Archive for Marzo, 2012

Niente Vampiri ma tanti Titani

Mi ritrovo, stupita, a confermarvi che per ora non si avvistano nuovi vampiri all’orizzonte. Dopo una vera e propria onda anomala di succhisangue letterari, declinati in ogni possibile forma e qualità, durata parecchi mesi, pare che per ora sia stata concessa una pausa a noi lettori indefessi del genere.
Perfino una abituè della categoria come la brava Charlaine Harris, già autrice della famosa saga Southern Vampire (da cui è liberamente tratta la seguitissima serie tv True Blood) con la cameriera telepate Sookie Stackhouse è uscita da poco in libreria, grazie alla sempre attiva Delos Books,con “Real Murders – Il club dei delitti irrisolti” primo libro di un’altra avvincente serie di libri tutta da scoprire.

Una serie di assassini, modellati a imitazione di altrettanti omicidi celebri, si verifica nella piccola comunità di Lawrenceton. La ventottenne Aurora (Roe) Teagarden, di professione bibliotecaria, fa parte del club Real Murders, un gruppo di 12 appassionati che si riuniscono per studiare crimini famosi, sconcertanti o irrisolti.
Poco prima che la riunione mensile abbia inizio, Roe scopre il corpo massacrato di un membro del club, e si rende conto che il modo in cui la vittima è stata uccisa imita quello usato proprio nell’omicidio riguardo al quale lei avrebbe dovuto parlare quella sera… improvvisamente la sua vita di investigatore da salotto assume una macabra connotazione reale.

Una nuova serie con una nuova e indimenticabile protagonista tutta da scoprire. Chi può resistere alla tentazione? ;)

Se però gli omicidi misteriosi non fanno per voi e vi attirano le avventure un pò più epiche, affilate le spade, imbracciate gli scudi e preparatevi a combattere perchè arriva, dal 3 Aprile per la Mondadori, finalmente sugli scaffali delle librerie italiane Lo scontro finale, il capitolo conclusivo della Percy Jackson & the Olympians saga di Rick Riordan.
Trasposizione moderna dei più famosi miti greci la saga Percy Jackson e gli Dei dell’ Olimpo (Il Ladro di Fulmini, Il Mare di Mostri, La Maledizione del Titano, La Battaglia del Labirinto) troverà con “Lo scontro finale” una degna conclusione e aprirà le porte, speriamo, alla futura pubblicazione di una seconda serie legata agli Dei dell’ Olimpo, denominata gli Eroi dell’ Olimpo composta da cinque libri (in cui Percy ha però un ruolo marginale).

Trama:
Al Campo Mezzosangue Percy Jackson e gli altri semidei si stanno preparando per la battaglia contro i Titani. Ma le armate di Crono sembrano invulnerabili, e ora che una misteriosa spia si nasconde tra i ragazzi del campo, il Signore del Tempo e il suo seguito sono più che mai vicini alla vittoria. Creature di inaudita ferocia si sono risvegliate, e mentre gli dei sono impegnati a contenere l’assalto del mostruoso Tifone, Crono avanza verso New York per espugnare il Monte Olimpo. Solo Percy e i suoi amici possono fermarlo, ma dovranno prima riuscire in un’impresa ancora più eroica: riconciliare i divini Zeus, Ade e Poseidone, divisi da una millenaria rivalità, e convincerli a unire le forze. Per le strade di Manhattan si combatte una guerra per la salvezza del mondo, e non sarà la sola sfida che Percy dovrà affrontare: la Grande Profezia continua a gravare sul suo sedicesimo compleanno e lo metterà di fronte a un oscuro, imprevedibile destino.

Per leggere l’anteprima del primo capitolo potete andare QUI
Un libro per tutte le età con un finale imperdibile ^_^

Anche questa settimana c’è decisamente di che leggere, che ne dite?  ;)

Letto e Bloggato: Al di là di te

Eccoci ancora qui impazienti di presentarvi un nuovissimo e speriamo avvincente appuntamento con Letto e Bloggato. Questa settimana parliamo di “Al di là di te” romanzo di Argeta Brozi ( già autrice della raccolta di poesie “Quell’emozione dietro l’angolo del cuore” e della raccolta di racconti “Prendimi L’anima” ) edito dalla sua nuova casa editrice Butterfly Edizioni. Tengo a precisare che parte del ricavato dalla vendita di questo libro sarà devoluto all’Associazione Doppia Difesa contro la violenza sulle donne.

Sul Libro:
Miriam è una ragazzina, ma dentro è già donna. Miriam è ancora viva, ma nel suo corpo che respira e che mangia e che dorme non c’è altro che sopravvivenza. Miriam ha perso sua madre e non le rimane che un padre violento, con il quale condividere il suo spinoso dolore quotidiano. E invidia Annabella, la sua splendida compagna di scuola, perché ha tutto: i soldi, una famiglia che la ama, un ragazzo trentenne con il quale correre in moto… o almeno questo è ciò che crede.
In realtà, anche Miriam è invidiata da qualcuno, e questo qualcuno è proprio Annabella, che dalla vita ha avuto tutto ma non ha saputo conservare niente, che soffre in silenzio rifiutandosi di mangiare, ammalandosi di bulimia e tricotillomania senza neppure rendersene conto, e che ha compreso a sue spese che i soldi non possono comprare l’amore di chi la circonda, di chi c’è senza esserci mai per davvero.
Miriam e Annabella. Due ragazze. Due forme di dolore.
Un romanzo che sa cogliere la poesia della solitudine e la gioia immensa, insperata, del ritrovarsi.

La mia opinione:
Annabella, la più bella della scuola, la più invidiata.
Miriam, la tipica ragazza seria, quella studiosa e responsabile.
Ognuna crede ciecamente nella perfezione della vita dell’altra. Ognuna si sbaglia.
Due ragazze, due fili prima tessuti poi raggomitolati sotto il peso della vita. Odissee nascoste, fatte di innocenze angariate e tenacissimi silenzi, perchè ci si vergogna del dolore anche se non se ne ha colpa. Anche (soprattutto) se si è vittime.
In un lento ma inesorabile deflagrare, la Brozi scandaglia, senza sconti e avvelendosi di un’efficace struttura sdoppiata, due solitudini portate all’estremo. Si avverte in ogni riga la perdita del senso d’intimità che le due protagoniste subiscono. Entrambe cercano compensazioni inefficaci, entrambe si smarriscono in una realtà che non vuole salvaguardarne l’innocenza. Spicca nel libro, oltre alla fluida scrittura, la maturità dei contenuti e la lucida percezione della condizione femminile. Un romanzo fatto di durezze e d’intralci, ma anche di beluginanti accenni di speranza. Ci sono mani che si tendono in aiuto, l’importante è afferrarle.

