Archive for Dicembre, 2011

Buon 2012!

Che ci crediate o no (io propendo ottimisticamente per il no) il 2012 potrebbe essere il nostro ultimo anno su questo bel pianeta blu. Inutile dire che le smentite su questa “bufala” della fine annunciata dai tanto misteriosi (e menagramo) Maya si sprecano.
Io, comunque, mi arrischio ad augurare a tutti voi fedeli lettori, o visitatori dell’ultim’ora, un fantastico 2012 privo di qualunque apocalisse, estinzione umana o disastro.
E che la sorte ce la mandi buona ;)

Nel frattempo, non dimenticate di tornare qui su Pane e Paradossi per un nuovo anno pieno di sorprese!

Seconda stella a destra e…

Finale con il botto per questo 2011 e un inizio di 2012 tutto da vedere grazie a SKY che dal 28 dicembre (in replica Domenica 1 Gennaio alle 22:25) ci propone su SkyUno la miniserie (solo 2 episodi purtroppo) “Neverland“. Scritta e diretta da Nick Willing (Alice), questa miniserie ci ripropone, ma in una nuova e sorprendente veste visto che si tratta di un prequel del classico scritto da J.M. Barrie (Peter Pan), la storia del Bambino che non voleva crescere.
Peter (Charlie Rowe) è un ladruncolo che sopravvive per le strade di una Londra Dickensiana capitanando un gruppo di piccoli borseggiatori. I ragazzi devono però obbedienza a Jimmy Hook (Rhys Ifans), loro istruttore e mentore. Durante un furto la gang di picccoli malviventi si imbatte in una strana sfera luminosa  in grado di trasportare chi la possiede in un altro mondo, Neverland ovvero l’Isola che non c’è. Questa isola incantata e senza tempo popolata da sirene e spiriti magici guidati da Campanellino dà il benvenuto a chiunque riesca ad arrivarci, amici o nemici che siano, tra cui la folle Elizabeth Bonny (Anna Friel) e la sua banda di pirati del diciottesimo secolo in cerca della fonte dell’eterna giovinezza, un segreto custodito da un Uomo Sacro.
Mentre la lotta per salvare questo luogo fantastico dalle grinfie di chi vorrebbe solo sfruttarlo si fa sempre più feroce e Peter si ritrova a combattere per la fazione opposta di Hook, il ragazzino inizia a convincersi che il suo destino sia proprio quello di rimanere per sempre a Neverland.
La puntata conclusiva della serie andrà in onda il 4 Gennaio e ci svelerà tutto quello che avremmo mai voluto sapere sul temerario Peter Pan e sulla magica isola che non c’è.
Per iniziare un nuovo anno sognando un pò ;)

Ed eccovi lo splendido trailer:

Nuovo anno, nuova luna

Riuscita miracolosamente (per ora °_O) a scampare allo tsunami influenzale che si è abbattuto  su parenti e amici e a sedermi al pc, nonostante la forma sferica che ho ormai raggiunto grazie ai bagordi natalizi, eccomi qui di nuovo con voi ad annunciarvi l’imminente uscita per l’anno nuovo, il 12 Gennaio, di “Stolen- figlia della lunasecondo libro, dopo Bitten – La notte dei lupi, della saga Women of the otherworld della brava Kelley Armstrong. Dopo più di un anno di attesa, grazie alla Fazi, torna, per il piacere di noi fan, l’intensa e sfacciata Elena Michaels, unica donna licantropo esistente.
Già incontrata in Bitten, dove eravamo anche venuti a sapere come il suo ex-ragazzo Clay l’avesse trasformata contro la sua volontà, ritroviamo ora Elena finalmente felice con il suo mai dimenticato compagno mannaro Clay e tutta presa a monitorare il web per assicurarsi che i “bastardi”, licantropi che non appartengono al Branco, non attirino troppo l’attenzione su di sé rivelando al mondo l’esistenza della razza mannara. Tutto sembra filare liscio, finché, sul sito believe.com, Elena non s’imbatte in un post solo all’apparenza bizzarro: «Licantropi. Vendonsi preziose informazioni». Dietro la pubblicazione ci sono due potenti streghe, Paige e Ruth Winterbourne, che tentano di avvertirla: Ty Winsloe, un magnate della rete, sta infatti mettendo insieme una collezione privata di specie dotate di poteri paranormali (sciamani, vampiri, streghe e lupi mannari). Le cattura e le tiene segregate in un bunker sotterraneo per tentare di distillarne le qualità magiche e venderle, poi, al miglior offerente. Inutile dire che il fatto che Elena sia l’unica donna mannara esistente ne fa un bersaglio fin troppo appetibile. Catturata e imprigionata, la donna dovrà finalmente venire a patti con la sua più profonda natura per salvare se stessa e gli altri sventurati fatti prigionieri.
Un libro che si preannuncia spettacolare e intrigante come il primo e che non vedo l’ora di sfogliare ;)
Se non riuscite a resistere alla tentazione potete andare a leggervi i primi 3 capitoli QUI.

