Per festeggiare degnamente questo Halloween e a meno di non rivolgersi ai grandi classici del genere, rivedendo per l’ennesima volta capolavori horror tipo L’Esorcista, potrebbe dare qualche brivido anche Insidious, pellicola in uscita dal 28 Ottobre.
Le premesse per un prodotto piuttosto inquietante ci sono tutte: una famigliola felice, (composta dal concreto insegnate Josh Lambert,interpretato da Patrick Wilson, dalla moglie cantautrice Renai Lambert, che ha il bel volto di Rose Byrne, e dai loro tre bambini) che si trasferisce in un a nuova casa, un brutto incidente occorso ad uno dei bambini (il piccolo Dalton interpretato da Ty Simpkins), strani fenomeni che iniziano a manifestarsi per tutta l’abitazione, inquietanti presenze che solo la madre di Dalton (pargolo tutt’ora e inspiegabilmente in coma dopo l’incidente) riesce a percepire e l’entrata in scena della medium di turno (che ha il volto diLin Shaye).
Insomma, un classico canovaccio horror rivisitato da quei mattacchioni armati di seghe circolari e telecamere del regista James Wan e dello sceneggiatore Leigh Whannell già creatori di “Saw-L’enigmista” .
E le influenze della saga appena citata ci sono tutte (l’entità maligna, agli occhi del piccolo Dalton e del suo fratellino, ha le fattezze di un classico “uomo nero” dal viso dipinto da inquietanti colori sgargianti… qualcuno si ricorda il pupazzo di Saw ) con l’aggiunta di qualche citazione a Paranormal Activity (uno dei produttori è Oren Peli, regista di quel film): la casa non è infestata ma lo è una delle persone che la abitano.
Inutile dire che i rimandi non si limitano a quelli appena citati. Impossibile non notare il parallelismo tra l’arrivo della medium, con tanto di ghost-hunters al seguito e il “viaggio astrale” che il padre intraprende per ritrovare il figlio, con l’indimenticabile “Poltergeist – Demoniache Presenze“.
Se amate le case tutte scricchiolii, inquietanti apparizioni, voci dall’oltretomba e entità diaboliche che s’impossessano della vittima designata questo film non vi deluderà…E se così fosse potete sempre rimpinzarvi dei frutti dei vostri “dolcetto o scherzetto”
Ora vi lascio con Trailer del film e che la paura sia con voi! ^____^
Genere ancora molto poco sfruttato in Italia lo steampunk, filone letterario fantastico-fantascientifico che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, sembra sulla buona strada per accaparrarsi una bella fetta di noi poveri “lettori compulsivi” sempre alla ricerca di novità interessanti.
E’ uscito il 26 Ottobre per la Sonzogno “Vampire Empire. Il principe di sangue nero” (primo volume di una trilogia che vedrà la sua conclusione nel 2012 con la pubblicazione negli USA del terzo e ultimo volume) scritto a 4 mani da Clay e Susan Griffith. Come avrete capito dal titolo i vampiri sono, come al solito, presenti, ma in chiave sicuramente diversa da come siamo ormai abituati ad aspettarceli
“Nel 1870 una devastante invasione vampirica travolse le regioni del nord del mondo. Milioni di umani furono uccisi. Altri milioni morirono a causa di malattie e carestie seguite alla devastazione.» Altri furono resi schiavi. «In due anni, città un tempo grandi e rigogliose furono avvolte dal grigiore della società dei vampiri» (toglietevi dalla testa gli affascinanti vampiri che si innamorano dell’umana di turno. Qui si parla di vampiri malvagi fino al midollo…Che sollievo!!). «Gli umani sopravvissuti» – alcuni, non tutti – «fuggirono a sud dei Tropici, poichè il clima caldo di quelle zone non era tollerato dai nemici. Portarono con sè la tecnologia – a base di vapore e ferro e un desiderio febbrile di ricostruire le loro società così barbaramente smembrate». Ma non più tra i palazzi di Chicago, New York, Parigi, Londra, Roma, Mosca, Madrid «bensì tra le moschee di Alessandria d’Egitto, la torrida quiete di Panama, i verdi templi della Malesia».
Questo è l’antefatto. La storia narrata nel libro parte da qui:
«Siamo nel 2020 e la sanguinosa resa dei conti sta per giungere… Quello che resta del glorioso impero britannico è ora il regno di Equatoria, la cui erede al trono è la principessa Adele,un’intrepida guerriera, ma anche una ragazza colta e raffinata, che trascorre intere giornate immersa nella lettura nei silenziosi saloni della mitica Biblioteca di Alessandria. Ma Adele brama l’avventura anche se sa che a breve la sua vita sarà schiacciata dal dovere e da un matrimonio politico con un uomo che non conosce.Il destino di Adele però cambia improvvisamente quando viene rapita da un efferato clan di vampiri decisi a scatenare una nuova guerra. In questa lotta all’ultimo sangue, Adele troverà al proprio fianco il principe Greyfriar, affascinante signore delle tenebre dal volto mascherato che si dica combatta i clan vampiri dall’interno. Il misterioso protettore rivelerà ad Adele la vera natura del conflitto tra gli uomini e i non-morti, combattendo con lei una battaglia epocale per la vita e per l’amore. [Trama in parte tratta da Booksblog]
Ma quanto mi intriga questa storia! Lasciando da parte la solita parte romance con eroina coraggiosa ma in difficoltà che cade tra le braccia di un misterioso salvatore, mi ritrovo molto più interessata all’ambientazione “equatoriale” del libro e alla componente ucronia (la storia come la conosciamo noi viene modificata per dare posto ad un’altro ciclo temporale completamente diverso) della narrazione. In più le lettrici americane affermano quasi all’unanimità che il libro è ancora più bello di quanto la sinossi lascerebbe pensare…Irresistibile! Già prenotato al mio libraio di fiducia ^_^
E la lista della spesa non è ancora finita! Esce infatti l’8 Novembre, per la Dalai Edizioni, Changeless di Gail Carriger, secondo volume dopoSoulless (di cui vi ho parlato QUI) della saga The Parasol Protectorate books.
