Archive for Gennaio, 2011

Meme Libridinoso


Rispondendo alla “chiamata” di Katiu eccovi compilato il mio primo meme. Consiglio a tutti di farne qualcuno….Sorprendenti le cose che alla fine si scoprono ;)
Quindi, grazie a Katiu per la bella idea ^_^

1) Quanti libri hai letto nel 2010?
Ne ho letti 95 (circa, in difetto oserei dire). Ok, sono una drogata senza speranza di redenzione ^_^

2) Quanti erano fiction e quanti no?
Dato che per fiction intendo tutto quello non tratto da storie vere o autobiografie, direi….Tutti!

3) Quanti scrittori e quante scrittrici?

63 scrittrici e 32 scrittori….Credo….Devo trovarmi un’archivista!

4) Il miglior libro letto?
Non posso farlo…Come decidere?!?! Se costretta direi “I pirati dell’oceano rosso” di Scott Lynch, scrittore geniale assolutamente sottovalutato dai turpi editori italiani.

5) E il più brutto?

Un attimo che ricontrollo…..So di commettere sacrilegio ma direi “Blood” di Anne Rice, non tanto per la scrittura sempre barocca e ricchissima quanto per il fatto che la Rice ha concluso ben due cicli dei suoi libri con un volume che ha completamente snaturato i personaggi che ci aveva fatto amare nei precedenti. L’incubo di qualunque lettore affezionato di saghe.

6) Il libro più vecchio che hai letto?
Il gioco di Ender (1985) di Orson Scott Card

7) E il più recente?
Il bacio del vampiro di Jennifer Armintrout….e vorrei non averlo iniziato, una protagonista che inizio a detestare sempre di più di pagina in pagina.

8 ) Qual’è il libro con il titolo più lungo?
All’area di servizio tra bombe carramba e rock’n'roll di Donatella Canepa

9) E quello col titolo più corto?
Bitten di Kelley Armstrong

10) Quanti libri hai riletto?
Solo uno. Il gioco di Ender, un piacere che ogni due o tre anni non posso negarmi.

11) E quali vorresti rileggere?
Quasi, quasi tutta la serie di Anita Blake, ma solo se fossi altamente ubriaca e disperata.

12) I libri più letti dello stesso autore?
Direi Charlaine Harris e Laurell K. Hamilton

13) Quanti libri scritti da autori italiani?
16, tutti quelli della mia rubrica Letto e Bloggato ^_^

14) E quanti, tra i libri letti, sono stati presi in biblioteca?
Nessuno. Ho la tessera della biblioteca ma preferisco comprare o scambiare libri con amici. Leggo anche tanti ebook, quindi….

15) Dei libri letti, quanti erano ebook?
Appunto….Direi che un buon 50% erano ebook.

E il mio primo meme è fatto! ^___^

Chi di fantasy ferisce di fantasy….

Diciamocelo, il fantasy in Italia sta subendo una drastica inflazione. Ormai si spaccia per fantasy qualunque libro contenga una seppur misera creatura soprannaturale (vampiri a vagonate, licantropi a carrettate, angeli a secchiate e via dicendo) a discapito, naturalmente, della qualità.
Sono arrivata ad avere una vera e propria allergia per tutto quello che viene definito youg adult e mi costringo ad acquistare qualcosa solo quando l libro ha ricevuto critiche positive anche dalle non sedicenni.

Quindi quando esce in libreria qualche nuova chicca che ci riporta al buon vecchio fantasy nudo e crudo (magia, lotte epiche e tragedie dietro ogni virgola) eccomi pronta a darvene qualche anticipazione.
In arrivo dalla NORD (il 10 Febbraio, per amore di precisione) “La spia dei maghi” della brava Trudi Canavan.
Dopo l’avvincente Trilogia dei Maghi (The Black Magician trilogy) di cui facevano parte:
1.La corporazione dei Maghi (The Magician’s Guild)
2.La scuola dei Maghi (The Novice)
3.Il segreto dei Maghi (The High Lord)
E il prequel L’Apprendista del Mago (The Magician’s Apprentice)