AUGURI!

A tutti voi fedeli lettori di questo pazzo blog, a tutti gli scrittori che hanno aderito numerosi  a Letto e Bloggato e accettato di farsi torturare dalle mie mille domande e, infine, a voi internauti privi di rotta che siete capitati qui per caso,  a tutti  proprio tutti , auguro un Natale pieno di luce, serenità e amore.

E che il 2012 porti solo gioia e tante belle sorprese ^_^

Un Natale da Favola

Bel regalo di Natale per noi telespettatori da parte di Fox. La magica sera del 25 (alle 21.00, per la precisione) avremo la possibilità di goderci in anteprima il pilot diC’era una volta” (Once upon a time) nuova serie di punta della americana ABC.
Perfetto mix di favole e realtà, sogni e vita quotidiana, infanzia ed età adulta, “C’era una voltaè la storia dei personaggi delle fiabe, che i nostri genitori ci raccontavano da bambini, e di una maledizione che, lanciata su di loro dalla terribile regina cattiva, dopo averli intrappolati nella nostra poco fiabesca realtà e privati di tutti i ricordi della loro vita precedente, li costringe a vivere a Storybrooke sonnolenta cittadine del Maine.
L’unica a poter riuscire a rompere il malvagio incantesimo è Emma Snow (Jennifer Morrison di Dr. House), primogenita di Biancaneve (Ginnifer Goodwin di Big Love) e del Principe Azzurro (Josh Dallas, Thor). Ignara, come tutti, di chi realmente sia e cresciuta a Boston dopo essere stata abbandonata da piccola, Emma viene raggiunta da Henry, un bambino di dieci anni che afferma di essere il figlio che lei ha dato in adozione.  Henry racconta ad Emma una strana storia, riportata nel libro di fiabe che il ragazzino porta sempre con se,  secondo cui  lei è stata mandata via dal mondo delle fiabe per proteggerla da una maledizione lanciata dalla Strega Cattiva, che ha congelato nel tempo in quel fovolistico universo e ha trasportato tutti i suoi abitanti nel nostro. Incredula e decisa a non permettere al nuovo arrivato di distruggere quell’apparenza di equilibrio che ha cercato faticosamente di costruire nella sua vita, la donna riporta Henry nella sua città di origine, Storybrooke, nel Maine. Ed è decisa a non rivedere mai più il bambino, eppure qualcosa la spinge a rimanere nella cittadina e a fidarsi di Henry e della sua strana visione del mondo. Però nessuno degli abitanti ricorda nulla chiaramente e anche se, secondo Henry, Emma è la persona che può spezzare l’incantesimo la donna non crede veramente alle parole del bambino, perché si sa, le fiabe non esistono veramente. No?
Creata da Adam Horowitz e Edward Kitsis (Felicity, Lost), “C’era una volta” ci darà l’occasione, grazie a continui flashback riguardanti il mondo delle favole, di scoprire gustosi retroscena delle fiabe e “umanizzare” quei personaggi che la tradizione popolare ci ha insegnato fin da bambini ad amare o temere.
Come resistere a quest’occasione da favola?!? ;)
Non mi resta che regalarvi un bel trailer:

Letto e Bloggato: L’eredità di Iside

Bentornati fedeli lettori ^_^ Eccoci all’ultima puntata, per questo 2011, della rubrica Letto e Bloggato. Tranquilli però, ritroneremo più in forma che mai dopo le feste ;)   Questa volta parliamo de “L’eredità di Iside“, pubblicato dalla Neftasia editrice, libro d’esordio di Francesco Gioè.

Dalla quarta di copertina:
Il crollo d’una parete nelle Catacombe cappuccine di Palermo svela una vecchia Bibbia, testa di ponte di un pellegrinaggio che porterà ad un segreto insospettabile.
Cos’è il GRIV? Servizi segreti ispirati dalle previsioni catastrofistiche di Al Gore e di buona parte della scienza contemporanea. Qual è il suo obbiettivo? Salvaguardare la Terra ad ogni costo.
Un protagonista fobico e musicopatico; un’equipe di professionisti a spasso per la storia e, sullo sfondo, lo spionaggio ai massimi livelli.
L’eredità di Iside mette insieme mistery, noïr e avventura. Una caleidoscopica narrazione attraverso mezzo mondo; attraverso guerre e civiltà pregresse.
Cosa muoveva il vecchio frate vissuto a cavallo di tre secoli? Qualcuno cercherà di scoprirlo, passando da un’investigazione sincopata e da una tecnica narrativa assolutamente graffiante.