E ora l’intervista all’autrice:

Bentornata Argeta, è sempre un piacere averti con noi. Dopo la raccolta di racconti “Prendimi l’anima” e il romanzo “Tentazioni” ecco arrivare “Al di là di te” romanzo che si discosta molto, per le tematiche trattate, dai tuoi precedenti lavori. Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione di quest’opera? La scelta di contenuti così forti e attuali è stata consapevole, magari frutto di quella che consideri un’evoluzione nel tuo percorso di autrice, o semplicemente dovuta all’ispirazione?
Ciao carissima, è un piacere essere di nuovo tua ospite, lo sai che ti seguo sempre :-)
Sì, effettivamente Al di là di te è molto diverso dai precedenti lavori. Dopo che i lettori si sono lasciati trascinare da Prendimi l’anima e si sono divertiti con Tentazioni, mi hanno detto che erano curiosi di sapere se ero in grado di dare loro una storia più forte e non più ironica. A me le sfide piacciono :-) e a dirti il vero… un po’ anche le storie drammatiche! Un giorno, nel 2008, ero all’università… ero ad un corso di psicologia e il professore ha detto qualcosa che ha fatto scattare in me tutta la storia! Quel giorno avevo la febbre, e devo essere sincera non stavo molto ascoltando la lezione… poi un dettaglio mi ha attirato, stava dicendo: “voi studenti magari venite qua con il sorriso, ma poi durante la lezione vi afflosciate e continuate a sorridere al professore anche se state pensando a tutt’altro… Ecco, le persone in realtà hanno una doppia vita, una per sé e una per gli altri, il che significa che al di là di ognuno di noi ci sono emozioni e sentimenti che magari non mostrate al resto del mondo.”
Ripetevo tra me e me “Al di là di ognuno di noi” e pensavo a quante persone sorridenti ci fossero in quell’aula magari con una vita disastrosa alle spalle. Di colpo sapevo quale titolo avrei dato al mio romanzo e chi sarebbero state le protagoniste. Era come se le conoscessi da sempre, sapevo esattamente come sarebbe stata la loro vita, cosa avrebbero fatto… sapevo dove condurle e l’ho fatto nel giro di tre mesi.

Secondo Calvino “scrivere è sempre nascondere qualche cosa in modo che poi venga scoperto.” Cosa vorresti che i lettori scoprissero o imparassero con la lettura di “Al di là di te”?
Vorrei che le persone imparassero da questo libro a non arrendersi mai, anche se le cose si fanno difficili, anzi, soprattutto se si fanno difficili… bisogna tirare fuori gli artigli e raggiungere i propri sogni, anche quando nessuno crede in noi… bisogna farlo per se stessi, perché la felicità va conquistata giorno dopo giorno, nessuno ce la regala.

Quali scrittori e quali libri sono stati e sono ancora guide per il tuo lavoro? Cosa hanno suscitato in te? Come ti hanno cambiato e come hanno contribuito al tuo modo di scrivere?
I libri hanno cambiato la mia vita ma non il mio modo di scrivere. Nel senso che ho imparato a scrivere a forza di farlo, anche se devo dire che a forza di leggere si capisce meglio cosa può piacere a un lettore o meno e quindi si migliora anche la scrittura. Non ho libri guida, anche se ci sono dei libri che mi hanno colpita profondamente come: “Il tuo nome sulla pelle”, “Non dire una parola”, “Il conte di Montecristo”, “In punta di cuore” e tanti altri :-)

Oltre che autrice sei anche editrice quindi godi di una posizione privilegiata per “ascoltare” il polso della nostra editoria. Come vanno le cose? L’avvento di nuove piattaforme per il self-publishing, come ad es. Amazon, o la crescita dell’offerta di ebook credi stiano cambiando, e se si come, il panorama editoriale italiano? Quanto è difficile imporsi per una giovane casa editrice in questo momento?
È sempre difficile in Italia. I lettori sono diminuiti del 10%, mentre i libri pubblicati sono gli stessi… l’editoria non ha vita facile, devo ammetterlo, ma a me piacciono le sfide difficili :-) Con gli ebook i lettori riescono a risparmiare un po’, anche se il libro cartaceo non scomparirà… ci sono troppi lettori che amano l’odore dei libri, sfogliarli… averli in giro per casa!:-)
Il mio primo anno di attività è andato piuttosto bene, non solo per l’impegno che ci ho messo, ma anche per la qualità dei testi che ho pubblicato. Non per essere di parte… ma i libri della Butterfly Edizioni sono belli!:-) Sono arrivate tantissime belle recensioni e complimenti anche da chi fa parte del settore (altri editori, distributori e media!), il che significa che sono sulla buona strada. :-)
Ecco il sito: www.butterfly-edizioni.com per i più curiosi :-)

Hai già in testa il tuo prossimo lavoro? Qualche altro progetto per il futuro di cui ti va di parlarci?
In testa in realtà ho più di un lavoro (ne ho almeno 3 piuttosto chiari e due un po’ confusi :P ), il problema è trovare il tempo fisico per buttare tutto per iscritto… ormai il lavoro di editore assorbe gran parte del mio tempo, per ora ho deciso di concentrarmi maggiornamente sulla promozione dei miei autori, ma non lascerò mai la scrittura… anzi, sentirete presto parlare di me!:-)

Che ne dici di lasciarci con una citazione dal tuo bel libro?
“Non siamo perfetti, ma non fartene una colpa. È meglio così, abbiamo sfumature, siamo fatti d’arcobaleno.” (frase tratta da “Al di là di te” – Argeta Brozi)

E per questa volta Letto e Bloggato finisce qui. Vi Lascio con il booktrailer del libro. Auguro a tutti una Buona Lettura e non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

La caduta degli Dei?

Gli eroi non sono mai abbastanza. Ne sa qualcosa il povero Perseo (Sam Worthington) richiamato alle armi dal solito casino combinato dai, fin troppo umani, dei greci.
Mezzo divino pure lui (è frutto di una delle tante scappatelle di Zeus) Perseo, come abbiamo visto nel precedente “Scontro tra titani“, non ha mai amato molto quella parte del suo corredo genetico, ma nonostante questo si ritroverà costretto a salvare ancora una volta la pelle al suo augusto genitore.
In uscita nelle sale italiane venerdì 30 marzo,”La furia dei Titani” prende il via 10 anni dopo i fatti accaduti nel precedente film.
Dopo aver sconfitto il mostruoso Kraken, Perseus (Sam Worthington), il semidio figlio di Zeus, cerca di trascorrere una vita più tranquilla facendo il pescatore e allevando da solo il figlioletto di 10 anni, Helius. Intanto scoppia una lotta per il potere tra Dei e Titani. Indeboliti pericolosamente dalla mancanza di devozione dell’umanità, gli Dei stanno perdendo il controllo dei Titani prigionieri e del loro feroce capo, Crono, padre dei fratelli Zeus (Liam Neeson), Ade (Ralph Fiennes) e Poseidone (Danny Huston), che in passato lo avevano rovesciato e condannato a marcire negli abissi del Tartaro, una tenebrosa prigione sotterranea nel profondo degli inferi. Perseus non può far finta di nulla quando Ade, insieme ad Ares (Edgar Ramirez) il devoto figlio di Zeus, tradisce e stringe un accordo con Crono per catturare Zeus. La forza dei Titani cresce sempre di più, mentre diminuisce quella di Zeus, e sulla terra si scatena l’inferno. Con l’aiuto della regina guerriera Andromeda (Rosamund Pike), di Argenor (Toby Kebbell) il figlio semidio di Poseidone, e del Dio caduto in disgrazia Hephaestus (Bill Nighy), Perseus si addentra coraggiosamente nell’oltretomba per salvare Zeus, rovesciare i Titani e salvare il genere umano.

Film diretto da Jonathan Liebesman (World Invasion), in “La furia dei Titanisequel in 3D di Scontro tra titani del 2010, ritroviamo una storia epica che non lesina effetti speciali e adrenalina. Per chi ama la mitologia, gli eroi in gonnellina e giganteschi mostri assetati di sangue saranno sicuramente momenti di puro godimento ;)

Intanto vediamoci il Trailer:

Tutte le novità che volete

Per tutti quelli che seguendo il blog hanno ormai sviluppato una sanissima dipendenza da libri ecco una bella scorpacciata di anteprime una più gustosa dell’altra tutte in uscita il 29 Marzo.