Tornano a farci visita i potenti maghi della Corporazione di Kyralia.
E’ passato del tempo da quando grazie a Sonea, prima maga popolana della storia, e al Sommo Lord la Corporazione si era salvata dalla minaccia nemica dei maghi oscuri di Sachaka. E’ ora il tempo che entri in scena il figlio di questa “vittoria”: Lorkin! Essere maghi dà prestigio e potere. Pochi si accorgono o si curano della responsabilità che questo comporta. Soprattutto ora che il confine tra magia nera e bianca si fa sempre più sottile e le basi stesse della magia rischiano di scomparire.

Trama:
Non è stato facile per il giovane Lorkin crescere all’ombra della madre, la maga Sonea, famosa in tutto il regno di Kyralia per aver reintrodotto la potentissima magia nera. E altrettanto difficile è stato confrontarsi con la memoria del padre, morto prima che lui nascesse: Lord Akkarin, l’uomo che, vent’anni prima, era riuscito a sventare l’invasione dei perfidi maghi di Sachaka, dando inizio a un periodo di pace e prosperità. È quindi per dimostrare il proprio valore che Lorkin si offre volontario per una missione pericolosissima: scortare Lord Dannyl, il nuovo ambasciatore, proprio a Sachaka, la cui popolazione nutre ancora un profondo risentimento nei confronti dei kyraliani. Al contrario di Lorkin, che è stato addestrato per diventare un guerriero, Dannyl si trova più a suo agio in una schermaglia dialettica che in un duello di magia. Eppure, durante il viaggio, un gruppo di spie rapisce Lorkin, e Dannyl è quindi costretto a combattere, non solo per salvare la sua giovane scorta, ma anche per sventare una cospirazione volta a scatenare una sanguinosa guerra tra Kyralia e Sachaka…

Per chi ha letto i precedenti lavori della Canavan sarà un piacere ritrovare quell’universo magico che la scrittrice australiana è stata così brava da creare. Agli altri consiglio di provare a leggere il libro e, se e il caso, di procurarsi i precedenti.
Non rimarrete delusi ;)

Il corpo del delitto


Mi aveva incuriosito soprattutto per la presenza della brava Dana Delany indimenticabile infermiera nel sottovalutato e poco trasmesso ( qui in Italia) China Beach. La Delany l’abbiamo poi rivista anche in Desperate Housewives, dove purtroppo nella parte della problematica Catherine non ha brillato (a parte, forse, quando è andata del tutto fuori di testa ;) ).
Ora in “Body of Proof” ecco tornare alla ribalta un’attrice che ho sempre trovato molto brava.
In onda in Italia dal 25 Gennaio su FoxLife, creato da Chris Murphey, Body of Proof è il nuovo avvincente show prodotto da ABC Studios, che FoxLife propone in prima mondiale.
La storia vede protagonista Megan Hunt ( Dana Delany), affermato neurochirurgo che un giorno, nella fretta di arrivare in ospedale, rimane coinvolta in un incidente stradale in cui si danneggia la mano, suo principale strumento di lavoro. Avendo fatto della carriera tutta la sua vita, Megan si riscopre perduta, senza la sala operatoria, fino a quando non le si presenta la possibilità di lavorare come medico legale e aiutare così la polizia nelle indagini.
Per Megan però non sarà facile capire il limite tra il suo lavoro e quello dei poliziotti, e spesso lavorerà come fosse una vera detective, smascherando persino i colpevoli e provocando una reazione di fastidio ai suoi nuovi colleghi, come il Detective Morris (John Carroll Lynch), Peter Dunlop (Nicholas Bishop) e Samantha Baker(Sonja Sohn).
Il tutto mentre la sua famiglia necessita della sua presenza come non mai: la figlia adolescente è stata data in affidamento all’ex marito, e Megan si trova ora a dover costruire una nuova vita rimediando agli errori commessi in passato. Riuscirà a diventare una persona migliore? Combattiva e testarda all’inverosimile, la “scomoda” dottoressa ricalca in pieno la strada già percorsa da un certo Dottor House.
Vedremo se la declinazione riuscirà anche la femminile… E a giudicare dal primo episodio, direi proprio di si ;)

