Archive for Giugno, 2011

Quando E.T è cattivo


Toglietevi dalla testa il caro alieno dagli occhi grandi e sporgenti che voleva a tutti i costi telefonare a casina sua. Questa volta Steven Spielberg ci regala degli alieni tutt’altro che pacifici. Sono tanti, armati, e hanno decimato 80% della popolazione mondiale.
Falling Skies, serie prodotta e ideata da Spielberg (con Robert Rodat, sceneggiatore di Salvate il soldato Ryan) per il canale TNT, farà la sua apocalittica comparsa il 5 Luglio sul canale Fox di Sky, per proseguire tutti i martedì alle 21.
La storia prende il via 6 mesi dopo che un’inarrestabile invasione aliena ha quasi decimato l’umanità. Gli alieni hanno distrutto ogni forma di comunicazione, ogni forma di tecnologia e ogni esercito. Ma non la resistenza.
La serie racconta infatti, soprattutto, di come un gruppo di persone, messe di fronte ad una situazione disperata e di enorme pericolo, riescono a mettere da parte le differenze e a creare la Second Mass (la resistenza), ricostruendo faticosamente quel senso di comunità e speranza che era, inevitabilmente, andato perduto.
Questi pochi sopravvissuti di un’umanità ormai schiacciata, soggiogata dalla crudeltà e inattaccabilità delle forze aliene, decise a conquistare con la violenza il nostro pianeta, dovranno cercare di scoprire il perchè di questa invasione e dell’attenzione che queste misteriose creature giunte dallo spazio rivolgono in particolar modo contro i bambini, prima rapiti, poi schiavizzati e utilizzati come forza lavoro. Proprio da questo prende il via il nucleo della storia, quella che coinvolge un ex professore di storia, Tom Mason, interpretato da Noah Wyle, che ha perso la moglie nel corso dell’attacco. Tom si unisce al 2nd Mass, il reggimento guidato dal Capitano Weaver (Will Patton) che riunisce i sopravvissuti, insieme ai suoi figli Hal (Drew Roy) e Matt (Maxim Knight), di soli otto anni. Oltre a proteggere Hal e Matt, Tom è determinato a ritrovare Ben (Connor Jessup), il suo terzo figlio, che è stato rapito dagli alieni.
In un mondo in cui ogni giornata si trasforma in una dura lotta per la sopravvivenza, Tom Mason e i suoi figli si uniscono a civili e soldati nella guerra contro gli invasori, con la speranza di restituire un futuro all’umanità. Aiutato dalla dottoressa Anne Glass (Moon Bloodgood), medico con la quale Tom stringe un forte legame d’amicizia, e da alcuni fra i combattenti più valorosi del gruppo, Tom ci racconta una storia in cui persone comuni si trasformano loro malgrado in eroi che rappresentano l’ultima speranza del genere umano…
Telefilm in 10 episodi (ci sono buone probabilità che si farà una seconda stagione), Falling Skies ci ripropone archetipi come l’eroe riluttante, la lotta contro forze oscure e sovverchianti e il potere dell’essere umano di tirare fuori il meglio di se nelle situazioni più disperate.
Se amate i film e i telefilm catastrofici e pensate che quella strana luce nel cielo vista al mare poteva anche essere qualcosa di più di un riflesso, questo è il seriel che fa per voi ;)
Non vedo l’ora ^__^

Nel frattempo, beccatevi il trailer:

Un morso tira l’altro


Oramai lo sapete che hai cari e vecchi succhiasangue non riesco proprio a resistere, se ci aggiungete poi una protagonista che per molti versi mi ricorda la fetish Selene di Underworld, allora l’acquisto di questo nuovo libro sembra propio inevitabile.
Alcune Ragazze Mordono” di Chloe Neill, è il primo volume dell’apprezzata saga urban fantasy & romance Chicagoland Vampires. Appena uscito in Italia per la attivissima nel genere Delos Books, il libro narra di un mondo in cui i vampiri, dopo aver vissuto nell’ombra per tanti secoli, decidono di rivelare la loro esistenza. Essi sono riuniti in “Case“, e si governano con un sistema del tutto simile a quello feudale: ogni Casa ha un Signore (Master) a cui tutti i vampiri appartenenti a quella casa devono giurare fedeltà e sottomettersi (chi ha visto i film di Blade o la serie Tv dedicata all’omonimo personaggio dei fumetti troverà questo scenario piuttosto familiare ;) )
Il lettore si trova nel pieno dell’azione seguendo le vicende di Merit, studentessa universitaria, dottoranda, ventisettenne, la cui sorte cambia del tutto la fatidica notte in cui viene trasformata, suo malgrado, in vampiro.
Ed ecco cosa ha da dire in merito la nostra Merit…