Torna l’ormai mitica Alexia Tarabotti (la nostra senz’anima preferita ) e con lei il suo marito licantropo, Lord Maccon.
Avevamo lasciato la felice coppietta alle prese con una luna di miele che si prospettava alquanto…focosa!
Ora li ritroviamo alle prese con insospettate difficoltà logistiche…Che si fa quando tuo marito, capo di un clan di licantropi e “poliziotto” soprannaturale, scompare?
È metà pomeriggio, per ogni lupo mannaro che si rispetti dovrebbe essere il momento della giornata dedicato al sonno più profondo, eppure a casa di Alexia Tarabotti oggi qualcosa non va: svegliata di soprassalto da un grido, la nostra eroina si accorge che suo marito, Lord Maccon, non è tranquillamente a letto addormentato, ma sta ululando alla finestra. Neanche il tempo di capire che cosa succede che questi fugge. Scompare.Lasciandola sola ad affrontare un esercito di soldati dai poteri soprannaturali, una pletora di fantasmi e, soprattutto, la Regina Vittoria. Infuriata come non mai. Ma Alexia è in possesso di due armi di difesa micidiali che la proteggono da ogni insidia: il suo parasole all’ultima moda e una ammaliante cortesia. Le indagini la condurranno fin nella remota e selvaggia Scozia in mezzo a clan di licantropi di cui riuscirà – con incredibile abilità, e grazie ai suoi poteri di «senz’anima» – a rovesciare le dinamiche interne volgendole a proprio favore.
Adoro la frizzante vivacità e l’ironia con cui l’autrice narra le avventure della magnifica Alexia, quindi sarà impossibile perdersi questo volume. Spero solo in una traduzione migliore di quella riservata a Soulless…Che l’editore ce la mandi buona!
Sul libro:
Siamo a Richmond negli Stati Uniti, Janny è un’affascinante donna in carriera che vive ancora con la madre, con la quale ha creato un rapporto simbiotico soprattutto dopo la prematura morte del padre, avvenuta quando era solo una bambina. John è un ex militare che gestisce con il socio e amico Robert, un’agenzia di security.
Il suo passato è ombrato da una tragedia che ha segnato la sua vita e nonostante la nuova attività lo appaghi, questo non gli impedisce di vivere sempre in nome del rischio e del pericolo. In queste pagine i veri protagonisti sono i sentimenti sotto tutte le sue svariate forme.
Amore, passione e avventura uniscono i destini di un uomo e di una donna che s’incontrano in un mondo di corruzione e di violenza, in cui Janny suo malgrado, rimane coinvolta.
Il destino riserverà numerose difficoltà che li allontaneranno, e proprio quando gli ostacoli sembrano superati, ecco che ancora una volta il fato farà il suo ingresso trionfale, rimescolando tutte le carte e mettendo ancora una volta a dura prova e a rischio le vite stesse dei due amanti.
Riusciranno Janny e John a vivere il loro amore? Janny riuscirà a chiudere i conti con il suo passato? Sposerà Mark, il suo storico fidanzato nonostante riecheggi nel suo cuore il suono di un amore lontano?
La mia opinione:
Patrick White, Nobel per la letteratura nel 1973, era implacabile con i suoi personaggi. Li sottoponeva ad ogni umiliazione, li imbarazzava al limite del ludibrio, quasi li detestasse. Altri scrittori, la maggior parte, al contrario, amano così tanto i loro personaggi da descriverli sempre forti, sempre nel giusto; novelli eroi di un mondo allo sfacelo. Tiziana Cazziero in Voltare Pagina dimostra che la massima “in medium stat virtus” è ancora valida. I suoi protagonisti sono forti, determinati, ma allo stesso tempo fragili. Adulti perplessi, duramente segnati, che sbagliano, si arrendono alle circostanze o continuano testardamente per la loro strada senza dare ascolto al buonsenso. Per questo si fanno amare. Per questo si fanno odiare. Micce emotive sempre sull’orlo dello scoppio. E così Janny, dalla fiera femminilità, così moderna e emancipata, non disdegna oscillazioni umorali al limite dell’incongruente, per poi virare verso quella purezza etica che la contraddistingue. John, stoico nella sua ricerca di giustizia senza mezze misure, cade nella trappola dell’insicurezza quando il destino gli regala qualcosa che non avrebbe mai pensato di ottenere o di volere. E così, mentre nella prima parte del romanzo si dipana la componente thriller/gialla della storia (tra tradimenti, cupidigia e ricatti), il libro prosegue poi su altri toni concentrandosi meglio su quella puramente romance. In questo modo la Cazziero orchestra bene i tempi della narrazione, dando spazio alla tensione narrativa senza soffocarla o esaurirla mai del tutto. Nonostante la presenza di alcuni dialoghi forzati, di imperfezioni nel testo (usa il voi, poi il lei e infine il tu) e di ripetizioni testuali che potrebbero ostacolare lo scorrere della storia, Voltare pagina è un buon libro d’esordio che promette ampi margini di migliormento.
