della CW, tratto dall’omonima saga dall’autrice americana Lisa J. Smith (pubblicata in Italia dalla Newton Compton), Vampire Diaries racconta le vicende di Elena,Stefan e Damon. Un fatale trio le cui “vite” saranno intrecciate da mistero, paura, amore e ossessione.
Elena (Nina Dobrev) è una studentessa modello fino a quando, un giorno, i suoi genitori muoiono in un incidente stradale. La sua vita stenta a ripartire ma l’incontro con Stefan (Paul Wesley) , un misterioso ragazzo trasferitosi da poco a Mystic Falls (e come altro si poteva chiamare un posto scelto dai vampiri per svernare un pò?!?), sembra ridarle una nuova ragione. Ma Stefan cela un segreto (dentini aguzzi in arrivo!) E mentre Elena pensa di aver finalmente ritrovato la felicità, la tranquillità della cittadina viene scossa da una serie di omicidi, proprio in concomitanza con l’arrivo in città del bizarro, affascinante e crudele fratello di Stefan, Damon (Ian Somerhalder) (altro vampiro). Ed eccoci alle prese con due vampiri, Stefan intenzionato a vivere quanto più possibile da umano, e Damon pienamente soddisfatto del suo status di immortale assassino cacciatore. Se poi al tutto aggiungiamo ormoni adolescenziali a profusione e una ragazza che non sa decidersi tra i due fratelli, la tragedia è servita…Altro che Beautiful!
Poco soddisfatta (è un eufemismo!) dei libri della Smith, spero di rifarmi almeno con la serie tv. Se poi si rivelasse un fiasco, posso sempre togliere l’audio e gustarmi panoramiche insonorizzate dei due protagonisti maschili….Decisamente interessanti! ;)
Ai vampirofili l’ardua sentenza!

Intanto eccovi un bel trailer:

Turisti in ferie


Mentre il Natale si avvicina sempre più, con il relativo carico di stress per noi che ci ristroveremo la casa piena di parenti mezzi ubriachi, possiamo sempre rifugiarci in una sala cinematografica buia al punto giusto. E visto che in questi giorni, per la precisione il 17 Dicembre, uscirà The Tourist l’idea mi pare sempre più attraente.
Come resistere alla coppia Jolie/Depp per la prima volta insieme alle prese con un thriller romantico?!?!
Frank (Johnny Depp) è un turista americano che si trova in vacanza in Italia per cercare di lasciarsi alle spalle un passato di sofferenze amorose, ma mai avrebbe potuto immaginare che questo viaggio avrebbe sconvolto la sua vita. Tutto inizia quando conosce Elise (Angelina Jolie), una donna travolgente e misteriosa, e ne resta folgorato. Ma l’incontro è tutt’altro che casuale e, inseguendo una potenziale storia d’amore, Frank si troverà presto invischiato e travolto in una spirale di intrighi e pericoli, sullo sfondo di una Venezia mozzafiato.
Diretto da Florian Henckel-Donnersmarck il film vedrà i nostri patinati attori hollywoodiani vagare tra Prigi e Venezia, il tutto coadiuvati da attori italiani quali Nino Frassica, Giovanni Guidelli, Raoul Bova, Christian De Sica.
Insomma, se i cinepanettoni vi terrorizzano, questa pare un’alternativa valida, che ne dite? ;)

Nuovi Autori (15)


Ed eccoci arrivati all’ultimo appuntamento con Letto e Bloggato prima della pausa natalizia. Ne approfitto per ringraziare tutti gli autori che si sono proposti per questo spazio. E, naturalmente, ringrazio tutti i lettori della rubrica per non averci abbandonato a noi stessi ;)
Questa settimana parliamo di “Strade di uomini, donne e animali“, raccolta di racconti scritta dal fotografo/autore casertano Stefano di Stasio, edita da Il Filo del Gruppo Albatros.