La Leggereditore propone a tutti noi fan della bravissima J.R.Ward e della sua saga dedicata alla Confraternita del Pugnale Nero ,”Una donna indimenticabile“, uno dei suoi primi libri, tra le cui pagine potremo scoprire i semi dei personaggi che hanno decretato il successo dell’autrice.

Eccovi una breve presentazione del libro fatta dalla Ward stessa:
“Ho pubblicato Una donna indimenticabile all’inizio della mia carriera, e ora rileggendolo, una nostalgia fortissima mi assale. Ricordo di averlo scritto in casa di mia madre, su una poltrona a me molto cara in una stanza inondata di luce e brezza marina. Una vera benedizione per uno scrittore. Ma ora torniamo al romanzo: il protagonista, John Smith, è un bodyguard dal passato
travagliato, un maschio alfa allo stato puro. Ed è da lui che nasce tutto…Senza di lui non sarebbero esistiti i personaggi della Confraternita del Pugnale Nero: Wrath, Rhage, Butch e gli altri. John è un uomo duro e aspro, per niente abituato alle consuetudini della buona società, perfetto per Grace Hall, l’elegante ereditiera che ho messo sulla sua strada. La loro storia mi ricorda molto quella di Butch e Marissa di Lover Revealed (Senso): una passione fatta di opposti che si attraggono. John è un uomo dal passato pericoloso e questo lo spinge a rimanere nell’ombra, mentre Grace non fa altro che apparire sui giornali. Allo stesso tempo però, stando a contatto con lui, la donna si trova in costante pericolo… Per stare insieme dovranno andare oltre il passato e il presente. E non vi anticipo fino a dove si spingerà John per salvarla…”

Eccovi anche la trama in breve:
Lei è una splendida ereditiera piena di certezze. Lui è l’unico uomo in grado di farla vacillare…
Il crimine dilaga nei salotti dell’alta società di Manhattan. Un killer senza scrupoli ha preso di mira le donne più in vista, gettando ombre oscure fra gli agi e il lusso. Ora però, nessuno è al sicuro, prima fra tutte l’affascinante e temuta Grace Hall. Quando il cerchio del terrore si stringe intorno a lei, la donna decide di assumere una guardia del corpo. Nulla le fa sospettare che dietro allo sguardo penetrante e affilato di quell’uomo, si nasconda un pericolo insidioso quanto irresistibile. E nonostante provino da subito a stabilire regole chiare e irremovibili, tutte le loro mosse li porteranno ad avvicinarsi ogni ora di più. Mentre la tensione sale alle stelle, e l’orrore diviene sempre più tangibile, i due dovranno arrendersi all’unica certezza che valga la pena di essere difesa… Quella che va oltre il passato e il presente, spingendoli senza esitazioni verso un orizzonte comune.

Niente paranormale o vampiri questa volta, ma solo un’intensa storia d’amore con un tocco suspense.

Se però non potete fare a meno di un pò di sano fantasy vecchia maniera, carico di rimandi alla storia e alla magica atmosfera dell’oriente, ecco arrivare nella collana Collezione Fantasy di FanucciLa Rinascita di Shen Tairomanzo completo (niente saghe o trilogie varie questa volta) di uno dei grandi maestri del fantasy:Guy Gavriel Kay.

Trama:
Shen Tai è il figlio del generale che ha condotto le forze dell’impero di Kitai nell’ultimo scontro contro i Tagur, vent’anni or sono. Quarantamila uomini, su entrambi i fronti, hanno perso la vita in quella battaglia, sulle remote rive di un lago nascosto tra le montagne occidentali. Il Generale Shen Gao è ormai deceduto. Per onorare la memoria del padre, Tai decide di trascorrere i due anni di lutto ufficiale ritirandosi in eremitaggio sul sito della battaglia, tra gli spiriti dei defunti, sforzandosi di dare una degna sepoltura ai loro resti sparpagliati. Una mattina di primavera, però, apprende che la sua veglia non è passata inosservata: la Principessa di Giada Bianca dei Tagur gli offre in dono duecentocinquanta cavalli sardiani, come ricompensa – scrive lei – per il suo coraggio e il suo impegno nell’onorare la memoria dei defunti.
Dona a un uomo uno dei rinomati cavalli sardiani e lo ricompenserai grandemente. Concedigliene quattro o cinque, e lo eleverai al di sopra dei suoi simili, attirandogli gelosie finanche mortali.
Duecentocinquanta cavalli sono un tesoro che va oltre ogni immaginazione, un dono in grado di sopraffare perfino un imperatore. Tai riprende la strada dell’est, verso la scintillante capitale imperiale, densa di pericoli, preparandosi a lasciare il suo ritiro solitario sulle rive di un lago lontano per tornare alla sua vita, ormai cambiata per sempre.

Libro attesissimo dai tanti fan dell’autore, “La Rinascita di Shen Taipromette di essere una lettura di qualità adatta ad ogni età.

Per chi invece non può fare a meno di un pò di sani brividi e di tensione nella sua vita da lettore, ecco due belle proposte da non lasciarsi scappare.

Sempre per la Fanucci, nella Collana Tif Extra, torna il grande maestro dello SCI-FI Dan Simmons con ” Flashback” , thriller dalle atmosfere futuristiche fin troppo plausibili.

Trama:
Gli Stati Uniti sono vicini al collasso totale, ma gran parte della popolazione non se ne preoccupa: sono tutti dipendenti da flashback, un farmaco che permette di rivivere i momenti migliori della propria vita. Dopo che la moglie dell’ex-detective Nick è morta in un incidente d’auto, lui ha iniziato ad assumere flashback per stare con lei; ma nel frattempo ha perso il lavoro, il figlio adolescente, e la vita che aveva prima.
Nick sembrerebbe perduto, ma sa fare ancora bene il suo lavoro di poliziotto, così viene assunto per indagare sull’omicidio del figlio di un diplomatico giapponese. Costretto ad assumere il caso d’omicidio solo per soldi, per poter comprare il Flashback, Nick scopre ben presto che la creazione e del Flashback – e la capitolazione degli Stati Uniti — sono parte di un complotto ben orchestrato e che porterebbe anche al responsabile della morte di sua moglie. Ma ancora di più: il complotto porterebbe alla resa totale dell’America. Nick è l ‘unico uomo che potrebbe essere in grado di cambiare il corso di un’intera nazione che si sta allontanando dal futuro per vivere nel passato.

Infine un altro bel thriller che si prospetta ricco di colpi di scena e di spietate cacce al colpevole è “La lunga Notte” di Linda Castillo, novità targata Fanucci TimeCrime.
Dopo “Costretta al silenzio” torna il capo della polizia Kate Burkholder in questo secondo libro della saga a lei dedicata.

Trama:
Ecco a voi i Plank, una delle famiglie della comunità Amish di Painters Mill, Ohio. Ecco a voi madre, padre, cinque figli: loro la vita è una litania di giorni tutti uguali, il lavoro nei campi, i riti che ne sostanziano la fede, le tradizioni della confraternita cui appartengono da sempre. Poi, nel corso di una notte, il loro piccolo paradiso va in frantumi. Qualcuno penetra all’interno della fattoria ed è un massacro, uccisi i genitori, lungamente torturate e uccise le ragazze, Mary e Annie, uccisi i bambini. Solo il buio chiude il sipario sui passi silenziosi dell’assassino: alle sue spalle, un lago di sangue. Kate Burkholder, capo della polizia della contea, viene chiamata a dirigere le indagini. Ma non ci sono indiziati, nessuna traccia, nessun movente che indichi una pista: il colpevole sembra venuto dal nulla, come un artiglio invisibile e crudele. Kate in passato è stata una Amish, sa che non possono esserci ombre nella vita delle vittime: eppure, nella vita di Mary Plank qualcosa di oscuro inizia ad emergere, il peso di un segreto che a poco a poco si tinge di orrore…

Inutile dire di proposte mi pare che ce ne siano per tutti i gusti, quindiBuona Lettura!