“I vampiri di Chicago mi hanno uccisa. Mi hanno guarita. Mi hanno cambiata”
Certo, la vita di un laureato non era esattamente affascinante, ma era la mia. Stavo bene finché i vampiri di Chicago decisero di annunciare la loro esistenza al mondo e poi un vampiro ribelle mi attaccò. Ma prese solo un sorso di sangue prima di venire spaventato da un altro succhiasangue… e questo decise che il miglior modo per salvarmi la vita era di farmi diventare un morto che cammina.
A quanto pare il mio salvatore è il Master della Casa di Cadogan. Ora ho dovuto accantonare la mia sudata tesi per imparare ad adattarmi alla vita in un castello di Hyde Park pieno di vampiri fedeli a Ethan “Il Signore del Feudo” Sullivan. Certo, essendo un vampiro di quattrocento anni, alto, dagli occhi verdi ha dalla sua secoli di esperienza nello sfruttare il suo fascino, ma sfortunatamente si aspetta la mia gratitudine e servitù. Certo…
Ma i miei poteri in crescita (all’improvviso sono sorprendentemente abile con alcune armi alquanto pericolose), una scomoda allergia alla luce del sole e l’atteggiamento di Ethan nei miei confronti sono le minori delle mie preoccupazioni. Qualcuno stà cercando di rapirmi. È il vampiro ribelle che mi ha morso ? Un vampiro di una Casa rivale? La plebaglia arrabbiata con in mano delle torce accese?
La mia iniziazione alla vita notturna di Chicago potrebbe essere la prima scaramuccia in un guerra più ampia e si spargerà sangue…
[trama tratta da sito dell'autrice e tradotta da Azzurra]

Insomma, una riluttante vampira neofita, probabilmente una tra le più potenti del mondo, costretta a “servire” il vampiro-bellone di turno e a diventare un “sentinella” della sua Casa? Come cavolo faccio a resistere?!? Non vedo l’ora di averlo per le mani ^_^

Addio col (ro)botto!


Dopo l’addio di Megan Fox, silurata per l’infelice paragone fatto tra Michael Bay e un certo baffuto tedesco antisemita, e un secondo deludente capitolo (Transformers:La vendetta del Caduto), “inzuppato” di CGI, dedicato ai robottoni più famosi del cinema, ritorna sul grande schermo l’eterna lotta tra gli Autobot e i malvagi Decepticon.
Scambiati (in parte) gli effetti speciali con il 3D (ormai d’ovunque e comunque), messo in campo lo sceneggiatore, fedelissimo di Bay, Ehren Kruger, trovata la degna sostituta, l’angelica Rosie Huntington- Whiteley, della poco diplomatica Fox, ecco arrivare il capitolo finale di una trilogia che nel bene o nel male ha fatto storia.
Transformers 3- Atto finale (pessimo titolo, visto che l’originale Dark of the Moon risultava molto più suggestivo e “in tema” con la trama) lascia da parte il poco credibile misticismo di certe parti precedenti (piramidi semoventi e quant’altro) a favore di un’ambientazione più cupa e cospirazionista. Si rispolverano le prime esperienze spaziali targate Apollo 11 e si popola il alto oscuro della Luna (ve lo avevo detto!) con il relitto di un’astronave proveniente da Cybertron, pianeta d’origine dei nostri grossi amici corazzati. Pochi sanno della presenza e natura di quel relitto e, purtroppo, gli Autobot non sono tra questi. In una Chicago semidistrutta, irriconoscibile nella sua apocalittica rovina, ritroveremo il sempre un pò imbranato Sam Witwichy (Shia LeBeouf) alle prese con un nuovo lavoro (il suo capo e interpretato da niente di meno che John Malkovich) e una nuova ragazza, Carly interpretata dalla Huntington- Whiteley, da salvare ad ogni costo.
Rivedremo anche John Turturro, Josh Duhamel (il capitano Lennox) e Tyrese Gibson (il sergente Epps); senza dimenticare la mitica Camaro gialla Bumblebee e il coraggioso Optimus Prime.
Naturalmente da ambo gli schieramenti robottizzati vedremo nuovi arrivi ritagliarsi uno spazio; per i cattivi farà la sua comparsa Shockwave, mentre per i buoni Sentinel Prime, mentore di Optimus.
Il momento della verità scatterà il 29 Giugno, quando i cinema apriranno. Ma i presupposti per un degno finale ci sono tutti…Speriamo ;)