Sul Libro:
Dodici racconti per dodici piccoli squarci di realtà. Drammatici, surreali, grotteschi, spesso divertenti. Una girandola di personaggi tracciati con righe essenziali emerge dalle pagine di questa raccolta. Sono storie minime di solitudine e viaggi pieni di speranza, di discorsi politici in un negozio di fotografia, di sogni e di follie quotidiane, di racconti di guerra, di memorie familiari che muoiono insieme alle persone. Le narrazioni si aprono e si chiudono improvvisamente, permettendoci di vedere solamente lo stretto necessario, eppure assolutamente limpide e taglienti nelle loro riduzioni. Accompagnano i racconti dodici splendide fotografie in bianco e nero, scattate dall’autore stesso.

Briciole, non la pagnotta intera. Questo pensano molti lettori quando gli si parla di racconti. Scatta in loro una sorta di diffidenza verso la brevità degli scritti. Se ci sono così poche pagine, così poche parole, allora non vale la pena di leggerle. Non si può dire molto in così poco spazio. Come se le emozioni che una storia ti può regalare fossero commisurate al suo “peso” fisico. Come se quantità e qualità andassero di pari passo.
A quei lettori un po’ ingenui, un po’ “materialisti”, vorrei consigliare di aprirsi a nuove esperienze, magari proprio con “Strade di uomini, donne e animali”.
12 racconti corredati, presentati, da 12 fotografie scattate dall’autore stesso. 12 passi, 12 storie dove l’individualità, nel bene o nel male, si incontra col quotidiano. Un bar, l’ufficio postale o il bancomat vicino al lavoro diventano scenari in cui si muovono personaggi estrosi, teneri, randagi, spesso comici o tragici. Una narrazione fulminea e fulminante nella struttura, nelle prospettive, nei significati. Un caleidoscopio narrativo fatto di empatia, di incontri emotivi che riportano al centro della pagina la rappresentazione di una società che cambia troppo velocemente. Una raccolta originale, il cui unico neo è la mancanza di note sui dialoghi in altre lingue, fatta di storie spesso lasciate quasi in sospeso, socchiuse e non chiuse, che donano al lettore la possibilità di immaginare altri incontri, altre strade.

E ora godetevi l’intervista all’autore:

Raccontaci qualcosa di te.
Mi chiamo Stefano di Stasio ho 49 anni, una laurea, un dottorato di ricerca, una scuola di specializzazione. Svolgo il lavoro di Scientist in un Ente Pubblico di Ricerca Italiano. Sono responsabile di diversi accordi di cooperazione scientifica internazionale e per questo motivo viaggio molto per lavoro. Ho una figlia di 7 anni e una moglie.
Le mie passioni sono l’esplorazione del mondo, sia geografica sia etnografica sia botanica, la fotografia e i racconti.
Sono molto legato alla mia famiglia, ho imparato molto dai miei genitori e dai miei nonni.
A scuola sono sempre stato il primo della classe per profitto e, per questo, da bambino e adolescente ho patito vere e proprie persecuzioni da parte dei miei compagni di scuola. Questi eventi hanno molto forgiato e rafforzato il mio carattere. Non ho mai subito l’effetto delle mode nei miei comportamenti.

Come è nata la tua volontà di scrivere un libro?
Ho cominciato a scrivere di notte i racconti riportati nel mio primo libro “Strade di uomini, donne e animali” Edizioni Il Filo Dicembre 2008. In quel periodo non riuscivo a dormire. Avevo appena superato una sindrome depressiva. Mi sentivo finalmente vivo e avvertivo sensazioni e percezioni nuove. Mi ha spinto una forte voglia di comunicare con gli altri attraverso i racconti.

Strade di uomini, donne e animali è una raccolta di racconti autobiografici. Scelta coraggiosa da parte di un autore al suo primo libro. Cosa ti ha portato a questa decisione? Perchè non imboccare la via più facile dei racconti astratti e di fantasia?
Nella raccolta di racconti “Strade di uomini, donne e animali” la mia scelta è stata quella di proporre al lettore relazioni interpersonali, affetti familiari e incontri casuali in parallelo a altrettante foto in bianco/nero da me scattate per una mostra fotografica sullo stesso tema. La scelta dell’io narrante indica che il racconto o la fotografia rappresentano una finestra su come il narratore vede il mondo, una finestra del tutto analoga all’obbiettivo di una macchina fotografica. Alcuni racconti sono autobiografici, come quello in cui ricordo mia nonna “Mamma Maria”, altro sono inventati come quello che apre la raccolta “I sette cavalieri di Lemberg”. Sempre però partendo da spunti che fanno parte del vissuto quotidiano sui quali si innesta la trama della finzione narrativa.

