Eccoci al penultimo appuntamento con l’ormai richiestissima rubrica Letto e Bloggato prima della tanto meritata pausa natalizia
Questa volta parliamo de “I disegni imprevedibili del destino“, edito da la Caravella editrice, nuovo romanzo di Laura Bellini, già autrice di “Il coraggio dell’amore“, “Lontano da te” e “Ancora Tu“.
Dalla quarta di copertina:
“…non ho idea del tempo che rimane per tramandarti la mia storia ma devo provare e resistere fino in fondo. Avrai bisogno di questa piccola guida, un giorno ti servirà per maturare la consapevolezza di ciò che diverrai. Verrà il tempo in cui dovrai smettere di chiederti chi sei e da dove vieni, accettando la tua natura…”
Frammenti d’immagini tra passato e presente, dove amicizia e amore viaggiano tra i confini del reale e surreale.
La mia opinione:
“I disegni imprevedibili del destino” si presenta come il lento disvelarsi di un fato. E’ il viaggio emozionale e formativo di una giovane non comune, la sua iniziazione, la sua ascesi che, cominciata ai nostri giorni, conduce fino alla nascita di una nuova civiltà per poi, forse, ritornare ad un’oggi diverso. Ma il libro è anche, e soprattutto, la storia di due vite che s’attraggono, l’una consapevolmente l’altra guidata dall’istinto, travalicando se stesse e annegando in quel senso recondito e inflessibile che a volte prende il nome di destino.
In un susseguirsi progressivo di evidenze e segreti, di pagine evocatrici cariche di risonanze ed emozioni, emerge sempre più il carattere incrollabile e invincibile della libertà umana in ogni sua declinazione personale, politica o civile, fornendoci, forse, la chiave per interpretare la nostra opprimente e anaffettiva modernità.
Una storia che grazie ai suoi personaggi amabili e familiari riesce a raccontare l’umanità intesa sia come insieme di popoli e genti, sia come ideale legame emozionale che ci accomuna tutti.
Una lettura lineare e pulita, senza intoppi o pentimenti, a cui manca forse qualche innesto di trame e situazioni per essere perfetta, ma che riesce a coinvolgere il lettore senza sforzo.
Sicuramente un fantasy interessante proprio per la sua autenticità.
E ora l’intervista all’autrice:
Innanzitutto che ne diresti di parlarci un pò di te? È da molto che scrivi? Come hai iniziato?
Ciao, innanzitutto ti ringrazio per avermi ospitata nel tuo blog. Scrivo da una decina di anni ormai, anche se, ho deciso di avventurarmi nel mondo dell’editoria da meno di cinque. Diciamo che ho sempre amato la parola scritta, fin da bambina. Ricordo che, in giardino, sola soletta o con le amichette, inventavo storie molto complesse già in tenera età! Ho sempre desiderato provare a cimentarmi nella stesura di un romanzo, ma non trovavo mai l’occasione giusta per farlo. Non è stato facile, diciamoci la verità: scrivere una vera storia che si sviluppi in sufficienti pagine per essere trasformata in un libro, non è semplice. Si corre il rischio di dire tutto il poco spazio. Alla fine, però, ci sono riuscita e ho scoperto che questa è davvero la mia più grande passione.
Qual è stata la genesi de “I disegni imprevedibili del destino”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del romanzo?
L’input che mi ha permesso di iniziare a scrivere il mio ultimo romanzo: “I disegni imprevedibili del destino”, sono state un paio di canzoni di Gianna Nannini; Meravigliosa creature e Una luce. Mi capita spesso di ascoltare musica e, nel frattempo, seguire il corso dei miei pensieri ed è lì che si è affacciato Chris, il protagonista maschile di questo libro. Penso sia stato lui a dettarmi il resto della storia, a raccontarmi quello che voleva io conoscessi e poi a lasciarmi libera di esporlo come ritenevo giusto. La vera difficoltà di questo romanzo è stato il finale; ho impiegato settimane a scrivere e riscrivere l’epilogo di questa storia così complessa.