Intanto eccovi il Trailer:

Imparare a vivere


Cathy Jamison (Laura Linney) è un’insegnate, una madre e una moglie. Vive da sempre in Minnesota, si prodiga da una vita per accontentare gli altri, le piace che tutto sia in ordine e viene vista come una donna un pò noiosa. Ma Cathy Jamison ha anche, da poco, scoperto di avere un cancro (The Big C, la grande C, quasi una lettera scarlatta incisa a fuoco nel suo organismo) e che le rimane un solo anno di vita. Certo, potrebbe fare la chemio, guadagnare qualche mese e soffrire come un cane pesando sulla sua famiglia, ma come dicevo, Cathy non è il tipo da contare sugli altri. E poi come affidarsi ad un marito immaturo e casinista (Oliver Platt), o ad un figlio in piena crisi adolescenziale (Gabriel Basso) o, ancora, ad un fratello spiantato (John Benjamin Hickey)che se ne sta davanti ai supermercati ad apostrofare la gente per la salvezza del pianeta? Cathy decide di non dire niente a nessuno; di tenere questa grande C solo per lei e di godersi e vivere il suo ultimo anno come avrebbe dovuto e voluto vivere la sua vita.
E allora via alla costruzione di una assurda piscina nel piccolissimo giardino di casa, via alla soddisfazione di dire quello che pensa alla studentessa grassa e un pò stronza (Andrea,interpretata da Gabourey Sidibe, “Precious) o alla vicina solitaria e scostante (Marlene, interpretata dall’attrice Phyllis Somerville, Law & Order, I Soprano). E poi che male c’è a prendere il sole nuda? A flirtare con chi la attira? A ricambiare, con gli interessi, gli stupidi scherzi che il figlio le fa sempre? A spendere i suoi soldi senza preoccuparsi più di questo o quello? A gettare, finalmente, quella maschera di perbenismo che la vita le ha appiccicato addosso senza che se ne accorgesse?
E così Cathy decide di vivere, prima di morire. E senza patetismi o rimpianti ce la mette tutta per riuscirci.
Serie creata e sceneggiata da Darlene Hunt (già dietro a “Will & Grace”),ultima creatura di quella stessa Showtime che ci ha già regalato “Dexter”, “Californication” e “Nurse Jackie”, The Big C (con una prima stagione di 13 episodi e una seconda rinnovata che andrà in onda a partire dal 27 Giugno 2011), in un perfetto equilibrismo tra drama e comedy, riesce a dare una nuova dimensione al dolore per una fine prematura e alla sete di vita che ognuno di noi, troppo spesso e suo malgrado, soffoca.
In onda ogni martedì alle 22:45 a cominciare dal 21 giugno sul canale satellitare FOX Life (canale 114 di Sky), The Big C è un telefilm da non perdere, che tratta un argomento difficile e scomodo senza scadere mai nel facile pietismo e regalandoci un punto di vista così sincero e liberatorio che è difficile non fare proprio.

