Archive for Luglio, 2011

La guerra di Hanna


Ve ne parlo con grande anticipo perchè non riesco proprio a farne a meno. Questo film mi intriga come pochi e uscendo ad agosto, di preciso il 12 Agosto, temo che non riceverà l’attenzione che merita. A metà tra la favola dark e il film d’azione, “Hanna” si prospetta come l’entrata in scena nell’immaginario collettivo di una nuova indimenticabile figura femminile. Dopo la tanto amata Nikita di Besson, la pura Mathilda (una giovanissima ma già grande Natalie Portman in Leon (sempre di Besson ;) ) e l’hacker giustiziera Lisbeth Salander (Noomi Rapace) della trilogia Millenium, ecco un’altra protagonista che sarà difficile togliersi dimenticare.
Hanna (Saoirse Ronan, già apprezzata in Espiazione) ha solo 16 anni ma la forza e la preparazione di un soldato. Ci ha pensato il padre vedovo Erik (Eric Bana), ex agente della CIA, a farla diventare quello che è. Educata a cacciare, combattere, elaborare strategie di dissimulazione e infiltrazione, Hanna conosce solo la sua casa nelle terre selvagge del nord della Finlandia, quello che ha imparato da un’enciclopedia e da un libro di favole (uniche letture che il padre le abbia mai dedicato) e la missione a cui è stata addestrata da tutta la vita. Essere una perfetta assassina.
E là fuori, nel grande Mondo, c’è un lavoro in sospeso che attende solo che la ragazza sia pronta. Quando il padre della giovane, orgoglioso e preoccupato realizza che sua figlia non può più essere frenata le affida “la missione”. Hanna inizia così il suo lungo viaggio attraverso l’Europa, braccata dagli agenti mandati al suo inseguimento da una spietata agente segreto donna piena di segreti (Cate Blanchett, Elizabeth, Il signore degli Anelli). Mentre si avvicina il suo obiettivo finale, la ragazza dovrà affrontare sorprendenti rivelazioni circa la sua esistenza, domande sui suoi scopi, sulla veridicità di quello che ha sempre creduto di sapere e sula sua stessa umanità.
Film di Joe Wright, girato tra la Baviera, Berlino e il Marocco”,Hanna” è un film ricco di atmosfere quasi surreali e di personaggi alle prese con tutti gli archetipi del genere. Una fiaba dark (non ha caso una delle scene più emblematiche è girata nel parco divertimenti dedicato ai fratelli Grimm) in cui la principessa di turno non è imprigionata in un’ alta torre del castello, ma dal suo stesso destino e da quella che crede ormai essere la sua natura.
Un film che si prospetta davvero interessante…Voi che ne dite? ;)

Intanto gustatevi l’adrenalinico trailer:

Letto e Bloggato: La chiave Amaranto

Stupore e meraviglia! Nonostante le vacanze alle porte o in corso (dipende da quanto siete fortunati ;) ), ho deciso di non abbandonarvi e di presentarmi all’immancabile appuntamento con la rubrica Letto e Bloggato.
Questa volta dedichiamo la ribalta alla 25enne vicentina Anna Tasinato e al suo libro d’esordio “La chiave Amaranto” edito per le Edizioni Ciesse .

Sul Libro:
Un omicidio. Licia Amaranto, la vittima. Alida De La Calla, la coinquilina, l’amica. La sospettata.
Mass media assetati di scoop, manipolazioni, verità nascoste. Un mondo celato negli scorci bui delle città d’Europa; un mondo diverso o forse altre tinte dello stesso che ognuno conosce, vive, combatte. Tradimento e fiducia, vendetta e perdono, eros e thanatos, bene e male si mescolano tra le pagine di questo romanzo fino a perdere i propri confini. E, presto, Alida si ritroverà in fuga verso la verità, inconsapevole della portata degli eventi e di cosa si nasconda dietro… La chiave Amaranto.