Letto e Bloggato: In viaggio con te

Che ne dite di inaugurare questa tanto attesa primavera con un nuovo appuntamento con la sempre più seguita rubrica Letto e Bloggato?
Detto, fatto! Questa volta parliamo di “In viaggio con te“, della senese Nadia Boccacci (già autrice di “Uno sguardo perso nel vuoto”), edito dalla giovane ma attivissima Butterfly Edizioni.

Sul Libro:
Vale e Linda si sono conosciute da bambine, tra i banchi di scuola, e si sono piaciute da subito. Hanno affrontato insieme le prime gioie e le prime difficoltà, tra giochi, scherzi, cuccioli da accudire e confidenze sussurrate in un orecchio, nell’angolo più riparato del giardino. Crescendo, i loro interessi sono cambiati e nuovi affetti hanno aggiunto colore alle loro esistenze, ma Vale e Linda non si sono lasciate mai. Tuttavia, proprio nel fiore degli anni, il destino tende loro il più crudele degli agguati: Linda, così bella, così giovane, si ammala e, dopo poco tempo, abbandona la vita prima ancora ch’essa inizi per davvero. Restano sospesi, i suoi sogni, privati di ogni possibilità di realizzazione. Tocca a Vale, adesso, affrontare un tipo ben diverso di malattia: il dolore della perdita.
Un romanzo sull’amicizia, sulla sofferenza e sulla fuggevolezza della vita. Una storia emozionante che, tra buio e luce, tra disperazione e speranza, resta nel cuore per la sua forza e, al tempo stesso, per la sua commovente delicatezza.

La mia opinione:
“Il passato è una terra straniera..” Dopo aver letto “In viaggio con te” vi sarà difficile, come a me non voler aggiungere a questo folgorante incipit di L.P. Hartley un punto interrogativo. Con un fluida immediatezza fatta di buio e luce, di momenti lieti e di altri dolorosi, di ricordi sbocciati nell’assenza, l’autrice riesce a dare respiro e anima ad un paesaggio interiore che non può non risvegliare nel lettore famigliarità di impressioni e sentimenti e in cui i riti della fanciulezza non paiono disgiungersi mai del tutto dall’amara consapevolezza della loro fugacità. Il sapiente montaggio degli spezzoni equilibra la tensione del testo,senza esasperarla o sminuirla, ma rendendola sempre accessibile e mai indigesta al lettore. Mentre la voce narrante diviene presenza quasi fisica, identità e memorie vanno a confluire in un unico viaggio di due cuori gemelli. Alla fine resta la consapevolezza che un dono resta un dono anche quando ti viene portato via troppo presto. Un libro maturo, emozionante che, nonostante qualche inevitabile lacrima versata, non vi pentirete di leggere.

E ora l’intervista all’utrice:

Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinata alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?
Sono madre e moglie, sposata felicemente da diciotto anni, con due figli adolescenti. Sono insegnante di scuola primaria, un lavoro che adoro. Nel tempo libero amo fare molte cose, tra cui recitare e cantare… ma la cosa che mi piace sicuramente di più è scrivere.
Lo faccio da quando ero una bambina, anche se ho pubblicato il mio primo libro meno di un anno fa. In precedenza non avevo avuto la forza di spedire qualcosa a una casa editrice.
Scrivere, come leggere, è per me molto importante. È qualcosa di cui ho bisogno.

Come nasce “In viaggio con te”? Qual è stato l’input, la situazione o il personaggio che ha dato il via alla creazione del romanzo?
“In viaggio con te” nasce da un’esperienza dolorosa vissuta all’età di vent’anni: la morte di mia cugina Silvia, di tre anni più grande di me e di due amiche coetanee.

Il tuo è un romanzo dal forte impatto emotivo. Parla di amicizia, di perdita, di depressione e delle forza che si può trovare per risollevarsi. Come hai bilanciato la ‘quota’ autobiografica e quella di pura invenzione nell’idearlo e nel proporlo al lettore?
Nel periodo della perdita di queste persone care ho tradotto in parole il mio dolore a più riprese, sfogando la rabbia e l’incredulità, la disperazione e l’angoscia.
A distanza di vent’anni ho pensato di scrivere una storia per ricordare quelle persone care… e ho scelto di parlare di una grande amicizia. Non volevo che il romanzo fosse tragico, però, per cui ho intrecciato buio e luce, ripercorrendo il filo della memoria di una donna matura.
Ho evidenziato i risvolti positivi e ho voluto regalare al lettore anche una storia solare e allegra, fatta di complicità ed esplosione di vita. Ho tratto episodi dal mio vissuto miscelandoli con altri, frutto di fantasia, cercando sempre di equilibrare il tutto…
In fondo la nostra esistenza è il compendio del bello e del brutto, di gioia e dolore.
Ho cercato di mostrare che, però, la vita può vincere, se gliene diamo la possibilità e che chi se n’è andato per sempre, può in qualche modo viaggiare ancora con noi.

Louis Sepùlveda afferma che uno scrittore apprende tantissimo di sé durante il processo di scrittura. Tu cosa hai imparato di te durante la stesura de “In viaggio con te” e cosa vorresti lasciare della consapevolezza acquisita ai tuoi lettori?
Durante la stesura di questo romanzo mi sono resa conto di essere più ottimista di quanto non pensassi. Ho imparato che la morte fa parte della vita. Vorrei che i miei lettori terminassero il romanzo con l’accenno di un sorriso.

Quali scrittori e quali libri sono stati e sono ancora guide per il tuo lavoro? Cosa hanno suscitato in te? Come ti hanno cambiato e come hanno contribuito al tuo modo di scrivere?
Non so bene quali scrittori siano una guida per il mio lavoro.
Di sicuro so che ne amo molti: Tracy Chevalier, Isabel Allende, Daniel Pennac, Niccolò Ammanniti… e la lista potrebbe continuare. Dei grandi della nostra letteratura adoro Pirandello.

Pennac afferma che “Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara” . Vale anche per te?
Ho scoperto Tracy Chevalier , molti anni fa, grazie a mia madre: mi passò “La ragazza con l’orecchino di perla.” Mi sono innamorata di questa scrittrice e ho letto tutto di lei, trovandola ogni volta straordinaria.