Altra tua passione, che emerge chiara nel libro grazie alle belle immagini inserite nel volume, è la fotografia. Trovi che sia più facile comunicare attraverso la fotografia o le parole, la scrittura, restano la tua forma di interazione col pubblico preferita?
La fotografia rappresenta un modo diverso di comunicare rispetto alla narrazione scritta. Questo è il motivo per cui mi piace cercare di abbinare queste due modalità espressive. L’impatto della fotografia è immediato, per il bianco e nero ancora di più che per il colore. Una bella foto trasmette subito un’emozione. Un’istantanea però non è la realtà. È ciò che il fotografo coglie in una determinata situazione in base alla sua sensibilità. Il mio genere preferito è il reportage, di viaggio, di studio etnografico oppure semplicemente relativo alla vita di tutti i giorni, non importa. I miei maestri sono Henry Cartier-Bresson, Don Mc Cullin, Ernst Haas, Ansel Adams, Andreas Feininger, Mimmo Jodice, Werner Bischof, Josef Koudelka, Bill Brandt.
Viceversa con il racconto scritto è possibile articolare meglio la comunicazione, presentare i personaggi, creare un ordito nella narrazione, concepire un’architettura delle emozioni per mezzo di colpi di scena, cambiamenti di prospettiva, epiloghi inattesi. Questa forma espressiva richiede più riflessione, meno istintività rispetto alla fotografia di reportage, in cui qualche volta si ha a disposizione solo frazioni di secondo per prevedere e scattare un’istantanea.

Quale messaggio vorresti che i lettori recepissero dalla tua opera?
Mi piacerebbe che il lettore provasse delle emozioni leggendo i miei racconti. Vorrei che riuscisse a cogliere una solida impalcatura sulla quale fissare, a sua volta, le sue esperienze, il suo vissuto. Un’altra cosa che vorrei sottolineare è che anche i personaggi apparentemente più insignificanti o addirittura alla periferia dell’emarginazione, hanno qualcosa da comunicare e possono perciò arricchire la sensibilità umana dell’interlocutore, a volte un perfetto sconosciuto con il quale si scambia qualche parola in situazioni del tutto transitorie. Il mio punto di vista, che condivide in pieno uno degli indirizzi teologici della paleo cristinanità, è di “ascoltare per vedere”. Credo che dovremmo dare più attenzione al nostro simile, il nostro “compagno di strada” per dirla come in “Strade di uomini, donne e animali”.

A quale racconto di questa raccolta sei più legato e perché?
In questa raccolta tutti i racconti mi sono cari, perché tutti mi hanno emozionato quando li ho scritti. Sono più legato al primo racconto “I sette cavalieri di Lemberg” perché tratta di una svolta sociale importante per la società Italiana, quella dell’immigrazione dall’est. Si tratta di una cronaca che vivo personalmente nella mia città ma che credo sia simile in tanti altri posti in Italia. Specialmente queste donne immigrate che svolgono il lavoro di colf e badanti e che alcuni nostri connazionali non apprezzano, a volte sono delle persone meravigliose, di grande coraggio e forza interiore. Spesso è solo grazie a loro che si risolvono situazioni familiari drammatiche provocate dalle dinamiche spietate della società Italiana nei confronti di anziani e disabili.

Sei un lettore vorace?Hai libri e/o autori preferiti che influenzano o ispirano il tuo modo di rapportarti alla scrittura?
Mi entusiasmano i racconti. Fra i miei autori preferiti Dino Buzzati, John Steinbeck, Ernest Hemingway, Tahar Ben Jelloun, James Joyce, Karen Blixen, Danilo Montaldi, Dee Brown, Tucidide, Senofonte. Una delle mie letture preferite l’Odissea, il viaggio per eccellenza. Trovo soddisfazione anche a leggere i racconti di tanti scrittori contemporanei, che a volte vengono chiamati “sommersi” che trovo in alcuni siti in rete, per esempio BraviAutori. Anche il cinema di autore, fuori della grande distribuzione nazionale e internazionale, o il teatro contemporaneo spesso mi emozionano e mi arricchiscono.