E ora un bel promo:

La nascita di una fenice


Se potessi avere…Un libro autoconclusivo!
Perchè?!?! Perchè si ostinano a proporci saghe su saghe?!? La tragedia, oltre il fatto che una volta iniziate non riesco proprio a non finirle, è che la maggior parte ci introducono personaggi a cui è difficilissimo resistere.
Sarà il caso di “Contro L’Apocalisse” di Lori Handeland? Le permesse per un sonoro “si” ci sono tutte.
Uscito da poco per la Delos Books, nell’ormai sempre più promettente collana Odissea Streghe, Contro L’Apocalisse (Any Given Doomsday) è il primo volume della saga The Phoenix Chronicles.
Esempio di narrativa puramente urban fantasy, con “pesanti” incursioni nel romance ed un bel pizzico di erotic, il libro ha per protagonista la sensitiva Elizabeth Phoenix. Ex-poliziotta, tutt’ora dedita a fermare il crimine aiutando con le sue doti il Dipartimento di Polizia di Milwaukee, si ritrova a ricevere il potente dono della veggenza dopo il brutale assassinio della madre adottiva. Questo “trasferimento” la rende anche in grado di sognare terrificanti creature, i demoni. Incapace di comprendere cosa le stia succedendo la ragazza si ritrova a dover fare i conti con incubi e visioni che sembrano sempre più concentrasi sul suo ex-fidanzato
Jimmy Sanducci.
Mentre la polizia interroga Jimmy circa il brutale omicidio della madre della ragazza, l’uomo decide di aprire gli occhi a Liz sulla guerra soprannaturale che imperversa fin dagli albori del tempo, in cui gli innocenti vengono cacciati da esseri maligni (i demoni, appunto) camuffati da esseri umani. Solo pochi eletti hanno la capacità di combattere il male e Jimmy crede che Liz sia tra questi. Ora, con i sensi accresciuti, nuovi sentimenti crescono in Liz…Sentimenti che riaccendono la pericolosa attrazione per Jimmy. Ma l’uomo cela un segreto che potrebbe ribaltare ogni convinzione la giovane abbia mai avuto…

Piuttosto promettente come trama, che ne dite? ;)
Un pensierino, più di uno a dire il vero, glielo dedicherò sicuramente e che la dea della buona lettura sia con me ^__^

Ed ora beccatevi anche il Booktrailer:

Letto e Bloggato: Sensualità


Sfidando la superstizione che vuole il Venerdì 17 giorno da evitare ;) , eccomi qui a presentarvi un nuovo appuntamento con la rubrica Letto e Bloggato. Questa volta si parla di poesia e, più precisamente, della raccolta poeticaSensualità“, edita per la Sangel Edizioni, di Michela Zanarella (scrittrice padovana , già autrice delle raccolte poetiche “Credo”, “Risvegli”, “Vita, infinito, paradisi”, e della raccolta di racconti, già recensita in questo spazioConvivendo con le nuvole” ).

Sul Libro:
Le poesie d’Amore di Michela Zanarella sono poesie d’Amare, proprio come nel sottotitolo della silloge “Sensualità” si ricorda al lettore degli afflati poetici della giovanissima poetessa.
“Sensualità”, si può considerare il classico libro per San Valentino, da abbinare al rosso delle rose, espressione cromatica dell’amore… e della sofferenza. Lo stile dell’espressione poetica di Michela Zanarella va ricercato nelle sensazioni degli elementi primordiali che regolano la nostra vita. Sensazioni che nella formazione culturale della Zanarella assumono quell’inesauribile vena poetica, sinonimo di archetipo.
Le emozioni, che fin dalle prime poesie ci danno l’incentivo per proseguire nella lettura interpretativa, si scoprono simili a quelle sottaciute per remore arcane. La sensualità che avvolge il lettore, lentamente lo ammalia e lo cattura in vortici d’amorosi sensi, dove l’amplesso rappresenta l’unica via d’uscita all’emozione intensa.
Giuseppe Lorin

La mia opinione:
“La poesia non è un’espressione… È il tempo di notte, dormire nel letto, pensiero di quello che realmente pensi, rendere il mondo privato pubblico, ed è questo che il poeta fa.”
Allen Ginsberg