Se siete curiosi eccovi il trailer:

Progetto Fever


Aderendo al Progetto Fever, pregevole iniziativa promossa dalla bravissima Weirde, oggi dedicherò un post all’autrice Karen Marie Moning, inedita in Italia, allo scopo di far conoscere alla case editrici del nostro bel paese Fever (anche chiamata serie Mac Kayla Lane), la sua serie di libri urban fantasy. Aggiungiamo al già fantastico pacchetto anche la traduzione dei primi capitoli di Darkfever (primo della serie Fever)ad opera di Barbara Slongo, talentuosa giovane traduttrice che vorrebbe trovare uno sbocco lavorativo degno di questo nome nella giunga che tutti conoscono con il nome di editoria italiana.
A questo scopo, seguendo la ben rodata abitudine di prendere due piccioni con una fava, eccovi i primi 3 capitoli di Darkfever di Karen Marie Moning tradotti da Barbara Slongo
Se siete una casa editrice desiderosa di pubblicare una serie urban fantasy molto promettente e avete bisogno di una valida collaboratrice quale occasione migliore!
Potete contattare l’ideatrice dell’iniziativa, e attraverso lei Barbara Slongo, a questo indirizzo mail: weirde@libero.it


Trama: MacKayla Lane ha una bella vita. E’ giovane, carina, può comprarsi tutti gli abiti che vuole, e indossare il rosa perchè grazie a Dio non stona col colore dei suoi capelli. Ha dei genitori che le vogliono bene e una sorella maggiore che le apre la strada, sì la sua vita a venticinque anni sembra proprio perfetta, almeno finchè non le viene comunicata la morte di sua sorella, che stava studiando all’estero, in Irlanda. Mac è sconvolta anche perchè la sorella le aveva lasciato un messaggio criptico dove si mostrava spaventata sul cellulare. Decide quindi di andare a indagare da sola in Irlanda. Qui scoprirà un mondo che le era sconosciuto e scoprirà anche che lei e la sorella avevano un potere molto pericoloso…possono vedere oltre il glamour dei Faerie…e i faeries uccidono tutti quelli che hanno tale potere….

Se volete sapere di più sull’iniziativa e sui libri di andate qui

Ultima richiesta: fate circolare la voce. Adottate questo post e quelli simili presenti in tanti altri blog e postateli nelle vostre pagine social network. Non sarebbe bello, per una volta, che a scegliere quello che deve essere pubblicato fossimo noi?
Proviamoci ;)

Una via solitaria


L’ho già detto. A volte, quando non ho nulla da fare e esploro un pò la rete, riesco ad essere fortunata e a scovare delle vere e piacevoli sorprese.
E’ il caso di “The Warrior’s Way“, film americano che fa un pò il verso ai wuxiapian (film cinesi simili ai nostri cappa e spada) come “La foresta dei pugnali volanti“, “La tigre e il dragone” e “Hero“.
Premetto che mischiare guerrieri cino/coreani con cowboy non pare una grande idea. Se po ci aggiungete il fatto che il regista Sngmoo Lee era alla sua prima esperienza la cosa diventa sempre più preoccupante. Beh, per una volta le probabilità di imminente disastro si sono rivelate sbagliate. Il film mi è piaciuto. Ci sono i tipici combattimenti acrobatici dei film asiatici mischiati con il CGI (non un lavoro perfetto ma diavolo se funziona!) e con il ben collaudato feuilleton americano venato, questa volta, dal fatalismo orientale. Immagini che catturano e un protagonista che dà vita ad un personaggio indimenticabile. Tra duelli, clan guerrieri sempre in lotta, cattivi da fumetto e buoni da manicomio, disperati capaci di ritrovare la speranza e assassini in grado di ritrovare la loro anima grazie al petalo di un fiore e al sorriso di una bambina, questo film mi ha incantato. Consigliato a chi non prende troppo sul serio accuratezze storiche e amenità del genere. E’ un film che si gode con gli occhi e col cuore, niente di più.