In quale momento della giornata ami scrivere? Butti giù qualcosa quando arriva l’ispirazione oppure ti dedichi alla scrittura con costanza e metodo? Ci sono “riti”, tecniche o luoghi che ti conciliano meglio il processo creativo? Come ti rapporti alla “famigerata” pagina bianca?
Posso scrivere in qualsiasi ora della giornata… non ho problemi di sorta… lo faccio nel momento in cui riesco a trovare il tempo. Scrivo quando arriva l’ispirazione, non ho un metodo preciso. Per fortuna l’ispirazione arriva continuamente… ma non sempre riesco a ritagliare il tempo.
Ho scritto l’inizio di “In viaggio con te” durante un corso di archeologia… si parlava di tombe e di scavi… il pensiero è andato alla morte e ho avuto il flash dell’incipit. Non ho nessun rito in particolare, scrivere è per me una cosa molto naturale. Mi vengono le idee nei luoghi più impensati. Ho immaginato la bozza del mio nuovo romanzo (I colori che ho dentro ) durante una partita di calcio di mio figlio: quel giorno la squadra indossava la seconda maglia, che è bianca, invece di quella giallo-rossa. Da lì ho cominciato a fantasticare sui colori, sul loro significato e mi sono vista scorrere davanti agli occhi tutta una serie di immagini… arrivata a casa ho scritto il primo capitolo e ho fatto lo schema dell’intero romanzo.
La pagina bianca non mi fa paura, al contrario, l’adoro. È da lì che prende vita la nuova storia, che diventa una parte di me.

Si fa un gran parlare del futuro difficile dei libri, minacciato dai nuovi media. Si può e si deve avere ancora fiducia nella vecchia editoria o è ora di rivolgersi a nuove soluzioni?
Io credo che la vecchia editoria non scomparirà così velocemente, il libro cartaceo resterà a lungo un oggetto speciale: da toccare, sfogliare, annusare… anche l’odore del libro ha il suo fascino. Riporto le parole scritte da un mio alunno ( dieci anni ) in un tema:
“ Dicono che l’ e book sia un libro, ma a me non sembra. Assomiglia a un game-boy, più grande. Ma col game- boy ci si gioca, invece il libro si legge”.
Interessante, vero? Ed è il punto di vista di un bambino.

Qualche progetto per il futuro di cui ti va di parlarci?
Al momento sto scrivendo il mio terzo romanzo, di cui parlavo prima, e alcuni racconti.
Aspetto l’estate (quando sono più libera) per potermici tuffare a capofitto… adesso procedo con lentezza, perché sono sempre in lotta con il tempo, ma vado comunque avanti.
Scrivere è per me una cosa meravigliosa.

E per questa volta è tutto ^_^
Vi auguro liete letture, tanto tempo libero per farle e mi raccomando di non disertare il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

L’ultimo volo del Corvo

“Il male ha affinato i miei sensi, non distrutti, non annientati. Più di chiunque altro avevo avuto acuto il senso dell’udito. Ho ascoltato tutte le voci del cielo e della terra. Molte ne ho intese dall’inferno. Per questo sono pazzo? Uditemi! e osservate con che precisione, con che calma io posso narrarvi tutta la storia. Non è possibile dirvi come in principio l’idea entrò nel mio cervello; ma una volta concepita, essa mi possedé giorno e notte.” [Da "Il cuore rivelatore"].

Dopo il proliferare di oscure magioni infestate (1921- Il mistero di Rockford), cupe brughiere piene di nebbie e follia (The Woman in Black) pare che la “danza macabra” con le atmosfere gotiche tutte morte e mistero siano diventata d’obbligo nel cinema. Non fa eccezione “The Raven“, dal 23 Marzo al cinema, di James McTeigue (già regista di V per Vendetta e Ninja Assassin).
Versione romanzata, naturalmente con immancabili rimandi mistery horror, degli ultimi giorni di vita del geniale e tormentato scrittore inglese Edgar Allan Poe, morto ad appena 40 anni dopo un inspiegabile attacco di follia durato 5 giorni mentre vagava delirante per le strade di Baltimora, The Raven “trasforma” il nostro autore di culto in un improvvisato investigatore sulle tracce di un serial killer che, per compiere i suoi efferati omicidi, pare ispirarsi proprio alle opere di Poe (John Cusack). Al fianco dello scrittore, nel cercare di scoprire l’assassino, il detective della polizia Emmett Fields (Luke Evans, lo Zeus di Immortals) che, dopo aver inizialmente sospettato del famoso e controverso autore, decide di sfruttare le “originali” capacità immaginifiche di quest’ultimo per stanare il colpevole. Quando però la fidanzata di Poe (Alice Eve) viene rapita proprio dall’assassino, l’artista, in un’angosciante corsa contro il tempo, sarà costretto a sprofondare nell’abisso di follia e orrore metanarrativo in cui i suoi più oscuri incubi letterari diverrano realtà.
Un film che promette sicure emozioni e qualche chicca per tutti i fan del cupo e tormantato Poe.

Se volete farvi un’idea del film, eccovi il Trailer:

Diaboliche Vendette e Istinti Animali

Qualche lettura per dare un degno benvenuto a questa primavera? Eccovi due suggerimenti che, spero, vi faranno passare dei lieti momenti.
Partiamo con un libro da poco uscito e che mi intriga particolarmente: si tratta de “La vendetta del diavolo“, del talentuoso trentenne nonchè figlio d’arte (è il figlio del mitico Stephen King) Joe Hill ( già autore del bel “La scatola a forma di cuore“, pubblicato in Italia dai tipi di Sperling & Kupfer.

TRAMA:
Dopo una notte di alcol ed eccessi, Ignatius Perrish si risveglia con un mal di testa infernale e… un paio di corna sulla fronte. Potrebbe essere soltanto un’allucinazione. O forse no. È passato ormai un anno da quando la sua fidanzata è stata violentata e uccisa in circostanze mai chiarite. Da allora, Ig vive in un solitario purgatorio personale. Figlio di un noto musicista e fratello minore di un divo della televisione, Ig aveva denaro, sicurezza e visibilità sociale a Gideon, New Hampshire. E soprattutto aveva lei, Merrin, e il loro amore, fatto di sogni e condivisione, che sembrava destinato a durare per l’eternità. Ma l’assassinio di Merrin si è abbattuto su Ig come una maledizione: pur essendo innocente, agli occhi della gente è lui l’unico vero colpevole. Tutti, ormai, l’hanno abbandonato. Tutti tranne uno: il suo demone interiore. Posseduto da un nuovo, terrificante potere e con nuove, spaventose sembianze, per Ig è finalmente arrivato il momento di trovare l’assassino di Merrin e mettere in atto la sua vendetta. La più atroce e diabolica mai concepita.
È tempo che il diavolo riscuota ciò che gli spetta…

Diavoli fin troppo umani, sete di vendetta e poteri tutti da scoprire…Insomma, un horror da non lasciarsi scappare, vero? ^_^

Per chi ha gusti un pò più romantici ecco invece arrivare il 22 Marzo, grazie alla Leggerreditore, “Istinto animale” di Lora Leigh. Secondo volume, dopo “Il fuoco della tentazione“, della serie paranormal romance per adulti a tinte particoalrmente forti The Breeds, “Istinto Animale” ci ripropone il contesto già sviluppato nel primo libro: il Consiglio della Genetica, composta da scienziati senza scrupoli che hanno l’obiettivo di creare il soldato/assassino perfetto, ha generato, grazie anche a madri surrogato, una vera e propria razza umana “alternativa”, incrociando DNA umano e animale. Uomini e donne, dai riflessi, la forza e la ferocia dei felini, in balia delle menti perverse di chi ha deciso di sperimentare sulla loro pelle. Esseri feriti e indomabili alla ricerca di un posto nel mondo, e di un’anima gemella che restituisca loro una ragione di esistere. Entità perfette, dagli sguardi penetranti e infuocati, missioni delicate da portare a termine, e poi la sensualità che irrompe implacabile. Ma il Consiglio è costantemente sulle loro tracce…

TRAMA:
È nei suoi sogni da sempre, da quando le ha rubato il cuore, riducendolo in mille pezzi. Lui era la sua guardia del corpo e lei l’adolescente in preda a deliri d’amore. Poi una notizia sconvolgente la colpisce in pieno petto. L’uomo che desidera con tutta sé stessa è uno degli esperimenti genetici dei quali il mondo è appena venuto a conoscenza. E lei è la sua compagna per la vita. L’inconfondibile segno sulla sua nuca parla chiaro e non può tirarsi indietro. Non ora che il destino dell’intera razza felina è nelle sue mani, non ora che il cuore del suo uomo arde di una passione così intensa da distruggerlo.