Ed è cosi. Nessun altro scrittore quanto il poeta si mette a nudo di fronte al lettore. Per questo ho sempre mantenuto una sorta di pudore nel leggere poesia, dedicandole quei rari momenti di quiete assoluta. Quando la confortevole solitudine diventa un’occasione da non perdere e non un lusso da conquistare con tutte le forze. La poesia non perdona. Non concede sconti o distrazioni. Va assaporata e centellinata.
In “Sensualità” di Michela Zanarella ho ritrovato tutta la magia che l’ars poetica può e deve regalare.
Diversi scenari, rossi di amor passionale, che involvono ed evolvono in una ben calibrata spirale di sensi.
Viene messo in gioco tutto, il gusto, il tatto, l’olfatto, l’udito, la vista, uniti intrinsecamente con la sensualità spontanea dei sentimenti. Una marea che monta costante, senza mai placarsi del tutto, fino a combinare la maestosità della natura e l’ imponenza dei sentimenti.
In un distillato di vibrazioni, di chiaroscuri tinti di rosso passione, la Zanarella costruisce la sua poesia con linguaggio lussuoso, ma paratattico, non frantumato, ma coeso e scevro di facile enfasi e dei soliti pallidi romanticismi.
Sicuramente un ottimo esempio di poesia senza tempo.

E ora l’intervista all’autrice:

Da dove è nata l’ispirazione per “Sensualità” e dunque per la sua poesia? Quali sono per te i motivi di ispirazione più intensi?
La raccolta poetica “Sensualità” è nata con una promessa all’uomo che amo. Ho voluto raccogliere in un libro tutte le poesie d’amore che ho dedicato al mio compagno, quasi a voler gridare al mondo la bellezza di un sentimento forte, corrisposto e prorompente come l’amore. Ho scelto di dare al volume il titolo “Sensualità”, perchè lo associo ad un concetto di sensibilità femminile che può avere un valore universale, sono riuscita in punta di piedi ad esprimere passione ed erotismo, senza cadere nel volgare. L’ ispirazione è scaturita da un’ analisi attenta e profonda del mio intimo essere donna, senza vergogna, senza alcun timore di liberare il mio pensiero.

Nel tuo libro è la sensualità il cardine centrale da cui tutto si dipana. Il concetto di sensualità è molto mutato nel tempo. Cosa ne pensi di questa sua evoluzione?
L’ evoluzione culturale coinvolge anche i sentimenti che sembrano all’apparenza immutabili, ma che si evolvono secondo e di pari passo alla cultura del gruppo sociale di appartenenza.
Per essere più chiara, specifico proprio l’atto sensuale dell’erotismo, che si è evoluto in forma, colore, significato e significante dai primordi dell’umanità fino ai giorni nostri ed è in continua evoluzione.

Che rapporto c’è oggi, secondo te, tra la poesia e la realtà di tutti i giorni?
La poesia come la intendo io è ben altra cosa rispetto alla poesia del vivere. Anche se il poeta viene ispirato in parte da ciò che lo circonda, penso che egli vada oltre la realtà.

Nel tuo caso la poesia appare quando vuole “lei”, autonomamente e ineluttabilmente quale una condanna divina (o almeno metastorica), come dice Sebastiano Vassalli, oppure… ?
Non “accetto” il termine condanna, potrei essere d’accordo con il termine elargizione divina, poichè è una concessione che la spiritualità divina concede a chi è predisposto come una radio ricevente alla poesia alta e non banale della mera quotidianità.

Progetti per il futuro di cui ti va di darci qualche anteprima?
Oltre a terminare una nuova silloge poetica, penso di concludere entro l’anno il mio primo romanzo, del quale preferisco non svelare per ora il contenuto.

E anche per questa volta è tutto. Ringraziando, come al solito, tutti voi lettori e, naturalmente, gli autori che si propongono per la rubrica, vi auguro Buona Lettura e vi ricordo di non perdere il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato ;)