E ora l’intervista all’autrice:
Parlaci un po’ di te.
Inizio col ringraziarti per avermi ospitata nel tuo blog, che dire, mi chiamo Tiziana Cazziero, ho 34 anni ed ho capito che la scrittura è la mia strada per il futuro. Generalmente non amo tanto parlare di me, lascio che siano i miei scritti a descrivermi. Mi piace che le mie parole e i miei pensieri scritti nero su bianco lascino un segno. Dico sempre che la scrittura è il mio modo rapportarmi con il mondo, ed è vero. Da ragazzina non mi piaceva interloquire molto, anche adesso in verità sono una persona riservata ma, quando prendevo una penna e un foglio bianco buttavo giù ciò che s’intrappolava dentro la mia anima. Ho scritto molte lettere quando ero una ragazzina, mi piaceva trasmettermi al mondo con le parole dettate dal mio istinto e perché no, anche dall’ispirazione del momento. Crescendo ho buttato giù i primi versi, ho scritto molte poesie che conservo gelosamente, e nel frattempo come tutti i giovani ero un po’ alla ricerca del mio percorso. Ricordo che tutte le mie compagne di scuola sapevano bene che cosa volevano fare da grandi, io… scrivevo, ma non pensavo che potesse essere un lavoro, o una professione da coltivare. Sono una persona molto dinamica che non sta mai ferma, la mia mente è in continuo movimento, mi sono chiesta per molti anni che cosa mai potessi fare, ho svolto molti lavori sperando di trovare finalmente quello giusto per me, ma quello che non sapevo, era che io un lavoro già lo avevo, dovevo solo trovare il coraggio di mettere in pratica ciò che mi ha sempre contraddistinto dalle persone che conoscevo. Un giorno mi son chiesta: – “Tiziana che cosa sai fare?”- La scrittura è stata l’unica risposta che era chiara e limpida, l’unica che vedevo certa nel mio futuro. Adesso da quasi due anni sono un’articolista free lance per il web, e sono molto orgogliosa e fiera di me stessa e soprattutto contenta di aver seguito il mio istinto.
Come è nato “Voltare Pagina”? Quale è stata la scintilla, l’idea, l’immagine che ne ha decretato la genesi?
Voltare Pagina è nato per caso, o meglio prima è nato dentro di me, poi un giorno mi sono messa al pc ed ho iniziato a scrivere. E’ stata un’esperienza sensazionale quella di scrivere un romanzo, era come se qualcuno dentro di me mi raccontasse qualcosa. Mi piace pensare che Janny, la protagonista del libro, abbia preso vita improvvisamente all’interno della mia mente e che abbia iniziato a raccontarmi la sua storia. Non c’è stata un’immagine o un qualcosa di preciso. Ho sempre avuto una fervida immaginazione, come tutti i bambini, solo che a me è rimasta anche negli anni, forse è quella cosa che si chiama “Ispirazione”, quel pizzico di coraggio che contraddistingue tutti gli scrittori, quello di mettere per iscritto le storie fantastiche che aleggiano nella nostra mente.
Essendo questo il tuo romanzo d’esordio non deve essere stato facile trovare un modo per proporlo al pubblico. Quanto tempo ci hai lavorato prima di considerarlo pronto alla pubblicazione e come sei riuscita a vederlo finalmente pubblicato?
Ho lavorato intensamente a questo romanzo per tanto tempo, la prima stesura è arrivata in 4 mesi, ma prima di mettere la parola fine, ne sono trascorsi altri 5; nove mesi in totale di duro lavoro. Dopo la prima stesura quella in cui è nata la storia nelle sue parti salienti, ho fatto alcune ricerche per entrare meglio nella logica degli eventi che ho descritto, qualche ricerca precisa della geografia e della storia di secessione americana, ho ampliato le storie dei personaggi, creato il loro passato e il loro presente. Ogni personaggio ha un proprio perché, ed io ho voluto che fosse chiaro al lettore che nessuno è stato messo lì a caso. Tutti sono importanti e con una storia da raccontare. Prima di arrivare alla pubblicazione sono trascorsi tanti anni. Sei anni devo dire. All’inizio ho partecipato ad un concorso letterario, non ho vinto ma mi arrivò la prima proposta di pubblicazione, a pagamento purtroppo. Lo dico perché la cifra richiesta era molto onerosa ed io non potevo di certo permetterlo. Da quel momento ho deciso di partecipare a diversi concorsi e al contempo di inviarlo a diverse case editrici. Le proposte di pubblicazione sono sempre arrivate ma sempre a pagamento, senza entrare nel merito delle pubblicazioni con contributo, io non volevo e non potevo nemmeno permettermelo.