Mi sa tanto che,come al solito, la mia povera libreria traboccante dovrà fare gli straordinari ;)

Letto e Bloggato: Il Sentiero della Libertà

Bentornati! Partiamo con una buona notizia: le adesioni alla nostra rubrica Letto e Bloggato sono ufficialmente riaperte! Quindi, cari autori e case editrici, potete finalmente ricominciare a proporci le vostre opere.
Questa settimana parliamo del libro di racconti “Il sentiero della libertà” di Luca Favaro (già autore di “Il sole in una lacrima“) edito dalla Casa Editrice I Libri di Emil.

Sul Libro:
Nel tempo della narrazione le voci della natura, degli uomini e delle cose si sovrappongono, si incontrano e prendono la propria via. A volte il percorso richiede molta attenzione, altre coraggio, altre leggerezza. Il sentiero della libertà è una scelta di vita, prima ancora che una filosofia di cui le storie sono sapientemente intarsiate. Dodici racconti, altrettanti momenti di vita e di conoscenza di sé e degli altri attraverso gli occhi ironici e incantati dei protagonisti.

Un breve estratto:
[…] Non riusciva ad addormentarsi. La sua mente era invasa da pensieri che giravano e rigiravano su se stessi. Sentiva all’esterno i rumori del traffico cittadino, e il tamburellare di una leggera pioggerellina sul tetto. Che fare adesso? Forse era il caso di rinunciare? Si ricordò della prima volta che era stato un uomo. A quei tempi, con un paio di guarigioni aveva attirato l’attenzione su di sé, e c’era già chi aveva cominciato a credere in lui. Certo, se non proprio che era il Figlio di Dio, credevano comunque che fosse un profeta. Questa volta era stato ospitato da una famiglia numerosa e molto accogliente, sì, ma la parola “Dio” non aveva mai nemmeno sfiorato le loro labbra. […]
Indifferenti, insensibili a tutto: ecco cos’erano diventati gli uomini in duemila anni.

La mia opinione:
Le migliori storie partono da una semplice domanda: Cosa accadrebbe se…?
Se Gesù ritornasse sulla Terra, se un ragazzino si ritrovasse a prendere ripetizioni di matematica da una misteriosa e “impossibile” donna, se un uomo morisse e si reincarnasse, se un medico che non sa nulla di medicina finisse per vincere il Nobel, se Dio spedisse una lettera…12 racconti che trovano originali e a volte  irriverenti risposte a questi “se”. Attivando domande a volte lancinanti, Favaro traccia un percorso che riesce ad alimentare la spiritualità del lettore, risvegliandone la libertà interiore sia nei rapporti con il divino che con il prossimo, e che fa riflettere sulle cose che ci accadono o che accadono intorno a noi.
Spicca nel libro l’onnipresenza della natura, la contrapposizione tra la pace e la purezza del paesaggio e il tormento e l’insoddisfazione dell’uomo. Al suo meglio quando cede al grottesco e all’ironia, l’autore, pur non negando mai una qualche soluzione salvifica, riesce efficacemente a denunciare meschinità e piccolezze della nostra disillusa società. Un buon libro che svela, racconto dopo racconto, l’imbocco di un sentiero, magari nascosto dalle erbacce, verso la libertà da cio che crediamo di essere o da ciò che ci hanno insegnato ad essere.

E ora l’intervista all’autore:

Che ne dici di iniziare raccontandoci qualcosa di te, cosa ami fare, come ti sei avvicinato alla scrittura e qual è il suo ruolo nella tua vita?
Ho quarant’anni, vivo in un piccolo paese in provincia di Treviso chiamato Breda di Piave. Sono sposato e ho una moglie e due figli meravigliosi, Serenella, Giulia e Michele. Lavoro come infermiere all’ospedale di Treviso Ca’ Foncello, sono infermiere dal 1990 e ho lavorato anche in case di riposo, in comunità per disabili, nell’assistenza domiciliare agli ammalati terminali di cancro. Adoro la musica, di tutti i tipi e di tutte le salse, suono il pianoforte, la chitarra e canto in un coro Gospel, nonché nel coro della mia parrocchia, dove sono anche impegnato in molte altre attività. Mi piace dipingere, anche se sono un po’ daltonico, adoro la natura, i luoghi solitari con una netta predilezione per la montagna. Le Dolomiti sono la mia grande passione, adoro le escursioni sui rifugi, e se potessi, mi trasferirei in montagna anche domani. Più che uno scrittore io sono un lettore. Ho sempre letto tanto, e un po’ di tutto, dalla saggistica alla narrativa, dai testi sacri, religiosi, ai gialli e ai fumetti. Mi piace scrivere, tutto qui. La scrittura è sempre stata una mia passione, ho sempre scritto soprattutto racconti, e ho sempre tenuto un diario segreto dove vi ho sempre riversato tutte le mie inquietudini esistenziali, che sono tante purtroppo.
Vorrei avere più tempo da dedicare alla scrittura, ma per adesso, va bene così.
Oltre a questo scrivo anche nel mio blog, dove mi occupo soprattutto di recensioni di libri di qualunque genere, con una predilezione particolare per la poesia e la narrativa.

Come nasce questa tua raccolta di racconti? Ci puoi illustrare il percorso che ha dato vita a “Il sentiero della Libertà” e magari spiegarci il significato del titolo?
Ho scritto “Il sentiero della libertà” nel corso del 2010, anno un po’ difficile, pieno di cambiamenti, di stravolgimenti, problemi di salute e cose del genere. Ho dovuto veramente revisionare vari aspetti della mia vita, e il mio libro risente particolarmente di tutto questo. Anche se non è un libro autobiografico, sicuramente in esso parlo molto di me, più o meno direttamente. Francamente lo percepisco come un libro pieno di tristezza, mascherata da una buona dose di ironia che rende la lettura divertente, ma fondamentalmente questo è un libro triste. Certo, non mancano la speranza e il desiderio di voltare pagina, perché dopo ogni morte c’è sempre la resurrezione. “Il sentiero della libertà” è il titolo del racconto principale del libro, che parla di Gesù. E’ il sentiero che io devo percorrere ogni giorno per diventare me stesso e essere finalmente veramente libero, e fino a oggi, l’unico che sento in grado di donarmi questa libertà è Gesù.