Cambiare il destino


Di un destino preordinato ed ineluttabile per ognuno di noi ne hanno parlato fior di filosofi, pensatori, scrittori e, forse più modestamente, film e telefilm.
Non stupirà, quindi, che seguendo l’ormai diffusa mania di ricavare dai lavori del grande scrittore di fantascienza Philip K. Dick prodotti cinematografici si sia deciso di girare I guardiani del destino.
Tratto dal breve racconto dello scrittore americano intitolato Squadra riparazioni (Adjustment Team), I guardiani del destino mette in campo il classico archetipo degli oscuri tessitori delle trame della nostra vita. Se nell’antichità potevamo contare sulle tre Moire o Parche Cloto, Atropo e Lachesi, questa volta il tutto sembra in mano ad un’oscura organizzazione composta da potenti e misteriose figure, chiamate “guardiani“, veri e propri agenti del Destino e uomini del Adjustment Bureau.
Ne i Guardiani del destino, David Norris (Matt Damon), brillante ex alunno e già giocatore di basket della Fordham University, è un membro del congresso candidato, con ottime prospettive di vittoria, al senato.
Ma una foto goliardica, pubblicata intempestivamente dalla stampa, compromette la sua vittoria, assicurandogli nondimeno la simpatia, la fiducia e il voto di Elise (Emily Blunt), una ballerina promettente incontrata per caso nel bagno degli uomini. Innamorati e perduti nel tempo di un bacio, David ed Elise si congedano per cercarsi e ritrovarsi lungo le strade e sugli autobus di New York. Quel loro amore tuttavia non è scritto nel libro del Presidente, una sorta di deus ex machina che decide il destino degli uomini. Elise non era prevista nel percorso esistenziale di David e dunque i guardiani del destino, agenti operativi del Presidente in giacca, cravatta e Borsalino, dovranno deviarla, aggiustando il tiro e garantendo un disegno più alto. Rivendicando il libero arbitrio, David sfiderà gli ordini superiori a colpi di testa e di cuore.
Ammetto che il thriller romantico non è proprio il genere che preferisco. Sembra, però, interessante la commistione, tra originale letterario e trasposizione romantica, che il regista George Nolfi cerca di fare, mantenendo intatti i temi del relativismo tra realtà oggettiva e quella soggettiva; l’idea del complotto come trama ordita ai danni dell’individuo; e la sorveglianza ossessiva esercitata dagli apparati di potere.
Sarà comunque interessante vedere Demon abbandonare i panni di Bourne per vestire quelli di un uomo innamorato che non vuole essere manipolato a nessun costo, nemmeno dallo stesso cieco destino.
Non ci resta che attendere il 17 Giugno e recarci in un bel cinema…Nel frattempo beccatevi l’immancabile trailer:

Omicidi al sole


Bisogna dare atto a SKY di non seguire l’orrenda abitudine di quasi tutti i palinsesti televisivi estivi che nei mesi caldi ci infarciscono di orrende e noiosissime repliche senza mai offrirci nulla di nuovo.
In un simile quadro di desolande abbandono di noi poveri telespettatori annoiati, fa piacere sapere che da questa sera, su FOX TV, andrà in onda la nuova serie poliziesca-procedural cop, The Glades.
Snow benvenuto anche e soprattutto per la sua appartenenza alla famiglia dei crime ambientati in climi subtropicali (quelli in cui i delitti si consumano sotto cieli assurdamente azzurri e tersi e i detective girano in maglietta e calzoncini), The Glades ha per protagonista Jim Longworth (l’australiano Matt Passmore, Underbelly), detective piuttosto belloccio di Chicago che, dopo essere stato accusato ingiustamente dal suo capo di avere una relazione con la moglie, si è trascinato a Sud controvoglia e si è stabilito in una cittadina della Florida sdraiata sull’oceano tra piantagioni di zucchero e paludi infestate da alligatori. La sua speranza? Cambiare aria, scendere sotto gli 80 a golf e tenersi molto lontano dai guai. Diviso tra un desiderio di comoda vacanza (con tanto golf) e una mente rapida e attiva, Jim dovrà presto fare i conti con il desiderio insopprimibile di risolvere i complicati casi che gli si presenteranno. [Trama tratta da film.it]
Da notare la presenza di dialoghi brillanti quanto basta, di un protagonista pacioso ma sempre ossessionato dai particolari e,
ciliegina sulla torta, la presenza di una donna bella (Kiele Sanchez, Lost, Samantha Chi?), decisa,con figlio al seguito e con l’incognita di un marito in galera che, già dal pilot, farà girare la testa al protagonista e lo aiuterà a considerare da un’altra prospettiva il suo forzato soggiorno nel caldo sud.
Insomma, chi dovrà ritardare le vacanze potrà sempre godersi il sole della Florida (e qualche gustoso delitto) tutti i Lunedì in prima serata…Accontentiamoci, per ora ;)