La mia opinione:
Per Schopenhauer “Desiderare l’immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore”. In buona parte la pensa così anche Alida De La Calla immortale che anela ad una normalità forse ormai irraggiungibile. Soprattutto dopo che si è ritrovata a scoprire in casa il corpo massacrato della sua coinquilina e amica Licia. L’opinione pubblica la ritiene colpevole; lei così misteriosa e glaciale. Lei, così innaturale. Alida,assetata di vendetta e verità, con al seguito un improbabile compagno d’avventura, parte per un viaggio investigativo e allo stesso tempo iniziatico, che la porterà a scoprire l’insospettabile e una realtà più dolorosa di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Anna Tasinato ci propone un romanzo a cavallo tra un moderno urban fantasy, un classico giallo e un tesissimo thriller. Con una prosa precisa, particolareggiata e corposa, ma mai eccessiva, l’autrice accompagna il lettore attraverso imprevedibili percorsi ricchi di personaggi ben articolati, di cui spicca la falsa limpidezza, incasellati in ruoli che mutano, si dilatano e contorcono su se stessi in un emozionante escalation di eventi. Un romanzo che vive di sensazioni sotterranee e che fa capire al lettore la bellezza del mistery grazie allo stile semplice e incisivo del tracciato narrativo che viene declinato in maniera del tutto imprevedibile. Suggestiva e vincente l’idea di un essere soprannaturale alle prese con un delitto e che si ritrova braccata dall’opinione pubblica e dai media, forse i veri “mostri” della storia. E’ su questa anomalia, sul cambio di prospettiva a cui è costretta la protagonista che da predatore si ritrova ad essere preda, disattendendo tutti gli automatismi del suo ruolo, che si regge tutta la storia. Un esordio assolutamente soddisfacente se non sorprendente. Non vedo l’ora di leggere altro di questa autrice che sembra davvero molto promettente.

E ora l’intervista all’autrice:

Parlaci un po’ di te.
Sono una ragazza di (quasi) 25 anni affetta dalla sindrome di Peter
Pan. Il mio primo scritto è stata una fan-fiction breve nel fandom di
Veronica Mars, ma dopo poco ho iniziato a scrivere storie originali.
Amo la creatività in tutte le sue forme, sono vegetariana e nel tempo
libero lavoro come educatrice in un centro per anziani.

Molti scrittori affermano che l’idea per un libro la devono ad
un’immagine, un personaggio, una situazione. Qual’è il seme che ha
fatto germogliare “ La chiave Amaranto”?

La chiave Amaranto nasce da un’idea, un what if. “E se una creatura
sovrannaturale fosse incastrata in un caso di omicidio?” L’idea si è
poi sviluppata con il tempo, si sono aggiunti particolari e
sottotrame, fino a quando il quadro era completo e l’ho messa su
carta.

Questo è il tuo primo romanzo e appartiene chiaramente al genere urban fantasy. Una scelta consapevole, visto il grande successo che questa corrente sta ottenendo qui e in altri paesi, o ti sei limitata ha raccontare la storia che avevi nel cuore?
Mi sono innamorata del genere urban fantasy con i telefilm Buffy e
Angel, per poi approdare ai libri appartenenti al filone, quindi è
stato naturale scrivere del genere che più mi coinvolgeva. Tra
l’altro, prima della chiave Amaranto avevo già scritto una storia
appartenente all’urban fantasy, e quando ho iniziato la stesura del
romanzo non era ancora scoppiato il boom che conosciamo ora in
libreria.

Cosa significa, oggi, essere una giovane scrittrice? Raccontaci qualcosa del tuo percorso letterario, quali passi ti hanno portato dalla stesura del romanzo alla pubblicazione?
Essere una giovane scrittrice, per me, significa avere la
consapevolezza di dover ancora crescere professionalmente, e di dover
continuare a imparare, sempre. La prima stesura della chiave Amaranto
l’ho considerata un lavoro a tempo pieno, in quanto ero disoccupata e
scrivevo otto ore al giorno; in un mese l’avevo finita. La fase di
revisione è durata quasi un anno, con un periodo post stesura in cui
ho lasciato “decantare” il testo, per poi correggerlo e revisionarlo.
In seguito l’ho inviato ad alcune case editrici, tra cui la Ciesse che
mi ha preso a bordo. Sono stata molto soddisfatta del lavoro che è
stato fatto sul manoscritto prima della pubblicazione, e soprattutto
di aver trovato una casa editrice dinamica e seria.

