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Biancaneve e il Cacciatore

Una rosa sbocciata nonostante il rigido inverno e tre gocce di sangue sparse sulla neve che fanno nascere nel cuore della regina buona un desiderio: avere una figlia con pelle bianca come la neve, labbra rosse come il sangue, capelli neri come l’ebano e forte come quella rosa sbocciata nonostante tutto.
Ed ecco nascere la bella, compassionevole e forte Biancaneve che torna nei nostri cinema dopo la coloratissima versione diretta da Tarsem Singh (Biancaneve con Lily Collins e Julia Roberts) in tutti i cinema a partire dall’11 Luglio.
Esordio per il regista Rupert Sanders e per lo sceneggiatore Evan Daugherty che prega di “dimenticare lo zucchero di Disney” a favore di una versione della favola dei fratelli Grimm molto più dark e cruda,Biancaneve e il Cacciatore“(Snow White and the Huntsman) è soprattutto la storia di due femminilità in contrasto. L’una, temprata dalla prigionia, che resta comunque fedele alla sua naturale bontà e l’altra che, strappata alla madre da bambina da un crudele re, impara presto che la sua unica arma è la bellezza e che il potere che da essa deriva (insieme alla magia nera) possono assicurarle la vendetta contro gli uomini da lei tanto bramata. Ravenna (Charlize Theron), così si chiama la regina cattiva e il nome pare derivare da Raven (corvo) creatura che nel film la rappresenta, da anni sposa re che cedono alla sua bellezza per poi ucciderli nel talamo nuziale e devastarne i regni. Succede lo stesso anche al buon (ma un pò ingenuo e sicuramente in preda agli ormoni) re Magnus (Noah Huntley) che, appena restato vedovo (e qui le critiche si sprecano), salva Ravenna da quella che lui crede una prigionia (in realtà l’esercito di cavalieri di cristallo nero che l’ha catturata è comnadato proprio da Ravenna) e la fa sua regina. Magnus morirà con un pugnale piantato nel cuore quella notte stessa, Biancaneve ancora bambina sarà imprigionata nelle classica cella della torre del castello più alta e gelida e il regno inizierà a morire, così come gli alberi, i campi e le fanciulle della cui bellezza Ravenna si nutre per rimanere sempre giovane.
Passano gli anni e la malvagia regina scopre grazie al demone del suo specchio che per mantenere per sempre la sua bellezza le basterebbe mangiare il cuore della giovane e ormai bellissma Biancaneve (Kristen Stewart). Ma la fanciulla riesce a fuggire attraverso le fogne del castello e si rifugia nella Foresta Oscura, luogo pieno di insidie e mostri. Ravenna convoca quindi al suo cospetto il Cacciatore (Chris Hemsworth), un vedovo alcolizzato e rissoso, e gli promette di riportare in vita la moglie se troverà Biancaneve. Il Cacciatore riesce a scovare fin troppo presto la fanciulla, ma viene anche a conoscenza dell’inganno della regina (nessuno può riportare in vita i morti) e decide, dietro compenso, di portare la ragazza al castello del duca, unico alleato rimastole. Basti sapere che il viaggio non sarà facile, che il principe non sarà un principe e che il lieto fine sarà molto più sanguinoso di quanto la favola abbia mai lasciato pensare.
Un film ben fatto che da una versione della favola tutta al femminile dove l’interpretazione della Theron giganteggia su quella delle Stewart.
L’ex-Bella di Twilight da vita ad una Biancaneve agguerrita e determinata ma forse un pò troppo sofferente…Insomma dalla recitazione della Stewart sembra sempre che la povera ragazza sia in preda ad una grave crisi di stitichezza cronica.
Un film che ho amato e che consiglio anche ai non appassionati di fantasy o di favole. Credetemi i temi che la pelliccola tratta sono altri ( la futilità dell’apparenza, il sacrificio personale per il bene di molti, l’importanza del rispetto dela natura e dei suoi cicli, ecc.) e in maniera più che convincente, attualizzando la vecchia fiaba e trasformandola in un racconto epico e dal messaggio universale.

A chi è appassionato oltre che di cinema anche di libri, farà piacere sapere che, in contemporanea col film (quindi l’11 Luglio), uscirà per la Mondadori anche il libroBiancaneve e il Cacciatore” firmato da Lily Blake, Evan Daugherty, John Lee Hancock e Hossein Amini.

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