La mia opinione:
Prendete un giovane 007 italiano futuropatico, ansioso e con una fissazione orale che sfoga su innocenti sigarette di gommapiuma. Immaginate che lavori anche per una sezione dei servizi segreti svedesi che opera per scongiurare il surriscaldamento e l’inquinamento globale e dategli come compagni due professori un pò svampiti ma in cerca di avventura e un capo che di Apollo ha solo il nome in codice. Aggiungete una bella giornalista svedese nei guai, un mistero vecchio di secoli, un gruppo di sanguinari pigmei dagli occhi di gatto, speculatori disposti a tutto e servizi segreti corrotti. Ora aprite “L’eredità di Iside”… State certi che, prima del pirotecnico scontro finale, scorreranno sangue, battute fulminee e fulminanti e tanta avventura.
Nel suo eccellente esordio narrativo Francesco Gioè alterna, con invidiabile senso del ritmo linguistico, toni scanzonati ed irridenti a vere e proprie dissertazioni storiche e geo-politiche, senza mai perdere la presa su lettore che si ritrova irrimediabilmente affascinato da una trama labirintica e bizzarra, ma fin troppo plausibile.
In un susseguirsi di giochi mimetici in cui i buoni possono anche rivelarsi il contrario, colpi di scena, citazioni e musica, l’autore gioca d’astuzia e di cultura con le parole, disseminando per tutto il libro divertissement lessicali e freddure a go go, fino ad un epilogo dove brilla una doverosa concessione alla giustizia con tanto di lieto fine (anche) romantico.
L’eredità di Iside non è un libro frizzante. E’ effervescente. Uno tra i migliori libri letti quest’anno.

E ora l’intervista all’autore:

Vuoi raccontarci qualcosa di te?
Bella presenza, spiccata propensione al lavoro in equipe e… Come? Non è un Curriculum Vitae e non mi servirà a trovare un lavoro? Oh beh, allora sono un tizio qualsiasi con una speciale propensione ai libri.

Qual è stata la genesi de “L’eredità di Iside”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del romanzo?
Avevo un paio di idee a mio avviso degne di essere sviluppate, come quelle dei servizi segreti al servizio del Pianeta e qualche paradosso da rendere verosimile. Nello sviluppo omogeneo di queste tematiche sta la genesi del romanzo, che comunque ha preso quota grazie ad una voglia prepotente: quella di creare una storia dalla trama complessa, con tematiche ambiziose e personaggi eccentrici.

“L’eredità di Iside”, pur essendo il tuo libro d’esordio, è un’opera estremamente corposa e complessa, con un bacino storico/ mitologico e nozionistico sicuramente ricco. La sua creazione deve essere stata particolarmente complessa per chi era alla sua prima prova come autore e non deve essere stato facile trovare un modo per proporlo al pubblico. Quanto tempo ci hai lavorato prima di considerarlo pronto alla pubblicazione e come sei riuscito a vederlo finalmente pubblicato?
Quando si parla d’esordio si parla di “prima volta” nel campo dei romanzi editi. In realtà avevo già fatto palestra con altri lavori sui quali avevo rodato la mia tecnica narrativa e fatto pratica sulla pressione psicologica. Si, perché quello che scrivi esercita una pressione sull’ego, almeno finché non termini il lavoro con soddisfazione. Iniziare uno scritto è come partire per mare alla ricerca delle Americhe. Ben presto ti ritrovi  in balia dell’oceano e devi saper fronteggiare le intemperie. Trama complicata = più intemperie, ovvero più problemi. Ma alla fine, dopo un anno di dura navigazione, sono riuscito ad attraccare. Ho messo in campo le conoscenze scientifiche provenienti dai miei studi universitari, pazienza e passione. Chissà se Colombo sarebbe fiero di me?! …
Per quanto riguarda la pubblicazione è presto detto: una volta terminata la “messa a punto” dell’opera, l’ho contattato diverse case editrici, finché qualcuna non ha mostrato interesse.

Il tuo libro è costellato di personaggi particolari la cui forte originalità e fuor di dubbio, primo tra tutti Gregorio Gendusa : 007 votato alla difesa del verde, lieto doppiogiochista, futurofobico, ansioso per passione e fruitore di salutari sigarette di gommapiuma. Da dove è nata la tua ispirazione nel crearlo? E’ del tutto frutto di fantasia o tradisce qualche connotazione autobiografica?
Tutti i personaggi hanno qualcosa di mio e allo stesso tempo qualcosa di loro. Nel senso che ad un certo punto hanno preso a camminare con le loro gambe. Gregorio Gendusa incarna l’antieroe della porta accanto. Un tizio che consola con sigarette posticce la sua voglia di fumo; vittima di un trauma che gli ha ingenerato una strana fobia del futuro remoto, insomma un uomo pieno di contraddizioni. Così come i servizi segreti di cui pure è un esponente: mani armate delle democrazie evolute che insieme ne sputtanano le premesse teoriche e ne permettono l’esistenza.