Cosa hai pensato quando hai riletto per la prima volta “ La chiave Amaranto”?
Ho pensato: ma l’ho scritto proprio io? Be’, allora c’è qualcosa che
so fare! E il secondo successivo: Okay, però adesso si torna al
lavoro.

Alida con il suo coraggio e la sua diffidenza, Mirko dalla calma intelligenza, Ciano con la sua trascinante gioia di vivere, Ofelia così impulsiva e ambiziosa…Quale personaggio ti somiglia di
più?Oppure hanno tutti qualcosa di te?

Non mi rispecchio in nessun personaggio in particolare, anche se
inevitabilmente in tutti loro c’è qualcosa di me: sono un collage tra
lo spirito vendicativo di Alida, la parte psicologa di Mirko,
l’incostanza di Ofelia e l’ordinaria follia di Ciano.

In “La chiave Amaranto” denunci sottilmente il comportamento dei media televisivi nei confronti della cronaca (la vita della vittima e del supposto colpevole vengono morbosamente date in pasto al pubblico senza curarsi veramente della tragedia avvenuta o della verità) Qual è il suo rapporto con la televisione e con i mezzi d’informazione in generale?
Alcuni mi hanno fatto notare che, forse, la critica era troppo aperta
e che avrei dovuto rimanere più sul sottile. In realtà, non ho fatto
alcuno sforzo per celare il mio pensiero su un certo tipo di
informazione televisiva. E cioè, non condivido le scelte di gestione
della cronaca, soprattutto quella nera: servizi strazianti con
musichette strappalacrime non informano, bensì intrattengono. Ogni
qual volta ne vedo uno, riesco solo a pensare: se fossi un parente
della vittima, ucciderei tutti gli intervistatori molesti.
In generale, di televisione ne guardo poca, però amo oltre misura i
telefilm, rigorosamente in lingua originale.

Qual’ è per te il rapporto fra lo scrivere e il tempo? Ovvero
quando, in quali momenti sei solita scrivere? Segui un impulso dell’
ispirazione oppure ti imponi una disciplina e ti dedichi al lavoro
ogni giorno, in modo metodico?

Il rapporto tra lo scrivere e il tempo è molto sbilanciato,
ultimamente! Purtroppo, tra lavoro e vita quotidiana, mi rendo conto
che scrivere diventa un lusso. Di solito cerco di ritagliarmi dei
momenti dedicati alla scrittura, e mi impongo un tot di parole
correlate al tempo a disposizione. Che poi le rispetti, è tutto un
altro discorso!

Quali generi di libri ti affascinano e quali sono gli autori, sia contemporanei che classici, a cui sei più affezionata e che hanno in qualche modo influenzato il tuo modo di scrivere?
Amo leggere fantasy, sia classico sia urban: fuori i nomi, amo tutto
ciò che scrive G. R. R. Martin e ho adorato Pan di Francesco Dimitri.
Ma apprezzo anche i grandi del thriller e in realtà non è il genere
letterario di appartenenza a fermare la sete di lettura. Infatti, i
miei libri preferiti in assoluto, quelli che rileggo almeno una volta
all’anno, sono Elianto di Stefano Benni, il più fantastico della sua
produzione, e lo sconosciutissimo Vento dell’est di M.M. Kaye, un
romanzo storico che mi ha instillato l’amore per l’isola dei chiodi di
garofano, Zanzibar.

Visto l’eccellente risultato ottenuto con “La chiave Amaranto”,continuerai la tua avventura con la scrittura? Ci sono nuovi progetti in preparazione?
Certo! Al momento ho in stesura un romanzo che si discosta totalmente
dal fantasy: è un esperimento meta-genere abbastanza strano, perché
coinvolge il filone chick-lit e qualche elemento horror. Poi, ho
terminato un romanzo breve per bambini e ho in cantiere un altro urban
fantasy con influenze di paranormal romance.