Poi nel 2010 mi sono auto pubblicata con il sito ilmiolibro.it, è stato importante per me, perché per la prima volta ho stretto il libro tra le mie mani, in pochi passaggi si arriva alla creazione del libro spendendo pochissimo, parliamo di circa 15/20 euro. Però non si tratta di una casa editrice, è diverso mi permetto di dire, non mi ha dato grande soddisfazione, il libro era in vetrina sia nel sito ed anche in quello della Feltrinelli, non mio costava nulla e speravo di essere notata da qualche editore. Magari sarà stata colpa mia perché non ho fatto una grande pubblicità a quel tempo O magari doveva solo andare così. Poi è arrivata la proposta della Book Sprint Edizioni, dopo una prima richiesta da me rifiutata, mi hanno ricontattato asserendo che dopo un’attenta analisi erano disposti a pubblicarmi senza contributo. Una felicità e gioia immensa, questo lo devo dire.
I due protagonisti di “Voltare Pagina” hanno entrambi un carattere forte e un approccio “inteso” alla vita. Particolarità in cui riconosci connotazioni autobiografiche o ci sono altre caratteristiche che ti accomunano, in parte, ad essi?
Sicuramente ogni scrittorie mette nei propri scritti qualcosa di sé, io in Janny vedo qualcosa in cui mi riconosco, mi sento una persona forte, che in un modo diverso ha dovuto affrontare le sue battaglie che sto affrontando tutt’ora. Allo stesso tempo sono un’inguaribile romantica e mi piace pensare all’animo buono e limpido delle persone, anche di quelle di cui meno te lo aspetti.
Essendo tu anche articolista free lance per il web come credi che i nuovi media ( blog, social network,ecc.) influenzino e influenzeranno in futuro la letteratura in generale, e la tua scrittura in particolare?
Scrivo per il web da quasi due anni, un lavoro che mi appaga tantissimo, nonostante i guadagni siano molto esigui. Io credo che il web sia la chiave per il futuro, ed inevitabilmente anche i vari social network, (a proposito a chi fosse interessato mi trovate sia su twitter e su facebook, basta digitare Tiziana Cazziero su google per trovarmi, oppure nei miei blog http://lericetteditatys.blogspot.com/ ; http://voltarepaginaditizianacazziero.blogspot.com/ ; http://fotografiaditizianacazziero.blogspot.com/). Per me è stato importantissimo internet, dopo anni alla ricerca di un lavoro che non esiste ho scoperto questo mondo del web che mi ha aperto le porte nuovamente al mondo del lavoro. Io ho sempre amato sentirmi autonoma e indipendente, ma negli ultimi anni la situazione era diventata insostenibile, lavorare tutto il giorno circa 9-10 ore per pochi spiccioli. Basta di essere sfruttata, ho iniziato a navigare mettendo annunci e così ho scoperto l’attività dei blogger, del redigere articoli per siti internet e quest’attività che adoro. I social network possono influire la letteratura? Credo di sì, le numerose librerie on line permettono di acquistare i libri, trovare quei testi che spesso non sempre riesci a trovare. Inoltre io pubblicando con una casa editrice piccola alla quale sono comunque grata, riesco a far trovare il mio romanzo in tutte queste librerie on line, purtroppo per gli scrittori esordienti è difficile far reperire i propri libri nelle classiche librerie. Io da parte mia non ho di certo la pretesa di diventare la futura letterata d’Italia, però mi piacerebbe regalare dei sogni con i miei libri. Donare qualche piccolo momento di svago in cui perdersi. Viviamo nell’era definita dello stress, sognare con qualche bella e piacevole pagina di un buon libro, è un qualcosa di cui nessuno può privarti. Questo è quello che mi auguro, di far vivere solo qualche piccolo sogno.
Spiccano in voltare pagina i personaggi femminili. Forti e determinati ma sempre sfumati da un dolcezza struggente. Come viene percepito oggi, secondo te, il ruolo e lo status della donna nella nostra società sempre più proiettata verso una mercificazione della femminilità?
Bella domanda. Viviamo nell’era delle letterine, meteorine, veline e reality show come il Grande Fratello ecc. ed altre trasmissioni nelle quali si notano continue donne in abiti succinti e provocanti. Giovani donne alla ricerca della notorietà e dei generosi guadagni che arrivano grazie all’esposizione del proprio fisico. Purtroppo questo è un atteggiamento che non sempre paga, magari all’inizio, ma ad andare avanti sono quelle che dimostrano di saper fare, di studiare soprattutto, di non essere sono una figura dalle curve giuste. Questo creda che si possa definire “mercificazione delle donne”. Adoro la donna forte come avrai capito dal personaggio di Janny del mio romanzo, che lotta nonostante mille avversità, che sa usare ciò che la natura le ha donato, un cervello e un’intelligenza, qualità che hanno tutte le donne. Forse si dovrebbe avere il coraggio di credere un po’ di più nelle proprie possibilità. Il mondo dello spettacolo affascina sempre di più le ragazze giovani, niente in contrario, ma perché farsi sfruttare e mercificare? Voglio comunque dire che esistono molte donne “potenti”, che rivestono ruoli di prestigio, dove non si arriva a quegli alti vertici per puro caso. Studio, lavoro, dedizione alla professionalità, spirito di sacrificio, tutte doti che dovrebbero far riflettere.