Questo non è il tuo primo libro, hai già dato alle stampe “Lontano da te” e “Ancora tu”, ma è il tuo primo fantasy. Cosa ti ha attratto di questo genere? Ti è stato d’aiuto o d’intralcio il fatto che il fantasy stia avendo sempre più spazio nelle proposte editoriali? Vuoi raccontarci qualcosa dei passi che hai dovuto fare per vedere finalmente pubblicato “I disegni imprevedibili del destino”?
Io scrivo quello che mi sento di raccontare, non ha importanza se sia o meno il filone del momento. A dire la verità ero fra coloro che ritenevano il fantasy un genere di nicchia, non adatto a tutti, sicuramente non adeguato alle letture cui ero solita dedicarmi. Poi c’è stato l’incontro con alcuni autori che hanno cambiato totalmente la mia idea di fantasy. Parlo di Cecilia Dart Thornton e, soprattutto, Jacqueline Carey. Da qui è partita la mia voglia di provare e cimentarmi in un genere che mi era quasi sconosciuto e ho scoperto di amarlo. Il fantasy è un mondo che ti avvolge. E’ forse questo ciò che mi ha coinvolto di più nei vari romanzi che ho letto. Per me è un’avventura immergermi in un mondo che riesco a creare con le mie mani, a plasmarlo e a dargli vita.
Pubblicare “I disegni imprevedibili del destino” è stato più facile che con gli altri romanzi. Le risposte positive non mancavano anche da parte di alcune case editrici non a pagamento, ma ho scelto ancora una volta La Caravella per la serietà e l’impegno con cui avevano lavorato alla mia precedente pubblicazione. Mi sono trovata molto bene con loro e, salvo grossi cambiamenti, penso che continuerò a pubblicare i miei romanzi con questa casa editrice.
“I disegni imprevedibili del destino”è, tra le altre cose, una storia d’amore. Un amore assoluto che travalica il tempo e le convenzioni. Quanto è difficile raccontare l’amore?
Io trovo molto semplice parlare di amore. Intendiamoci, quello che voglio trasmettere io non è solo l’amore fra due persone, ma un amore in senso lato che racchiude ogni cosa. Indubbiamente il rapporto fra Chris e Alice è indissolubile, ma nonostante questo, entrambi sacrificano se stessi per un bene più grande che è l’Amore verso il mondo. In questo romanzo si parla di rapporti famigliari, di amicizie molto forti di rispetto per la vita e i valori dell’esistenza. Tutti sentimenti che ognuno di noi rincorre e brama.
Trovi che la crescita dei nuovi media ( blog, social network,ecc.) o la decisione di Amazon di pubblicare autori tagliando fuori dall’equazione gli editori, possano rendere più accessibile ai nuovi autori quell’universo un po’ chiuso ed elitario che fino ad ora è stato il tradizionale e tradizionalista mondo letterario italiano?
Bella domanda! Io credo che l’avvento di internet con i suoi blog e social network possa aiutare i giovani autori a farsi conoscere, ma diciamoci la verità: il popolo italiano è davvero distante dal mondo letterario. Si legge poco e quello che si legge è, solitamente, riferito ai grandi autori, quelli di cui il nome è già conosciuto. In questo ambito, le case editrici, non aiutano affatto. Al contrario, le grandi major tendono a rendere tutto ancora più drammatico dando davvero pochissimo spazio agli emergenti. Nessuno vuole rischiare su un nome nuovo, quello che conta è, sempre più spesso, che associato ad un nuovo libro in uscita ci sia un personaggio televisivo. Purtroppo credo che le case editrici siano indispensabili. Non ho idea di come lavorerà Amazon in questo senso, ma esiste anche una casa editrice italiana che fa più o meno la stessa cosa. Tu scrivi e lei pubblica. Il problema è che nessuno lavora poi sul tuo romanzo, non esiste editing, lavoro grafico, impaginatura…Io non mi trovo proprio d’accordo su questo modo di lavorare. Potrebbe essere positivo se si riuscisse ad abbattere anche i costi dei libri. Io che leggo circa cinquanta libri all’anno lo troverei fantastico!