Nei racconti che compongono “Il sentiero della Libertà” si avverte chiaramente un forte richiamo alla spiritualità e ai valori dell’amicizia e della compassione. Quale è , secondo te, il sentiero da imboccare per sentirci finalmente liberi?
Difficile rispondere a questa domanda, perché credo non esista un’unica strada verso la libertà. Dipende poi molto da cosa uno intende con il termine “libertà”. Io credo che un uomo sia veramente libero quando arriva ad essere pienamente sé stesso, e per questo ognuno ha la sua strada che non può essere standardizzata per tutti. Dedico mezz’ora ogni giorno alla preghiera personale, intesa non come recita di preghiere o formule scritte, ma meditazione della Parola secondo il metodo di S. Ignazio di Loyola e dialogo con il Signore. Per me è il rapporto a tu per tu con Lui che mi rende libero, e anche il rapporto con la Chiesa, ma certo, questa è la mia strada e per altri il sentiero della libertà potrebbe essere benissimo un altro. C’è chi prega recitando ogni giorno il Rosario, e per lui quello è il sentiero della libertà. Per qualcuno può essere semplicemente ascoltare musica, leggere o scrivere, guardare la televisione o altro. Non posso indicare la mia strada spacciandola come unica via, perché sarei disonesto se lo facessi, e potrebbe diventare un metro di giudizio che taglia fuori chi non la segue. E chi sono io per giudicare?
Comunque, se proprio dovessi indicare una via, direi che è sicuramente l’amore. C’è poco da fare, noi abbiamo bisogno soprattutto d’amore per vivere.

I tuoi personaggi spaziano dal ‘puro’ e positivo al villano moralmente ed emotivamente cieco. Che rapporto hai con loro? Come hai bilanciato la ‘quota’ autobiografica e quella di pura invenzione nell’idearli e nel descriverli al lettore?
Non tutti i personaggi del libro sono esistiti veramente. Il dottor Nadii per esempio è un personaggio immaginario, a cui ho addossato una serie di avvenimenti accaduti in occasioni diverse. Per il resto tutti i personaggi dei racconti sono esistiti o esistono ancora. Ubaldo per esempio è una persona fantastica tutt’ora esistente, con cui ho una splendida e profonda amicizia di lettera. Lui non sa che l’ho “usato” per scrivere un mio racconto, e forse è meglio che non glielo dico. Agata era la mia professoressa di stenografia che avevo in prima superiore, con cui avevo un rapporto un po’ particolare. I fatti che racconto in “Quando paghi” “L’indifferenza” , “Professore” e “L’ennesimo rospo” sono accaduti veramente così come li ho riportati. Sinceramente a volte faccio fatica anch’io a capire dove sta il sottile confine tra la mia fantasia e la realtà. E’ un libro questo che ho scritto di getto, lasciandomi andare a briglie sciolte. Ho buttato giù quei racconti senza badare al fatto che le situazioni fossero reali o meno. Mi interessavano le sensazioni, i sentimenti, le emozioni. Quelle sono autentiche, e devo dire che mi sono divertito molto scrivendo questo libro, così come ho anche pianto in alcuni punti, e questo è quello che mi ha spinto a cercare un editore per pubblicarlo. Quello che scrivo mi deve emozionare, o divertire. Comunque non mi deve lasciare indifferente. Quando sento che sto scrivendo qualcosa che mi piace, mi coinvolge, allora so che sono sulla strada giusta.

Secondo Calvino “scrivere è sempre nascondere qualche cosa in modo che poi venga scoperto.” Cosa vorresti che i lettori scoprissero o imparassero con la lettura del tuo libro?
Io non mi definisco un “guru”, non ho niente da insegnare. La vita è ben altro. Scrivo perché mi piace. Scrivo quello che sento e che penso. Lo faccio nella totale libertà, poi, se qualcuno trova qualcosa da imparare o da scoprire in quello che scrivo, tanto meglio, ma non è quello il mio fine. Ognuno è libero di accogliere in base al suo modo di capire e di percepire, e in base al momento che sta vivendo nell’attimo in cui legge. Io ringrazio di cuore tutti i miei lettori, che non so con precisione quanti sono, ma che siano tanti o pochi non ha importanza. Li amo e li ringrazio tutti.

Quali scrittori e quali libri sono stati e sono ancora guide per il tuo lavoro? Cosa hanno suscitato in te? Come ti hanno cambiato e come hanno contribuito al tuo modo di scrivere?
Dino Buzzati è stato il mio primo amore letterario, e lo è ancora. Poi Italo Calvino, Mario Rigoni Stern, Hernest Hamingway, Stephen King. Dei recenti mi piace Mauro Corona, anche se ultimamente l’ho un po’ abbandonato. Mi piace molto leggere libri di autori esordienti, o comunque ancora emergenti. Credo ci sia gente molto brava, e potrei citare diversi nomi. Chiara Vitetta per esempio, un nome che sta emergendo sempre di più nel panorama letterario italiano, il bravissimo Matteo Grimaldi. La splendida Fernanda Raineri, che ha scritto un libro di poesie “Pulviscolo di stelle” che consiglio a chiunque di leggere. Poi ci sono due scrittori di cui sono particolarmente fiero, perché sono di Treviso. Daniela Zanatta, che trasmette una gioia contagiosissima e ha fondato la Enjoy edizioni, una splendida e promettente realtà trevigiana che spero prenda sempre più piede, e poi Fulvio Luna Romero, altro grande scrittore di gialli che ha creato il personaggio di Carlo Caccia, abilissimo investigatore trevigiano. I suoi gialli sono molto avvincenti e anche molto divertenti e non hanno nulla da invidiare a scrittori del calibro di Faletti. E’ tutta gente molto brava, che meriterebbe davvero di essere scoperta dai grossi marchi editoriali, e testimoniano che non è vero che in Italia non ci sono più i talenti. Ci sono eccome, basta volerli scoprire.

Qual’è, secondo te, lo stato di salute dell’editoria italiana? E’ ancora un universo un po’ chiuso ed elitario, tradizionale e tradizionalista, o l’avvento dell’ ebook e delle nuove case editrici digitali sta cambiando gli equilibri?
Ti dirò, ho una visione dell’editoria italiana tutto sommato più positiva di qualche tempo fa. Certo, il mercato del libro è in crisi, ma quale settore non lo è oggi? Forse bisognerebbe aiutare un po’ di più i nostri figli a scoprire il piacere della lettura, e forse sarebbe bene che le grandi case editrici lasciassero più spazio a quelle piccole o medie, o forse dovrebbero essere le librerie a farlo. A parte questo, è vero che sono pochi i lettori, ma quei pochi tendono a leggere molto, e questo è sicuramente positivo. Per quanto riguarda gli ebook invece, beh, io rispetto le idee di tutti, ma francamente non credo siano una cosa buona, e non lo vedo nemmeno come una forma di progresso costruttivo. Francamente li disapprovo, anche se non nascondo che in futuro potrei trovarmi nella condizione di doverli accettare. Penso a quante librerie dovrebbero chiudere se gli ebook prendessero veramente piede. Ma poi io mi chiedo: nessuno si rende conto del danno a cui si sottopongono gli occhi costringendoli a leggere sullo schermo? Alla salute, ci pensiamo mai?
Cosa c’è di più bello di sfogliare un bel libro? Di sentire il rumore e l’odore della carta stampata? Certo, qualcuno obietta contro lo spreco di carta, ma esiste anche quella riciclata. E poi, perché non eliminare tutte quelle riviste scandalistiche, assolutamente inutili? A volte, quando sfogli qualche rivista, scopri che le prime 30 pagine sono dedicate totalmente alla pubblicità, di cosa poi? Di prodotti veramente necessari per la felicità?

Il libro che avresti voluto scrivere?
“Il sole in una lacrima” e “Il sentiero della libertà”, cioè i libri che ho scritto.