A quali scrittori ti senti più vicina? Quali ti hanno ispirato e continuano a farlo?
Adoro Patricia Cornwell e i suoi romanzi, non è di certo un caso considerando le mie dichiarazioni di prima. Mi piace che abbia dato vita ad un personaggio favoloso come quello di Kay Scarpetta, un medico legale che riveste un ruolo prettamente maschile, che diventa un personaggio di spicco in quell’ambiente così angustio e particolare se vogliamo. Lei mi ispira per ciò che ha saputo creare, un lungo sequial di romanzi che hanno la stessa protagonista e che affascinano il mondo dei lettori a livello internazionale.
Se tu potessi essere il personaggio di un libro, quale sceglieresti?
Divertente. Chissà, magari quello di una scrittrice di successo? In verità mi piacerebbe essere solo Tiziana Cazziero, una giovane donna che in parte è ancora alla ricerca di se stessa.
Stai lavorando ad altri progetti attualmente? C’e’ qualche novita’ in arrivo?
Sono sempre alla ricerca di nuovi progetti lavorativi. Ho tre romanzi che attendono nel classico cassetto che aspettano il giusto incontro fatale con la casa editrice dei suoi sogni. Mi sento particolarmente legata ad uno di questi, l’ho scritto in 30 giorni per partecipare ad un concorso, sono arrivata seconda a pari merito con altri 8 finalisti, su 700 partecipanti, mi è sembrata un’altra piccola vittoria che mi sprona ogni giorno ad andare avanti nel mio progetto, quello di scrivere. Attendo che quest’incontro avvenga, nel frattempo mi dedico all’attività di blogger e articolista. Sono dell’idea che non ci si debba mai fermare, per me è importante vedere sempre avanti nel futuro, creare, realizzare ideare sempre qualcosa di buono.
E anche per questa settimana è tutto ^__^
Vi lascio con il booktrailer del libro, auguro, come al solito, a tutti una Buona Lettura e non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato!
Mi duole ricordarvi che oggi alcuni alquanto inutili individui entreranno in una certa casa governata da un “grande fratello” e ammorberanno le nostre giornate per i prossimi mesi. Come antidoto a tale sventurato avvenimento, che si ripropone ogni anno, propongo il nuovo docu-reality “Ginnaste: Vite Parallele” in onda su MTV, dal lunedì al venerdì alle 15.00 e alle 19.00, il venerdì sera alle 21.00 e online su www.mtv.it/ondemand.
Questa volta le telecamere, per la regia della brava Sara Ristori, non saranno puntate su nullafacenti stravaccati sul divano che passano il tempo solo a mangiare, litigare o tradirsi l’uno con l’altra, ma su un gruppo di sette ginnaste adolescenti (Carlotta Ferlito,Elisabetta Preziosa, Giulia Leni, Eleonora Rando, Alessia Sacntamburlo, Jessica Helene Mattoni, Sara Ricciardi, dai 14 ai 20 anni) che vivono, studiano e si allenano nel Centro Federale di Ginnastica Artistica di Milano, in vista dei Mondiali di Tokyo a Ottobre 2011 e delle Olimpiadi di Londra nel 2012.
Ragazze, ma incontreremo anche alcuni ragazzi, alle prese con implacabili allenamenti sportivo, con la fatica, la determinazione e il sacrificio necessari per raggiungere i tanto agognati risultati in gara. Ma non è tutto qui. In fondo stiamo parlando di ragazze normali che, nonostante lo strenuo impegno che mettono per afferrare la gloria, devono anche fare i conti con i primi flirt e turbamenti amorosi, le preoccupazioni scolastiche, i mutamenti della crescita e del corpo che cambia, crisi dovute alla lontananza dalle famiglie, amicizie e gelosie con le compagne di squadra. Accanto a loro in questo percorso, gli allenatori, punto di riferimento della loro vita da piccole adulte, gli insegnanti, il fisioterapista-confessore che raccoglie i loro sfoghi, il tutor che le segue nella vita extra sportiva e le accompagna per il poco tempo concesso allo “svago”. Finalmente, per una volta, i canoni del classico reality vengono snaturati e riscritti per applicarsi alla narrazione di discipline sportive non note come il calcio o altre, ma che richiedono certamente abilità e sacrifici che solo pochi individui sono in grado di possedere e gestire.
Una serie educativa che mira, per una volta, a far comprendere al pubblico che la gloria e la fama non sono nulla se non ci si è applicati con ogni forza per ottenerle e che nella vita reale i televoti e le nomination non contano nulla.