Qual è per te il rapporto fra lo scrivere e il tempo? Ovvero quando, in quali momenti sei solito scrivere? Segui un impulso dell’ ispirazione oppure ti imponi una disciplina e ti dedichi al lavoro ogni giorno, in modo metodico?
Questa è una domanda difficile. La motivazione e il fascino di scrivere e di fotografare è rappresentato dalla possibilità di sospendere il tempo e di fissarlo, teoricamente, per sempre. Posso così entrare in una dimensione effimera in cui la narrazione diventa un percorso catartico nel quale alla fine godo di una particolare condizione di pienezza interiore dopo essere riuscito a scrivere un racconto. L’impulso può venire in ogni momento del giorno o della notte, ma rappresenta solo l’ultimo stadio del percorso creativo, quando una insopprimibile inquietudine mi porta a prendere la penna e i fogli di carta, oppure a accendere il computer. Tuttavia, quando ciò si verifica il racconto esiste già nella mia mente. Bisogna solo dipanarlo, così come si srotola una matassa di lana quando si tesse un maglione. La tensione e la ricerca nascono molto tempo prima, a volte giorni a volte mesi, prendendo spunto, di solito, da un’emozione legata al vissuto.
Sono assolutamente indisciplinato nello scrivere nel breve periodo, ma del tutto metodico sui tempi lunghi. Per esempio in un anno riesco comunque a scrivere una decina di racconti.

Un’ anticipazione su qualche progetto futuro?
Ho appena finito di scrivere la mia seconda raccolta di racconti. Anche questa volta sono docici come in “Strade di uomini, donne e animali”. Vorrei abbinare le storie a delle foto scattate da me, ma devo cercare delle immagini meditate, più profonde. Rispetto al mio primo libro, che rappresenta narrazioni e istantanee istintive e volutamente scarne, questi nuovi racconti scendono più in profondità nell’anima, verso le radici delle esistenze. Attualmente sono in cerca di un Editore appropriato per questo mio secondo libro.

E per ques’anno è tutto. Con Letto e Bloggato ci rivediamo il prossimo anno. Buone Letture a tutti!!

Poliziotto buono e Poliziotto cattivo


Ormai i cosiddetti telefilm polizieschi ci hanno abituati un pò a tutto. C’è stato il poliziotto (ex poliziotto per la precisione) geniale ma pieno di tik e ipocondriaco (Monk), quello finito ingiustamente in galera e uscito con un bel risarcimento e tanta voglia di vendetta (Life) e perfino un poliziotto serial killer (Dexter). Ora sbarca sul digitale terrestre, per la precisione su Steel, da questo sabato (11 Dicembre) un poliziotto con una personalità…doppia.
Si, avete capito bene, in Shattered, serie TV creata da Rick Drew e prodotta da Universal Networks International con E1 Entertainment,facciamo la conoscenza del detective della omicidi Ben Sullivan (Callum Keith Rennie, “Battlestar Galactica“, “Californication“, “Flash Forward“, “24“).Scorretto, aggressivo e tenebroso ma anche onesto, mite e brillante, Ben Sullivan può essere tutto questo:affetto da un raro disturbo della personalità, Ben soffre di periodici blackout causati da un disturbo dissociativo dell’identità (DDI), noto anche come “disturbo da personalità multipla”. Nessuno dentro e fuori dal distretto ne è a conoscenza ad eccezione di sua moglie Ella (Molly Parker), una donna fortemente turbata e depressa dopo la scomparsa del figlio.
A complicare la già difficile situazione di Ben arriva Amy Lynch (Camille Sullivan, “Taken“, “Da Vinci’s Inquest“, “Reunion“, “Intelligence“), la sua nuova partner.
Tutto ciò che Ben può fare è vivere alla giornata, non potendo sapere quale evento o emozione, causerà la comparsa di uno dei suoi alter-ego nè chi ne verrà coinvolto.
Se vi sembra un pò troppo simile a My worst enemy forse avete ragione. La speranza è di trovare finalmente un prodotto convincente e che duri più di una stagione. Che il palinsesto ci assista! ;)

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