Trovi che la crescita dei nuovi media ( blog, social network,ecc.) o la decisione di Amazon di pubblicare autori tagliando fuori dall’equazione gli editori, possano rendere più accessibile ai nuovi autori quell’universo un po’ chiuso ed elitario che fino ad ora è stato il tradizionale e tradizionalista mondo letterario italiano? Infine il dilemma più discusso: E-book o non e-book?
Credo che il mondo dell’editoria dovrebbe fermarsi a riflettere. La rincorsa al profitto può e deve considerare anche la qualità dei servizi offerti. La crisi economica, per certi aspetti può incrementare il mercato del libro, che rimane un bene ludico low-cost sia rispetto ai videogiochi – più costosi -, sia rispetto ai film (più evanescenti, almeno considerando il fattore tempo). Trovo che la selezione degli autori e delle opere sia comunque inevitabile ma è giusto che ciascuno abbia la sua chance. Rimango altresì dell’idea che un buon libro trova sempre la strada per emergere.

In quale momento della giornata ami scrivere? Butti giù qualcosa quando arriva l’ispirazione oppure ti dedichi alla scrittura con costanza e metodo? Ci sono “riti”, tecniche o luoghi che ti conciliano meglio il processo creativo? Come ti rapporti alla “famigerata” pagina bianca?

Solitamente scrivo di più e meglio con il buio. L’ispirazione è un fattore sopravvalutato. Chi vuole scrivere per mestiere deve prescindere dall’ispirazione o comunque riuscire a richiamarla ogni volta che serve. Personalmente scrivere equivale ad impegno, non a relax. Scrivo dovunque serva e in qualsiasi condizione ma ci sono luoghi e situazioni psicologiche che indubbiamente mi favoriscono. Non ho problemi con la pagina bianca, né con quella gialla, rossa o nera. Odio la xenocartofobia in ogni sua forma…

Quali generi di libri ti affascinano e quali sono gli autori, sia contemporanei che classici, a cui sei più affezionato e che hanno in qualche modo influenzato il tuo modo di scrivere?
Leggo indistintamente libri d’ogni genere, ma ho un debole per i noir, i romanzi d’avventura e i mistery. Ci sono tantissimi autori che ammiro profondamente. Se proprio devo citarne due di ieri, dico Oscar Wilde e Maupassant. Quest’ultimo secondo il mio personalissimo modo di vedere è superiore a Zola. Tra i contemporanei mi piacciono, Pinketts, Bukovski, Baricco, Dazieri. Costretto a due, comunque, dico Eddy Bunker e James Crumley: semplicemente fantastici.

Qual’ è la tua destinazione di narratore? Lo scopo ultimo del tuo lavoro, così come lo concepisci? Insomma, perché scrivi e continuerai a farlo?
Sono uno che fa storie, potete chiederlo a mia madre. Sempre fatte, sin da piccolo. E continuerò a farle perché è quel che mi viene meglio.

Stai lavorando ad altri progetti attualmente? C’è qualche novità in arrivo?
Sto lavorando al proseguo di L’Eredità di Iside. Il secondo capitolo ancora complesso, ancora caleidoscopico e pieno di personaggi sfaccettati. Ma non farmi pensare al domani altrimenti vado in crisi. Sai com’è, retaggio del Gendusa.

 

Se volete potete scaricare il prologo e il primo capitolo del romanzo “L’eredità di Iside”  QUI.

E per quest’anno è tutto ;) Ci vediamo nel 2012 con tante plendide novità che non vedo l’ora di raccontarvi. Nel frattempo vi auguro una Buona Lettura e un grandissimo Buon NATALEE non scordatevi
di Letto e Bloggato!

Tempo di avventure e di Natale

Inutile mentire, la mia lista dei desideri si sta allungando così tanto che temo che Babbo Natale mi farà causa ;)
Non ho saputo proprio resistere e così eccomi qui a segnalarvi che è da poco uscito (il 12 Dicembre) “La mappa del tempo“, edito da Castelvecchi, thriller piuttosto originale scritto da Felix J. Palma.
Londra, 1896. Il giovane e ricco Andrew Harrington è inconsolabile per la perdita dell’amata Marie, una prostituta uccisa anni prima da Jack lo Squartatore. A un passo dal suicidio però decide di tentare un’ultima, disperata mossa: tornare nel passato per cambiare il corso degli eventi e salvare la donna. In un’epoca di scoperte e invenzioni, questo sembra infatti possibile tanto che una nuova compagnia, la Viaggi Temporali Murray, dichiara di aver realizzato una macchina del tempo, già immaginata un anno prima da H.G. Wells nel suo celebre romanzo. Ma i viaggi nel tempo hanno effetti imprevisti: lo scrittore stesso è minacciato da un ciarlatano arrivato dal futuro, Marcus Rhys, che tenta di rubargli il manoscritto della sua ultima opera. Rhys è a sua volta inseguito dall’ispettore Garrett, che lo ritiene responsabile di una serie di crimini compiuti con armi misteriose. A servirsi del prodigioso apparecchio c’è anche l’eccentrica Claire Haggerty che, per scappare dalla rigida morale vittoriana, si sposta nell’anno 2000, dove incontra finalmente l’uomo della sua vita. Per tutti è solo una questione di tempo: sfuggirgli, trasformarlo, modificarlo potrebbe offrire loro l’unica possibilità di cambiare il proprio destino.
Un romanzo sicuramente sui generis, dove l’affascinante tema dei viaggi nel tempo (con tutte le conseguenze che comporterebbe) si amalgama con una «frenetica, esuberante storia di amori, omicidi e ciarlataneria».
Un libro senza limiti, ricco di mistero e romaticismo, tensione e ironia, in cui incontreremo anche personaggi reali come H.G. Wells, Jack lo Squartatore, Bram Stoker, Henry James e l’Uomo Elefante, fino al magnifico e sorprendente finale.