Notti Inquiete


Pare che la lista dei libri che mi vorrei accaparrare si allunghi di giorno in giorno.
Escono, infatti, il 16 Giugno 2 libri di cui ho già potuto apprezzare i precedenti (si, sono entrambi frutto di saghe…Come quasi tutti gli urban- fantasy ormai *_*).
Ma andiamo con ordine:
Per la Fanucci esce “L’urlo della notte” di Jeaniene Frost, 3° libro della serie paranormal romance & azione per adulti Night Huntress che la brava autrice ha dedicata alla affiatata coppia Cat/Bones.
Per chi non avesse letto i precedenti volumi della saga (La cacciatrice della notte e La regina della notte), la protagonista Cat è un ibrido, metà donna e metà vampiro.
Unica nel suo genere e odiando a morte il padre vampiro (creato da poco e quindi ancora in grado di procreare) che, a quanto ne sa la ragazza, ha violentato la madre, Cat si dedica anima e corpo all’uccisione di tutti i succhiasangue che incontra. Sua preda, una fatidica sera, è proprio l’affascinante e sagace vampiro Bones che dopo averla catturata si offre di istruirla e allenarla alla caccia dei vampiri cattivi.
Presto tra i due nasce una passione irrefrenabile, ma Cat, scoperta e catturata da un’organizzazione governativa, per proteggere il suo amato vampiro, è costretta a sparire e abbandonarlo.
Ne “La regina della Notte” i due amanti si rincontrano e dopo qualche confessione, un pò di sani combattimenti con i cattivi, il breve incontro di Cat con il padre vampiro, i due immortali piccioncini si ritrovano ad essere sposati secondo un antico e inscindibile matrimonio vampirico.
Nel nuovo volume della serie, “L’urlo della Notte”, Cat si trova ancora una volta a fare i conti con il padre degenere. Anche Bones dovrà controvoglia avere a che fare con Mencheres, suo bimillenario avo – vampirico, che a causa di profetiche di visioni di guerra, si metterà in contatto col “nipotino”.
Per non parlare della potente vampira millenaria, ex-amante di Bones, che ha deciso di rifarsi viva con ben precisi piani di conquista.
In un crescendo di azione, magia, alleanze, nemici, la giusta quantità di morti ammazzati, alcuni momenti molto commoventi, combattimenti e battaglie all’ultimo sangue, Bones si ritroverà follemente geloso di Tate (collega di Cat), Justina, la mamma di Cat, farà finalmente qualcosa di buono per la figlia e apparirà anche il vampiro per eccellenza, il caro e storico Vlad.
Eccovi la Trama a grandi linee:
Dovrebbe essere il momento migliore della vita della mezza vampira Cat Crawfield: con il suo sexy amante
Bones accanto finalmente si sente protetta dagli attacchi dei suoi acerrimi nemici non-morti. Ma il travestimento usato da Cat per celare ai succhiasangue che la vorrebbero morta la sua vera identità è saltato, mettendola improvvisamente in pericolo. Come se non bastasse, una donna del passato di Bones è decisa a farla fuori una volta per tutte. Cat è finita nel mirino di una vamp vendicativa, ma ciononostante è determinata a salvare Bones da un incantesimo letale che è stato scatenato contro di lui. Cat dovrà imparare a sue spese quanto possono essere spietati i succhiangue, e i trucchi che ha imparato come agente speciale non le saranno di alcun aiuto. Per salvarsi da un destino peggiore della morte, avrà bisogno di abbracciare pienamente il suo istinto vampiro.