E ora beccatevi una parte del primo episodio della serie:
E’ il consiglio finale che Steve Jobs fece ai neolaureati di Stanford nel suo discorso del 2005 (l’integrale lo potete vedere nel video sottotitolato alla fine del post). Fenice dell’imprenditoria (più volte caduto e più volte risorto), genio del marketing e dell’innovazione, visionario, maniacale e ironico, Steve Jobs non era, purtroppo, immortale. Ci ha lasciato le sue rivoluzionarie invenzioni e con esse un modo tutto nuovo di comunicare, ma non sono queste le parti più significative della sua eredità. Lui, pirata mai arruolato in marina, esploratore attratto più dalle strade non battute che da quelle facile e rapide, ci ha trasmesso l’idea che trovare e seguire la propria passione dev’essere il primo imperativo della vita. Più di tutto ci ha insegnato a fidarci del nostro istinto. Di quella voce che dal profondo delle viscere, ogni tanto, si fa sentire e, contro tutto e tutti, ci spinge a tentare quello che abbiamo sempre creduto impossibile. “Il vostro tempo è limitato, quindi non lo sprecate vivendo la vita di qualcun’altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore.Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo sanno già che cosa volete diventare.” Senza mitizzarne la figura, o ammantarla di improbabili aloni religiosi, esce il 24 Ottobre, per la Mondadori,”Steve Jobs” biografia scritta da Walter Isaacson (che ha lavorato al libro con Jobs stesso). Sinossi:
Basandosi su più di quaranta interviste con Steve Jobs in oltre due anni, e su più di cento con i suoi familiari, amici, rivali e colleghi, Walter Isaacson racconta l’avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezione e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell’economia e del business: computer, cinema d’animazione, musica, telefonia, tablet ed editoria digitale. Mentre tutto il mondo sta cercando un modo di sviluppare l’economia dell’era digitale, Jobs spicca come massima icona dell’inventiva e dell’immaginazione, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia, e ha costruito un’azienda basata sulla connessione tra geniali salti d’immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche. Sebbene abbia collaborato attivamente per questo libro, Jobs non ha chiesto nessun controllo sul testo né ha preteso il diritto di leggerlo prima della pubblicazione. Non ha posto nessun filtro, anzi ha incoraggiato i suoi conoscenti, i familiari, gli antagonisti a raccontare onestamente la verità. E lo stesso Steve Jobs parla candidamente, talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, ne svelano le passioni, il perfezionismo, la maestria, la magia diabolica e l’ossessione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e i geniali prodotti da lui creati. Ispirato dai suoi demoni, Jobs sarebbe potuto cadere nell’ira e nella disperazione. Ma la sua personalità e i suoi prodotti erano una sola cosa, esattamente come l’hardware e il software di Apple, parti di un sistema integrato. Una storia che ci insegna e allo stesso tempo ci mette in guardia, ricca di lezioni sull’innovazione, il carattere, la leadership e i valori.
Non importa se siete più o meno “incastrati” o incantati dai vari iPhone o iPad, non importa se leggere biografie non è di sicuro il vostro forte. Se siete curiosi di conoscere meglio un uomo come tanti che è riuscito a fare cose straordinarie e toccato così incredibilmente il nostro modo di vivere quotidiano, la nostra connessione con il mondo, questo libro potrebbe essere una buona occasione.
All’inizio fu il falso documentario, poi venne il prequel e ora ecco arrivare nelle nostre sale cinematografiche, il 21 Ottobre (io avrei scelto il 31, in fondo Halloween merita di essere festeggiato con qualche brivido ^_^), “Paranormal Activity 3” prequel del prequel della fortunata serie. Visto come vanno le cose mi aspetto, per il prossimo anno, un altro film dello stesso filone che spieghi perchè il famigerato demone abbia scelto le due bambine, ricordando l’accenno che si faceva nella seconda pellicola ad un certo patto di una certa bisnonna concernente i sempre richiesti primogeniti maschi.
Comunque, ora, concentriamoci su questo nuovo episodio dell’agghiacciante saga.
Cambiato il regista (non più Tod Williams) sarà compito dei nuovi registi, Ariel Schulman e Henry Joost , il film sarà una origin story che narrerà di come le sfigatissime Katie e Kristi (avere la K come iniziale porta bene, a quanto pare, solo se di cognome fai Kardashian) ancora bambine (siamo neglia anni 80) hanno avuto a che fare per la prima volta con la loro simpatica nemesi demoniaca. Blindatissima, la trama non rivela altro. Sappiamo comunque che la famiglia delle due bambine non se la passerà per nulla bene e che in futuro le cose andranno anche peggio visti i vari “Paranormal Activity” e “Paranormal activity 2“. Sono, comunque, piuttosto curiosa di vedere come riusciranno le nostre perseguitate a disfarsi dell’oscura e pericolosa presenza che le opprime e vivere quasi normalmente fino all’età adulta…Un’altro scellerato patto con le forze oscure in vista?
Solo la visione del film ce l’ho rivelerà
E ricordate che nonostante la trama non brilli per originalità (la solita famiglia infestata stile poltergeist e il solito utilizzo della telecamera alla The Blair Witch Project ), questa serie continua a risultare decisamente inquietante.
E ora, giusto per farvi rabbrividire un pò, eccovi il trailer del film:
Torna finalmente in libreria una delle autrici che apprezzo di più, Sherrilyn Kenyon!
La sua serie “Dark Hunter”, dedicata ai cacciatori oscuri e alla loro ricerca dell’anima perduta, così piena di ironia e di indimenticabili personaggi, si arricchisce questo 27 Ottobre, sempre grazie alla Fanucci, di un attesissimo quinto capitolo intitolato “Il bacio della notte“.