Se, invece,vi ritrovate immersi in pacchi e pacchettini, non sapete ancora cosa regalare a qualcuno e la fila nei negozi vi risulta insopportabile quanto invalicabile,  eccovi un bel libro che vi aiuterà a sdrammatizzare un pò la situazione e a vivere le feste con un sorriso sulle labbra.
Parlo di “Le feste delle amiche speciali” (An Idiot Girl’s Christmas), scritto dall’umorista Laurie Notaro ed edito da Piemme.
Quello che voglio davvero per Natale è il famoso branzino canterino Big Mouth Billy Bass o, in alternativa, Travis La Trota. Più me ne regalate meglio è, specialmente ora che li svendono a novantanove centesimi l’uno. Potrei appenderli tutti vicini sul muro, proprio come un banco di pesci veri in un lago. Sono la cosa più divertente che io abbia mai visto e non mi stanco mai di sentirli cantare. Regalatemi un cappello stravagante, qualcosa che non avete mai visto indossare da nessun altro, ma che quando ve lo trovate davanti non potete fare a meno di esclamare “QUESTO è proprio per Laurie!”. Se assomiglia a qualcosa che potrebbe stare addosso al capitano Stubing di Love Boat o a un magnaccia, allora è perfetto anche per me. Se vi accorgete che il mio nome è svanito dal vostro elenco dei regali da comprare, non temete, non arrabbiatevi con voi stessi; va bene anche qualcosa che avete già in casa, preferibilmente usato. E, in ultimo, sono sempre graditi gli OMAGGI che vi hanno fatto quando avete comprato qualcosa! Dopotutto, se vi danno un regalo per qualcosa che avete comprato, perché pagare ancora per comprare un regalo a me? E adesso non vedo l’ora che arrivi Natale, perché sono sicura che comprerete, ordinerete o riesumerete dal vostro umido e ammuffito ripostiglio tutto quello che ho scritto sul mio elenco dei regali. E i miei sogni diventeranno realtà.”
Come avrete capito un libro esilarante, con un ricco campionario di disastri e orrori natalizi tutto da esplorare e un modo divertente per riscoprire un Natale più rilassato e meno “tradizionalmente stressante”.

Vi lascio con il Booktrailer de “La mappa del Tempo” e con un bel regalo…Il primo capitolo del libro che potete leggere QUI!

Letto e Bloggato: I disegni imprevedibili del destino

Eccoci al penultimo appuntamento con l’ormai richiestissima rubrica Letto e Bloggato prima della tanto meritata pausa natalizia ;) Questa volta parliamo de “I disegni imprevedibili del destino“, edito da la Caravella editrice, nuovo romanzo di Laura Bellini, già autrice di “Il coraggio dell’amore“, “Lontano da te” e “Ancora Tu“.

Dalla quarta di copertina:
“…non ho idea del tempo che rimane per tramandarti la mia storia ma devo provare e resistere fino in fondo. Avrai bisogno di questa piccola guida, un giorno ti servirà per maturare la consapevolezza di ciò che diverrai. Verrà il tempo in cui dovrai smettere di chiederti chi sei e da dove vieni, accettando la tua natura…”
Frammenti d’immagini tra passato e presente, dove amicizia e amore viaggiano tra i confini del reale e surreale.

La mia opinione:
“I disegni imprevedibili del destino” si presenta come il lento disvelarsi di un fato. E’ il viaggio emozionale e formativo di una giovane non comune, la sua iniziazione, la sua ascesi che, cominciata ai nostri giorni, conduce fino alla nascita di una nuova civiltà per poi, forse, ritornare ad un’oggi diverso. Ma il libro è anche, e soprattutto, la storia di due vite che s’attraggono, l’una consapevolmente l’altra guidata dall’istinto, travalicando se stesse e annegando in quel senso recondito e inflessibile che a volte prende il nome di destino.
In un susseguirsi progressivo di evidenze e segreti, di pagine evocatrici cariche di risonanze ed emozioni, emerge sempre più il carattere incrollabile e invincibile della libertà umana in ogni sua declinazione personale, politica o civile, fornendoci, forse, la chiave per interpretare la nostra opprimente e anaffettiva modernità.
Una storia che grazie ai suoi personaggi amabili e familiari riesce a raccontare l’umanità intesa sia come insieme di popoli e genti, sia come ideale legame emozionale che ci accomuna tutti.
Una lettura lineare e pulita, senza intoppi o pentimenti, a cui manca forse qualche innesto di trame e situazioni per essere perfetta, ma che riesce a coinvolgere il lettore senza sforzo.
Sicuramente un fantasy interessante proprio per la sua autenticità.