Prima di salutrvi ne approfitto per annunciare il vincitore del Giveaway dedicato a “Non dobbiamo perderci d’animo”. La vincitrice di ben tre volumi tra cui anche “Candidato al consiglio d’istituto” e “Un’opera dalle molte pretese” è: DANIELA!
CONGRATULAZIONI! Presto ti arriveranno i libri autografati dall’autore Massimo Cortese ^_^
E per ora è tutto! Vi lascio con il Booktrailer di “La chiave amaranto“, auguro a tutti una Buona Lettura e non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

Quel bravo ragazzo di un serial killer


Chi non ha mai sentito, seguendo qualche tg o pseudo tale, il vicino/conoscente di turno esclamare, riferito al killer che ha appena fatto fuori famiglia, passanti, cane, gatto e canarino, “Ma era un così bravo ragazzo!” Certo, certo. Molto meglio, a questo punto, il figlio dei vicini mezzo fatto dal mattino alla sera, con tatuaggi e piercing . Di lui si può diffidare con tutta sicurezza di essere smentiti. Cosa che non accade in “The Cleaner“, edito dalla Elliot, del neozelandese Paul Cleave. Protagonista del romanzo è Joe “il lento”. Ragazzo comune, ritenuto dai più ben poco interessante e sveglio, Joe lavora di giorno come addetto alle pulizie nel dipartimento di polizia della sua città, Christchurch, in Nuova Zelanda. Sembra proprio un tipo a posto e anche un pò noiosetto il nostro Joe. Di quelli che una volta terminato il lavoro si sbracano sul letto ad una piazza e rimangono a vedersi qualche scemenza sulla piccola tv, magari sbocconcellando svogliatamente una pizza. Scenetta rassicurante,vero? Peccato che non abbia nulla a che fare con Joe. Si, perchè il nostro “eroe comune” di notte ha un lavoro alternativo. Il serial Killer. E ha già all’attivo ben 6 vittime e un nomignolo di tutto rispetto attribuitogli dalla stampa, l’Intagliatore. Tranquillo e beato, soddisfatto dei suoi due lavori, sempre armato della sua valigetta piena di attrezzi del mestiere (sta a voi scoprire quale ;) ) Joe si barcamena serafico nella sua comune [si fa per dire] esistenza, tra una madre rompiscatole, una collega, la religiosissima Sally, che prima lo scambia per il suo fratello morto e poi inizia a pedinarlo perchè lui potrebbe essere quel “bravo ragazzo” che ha sempre voluto impalmare e infine la misteriosa Melissa, l’unica donna che lo abbia mai davvero capito, ma la cui sete di ricatti e torture si fa ogni giorno più pericolosa. Ma Joe è intelligente e crede di potersela, dopotutto, cavare…Fino a che all’Intagliatore non viene attribuita una settima vittima. Peccato che Joe se ne ricordi solo 6. Deciso a mettersi sulle tracce dell’inopportuno imitatore e ad ucciderlo per poi far ricadere su di lui la colpa di tutti gli omicidi, Joe si ritrova a fare i conti con un escalation di situazioni non più del tutto controllabili. Riuscirà il nostro killer a scamparla o sarà messo all’angolo non da un killer o dalla polizia, ma dalle donne che, volente o nolente, si trova a dover gestire nella sua vita?
Se amate la serie Dexter, adorerete questo suo “gemello” letterario, molto meno politically correct e, certamente, più incasinato.
Un nuovo serial killer, ironico e complicato, tutto da divorare al servizio della penna geniale di Paul Cleave, che la rivista Bild ha già incoronato come il “nuovo Stephen King“. Come resistere?!? ;)

Pezzo di…Artista!