Altro appuntamento da non perdere è l’uscita, sempre il 16 Giugno, di Dark Night, per la Leggereditore, 4° volume della saga paranormal romance per adulti Gli Immortali di Kresley Cole.
Questa volta abbandonate le felici coppie vampiro/valchiria (Sebastian e Kaderin di Dark Pleasure), lykae/valchiria-mezza vampira (Lachlain e Emma di Dark Love) e lykae/strega (Bowen e Mariketa di Dark Passion) ci concentriamo sull’accoppiata fantasma/vampiro.
Protagonista vampirico in questione, non del tutto estraneo alle lettrici, è il terzo del trio di fratelli guerrieri Murdoch composto da Sebastian, a cui è dedicato il secondo libro Dark Pleasure, Nikolai, capo dei rivoltosi citato molte volte e, appunto il protagonista della storia di questo libro, Conrad, il più giovane dei tre che si era creduto disperso ormai da tempo, con la capacità di vedere in fantasmi e con un destino tutto da compiersi che sicuramente avrà delle sorprese interessanti se buon sangue non mente.
Eccovi la Trama in dettaglio:
Lei è una tentatrice che proviene dal regno delle ombre…
Néomi Laress, una famosa ballerina morta secoli fa, è destinata a vagare inquieta per l’eternità. È stata uccisa e nessuno le h amai reso giustizia. Invisibile agli occhi dei vivi, e dotata di poteri sovrannaturali, abita la sua casa, spaventando chiunque osi valicare la sua soglia. Fino a che si imbatte in un essere immortale molto più spaventoso di lei.
Lui, un vampiro guerriero consumato dalla follia.
Fin dove si spingerà per averla? Riuscirà a conquistare il suo cuore e a distruggere il velo scuro che avvolge la sua stessa essenza?

Immaginando già il mio libraio che si frega le mani soddisfatto nel vedermi uscire, come al solito, stracarica di libri dal sul negozio, vi saluto e inizio già il lutto per il mio portafoglio che, ancora una volta, si ritroverà desolatamente svuotato ;)

Un prete in guerra


A quanto pare Paul Bettany non può fare a meno di indossare una tonaca (indimenticabile la sua interpretazione del monaco albino in Il codice da Vinci) almeno ogni lustro. Ricordando anche la sua versione angelica in Legion, all’attore inglese pare sia stata ormai appioppata una certa aura mistico-religiosa che l’ha fatto approdare al ruolo di protagonista in Priest sotto la direzione di Scott Stewart (già regista di Legion).
In Priest, nelle nostre sale cinematografiche a partire dal 15 Giugno, film ibrido oscillante tra horror, fantascienza e atmosfere western, tratto dall’omonimo romanzo grafico coreano (manhwa) di Hyung Min Woo, Bettany interpreta Ivan Isaacs, Priest (il prete) appunto, un cacciatore di vampiri.
Siamo alla fine di una guerra secolare tra uomini e vampiri.Il mondo come lo conosciamo è completamente scomparso. Al suo posto, macerie e rovine delle vecchie città industriali e un’ultima roccaforte dell’umanità rappresentata da un Ordine religioso filocristiano e di smaccato stampo orwelliano con evidenti scopi ben più loschi che l’unione dei popoli (niente di meno che il controllo del mondo). I superstiti dell’ultima guerra tra umani e vampiri vivono una città costellata da barricate e protezioni, dove la Chiesa controlla ogni cosa, senza sapere che la fragile tregua con i succhiasangue sta per essere infranta a causa dell’odio che Black Hat (e qui i western-ofili possono anche lasciarsi scappare un sorrisino), interpretato da Karl Urban, ex-appartenente alla chiesa e ora a capo dell’esercito di vampiri, prova per i suoi vecchi fratelli.
Tutto cambia per Ivan Isaacs, quando un branco di vampiri sciolti rapisce sua nipote appena 18enne (Lily Collins). Il sacerdote e cacciatore di vampiri, contro gli ordini della sua organizzazione, esce dalla città per dare la caccia ai rapitori della sua familiare, dando vita a un estenuante caccia al vampiro. Ma fuori dalle mura della città non vi è più traccia di passaggio umano, solo un’infinita steppa abitata da vampiri. Ad affiancare Ivan nella sua avventura, anche il fidanzato della nipote (Cam Gigandet), lo sceriffo di un avamposto locale e una sacerdotessa dotata di notevoli abilità nel combattimento (Maggie Q).
Con nulla da invidiare agli acrobatici monaci guerrieri Shaolin, Bettany si destreggia tra scene d’azione, lunghe “cavalcate” in sella ad una moto e il minimo indispensabile di battute (come dice lui, interpretazione ala Steve McQeen) per una pellicola molto pop e postapocalittica che forse non raggiungerà lo stile del romanzo grafico originale, ma che riesce comunque a intrigare il pubblico di appassionati.

E ora eccovi un bel Trailer…giusto per stuzzicarvi l’appetito ;)

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