Eccovi la TRAMA per sommi capi:
Siamo nel 19° secolo. Un guerriero di nome Yang (Jang Dong-gun) appartente al clan dei “flauti tristi” riesce dopo anni di impietoso addestramento a sgominare il clan avversario. Resta in vita un ultimo appartenente a quella famiglia. La loro principessa, una bambina in fasce. Quando Yang sta per sferrare il colpo che porrà fine per sempre alla dinastia avversaria la sua mano si ferma e il suo cuore, per la prima volta dopo anni, torna a battere e a provare sentimenti per un altro essere umano. Deciso a proteggere la piccola, Yang, braccato dal suo clan per tradimento, decide di rifugiarsi in America. Qui approderà in una citta fatiscente invasa dalle sabbie e abitata da disperati. Tra questi gli appartenti ad un circo, una giovane donna dal cuore di guerriera (Kate Bosworth) e un ubriacone con un segreto (Geoffrey Rush).

Un ibrido che in patria non ha convinto tutti, ma che, devo ammetterlo, a me è piaciuto molto. Se non vi spaventano un pò di sottotitoli potete tranquillamente trovarlo in streaming nella rete. Provare per credere ;)

Intanto eccovi un assaggio:

Letto e Bloggato: All’area di servizio fra bombe carramba e rock‘n‘roll


E’ tornaaaaaato!!!
Dopo la pausa festiva, e un recente attacco influenzale degno della peste bubbonica, ecco ritornare “Letto e Bloggato” rubrica per autori esordienti e per lettori curiosi. Se avete un libro appena pubblicato e volete un pò di visibilità potete contattarmi senza problemi e propormi la vostra opera. Se invece vi piace solo leggere…Beh, qui troverete sempre materiale interessante e per tutti i gusti ;) Questo 2011 lo apriamo parlando della raccolta di racconti “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll “ libro d’esordio della giovane musicista e scrittrice genovese Donatella Canepa, edito da Il Filo del Gruppo Albatros.

Sul Libro:
In All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll, Donatella Canepa coglie squarci di emozioni, sensazioni, pensieri ed esperienze di vita raccolte e immagazzinate lungo la strada. Ad accompagnare la ricerca della libertà interiore e la fuga dall’omologazione voluta dal sistema – “La diversità sarebbe la dimostrazione di avere un cervello scollegato dal vostro sistema binario” – sono un sottofondo di Rock’n’Roll e una chitarra che prende vita. Ne vengono fuori racconti mai banali, scritti con uno stile originale, sospesi in quello spazio indefinibile tra il reale e il surreale, il ricordo e la riflessione.

La mia opinione:
Sesso, droga e Rock’n’ roll? Non proprio. Non quando è il rock la vera droga. Non quella che ti imprigiona in un‘ eterna spirale discendente, ma quella che ti disancora dai costrutti di una società inaridita nei sogni e nell’anima, annegata nell’omologazione a tutti i costi. Un grido liberatorio urlato al cielo (mi si passi la goffa citazione al Liga). “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll “ è un viaggio iniziatico alla scoperta di una libertà che spesso ti viene a cercare se non cercata. Colpisce la scrittura nitida,densa di richiami impetuosi e allo stesso tempo meditativi. Un gruppo di racconti uniti da un’anima fresca e pungente allo stesso tempo. Donatella Canepa ci regala un libro d’esordio interessante e dominato da una sorta di inquietudine di fondo ingenua, ma in qualche modo saggia. Forse un po’ troppo forte la voce dell’autrice che appare in qualche maniera opprimente nella sua onnipresenza. Avrei preferito più diversificazione di voci e personaggi e sicuramente qualche racconto in più. “All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll “ resta comunque un libro piacevole e originale. Un ottimo esordio che spero darà conferme future.

E ora l’intervista all’autrice:

Parlaci un po’ di te.
La mia passione è da sempre la musica, in particolare rock e derivati. Sono una musicista, suono la chitarra. Ho collaborato con gruppi del mio territorio e gruppi della zona di Reggio Emilia. Compongo canzoni e sto per registrare un disco demo con alcuni dei miei lavori insieme ad uno dei miei gruppi, Coffee Shock (punk rock).