La serie, incentrata sulle avventure di un gruppo di Cacciatori oscuri, i Dark Hunters appunto, avrà questa volta come protagonista l’ antico guerriero vichingo Wulf Tryggvasen.
Prodigioso combattente Wulf ha dalla sua anche il potere (o maledizione, dipende dai punti di vista) di sparire dalla memoria di chiunque dopo 5 minuti. Vantaggiosa in battaglia e nel mimetizzarsi tra gli umani, questa particolarità gli impedisce però di poter instaurare relazioni a lungo termine con chiunque (sopratutto donne)precludendogli la possibilità di trovare il vero amore e di riavere quindi indietro la sua anima barattata con Artemide in cambio di vendetta (Avevo già cercato di spiegare l’universo in cui si muovono i Dark Hunter QUI).
Una sera, però, mentre si trova per caso in un club, Wulf si vede costretto a intervenire per salvare dai demoni un’affascinante sconosciuta. Ma il fato non promette nulla di buono. Quando finalmente riesce a conoscere meglio Cassandra Peters, l’unica donna che può ricordarsi di lui, scopre che lei è una principessa Apollite, la razza maledetta a cui Wulf ha giurato di dare la caccia. A ritmo accelerato, i due dovranno affrontare antiche maledizioni, profezie, e l’ingerenza diretta degli dèi greci per trovare, se tutto andrà per il meglio, la vera felicità tanto sognata. Se amate il paranormal romance e le storie d’amore apparentemente senza speranza, ecco la lettura che fa per voi. E poi la comparsa, spesso inopportuna, di antichi dei greci pazzoidi fa sempre il suo bell’effetto ^_^
Ormai manca veramente poco alla premiere della seconda stagione della serie più amata tra chi predilige i morti che camminano. Si, sto parlando della mitica “The walking dead” al suo ritorno sui nostri schermi il 17 Ottobre alle 22:45 su FOX (con solo 24 ore di scarto rispetto alla messa in onda negli states). Una seconda stagione che parte col botto: un episodio di ben 90 minuti scritto dal compianto (non è morto, tranquilli…Se n’è solo andato dallo show o l’hanno cacciato, dipende a chi credete) Frank Darabont e intitolato “What Lies Ahead” (qui da noi “La Strada da Percorrere” )
Primo dei 12 episodi previsti “La strada da percorrere” riprende, più o meno, la narrazione da dove la prima stagione l’aveva conclusa.
I pochi sopravvissuti alla devastante epidemia, che ha trasformato buona parte della popolazione mondiale in affamati zombie, decidono di abbandonare le città (considerate troppo pericolose viste le bande di sciacalli che spadroneggiano e i tantissimi zombie che le infestano) e di dirigersi verso le campagne. Capeggiati dal coraggioso sceriffo Rick Grimes (Andrew Lincoln), svegliatosi in un ospedale vuoto dopo settimane in coma, il gruppo di fuggiaschi dovrà fare i conti non solo con orde affamate di morti che camminano, ma ache con la natura imperfetta e meschina dell’essere umano.
Nel cast anche Jon Bernthal (The Pacific, The Ghost Writer) che interpreta Shane Walsh, partner dello sceriffo Rick prima che l’apocalisse, e Sarah Wayne Callies (Prison Break)che recita nel ruolo di Lori Grimes moglie di Rick e ex-amante (per il periodo in cui il marito era creduto morto in quanto abbandonato in coma in un ospedale infestato) del caro miglior amico del marito, Shane. Inutile dire che gli zombie potrebbero rivelarsi l’ultimo dei problemi di questi pellegrini in cerca di salvezza
Vi lascio con 2bei promo dell’imminente 2° stagione:
Allora, in un saloon entrano Indiana Jones e James Bond e… No, non è l’inizio di una barzelletta ma quello che si potrà vedere nelle nostre sale cinematografiche a partire dal 14 Ottobre con l’uscita di “Cowboys & Aliens”
Diretto da Jon Favreau (Iron Man), prodotto dall’ormai onnipresente Steven Spielberg e basato sull’omonimo romanzo grafico di Scott Mitchell Rosenberg, Cowboys & Aliensmescola due generi sempre molto amati dal pubblico: il classico western e la pura fantascienza. Siamo nel 1873 in New Mexico e un uomo (Daniel Craig) si sveglia privo di memoria in mezzo al desolato e arido nulla; l’unico indizio sulla sua vita è un misterioso bracciale al suo polso sinistro. L’incontro/ scontro con alcuni malviventi lo arricchisce di pistola, cavallo e qualche vestito.
Arrivato nella cittadina di Absolution si ritrova subito a dover fare i conti col tracotante figlio del colonnello Dolarhyde (Harrison Ford) “padrone” della città. Lo sceriffo esasperato dal comportamento del bizzoso ragazzo non esita ad arrestarlo e con lui il misterioso straniero che si scoprirà essere Jake Lonergan, un rapinatore di banche (l’ultimo colpo è stato proprio ai danni di una banca di Dolarhyde).