Qualche progetto per il futuro di cui ti va di parlarci?
Due romanzi e una raccolta di racconti, e mi dedico ora a uno, ora all’altro, in base a quello che è il mio estro del momento. Sono completamente diversi tra di loro, veramente non hanno nulla in comune. Sì, confesso che a volte mi sento un po’ schizofrenico. Comunque non ho la più pallida idea di quale sarà il primo a vedere la luce, così come non ho la minima idea di quale editore contattare per proporne la pubblicazione. Potrebbe anche accadere che vengo folgorato da qualcosa di diverso ancora, e che mi dedichi totalmente a esso, accantonando tutto il resto.
Cosa posso dire? Sarà quel che sarà.

E anche per questa settimana è tutto ^__^
Vi saluto augurandovi, come al solito, una Buona Lettura. E non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato! ;)

Touch: siamo tutti collegati

Non nascondo che è da quando ne ho sentito parlare che attendo con impazienza di poter vedere finalmente Touch. Sarà perchè il “dolente” (Jack Bauer di 24 era il personaggio più sfigato della storia dei telefilm) Kiefer Sutherland mi mancava, sarà perchè l’idea che ogni essere umano su questo pianeta sia unito a tutti gli altri da misteriose connessioni mi intriga, resta il fatto che Touch pare proprio una di quelle serie tv che amo vedere.
Creata da Tim Kring (Heroes, fox tv, ), in onda in anteprima mondiale dal 20 marzo alle 21.50 su FOX (Sky, 111), Touch racconta del difficile rapporto tra Martin Bohm (Kiefer Sutherland) ed il figlio undicenne autistico Jake (David Mazouz).
Rimasto vedovo nell’attacco dell’11 settembre alle torri gemelle, Martin, prima promettente giornalista ora semplice addetto ai bagagli all’aeroporto, si ritrova a dover crescere da solo il problematico figlio. Il bimbo non parla, non permette a nessuno di avvicinarsi a lui e passa il tempo in completo isolamento riempiendo quaderni di numeri.
Saranno proprio questi quaderni misteriosi a divenire la chiave di volta di un’incredibile scoperta. Jake, infatti, possiede doni non comuni, di cui si accorgerà per prima l’assistente sociale Clea Hopkins (Gugu Mbatha-Raw), incaricata di valutare la condizione familiare di Jake per un eventuale affidamento presso un istitutola. La donna si adoperarà ad aprire gli occhi di Martin sulle straordinarie capacità di Jake che vede cose che gli altri non vedono, collegando eventi e persone all’apparenza non connessi fra loro. Tutto ciò grazie alla sua geniale sensibilità per i numeri, unica fonte tramite la quale il bambino riesce a esprimersi.
Martin dovrà quindi imparare a comprendere tale linguaggio, districandosi fra significati numerici e visioni matematiche espresse da suo figlio Jake, e così capire e prevedere cosa attende gli esseri umani intorno a lui.
Mediante questo lento, difficile ed elaborato cammino, coadiuvato da Arthur Teller (Danny Glover), un professore che avrà il compito di aiutare Martin a decifrare codici e a interpretare i vari collegamenti fra numeri e persone, padre e figlio si troveranno finalmente in connessione, riuscendo così a parlarsi e di conseguenza a conoscersi per quello che sono realmente.
Una serie dalle tematiche sicuramente originali che combina scienza e soprannaturale affrontando in maniera inedita il tema delle connessioni globali, tanto caro al creatore di Heroes. 13 Episodi (ma è già stata programmata una seconda stagione) in cui si incroceranno i destini di persone in tutto il Pianeta portando un messaggio di speranza e di fratellanza.

Se vi ho incuriosito eccovi qualche bel trailer:

Il gioco della notte

Voglia di novità libresche fresche di stampa e tutte da gustare? Eccovene una da non perdere assolutamente!
Esce il 15 Marzo, per la sempre attiva Fanucci, “Il gioco della notte” ,  sesto volume della ormai super rodata e seguita serie Dark Hunter della brava Sherrilyn Kenyon.
Lasciati per un attimo da parte i cacciatori oscuri, cioè antichi guerrieri ( e per antichi intendo veri pezzi di antiquariato tipo greci, spartani, celti e perfino un atlantideo) che hanno venduto la loro anima alla Dea greca Artemide per un unico atto di vendetta e ora condannati all’eterna giovinezza (che schifo eh!?!), a vivere nell’oscurità e a proteggere l’umanità dai Daimons, detti anche Gli Apolliti , membri di una razza maledetta dal Dio Apollo, che non possono vivere alla luce del Sole, devono nutrirsi di altro sangue apollita, e che, all’età di ventisette anni, muoiono di una morta lenta e dolorosa a meno che non decidano di trasformarsi in Daimon e inizino a succhiare anime dai poveri e indifesi umani, ci concentriamo questa volta su un Were hunters. Questi cacciatori facevano originariamente parte del popolo degli Apolliti, ma in segito il loro DNA si è fortuitamente unito a quello di alcuni animali, facendone dei mutaforma ora in guerra fra loro.

TRAMA: Bride McTierney ha chiuso con gli uomini. Egocentrici e vanitosi, si sono sempre dimostrati incapaci di amarla per ciò che è. L’ultimo ha avuto persino il coraggio di scaricarla con una lettera spedita all’indirizzo di lavoro. Ma anche se si vanta di essere forte e indipendente, Bride non ha mai smesso di sognare l’arrivo di un cavaliere in armatura scintillante. Mai avrebbe però immaginato che invece dell’armatura, il suo cavaliere avrebbe avuto un mantello di pelo fulgido. Vane Kattalakis, infatti, non è ciò che sembra. È un lupo. È uno spietato Cacciatore mannaro. In fuga dai suoi mortali nemici, l’ultima cosa che Vane vorrebbe è una compagna. Le Parche l’hanno però accoppiato a Bride, lasciandogli così appena tre settimane per convincerla che il sovrannaturale esiste e che le loro vite sono strettamente intrecciate. Per quanto rischino di essere brevi…

Per tutti i seguaci indefessi del paranormal romance, un fantastico liro dalla trama coinvolgente e dotato di un’impronta ironica e sexy!

In più, sorpresa delle sorprese, grazie alla Fanucci potete anche accaparrarvi UNA COPIA del libro partecipando al nostro GIVEAWAY!

Sbrigatevi però! Il GIVEAWAY durerà solo fino alla mezzanotte del 19/03/2012!

COSA FARE PER PARTECIPARE AL GIVEAWAY?

1) Diventare follower del blog (cliccando su bannerino di NetworkedBlogs qui di fianco, in alto a destra, nella home del blog).

2) Condividere il GIVEAWAY su facebook, twitter, anobii oppure sul vostro blog o sito con un post e/o utilizzando il bannerino sotto .

3) Ed infine lasciare un commento qui sotto indicando dove avete pubblicizzato l’evento (aggiungete un link alla pagina) e in breve perchè siete interessati al libro.

Tra tutti i partecipanti sarà estratto iL nominativo deL fortunato vincitore a cui andrà la copia de “Il gioco della notte”“. Il Giveaway durerà dal 09/03/2012 alla mezzanotte del 19/03/2012, quindi affrettatevi e partecipate numerosi ;)

Siete pronti? :) VIA!

GIVEAWAY “DARK HUNTERS ” : VINCI UNA COPIA DE “IL GIOCO DELLA NOTTE”!

Non perdete questa occasione! ;)

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Giveaway terminato!

La vincitrice di una copia de “Il gioco della notte” di Sherrilyn Kenyon, gentilmente offerta dalla Fanucci Editore, è:

Endimione Birches

Complimenti!
Ho già provveduto a inviare una mail alla vincitrice ^_^

Qui sotto l’immagine dei primi 5 nominativi estratti grazie a Random.org

 

 

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