Com’è nata in te la voglia di scrivere un libro?
Ho iniziato a scrivere quasi quattro anni fa. La scrittura è una mia necessità. Non è il desiderio di un’escalation personale che mi spinge a scrivere: per me rappresenta una valvola di sfogo. Io scrivo soprattutto canzoni, ma ci sono cose che non è possibile raccontare attraverso le canzoni, queste cose hanno bisogno di prendere forma in maniera diversa: hanno bisogno di più spazio, di più tempo per essere metabolizzate e c’è bisogno che la colonna sonora su cui farle navigare la decida il lettore a seconda della sua interpretazione.

Nella prefazione del libro spieghi i motivi della scelta di un titolo così particolare. Vuoi darcene un breve resoconto anche qui?
L’area di servizio è una parte dell’autostrada, quella dove ci si può fermare a riflettere sulla strada percorsa e fare benzina. Le bombe sono delle emozioni intense e brevi, che lasciano un segno profondo. I carramba sono tutte quelle cose, persone, leggi, costumi, mass media che vogliono trattenerci, cambiarci, uniformarci, ostacolare il nostro viaggio. Il rock’n’roll fa da sottofondo a tutto questo, è la colonna sonora, per me anche qualcosa di più.

Garcia Lorca diceva che certi artisti hanno il “duende”, un demone nero che crea un impatto a prescindere dalla tecnica. Essendo tu sia musicista che scrittrice trovi che sia vero? Ritieni che non ci siano grandi differenze creative tra lo scrivere e il fare musica o che l’impatto sul pubblico delle due discipline in qualche modo cambi?
Credo che l’impatto sul pubblico sia molto diverso. Nei miei racconti, come nelle mie canzoni, non punto a raccontare una storia, bensì un’emozione. La scrittura è un filtro: scompone e sintetizza l’emozione attraverso le parole, il lettore, quindi, non è a contatto diretto con essa ma deve immaginare nella sua testa l’emozione descritta dall’autore. Deve ricomporla. La musica passa attraverso a meno filtri. Si limita a tradurre l’emozione: è una forma di energia (l’emozione) che si trasforma in un’altra forma di energia (la musica), l’intensità non cambia.

A quale racconto di questa raccolta sei più legata e perché?
Non c’è un racconto a cui sono più legata: tutti sono stati scritti in momenti particolari della mia vita, momenti che evidentemente erano ricchi di emozioni, positive o negative che fossero. Come nelle canzoni, anche nei racconti, ci sono quelli più e quelli meno apprezzati dai lettori. Uno di quelli più ignorati è stato “Teoria Fonocentrica” che a differenza di quanto si possa pensare, non parla solo dell’importanza della musica, almeno per me, ma della fragilità di tutti noi che leghiamo la nostra vita a qualcosa, qualche motore che non ci appartiene, di cui non possiamo decidere le sorti. E’ una rivendicazione della nostra instabilità ed incapacità di farcela da soli che viene spesso presa di mira da psicologi e mass media, ma fa parte di noi, della nostra imperfezione. È una cosa di cui non ci si deve vergognare.

Oltre al tema del viaggio, filo conduttore che unisce tutti i racconti del libro, è anche fortemente presente la musica, il rock. Quale sarebbe la colonna sonora di questo libro?
Mi piace pensare che la colonna sonora la possa scegliere il lettore. Quando ho dato il titolo al libro nella parola “rock’n’roll” ho visto i Rolling Stones, in particolare un loro disco che ho divorato fino a consumare la puntina del giradischi: Sticky Fingers. Questo è successo un anno fa, le canzoni passano nella testa a seconda della sintonia che hanno con noi e quello che ci sta intorno in quell’attimo, per questo alcune ci emozionano ed altre no. Magari non ci emozioneranno mai, o magari ci emozioneranno l’attimo dopo.