Gli americani hanno ancora il potere di stupirmi e, questa volta, positivamente…Incredibile vero?!? *_* Mentre nel nostro bel paese vengono tagliate ad accettate, se non del tutto fatte evaporare, le sovvenzioni destinate ai musei, teatri e chi più ne ha più ne metta, negli assolati USA (io li vedo così nella mia testa piena di scene alla CSI Miami e O.C ;) )hanno pensato a rinchiudere 14 artisti emergenti in 3 appartamenti e a farli uscire giusto per creare qualche opera d’arte. Mecenatismo duro? No, solo l’ennesimo reality che però, questa volta, mostra almeno una parvanza di scopo e utilità. Work of Art- pezzo d’artista, ideato dagli stessi creatori di programmi di successo mondiale come Top Chef e Project Runway e prodotto dalla “sex and the citySarah Jessica Parker, va in onda tutti i martedì in prima serata su Sky Uno.
Ad ogni puntata vedremo i talentuosi artisti (a me sembra che solo 4 o 5 valgano qualcosa…ma che ne so io d’arte?!? ;) )scontrarsi l’uno con l’altro a colpi di sculture, dipinti, fotografie e tutto quello che la loro creativa testolina riesce a sfornare, allo scopo di vincere la sfida e arrivare in finale. Ad ogni puntata potremo seguire il processo creativo di ogni artista e la sua conseguente relizzazione. Il peggiore della settimana viene eliminato la sera dell’esposizione da una giuria formata dall’esperta China Chow, dal proprietario della galleria, dove sono messe in mostra le opere, Bill Powers, dal critico del New York Magazine, Jerry Saltz e da Jeanne Greenberg Rohatyn, curatrice e proprietaria della galleria Salon94. Ad aiutare i nostri artisti con critiche costruttive il banditore più noto nel mondo dell’arte, Simon de Pury.
Ma qual’è l’ambito premio che questi poveri artisti squattrinati si contendono con tanta foga? 100.000 bei verdoni e una mostra personale al Brooklyn Museum of Art di New York.
Se iniziassero a volare pennelli e blocchi di creta non mi stupirei ;)
Se non capite nulla d’arte e uno scolapasta in bilico su un attaccapanni potrebbe sembrarvi l’opera di un qualche genio della scultura, questo programma potrebbe “educarvi” almeno un pò…O, più probabilmente, peggiorare la situazione *_*
Io vi ho avvertito. Cha la mostra (in più di un senso) cominci ;)

Vendicatore a stelle e strisce


A 70 anni dalla nascita dell’omonimo fumetto di Joe Simon e Jack Kirby, il 22 Luglio irromperà nei nostri cinemaCaptain America: il primo Vendicatore.
L’eroe della storia è in realtà un everyman, un uomo comune: si chiama Steve Rogers (“l’eroico” Chris Evans già Torcia umana in “I fantastici 4” e Jensen in “The Losers“), ha il fortissimo desiderio di arruolarsi e difendere la sua patria, ma anche se siamo nel 1941 e i nazisti bussano alla porta, il fisico gracile e malaticcio di Rogers lo fa scartare dall’esercito. Sua ultima possibilità è quella di sottoporsi ad un avvenieristico esperimento segreto chiamato Operazione Rinascita. Al coraggioso (io direi avventato…gli va bene perchè siamo in un film *_*) Rogers viene iniettato il siero del supersoldato (no, non è un porno ^_^) inventato dal biochimico Abraham Erskine (Stanley Tucci) ed ecco “gonfiarsi” di muscoli il nostro ragazzino fino ad assumere la splendida forma di Captain America (o di Chris Evans se preferite;) )
La nostra Sentinella della Libertà deve subito mettersi al lavoro. Dopo un breve addestramento e con l’aiuto dell’indipendente e tostissima Peggy Carter (Hayley Atwell), suo amore segreto, e una giovane “spalla” di nome James Buchanan Barnes, più noto come Bucky (interpretato da Sebastian Stan) Captain America deve affrontare la minaccia del gerarca nazista Johann Schimidt (interpretato dal sempre grandissimo Hugo Weaving, Matrix, V per Vendetta) nella sua terribile mutazione di Teschio Rosso, a capo della malvagia organizzazione nazista dell’HIDRA.
Film che si annuncia quasi come un prequel della futura serie di pellicole che verrano dedicate ai Vendicatori, Captain America non si prende troppo sul serio…Come daltronde è tipico dei cinecomic.
Non aspettatevi grandi dialoghi o finali a sorpresa. I buoni qui sono buonissimi e i cattivi cattivissimi. Il regista Joe Johnston ci confeziona un film che rispolvera il mito dell’ereo comune che, per una serie di fortunose circostanze, traforma se stesso e porta a buon fine gli ideali che persegue. Faranno la loro comparsa anche Tommy Lee Jones che interpreta il colonnello Chester Phillips, Dominic Cooper che interpreta il giovane Howard Stark, padre del più famoso Tony (aka Ironman) e perfino il Nick Fury (Samuel L. Jackson) dello S.H.I.E.L.D. Ci saranno tante battaglie, qualche lacrima e un eroe vittorioso…Che altro apettarsi! In fondo, questa e solo la prima delle avventure del futuro leader dei Vendicatori ;)

Ed ora gustiamoci un bel trailer:

Thriller sotto il sole


Giusto per staccare un pò dai soliti vampiri, licantropi, fate e quant’altro vi propongo un libro che spedirà brividi di inquietudine lungo le vostre abbronzate e sudaticce schiene (che immagine! *__*).
E’ uscito da poco, per la sempre ottima Sperling & Kupfer, “La cosa Oscura” di Peter Straub.
Del noto autore americano avevo già avuto modo di amare “Ghost Story” e “Julia” (entrambe tipiche storie di fantasmi) e naturalmente “Il talismano” e “La casa del buio” scritti in tandem col mitico Stephen King.
Ma torniamo a ” La cosa oscura“:
È la notte del 15 ottobre 1966 nella sonnolenta cittadina di Madison, Wisconsin. Quattro ragazzi si incontrano nel bosco, sulle sponde del lago immerso nella nebbia, per stringersi in cerchio e partecipare a un rito di cui ignorano la vera portata.
Eel, Hootie, Dilly e Jason sanno solo che il loro nuovo idolo, Spencer Mallon, un tizio dall’aria poco raccomandabile appena arrivato in città, ha promesso loro una buona dose di divertimento: quella notte, risveglierà le acque del lago per evocare il Male. Ma ciò che avviene nel bosco va al di là di qualunque gioco di ragazzi: nel buio, accade qualcosa di inspiegabile, eppure orribilmente reale. E all’alba, svanito nel nulla Mallon, non resta che il corpo straziato di uno dei partecipanti, e le anime distrutte e silenziose degli altri.
Quarant’anni dopo, Eel è una donna ragionevolmente felice, ma non ha dimenticato. E quando il marito Lee, scrittore, decide di ispirarsi agli eventi di quella notte del ’66 per il suo nuovo libro, per lei ricomincia l’incubo. Ma questa volta Eel è determinata a capire: mettendosi sulle tracce dei suoi vecchi amici, convincendoli a ricordare e a descrivere l’orrore, arriverà vicinissima a scoprire la verità.
E a risvegliare una forza oscura e irresistibile, che aspettava soltanto di essere nuovamente evocata…

Intrigati? Ci credo! E speriamo che il libro si riveli “agghiacciante” quanto promette…Con questo caldo sarebbe un vero toccasana! ^_^


Ritorni e future attese


Buone e cattive notizie per i fan della un pò svanita cameriera telepate Sookie Stackhouse. Dal 25 Luglio sarà disponibile, edito dalla Delos Books nella sua ormai leggendaria collana Odissea Vampiri, “Resa dei conti mortale” il tanto atteso undicesimo volume della serie Southern Vampire che la sempre bravissima Charlaine Harris ha dedicato ai suoi vampiri del sud.
E questa era la buona notizia…Purtroppo la pacchia è finita. Infatti ci siamo ormai praticamente messi in pari con le uscite dei libri in USA e per gustarci il 12° e 13°(che si pernsa sarà l’ultimo) volume della serie ci toccherà aspettare un annetto buono.
Per consolarci pensiamo a quanto sarà soddisfacente avere tra le mani “Resa dei conti mortale” (il cui titolo è tutto un programma! ;) ) e se non ci basta possiamo sempre buttarci sulla serie tv True Blood, della HBO (la 4° stagione sta andando in onda proprio ora in USA), tratta dai libri.
Nel frattempo eccovi la trama di questo 11° attesissimo volume:

È primavera, a Bon Temps, e la cameriera telepate Sookie Stackhouse si ritrova ad affrontare una stagione piena di segreti rivelati… segreti che porteranno radicali cambiamenti nella sua vita.
Con quel suo particolare talento per essere sempre presente dove sta succedendo qualche guaio, Sookie si trova a essere testimone del momento in cui una bomba incendiaria fa esplodere Merlotte’s, il bar dove lavora. Dal momento che Sam Merlotte è conosciuto per essere una delle creature dalla duplice natura, i sospetti cadono immediatamente su quanti nella zona sono ostili ai mutaforme. Sookie ritiene però che le cose non stiano così, e lei e Sam si mettono all’opera per scoprire chi sia il colpevole, e per appurare quale sia il distorto motivo che ha portato a quell’attacco.
L’attenzione di Sookie è però divisa su due fronti. Anche se non è in grado di “decifrare” i vampiri, conosce molto bene il proprio amante, Eric Northman, e la sua “progenie”, Pam, e si rende conto che stanno ordendo un complotto per uccidere il vampiro a cui adesso devono obbedienza. A poco a poco, viene coinvolta nel complotto, che è molto più complicato di quanto lei possa immaginare.
Intrappolata ancora una volta nei letali giochi politici del mondo dei vampiri, Sookie scoprirà di essere anche lei una pedina, proprio come qualsiasi altro essere umano, e che è entrata in gioco una nuova regina…
Vi anticipo che rivedremo il bel lupo alpha Alcide, il piccolo Hunter, il sempre innamorato (e speriamo ancora respinto) vampiro Bill, la strega pasticciona Amelia ed infine il cugino fatato Claude e l’altrettanto fatato, ex-cattivo / pro-zio di Sookie, Dermot che aiuteranno la nostra cameriera del cuore a scoprire qualcosa di più sulla sua natura fatata e sui misteri che ancora cela la sua travagliata storia familiare.
E che la spasmodica attesa per l’uscita abbia inizio ;)

Rinascimento a tinte forti


E’ l’anno del Signore 1492. Colombo sta per intraprendere il viaggio che cambierà il mondo fino ad allora conosciuto. A Firenze Lorenzo il Magnifico governa con polso fermo e benevolo, mentre l’Italia, divisa in 10 stati in continua guerra tra loro, deve fronteggiare la minaccia della brama espansionistica della Francia e dell’Impero Ottomano. Roma, cuore a anima dello Stato Pontificio, è governata dall’ormai debilitato papa Innocenzo VIII ed è a sua volta indebolita dalle lotte intestine delle famiglie romane e dei tre più influenti cardinali della città, gli Orsini, i Colonna e i Borgia.
Questo è a grandi linee l’incipit da cui si sviluppa la serie tv “I Borgia“.
Da non confondersi con l’omonima serie di Neil Jordan, prodotta negli USA da Showtime, “I borgia” di cui le prime 2 puntate sono andate in onda, in anteprima, il 10 Luglio su Sky Cinema, è una serie frutto di produzione europea, firmata da Canal +, Atlantique e Eos, creata del produttore americano Tom Fontana (Oz, Homicide).
La saga inizierà descrivendo i tentativi di Rodrigo Borgia (John Doman) di diventare papa. Partecipano attivamente alla sua scalata al potere gli altrettanto ambiziosi figli (non riconosciuti, naturalmente ;) ) Cesare (Mark Ryder), Giovanni (Stanley Weber) e la bellissima figlia Lucrezia (Isolda Dychauk)prima giovane ingenua, poi abile e spietata signora e sposa di Giovanni Sforza, poi di Alfonso d’Aragona, infine di Alfonso d’Este. L’italiana Marta Gastini interpreterà l’amante del papa, Giulia Farnese. Alla regia dei primi quattro episodi il tedesco Oliver Hirschbiegel (The Experiment e La Caduta – Gli Ultimi Giorni Di Hitler).I Borgia, che conta di 12 episodi complessivi (di cui vedremo i restanti solo a Novembre), si prospetta come una delle serie più interessanti della stagione. I primi due episodi mi hanno conquistata. Tra splendidi costumi,sono di Sergio Ballo (Vincere), accurate ricostruzioni storiche, vizi inconfessabili, corruzione, atti di estrema atrocità e scandalose seduzioni conosceremo il destino di una delle famiglie più misteriose e oscure della nostra storia…Cosa si può volere di più ;)

Ed eccovi un bel video:

Demoni e Diavolesse


Giusto per “infuocare” ancora di più un’estate già di per se torrida. ecco due libri che paiono promettenti…
E’ uscito a Giugno, per la Elliot editore, “Demoni: istruzioni per l’uso“, nuovo esilarante romanzo dell’immaginifico e sempre originale Christopher Moore, già autore di gioiellini come Un lavoro sporco e Il Vangelo secondo Biff.
In “Demoni: istruzioni per l’uso” facciamo la conoscenza di Travis O’Hearn giunto a Pine Cove (cittadina della California) con la convinzione di aver individuato in quella cittadina la persona in grado di liberarlo dall’incubo che lo ha perseguitato negli ultimi settant’anni. L’incubo on questione si chiama Catch, è un demone voracissimo e molto furbo che si trasforma da creaturina invisibile di 90 centimetri a mostro squamato di 45 metri, ha sempre la battuta pronta e gode di un carisma niente male per essere un “cattivone”. Catch riconosce in Travis il suo padrone, il solo a poterlo vedere, e non ha nessuna intenzione di farsi separare da lui. Carch non sa però che il suo eterno avversario, il Re dei Djinn, è in città e ha scelto il saggio Gus Brine perché lo assista nel dargli la caccia.
Un’avventura tragicomica, con qualche pennellata di grottesco e una buona dose dell’eterna lotta tra il bene e il male…Un male tutto da ridere, però! ;)

Altro libro da tenere d’occhio è “Le diavolesse” di Tom Sharpe, in uscita il 14 Luglio per la casa editrice Longanesi.
Nell’antica tenuta di Grope Hall, in Inghilterra, da secoli vige una sola regola: a comandare sono le donne. Sì, perché la dinastia dei Grope – o meglio, delle Grope – prevede una rigida conduzione matriarcale della famiglia, con mariti-oggetto accuratamente selezionati perché procreino una prole esclusivamente femminile. Un matriarcato di vere e proprie diavolesse che affonda le radici in una sguattera talmente brutta da godere di scarsa considerazione persino da parte dei voraci appetiti dei razziatori vichinghi.
Ma tra le mura di Grope Hall si cela anche un arcano segreto che solo nel XX secolo Esmond Wiley, diciassettenne ossessionato dalle invasate attenzioni della madre e dall’odio apparentemente immotivato del padre, riuscirà a svelare… Prima, però, ci sarà una girandola di avventure, tra mariti in fuga in Spagna a spiare con il binocolo le ragazze nude in spiaggia e mogli rinchiuse in manicomio, zii affettuosi dalle attività losche e raccapriccianti, maldestri ispettori di polizia che più che arrestare i presunti malviventi assicurano loro una via di fuga.
Altro libro ironico e pieno di avventure, insomma.
Sicuramente avrete di che leggere (e ridere) sotto il sol leone. Buona Lettura! ;)

Addio, Harry


Tutto finisce. Anche una saga durata anni che ha accompagnato e continuerà ad accompagnare questa e altre generazioni. Un lungo addio cinematografico che, benchè spezzato in due parti, non perde nulla della sua emozionante, tragica e epica carica. L’ora fatidica scatterà il 13 Luglio quando nelle nostre sale cinematografiche potremo finalmente goderci l’ultimissimo e conclusivo capitolo su pellicola della storia dedicata al maghetto più famoso e coraggioso del mondo, Harry Potter.
Un gran finale col botto, come ci aveva preannunciato il regista David Yates, per “Harry Potter e i doni della morte- parte seconda“, film che secondo indiscrzioni si prospetta un vero e proprio action movie dark, cupo e implacabile come non mai.
Se non avete letto i libri non preoccupatevi, i cambiamenti fatti al copione sono stati pochissimi e sotto la severa supervisione della ormai straricca autrice della potteriana saga J.K. Rowling…Se li avete letti sapete già come andrà a finire, ma sarà impagabile vederlo finalmente accadere sotto i vostri occhi.
Tra esplosioni, la mitica Hogwarts teatro di una sanguinosa battaglia (lo stesso castello si voterà alla guerra tra statue semoventi e fantasmi ), la bellissima Sala Grande ridotta ad un mucchio di detriti e corpi di studenti sparsi un pò ovunque, l’infinito scontro tra Harry (Daniel Radcliffe) e Voldemort (Ralph Fiennes) avrà la sua estrema conclusione.
Ogni passo, ogni pagina, ogni fotogramma ci ha portato a questo attessissimo gran finale.
La lotta tra bene e male si chiude qui. Non vi darò anticipazioni…
Da brava lettrice e fan rendo omaggio ad un universo che ha fatto ridere e piangere milioni di noi.
Addio Harry, Hermione (Emma Watson) e Ron (Rupert Grint). Addio a elfi, unicorni,lupi mannari, folletti e giganti. Addio a tutti, ma non alla magia che avete portato nelle nostre vite. Quella non sparirà mai.

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