A quali scrittori ti senti più vicina? Quali ti hanno ispirato e continuano a farlo e hanno contribuito maggiormente a formare il tuo stile?
Da piccolina leggevo solo Stephen King, sono perfino riuscita a trovare romanzi che, ai tempi, erano ormai fuori edizione da anni. Lui è stato il mio maestro; il suo modo di scrivere è sublime, sono convinta che, chiunque voglia intraprendere questo cammino debba leggere almeno qualche suo romanzo compreso il saggio sulla scrittura che ha redatto anni fa: On writing. Ad oggi continuo a collezionare i suoi romanzi e penso che sia in assoluto il miglior autore esistente, ma mi sono allontanata molto dal suo genere letterario. Amo Colleen McCullough per il modo in cui romanza la storia, Jodie Picoult per la narrazione semplice e il ritmo veloce dei suoi romanzi. Diana Gabaldon per la costanza, oltre la meravigliosa saga, che ha nel riuscire a scrivere romanzi di quasi mille pagine con gli stessi protagonisti senza annoiare mai; inserendoli a meraviglia nel periodo storico in cui vivono. Cecilia Dart Thorton è la migliore autrice fantasy di oggi, descrive e racconta le creature e il mondo che inventa con una maestria indiscutibile. La mia autrice preferita però, in questo momento, è Jacqueline Carey. Potrei citarne molti altri: Juliet Marillier, Jean M. Auel, Cormarc McCarthy…Il mio stile è un calderone di ognuno di loro e, forse, anche di coloro che non ho amato, ma che mi hanno comunque trasmesso qualcosa.
Qual è per te il rapporto fra lo scrivere e il tempo? Ovvero quando, in quali momenti, sei solita scrivere? Segui più l’ istinto, l’ispirazione, o la ragione e quindi un certo metodo?
Scrivo in ogni momento possibile. Non ho un orario preferito, non mi cambia che sia notte o giorno, che ci sia silenzio o rumore. Quando le mie dita battono sui tasti del computer, io mi estraneo ed entro direttamente a far parte dello schermo. Ho tentato di darmi un metodo, una scaletta o semplicemente una bozza di appunti, ma non riesco a seguirli. A volte mi appunto nomi e date, ma non molto altro. Quando una storia nasce ha un suo principio poi si evolve e fluisce liberamente, spesso modificandosi più volte dalla mia idea originale. Se scrivessi un saggio sarei costretta ad attenermi a certo metodi, ma a mio avviso il romanzo è fatto d’istinto e passione; due cose che non si possono regolarizzare.
Stai lavorando ad altri progetti attualmente? C’è qualche novità in arrivo?
Come ho già detto sopra, scrivo da molto tempo e pubblico da poco. “I disegni imprevedibili del destino” è il quarto romanzo uscito nelle librerie, ma ce ne sono altri tre già pronti a vedere la luce. Aspetto solo che il momento sia maturo e poi li darò alle stampe. Nel frattempo la mia mente continua a creare!
Ci saluti con una citazione dal tuo libro?
…“ Quella notte, sotto le stelle, il cielo era sereno come non mai, non tirava un filo d’aria, se non una piccola brezza passeggera che arrivava a rinfrescare i nostri corpi accaldati.
Quella notte avevo segnato il nostro destino, io ne ero all’oscuro, ma Chris sapeva tutto, lui sapeva che avremmo vissuto di notte come quelle per poco tempo, sapeva che il giorno della lotta sarebbe arrivato troppo in fretta, ma non me ne parlò, non finché non fu tardi per tornare indietro e allora, ogni mia azione era già stata predetta.”
E anche per questa settimana è tutto ^__^
Auguro, come al solito, a tutti una Buona Lettura e vi raccomando di non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato prima della pausa natalizia!
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