Sei un lettrice vorace? Hai libri e/o autori preferiti che influenzano o ispirano il tuo modo di rapportarti alla scrittura?
Sono esterofila e divoro principalmente classici. L’autore che mi ha aiutato maggiormente nella mia crescita espressiva e colui che mi ha iniziato alla lettura è Dostoevskij. Da lui sono passata attraverso gli altri Russi, per poi passare per gli Europei ed infine, sfociare negli Americani. Kafka mi ha colpito per la sua capacità di esprimere grandi cose nella concisione di un racconto, Kerouac per i suoni e i profumi delle route americane, Bukowski per il realismo esasperato di un’esistenza tormentata. Questo per fare un esempio di come autori completamente diversi abbiano potuto contaminare il mio libro. Quando entro in libreria non seguo una logica, compro i libri in base alle sensazione che provo al momento dell’acquisto ed alla musica che passa nella mia testa.

E’ evidente nei tuoi scritti una forte base autobiografica. In uno dei racconti la voce narrante dice ” Sembra che ognuno abbia per me un progetto diverso e non si interessi del mio”. Qual’è ora il tuo progetto per il futuro? Ci saranno altri libri o questa è stata solo una piacevole avventura?
Questa è stata una piacevole avventura e spero che non sia l’ultima nel campo. Posso dire di avere già qualcosa di pronto su cui lavorare. La mia grande passione rimane la musica. Ho molti progetti da portare avanti ma preferisco non parlarne per scaramanzia.

E termina qui anche questo appuntamento con Letto e Bloggato.
Non perdetevi il prossimo e ….BUONA LETTURA! ;)

Profili Criminali


Nell’attesa di concludere un post su questo film scoperto ieri, vi annuncio che questa sera su Fox Crime (canale 117 di Sky) andrà in onda la prima puntata della 3° stagione del serial crime francese “Profiling” (Profilage in lingua originale).

Chloe Saint-Laurent (Odile Vuillemin) è un profiler della polizia, e ha un dono eccezionale, riesce a leggere la mente degli assassini e delle vittime, e per questo è chiamata a risolvere i casi più sconcertanti.
Il detective Matthew Perac (Guillame Cramoisan), uno dei poliziotti più belli di Parigi, un uomo d’azione con metodi solidi e salde convinzioni, protegge i suoi uomini come farebbe con la sua famiglia.
Quando viene ritrovato il cadavere di una giovane donna sfigurata, Perac viene informato che deve collaborare con Chloe. Inizialmente è riluttante a lavorare con lei e il suo approccio insolito ma presto, insieme, formeranno una formidabile squadra.
La serie, creata da Fanny Robert e Sophie Lebarbier nel 2009 e trasmessa in Francia da TF1, si basa su fatti di cronaca reali e recenti. E naturalmente arricchiti dalle opportune rivisitazioni, con cambiamenti di luoghi e nomi: un accurato mix di realtà e fantasia creato a partire da una storia reale che ha in qualche modo attirato l’attenzione delle due autrici. Ovvero: principalmente crimini recenti e di cui la stampa si è diffusamente occupata, che diventano il pretesto per mostrare al telespettatore, con uno stile rigorosamente improntato alla suspense, i meccanismi che permettono agli investigatori di raccogliere informazioni sui mostri ai quali danno la caccia.
Una serie originale e ben costruita con trame sempre sorprendenti dove quasi nulla è scontato. Ma sono soprattutto gli azzeccatissimi personaggi a fare di questo telefilm uno dei più riusciti.
Chloe con i suoi vestiti ipercolorati, il suo atteggiamento un pò naif (ai limiti dello svampito) e i suo difficilissimo rapporto con la realtà di essere figlia dell’assassino di sua madre, è uno dei characters più intriganti degli ulrimi anni.
Non da meno il personaggio di Matthieu, burbero ma dal cuore tenero, detective pronto a tutto per dare giustizia alle vittime.
Un telefilm di cui sono ansiosa di vedere la terza serie….Per chi non ha visto le precedenti, non preoccupatevi gli episodi sono autoconclusivi e se volete reperibili in rete….Comunque ogni serie ha contato circa 6 episodi, quindi non ve ne siete persi poi molti ;)