Inutile dire che l’inflessibile colonnello non è felice dell’arresto del suo rampollo, ma proprio mentre cerca di liberarlo ecco apparire in cielo qualcosa che non si è mai visto prima. Luminosi oggetti volanti calano sulla città e rapiscono alcuni abitanti. Tutto sembra perduto finchè Jack con su grande sorpresa punta il bracciale verso una delle astronavi abbattendola.
Spariti i nemici intergalattici i pochi superstiti, compreso il colonnello a cui è stato portato via il figlio e una misteriosa ragazza (Olivia Wilde) che sembra sapere più di quello che dovrebbe sui “visitatori”, partono al salvataggio di amici e famigliari, mentre Jack sembra deciso più che mai a scoprire cosa è successo alla donna che vede nei pochi flash dei suoi ricordi e cosa nasconda il misterioso bracciale che porta. Un cast a dir poco stellare per un film decisamente unico per genere e soggetto. Se amate l’avventura e il mistero l’idea di assistere a sparatorie tra cowboys e alieni sullo sfondo di un polveroso tramonto rosso sangue non vi può sembrare meno che alettante
Tante novità interessanti questo mese in libreria! Così tante che il mio portafoglio (poverino *_*) ha già iniziato a tremare per il terrore di finire, come al solito, inesorabilmente svuotato
E’ uscito il 5 Ottobre per la Giunti “le Tredici” della canadese Susie Moloney.
Siamo a Haven Woods (un nome una garanzia?…Sbagliato! ), una cittadina perfetta, tutta strade linde e disciplinatamente trafficate, piena di gente sempre gentile e sorridente e in cui case graziosamente dipinte e aiuole perfettamente fiorite sono la normalità. Non ci sono crimini (o almeno così sembra) a Haven Woods e tutto sembra così perfetto da mettere i brividi a noi smaliziati lettori di paranormal…Quanto siamo sospettosi ^_^
Peccato che questa volta la ragione sia dalla nostra parte. Haven Woods, infatti, nasconde un grosso segreto. Ci vivono 13 donne perfette, tutte tailleur e perle, che hanno tutto ciò che desiderano. E questo perchè sono streghe. Il circolo stregonesco che hanno creato consente loro di avere tutto ciò che desiderano e di soddisfare ogni più piccolo capriccio. Ci mettereste anche voi la firma? Ripensateci!
Si perchè tutto sembra andare bellamente a rotoli quando una delle 13 si suicida. Occorre trovare al più presto una sostituta, altrimenti potrebbe accadere di tutto.
Capeggiate da Izzy, le streghe rimanenti, allora, contattano Paula Wittmore, figlia di una di loro, attualmente malata. A nulla servono le gli avvertimenti della madre stessa – di cui Paula non riesce a capire la strana malattia – che vuole a tutti i costi che la figlia lasci la città, nè la percezione della figlioletta, Rowan, che avverte qualcosa di profondamente sbagliato in quel troppo perfetto luogo.
Ben presto, infatti, scopriremo che la vita invidiabile di quelle 13 streghe ha un prezzo da pagare. Ed è un prezzo davvero molto alto, perchè niente è gratis nel mondo della magia. E molto spesso ciò che viene richiesto è un grosso sacrificio. Ma di che genere si tratta questa volta? E chi è l’oggetto del sacrificio che pare imminente e necessario? [trama tratta da Booksblog]
A metà tra “la donna perfetta” e “Le streghe di eastwick“, “Le tredici” si prospetta come un interessante fantasy venato di horror e parecchio misterioso…E poi, finalmente, il libro non fa parte di una trilogia/saga, quindi ci si può fare tranquillamente un pensierino
Altro volume da tenere d’occhio è “After“(in uscita l’11 Ottobre per Mondadori), di Jessica Warman, che pur inserendosi nella categoria degli ormai quasi odiati YA (young adult) sembra piuttosto promettente. Elizabeth ha tutto. E’ bella, ricca e ha appena festeggiato il suo 18° compleanno con una indimenticabile party a bordo del lussuoso yacht del padre.
La fortunata (mica tanto, si scoprirà) ragazza si sveglia infatidita da un rumore. Qualcosa batte sulla fiancata dello yacht. Quando finalmente riesce a trovare la fonte di quel suono Elizabeth si sporge sull’acqua e vede galleggiare un cadavere. Il suo.
E si, Elizabeth è morta e ora in forma di spirito si aggira inquieta nell’ultimo posto che la vista viva. Infatti, anche se non riesce a ricordare quasi nulla, la ragazza sa che qualcosa le impedisce di proseguire oltre. Esattamente come succede all’altro ragazzo/spirito che le si affianca in questa surreale situazione, Alex, suo ex compagno di scuola deceduto un anno prima.
Intrappolata in questa nuova realtà e impossibilitata a comunicare con altri che non siano Alex, Elizabeth assiste impotente al suo funerale, alle indagini sulla sua misteriosa morte, iniziando così a scoprire segreti sui suoi amici e famigliari (padre, matrigna, sorellastra e fidanzato) che non avrebbe mai sospettato. Del mondo di Elizabeth non rimarrà nulla, tranne la verità.
Il libro sembra ricordare un pò “Amabili resti” ma in versione patitata alla “Gossip girl“. Interessante miscuglio, non trovate? Non resta che fiondarci in libreria ^_^