E ora l’intervista all’autrice:

Innanzitutto che ne diresti di parlarci un pò di te? È da molto che scrivi? Come hai iniziato?
Ciao, innanzitutto ti ringrazio per avermi ospitata nel tuo blog. Scrivo da una decina di anni ormai, anche se, ho deciso di avventurarmi nel mondo dell’editoria da meno di cinque. Diciamo che ho sempre amato la parola scritta, fin da bambina. Ricordo che, in giardino, sola soletta o con le amichette, inventavo storie molto complesse già in tenera età! Ho sempre desiderato provare a cimentarmi nella stesura di un romanzo, ma non trovavo mai l’occasione giusta per farlo. Non è stato facile, diciamoci la verità: scrivere una vera storia che si sviluppi in sufficienti pagine per essere trasformata in un libro, non è semplice. Si corre il rischio di dire tutto il poco spazio. Alla fine, però, ci sono riuscita e ho scoperto che questa è davvero la mia più grande passione.

Qual è stata la genesi de “I disegni imprevedibili del destino”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del romanzo?
L’input che mi ha permesso di iniziare a scrivere il mio ultimo romanzo: “I disegni imprevedibili del destino”, sono state un paio di canzoni di Gianna Nannini; Meravigliosa creature e Una luce. Mi capita spesso di ascoltare musica e, nel frattempo, seguire il corso dei miei pensieri ed è lì che si è affacciato Chris, il protagonista maschile di questo libro. Penso sia stato lui a dettarmi il resto della storia, a raccontarmi quello che voleva io conoscessi e poi a lasciarmi libera di esporlo come ritenevo giusto. La vera difficoltà di questo romanzo è stato il finale; ho impiegato settimane a scrivere e riscrivere l’epilogo di questa storia così complessa.

Questo non è il tuo primo libro, hai già dato alle stampe “Lontano da te” e “Ancora tu”, ma è il tuo primo fantasy. Cosa ti ha attratto di questo genere? Ti è stato d’aiuto o d’intralcio il fatto che il fantasy stia avendo sempre più spazio nelle proposte editoriali? Vuoi raccontarci qualcosa dei passi che hai dovuto fare per vedere finalmente pubblicato “I disegni imprevedibili del destino”?
Io scrivo quello che mi sento di raccontare, non ha importanza se sia o meno il filone del momento. A dire la verità ero fra coloro che ritenevano il fantasy un genere di nicchia, non adatto a tutti, sicuramente non adeguato alle letture cui ero solita dedicarmi. Poi c’è stato l’incontro con alcuni autori che hanno cambiato totalmente la mia idea di fantasy. Parlo di Cecilia Dart Thornton e, soprattutto, Jacqueline Carey. Da qui è partita la mia voglia di provare e cimentarmi in un genere che mi era quasi sconosciuto e ho scoperto di amarlo. Il fantasy è un mondo che ti avvolge. E’ forse questo ciò che mi ha coinvolto di più nei vari romanzi che ho letto. Per me è un’avventura immergermi in un mondo che riesco a creare con le mie mani, a plasmarlo e a dargli vita.
Pubblicare “I disegni imprevedibili del destino” è stato più facile che con gli altri romanzi. Le risposte positive non mancavano anche da parte di alcune case editrici non a pagamento, ma ho scelto ancora una volta La Caravella per la serietà e l’impegno con cui avevano lavorato alla mia precedente pubblicazione. Mi sono trovata molto bene con loro e, salvo grossi cambiamenti, penso che continuerò a pubblicare i miei romanzi con questa casa editrice.

“I disegni imprevedibili del destino”è, tra le altre cose, una storia d’amore. Un amore assoluto che travalica il tempo e le convenzioni. Quanto è difficile raccontare l’amore?
Io trovo molto semplice parlare di amore. Intendiamoci, quello che voglio trasmettere io non è solo l’amore fra due persone, ma un amore in senso lato che racchiude ogni cosa. Indubbiamente il rapporto fra Chris e Alice è indissolubile, ma nonostante questo, entrambi sacrificano se stessi per un bene più grande che è l’Amore verso il mondo. In questo romanzo si parla di rapporti famigliari, di amicizie molto forti di rispetto per la vita e i valori dell’esistenza. Tutti sentimenti che ognuno di noi rincorre e brama.

Trovi che la crescita dei nuovi media ( blog, social network,ecc.) o la decisione di Amazon di pubblicare autori tagliando fuori dall’equazione gli editori, possano rendere più accessibile ai nuovi autori quell’universo un po’ chiuso ed elitario che fino ad ora è stato il tradizionale e tradizionalista mondo letterario italiano?