Passioni oscure


Mentre decido se il tanto famigerato virus influenzale mi ha colpito o se sono solo in fase ipocondriaca, voglio parlarvi dell’uscita, circa il 20 Gennaio, del terzo volume della saga paranormal romance per adulti “Gli Immortali” di Kresley Cole edita da Leggereditore.
Dopo Dark Love e Dark Pleasure è il turno di Dark Passion.
Questa volta abbandonate le felici coppie vampiro/valchiria (Sebastian e Kaderin di Dark Pleasure) e lykae/valchiria-mezza vampira (Lachlain e Emma di Dark Love) è ora giunto il tempo dell’accoppiata lykae/strega.
Riprendendo due personaggi che avevavamo già incontrato durante la Caccia alla chiave di Thrane del libro precedente ritroviamo il tormentato lykae scozzese Bowen MacRieve e della strega mezz’elfa Mariketa l’Attesa.
Questa volta riviviamo la famosa e sanguinosa caccia dal punto di vista dei due contendenti.
Bowen ha perso l’amata nell’800. E poichè i lykae possono avere una sola Compagna e poichè la colpa di quella morte è sua, il cuore del licantropo, da allora, si è chiuso a ogni sentimento. E il suo corpo si è “votato” alla castità. Ma il destino ha previsto qualcosa di particolare per questo immortale trentacinquenne moro, alto, bello e sensuale. Una giovane strega dal luminoso futuro, ma dai poteri ancora instabili. E un’attrazione selvaggia. Che, però, il lykae considera innaturale e di origine magica. Gli eventi precipitano e Bowen intrappola la ragazza in una caverna del Guatemala, certo che in breve tempo sarà in grado di liberarsi. Ma Mariketa non ci riesce e per settimane rimane imprigionata nella grotta, in balia di alcune creature soprannaturali devastanti. Intanto Bowen prosegue la Caccia e, come sappiamo dal volume precedente, poichè è colpito da un incantesimo che non gli consente di rigenerarsi, non è in grado di vincere la gara, e quindi, di riportare indietro la sua amata Mariah. Quando, però, scopre che Mariketa – che ancora non è diventata immortale – è rimasta per tutto questo tempo prigioniera in quella caverna, rimane colpito e, nonostante, la rabbia che prova per l’incantesimo lanciatogli dalla strega, si accinge a liberarla.
Poichè, quando si ritrovano, l’attrazione è ancora presente, Bowen è ancora più sicuro che si tratti di qualche magia; ma, a un certo punto, alcuni elementi gli fanno pensare che Mariketa possa essere Mariah reincarnata. Purtroppo però Bowen non è l’unico a volere Mariketa, si scoprirà, infatti, che un’oscura maga vuole uccidere la strega per impossessarsi dei suoi poteri.[trama tratta da Booksblog]
Un intreccio come al solito emozionante per un’autrice sicuramente apprezzabile.
Tra complicazioni di ogni sorta e incidenti al limite della sopravvivenza ecco formarsi una nuova coppia nella macedonia mitologica che la Cole mette in campo in ogni suo libro.
Visto che mi sono goduta i due precedenti non posso certo perdermi questo. Anche se devo ammettere che le valchirie, secondo me i migliori personaggi mitologici riportati su un urban fantasy, mi mancheranno.
Spero di ritrovarle nei prossimi volumi…In fondo ce ne sono ancora parecchie single ;)

Reincarnazioni abbondanti


Deb Dobkins (Brooke d’Orsay) non è una cattiva persona. E ha una bella vita. Un fidanzato avvocato, Grayson (Jackson Hurst), che la ama, un provino per la tanto sospirata apparizione in tv per “La ruota della fortuna” e uno strepitoso corpo da modella. Peccato che Deb abbia anche l’abitudine un pò pericolosa di aggiustarsi il lucidalabbra nel retrovisore mentre guida e di parlare al cellulare allo stesso tempo. Risultato: uno schianto un pò comico contro un immenso camion carico di pompelmi (frutto con cui Deb fa colazione ogni mattina).

Jane Bingum (Brooke Eliott) è una brava persona. E’ un avvocato scrupoloso, fa volontariato e ha una vita piuttosto solitaria. Niente amore all’orizzonte. Forse anche per la sua taglia non proprio da modella che la nemica/collega d’ufficio Kim (Kate Levering) non fa che rinfacciarle. In un normale giorno di lavoro Jane rimane vittima di un colpo di pistola sparato da un marito geloso che voleva regolare i conti con il suo capo sciupafemmine.

Ora Deb si ritrova in paradiso e scopre con suo scorno di appartenere al tipo 0/0. Chi non ha fatto nulla in vita che possa essere catalogato come buono o cattivo. Insomma, è stata una persona superficiale.
Stufa di aspettare un fantomatico responso Deb schiaccia un pulsante e si ritrova ricatapultata sulla Terra e viva!
C’è solo un piccolo problema, ora è nel corpo di Jane, appena risvegliata!!
Come farà una taglia 40 a vivere nel corpo di una 50?!?!
Con parecchie difficoltà, un pizzico di autocritica e vagonate di gaffe al limite del ridicolo. Ad aiutarla in questa impresa impossibile Fred (Ben Feldman), il suo angelo custode e l’amica di 5 taglie fa Stacy (April Bowlby), l’unica a sapere della reincarnazione di Deb.
Questa in poche parole è “Drop Dead Diva” la nuova serie in onda su CIELO tutti i martedì alle 22.
La serie comedy, creata dalla penna di Josh Berman, lo stesso di C.S.I. ricalca per sommi capi lo stile del famoso film Il Paradiso Può Attendere il tutto condito in salsa buffa stile Ally McBeal e Ugly Betty.
La nuova vita di una bella, nel corpo di una diversamente bella, che vuole imparare ad essere bella anche dentro.
Insomma un gran bel telefilm ;)

Da grandi poteri….


Mi piace rischiare nelle letture. A volte prendo delle cantonate pazzesche, altre sono più fortunata e mi innamoro di storie e personaggi di cui non avrei mai sospettato l’esistenza.
Mi è successo con “Toccata dalle Tenebre“, primo libro del ciclo urban fantasyCassandra Palmer series“, che la brava Karen Chance ha dedicato alla medium (ma non solo) Cassie Palmer.
E’ quindi con gioia che accolgo la notizia della prossima pubblicazione, a opera della sempre apprezzabile Fanucci, di “Rivendicata dalle Tenebre, secondo volume del ciclo.
Nel primo avevamo leasciato Cassie alle prese con la rivelazione di essere la nuova (sola e unica) Pixia (chiaroveggente che con i suoi poteri occulti sta a capo del mondo), che suo padre forse non era morto e in pace come credeva e che un certo vampiro, conosciuto da bambina, oltre che potente e macchiavellico sapeva anche essere (purtroppo per lei) piuttosto affascinante.
In questo nuovo libro Cassie deve fare i conti con gli immensi poteri che la sua nuova “carica” comporta e col fatto di non essere mai stata addestrata a controllarli. In più Mircea, l’affascinante vampiro, sembra sempre più intenzionato a farla sua e non solo per motivi romantici. Purtroppo il vampiro non è il solo a volerla sfruttare. Praticamente ogni mago o vampiro in città vorrebbe monopolizzare o annullare l’enorme quantità di potere che ora lei possiede , e che, per ora, non osa usare.
Ma Cassie non ne può più di essere trattata come un oggetto, e chiunque ci proverà, da ora in poi, scoprirà che lei sa essere un nemico davvero temibile…
Consiglio assolutamente questo ciclo urban fantasy. La protagonista è simpatica, incasinata quanto basta e a tratti piuttosto spietata. In più, praticamente ad ogni pagina, ci troviamo davanti intriganti vampiri, potenti creature magiche e spettri scavezzacollo.
Da non perdere anche per la promettente coppia Cassie/Mircea. Da questi due me ne aspetto delle belle ;)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...