Bella domanda! Io credo che l’avvento di internet con i suoi blog e social network possa aiutare i giovani autori a farsi conoscere, ma diciamoci la verità: il popolo italiano è davvero distante dal mondo letterario. Si legge poco e quello che si legge è, solitamente, riferito ai grandi autori, quelli di cui il nome è già conosciuto. In questo ambito, le case editrici, non aiutano affatto. Al contrario, le grandi major tendono a rendere tutto ancora più drammatico dando davvero pochissimo spazio agli emergenti. Nessuno vuole rischiare su un nome nuovo, quello che conta è, sempre più spesso, che associato ad un nuovo libro in uscita ci sia un personaggio televisivo. Purtroppo credo che le case editrici siano indispensabili. Non ho idea di come lavorerà Amazon in questo senso, ma esiste anche una casa editrice italiana che fa più o meno la stessa cosa. Tu scrivi e lei pubblica. Il problema è che nessuno lavora poi sul tuo romanzo, non esiste editing, lavoro grafico, impaginatura…Io non mi trovo proprio d’accordo su questo modo di lavorare. Potrebbe essere positivo se si riuscisse ad abbattere anche i costi dei libri. Io che leggo circa cinquanta libri all’anno lo troverei fantastico!

A quali scrittori ti senti più vicina? Quali ti hanno ispirato e continuano a farlo e hanno contribuito maggiormente a formare il tuo stile?
Da piccolina leggevo solo Stephen King, sono perfino riuscita a trovare romanzi che, ai tempi, erano ormai fuori edizione da anni. Lui è stato il mio maestro; il suo modo di scrivere è sublime, sono convinta che, chiunque voglia intraprendere questo cammino debba leggere almeno qualche suo romanzo compreso il saggio sulla scrittura che ha redatto anni fa: On writing. Ad oggi continuo a collezionare i suoi romanzi e penso che sia in assoluto il miglior autore esistente, ma mi sono allontanata molto dal suo genere letterario. Amo Colleen McCullough per il modo in cui romanza la storia, Jodie Picoult per la narrazione semplice e il ritmo veloce dei suoi romanzi. Diana Gabaldon per la costanza, oltre la meravigliosa saga, che ha nel riuscire a scrivere romanzi di quasi mille pagine con gli stessi protagonisti senza annoiare mai; inserendoli a meraviglia nel periodo storico in cui vivono. Cecilia Dart Thorton è la migliore autrice fantasy di oggi, descrive e racconta le creature e il mondo che inventa con una maestria indiscutibile. La mia autrice preferita però, in questo momento, è Jacqueline Carey. Potrei citarne molti altri: Juliet Marillier, Jean M. Auel, Cormarc McCarthy…Il mio stile è un calderone di ognuno di loro e, forse, anche di coloro che non ho amato, ma che mi hanno comunque trasmesso qualcosa.

Qual è per te il rapporto fra lo scrivere e il tempo? Ovvero quando, in quali momenti, sei solita scrivere? Segui più l’ istinto, l’ispirazione, o la ragione e quindi un certo metodo?
Scrivo in ogni momento possibile. Non ho un orario preferito, non mi cambia che sia notte o giorno, che ci sia silenzio o rumore. Quando le mie dita battono sui tasti del computer, io mi estraneo ed entro direttamente a far parte dello schermo. Ho tentato di darmi un metodo, una scaletta o semplicemente una bozza di appunti, ma non riesco a seguirli. A volte mi appunto nomi e date, ma non molto altro. Quando una storia nasce ha un suo principio poi si evolve e fluisce liberamente, spesso modificandosi più volte dalla mia idea originale. Se scrivessi un saggio sarei costretta ad attenermi a certo metodi, ma a mio avviso il romanzo è fatto d’istinto e passione; due cose che non si possono regolarizzare.

Stai lavorando ad altri progetti attualmente? C’è qualche novità in arrivo?
Come ho già detto sopra, scrivo da molto tempo e pubblico da poco. “I disegni imprevedibili del destino” è il quarto romanzo uscito nelle librerie, ma ce ne sono altri tre già pronti a vedere la luce. Aspetto solo che il momento sia maturo e poi li darò alle stampe. Nel frattempo la mia mente continua a creare!

Ci saluti con una citazione dal tuo libro?
…“ Quella notte, sotto le stelle, il cielo era sereno come non mai, non tirava un filo d’aria, se non una piccola brezza passeggera che arrivava a rinfrescare i nostri corpi accaldati.
Quella notte avevo segnato il nostro destino, io ne ero all’oscuro, ma Chris sapeva tutto, lui sapeva che avremmo vissuto di notte come quelle per poco tempo, sapeva che il giorno della lotta sarebbe arrivato troppo in fretta, ma non me ne parlò, non finché non fu tardi per tornare indietro e allora, ogni mia azione era già stata predetta.”

E anche per questa settimana è tutto ^__^
Auguro, come al solito, a tutti una Buona Lettura e vi raccomando di non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato prima della pausa natalizia! ;)

Il lato oscuro della giustizia

L’avevamo lasciato ferito e tradito sulla banchina della metropolitana, accanto a lui una sociopatica killer ossessionata da lui, l’amante della moglie assassinata e il vero colpevole di quell’omicidio il suo partner/amico, morto. Ora, dopo un tentativo di suicidio, torna tra noi, da stasera su FOX Crime, il geniale detective John Luther, ispettore della omicidi di grande talento, ossessionato dal passato e dal difficile carattere che non sempre riesce a tenere a bada.
Reintegrato nella polizia (nella Squadra Speciale Crimini Seriali), Luther (Idris Elba), in questa seconda imperdibile stagione di 4 episodi, batterà le strade di una Londra cupa e violenta (quello che di più lontano si può immaginare dalle classiche cartoline turistiche) all’inseguimento di pericolosi serial Killer.
Si inizia la stagione con la caccia ad un’ombra, una leggenda popolare, quella di Jack il Saltatore (lo Squartatore è un nome derivato proprio da questo primo killer, anche lui svanito nel nulla e mai catturato) in un folle emulatore. Il rapporto con Alice (Ruth Wilson) si è fatto sempre più stretto e ambiguo: come ci si sente se come amica e affinità elettiva si ha una killer psicopatica che l’ha fatta franca per l’omicidio dei genitori? Luther è l’ombra di se stesso, annichilito dalla morte dell’amata moglie Zoe, ma deciso comunque a fare ciò che deve, non ne può fare a meno, guidato com’è dal suo profondo senso di giustizia.
Sua nuova compagna di avventure, la schietta Jenny (Aimee-Ffion Edwards), minorenne liberata dal mondo della necro-pornografia.
Riuscirà il nostro poliziotto giustiziere a trovare un pò di pace o almeno, a non farsi troppo male?
Vista la conferma della 3° stagione, lo speriamo tutti! ;)

E ora gustatevi il bel teaser:

A caccia del nemico

Se come me, tra palle e palline, luminarie da montare e affannose ricerche di regali da completare, sentite il bisogno di una pausa per recuperare le forze prima dei bagordi Natalizi e di fine anno, sembra una buona idea immergersi per un paio d’ore nelle sempre più srontate e rocambolesche avventure del “nuovo” Sherlock Holmes targato Robert Downey Jr.
Esce, infatti, il 16 Dicembre in tutte le sale cinematografiche “Sherlock Holmes: Gioco di Ombre seconda prova della ormai collaudata coppia Downey- Jude Law (rispettivamente Holmes e Watson) diretti dall’eterno ragazzino, che ama veder volare pugni un pò ovunque, Guy Ritchie.
Liberamente tratto dal racconto “The final problem” (L’ultima Avventura) di Sir Arthur Conan Doyle, dove si consuma una volta per tutte lo scontro finale tra Holmes e il suo eterno e macchiavellico nemico professor Moriarty, il film prende il via quando il Principe d’Austria viene trovato morto. Tutte le prove raccolte dall’Ispettore Lestrade (Eddie Marsan), indicano come causa della morte il suicidio. Eppure Sherlock Holmes deduce che il Principe è stato vittima di un omicidio – omicidio che è soltanto il primo pezzo di un puzzle ben più grande e sinistro messo a punto dal suo nuovo e geniale nemico Professor Moriarty (Jared Harris). Unendo gli affari al piacere, Holmes continua nella sua indagine fino ad arrivare ad un club per gentiluomini, dove, insieme al fratello Mycroft Holmes (Stephen Fry), festeggia l’addio al celibato di Watson, e dove incontra Sim (Noomi Rapace), una zingara cartomante, che vede più di quanto svela e il cui coinvolgimento involontario nell’omicidio del Principe la rende un ottimo futuro bersaglio. Holmes riesce a salvarle la vita con un colpo di fortuna, e in cambio, sebbene con riluttanza, la donna accetta di aiutarlo. Le indagini prendono una piega ancor più pericolosa mentre Holmes, Watson (in una luna di miele che appare destinata ad essere rimandata) e Sim attraversano l’Europa – dall’Inghilterra alla Francia, alla Germania e infine in Svizzera. L’astuto Moriarty è sempre un passo avanti a loro e sta mettendo a punto una trama di morte e distruzione quale parte di un piano ancor più grande che, se dovesse realizzarsi, cambierebbe per sempre il corso della storia.
Evidenziando al massimo le doti recitative di Downey e Law, ma anche i comprimari non scherzano, la regia adrenalinica di Richie ci regala ancora una volta lo Sherlock Holmes avventuriero, dandy maliziosamente scorretto, che abbiamo imparato ad amare nel film del 2009. I puristi potranno pure storcere il naso, ma nonostante le scene action/western, l’uso di arti marziali e l’irriverenza tipica di certe commedie d’azione di fine anni ’80 ( Die Hard su tutte), l’anima di Holmes rimane intatta e così la sua scomoda genialità.
Non vedo l’ora di godermelo! ;)

Nel frattempo vi propongo il trailer:

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