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Iron Man 3

A quasi un anno esatto dall’uscita di The Avengers, questo 24 aprile, in tutte le sale cinematografiche sbarcherà “Iron Man 3” cinecomic attessissimo proprio perchè sancisce il ritorno sul grande schermo di uno dei supereroi Marvel più amati.
Lasciata da parte l’ironia che ha contraddistinto il secondo (e più deludente) capitolo della saga dedicata all’eroe in armatura, il regista Shane Black  (che aveva già diretto Downey Jr. in Kiss Kiss Bang Bang) raccoglie il testimone da Jon Favreau e riporta Tony Stark e il suo alter ego corazzato alle origini del loro incontro. Non esattamente in quella caverna afgana dove il geniale miliardario concepì l’idea che l’avrebbe salvato dalla prigionia, ma in un luogo altrettanto pri di supertecnologie e nascosto.

Ma andiamo con ordine: dopo la battaglia di New York contro l’armata aliena guidata da Loki (Tom Hiddleston), Tony Stark (Robert Downey Jr. ) playboy redento, genio, miliardario e occasionalmente salvatore del mondo, non riesce a dormire. Gli ultimi eventi hanno sradicato la sicurezza dell’uomo nelle sue capacità senza la corazza di Iron Man. Stark, in piena crisi post-traumatica e spaventato dalla propria vulnerabilità, dedica sempre più tempo alla progettazione di nuovi e più sofisticati modelli di armatura che lo mettano in grado di rendere la sua simbiosi con Iron Man ancora più profonda. Ed è proprio in questo clima di incertezza che si profila all’orizzonte l’arrivo di un nuovo e pericoloso antagonista: il Mandarino (Ben Kingsley), capo spietato dell’organizzazione terroristica dei “Dieci Anelli”deciso a far capire al mondo una volta per tutte che gli eroi non esistono. Stark si ritrova così sotto attacco. La sua mega villa viene bombardata, Pepper (Gwyneth Paltrow ), la sua fidanzata storica, quasi uccisa e lui è costretto a distruggere tutte le sue armature pur di non farle finire in mano al pericoloso nemico. Sarà questa la fine di Iron Man?  Certo che no!  Ormai abbiamo imparato che Tony Stark ha mille risorse.  Facendo affidamento solo sulle proprie forze, su quello che si può trovare in un negozio di ferramenta in Tennessee e fidandosi solo del proprio ingegno e istinto,  Tony  (più umano che mai) farà di tutto per proteggere le persone che ama e farla pagare al suo nemico. E finalmente Stark troverà la risposta alla domanda che lo ha sempre segretamente perseguitato: è l’uomo che fa l’armatura o è l’armatura che fa l’uomo?

Trama dai toni più dark e a fortissimo impatto emotivo per un terzo capitolo che promette più che bene e che prende spunto anche dalla saga Extremis, scritta da Warren Ellis e pubblicata negli Stati Uniti in sei albi tra il 2005 e il 2006. Entrerà infatti in scena un certo virus Extremis ( che dona agli esseri umani particolari livelli di forza e capacità di recupero utilizzando anche la nanotecnologia) creato dal  dr. Aldrich Killian (Guy Pearce)  scienziato che contenderà a Tony l’affetto della bella Pepper.
Ma anche per Stark si profila all’orizzonte una interessante tentazione con il ritorno della sua vecchia fiamma, la superscienziata  Maya Hansen (Rebecca Hall), anch’essa creatrice di Extremis.  Inutile dire che anche Stark si ritroverà a dover fare i conti con questa nuova arma potenziante che su di lui avrà effetti a dir poco straordinari.
Buone notizie anche per chi non vede l’ora di scoprire tutte le nuove armature del film. Rivedremo infatti Jim “Rhodey” Rhodes (Don Cheadle), alias “War Machine”, migliore amico di Tony , in una nuova e patriottica armatura, la “Iron Patriot”,  il cui look richiama i colori della bandiera americana.

Insomma, un film che promette sempre più azione, dramma e la caduta e rinascita di un eroe che si scoprirà, fortunatamente e soprattutto, “solo” un uomo.

Non ho potuto resistere a quasti spettacolari trailer quindi ho un pò abbondato in quantità, ma ne vale la pena. Enjoy!!! ^_^

Oblivion

Voglia di sci-fi post-apocalittico con più di un tocco di distopia? Allora siete fortunati visto che esce in tutti i cinema, distribuita da Universal questo 11 Aprile, “Oblivion” l’ultima fatica del regista di Tron Legacy, Joseph Kosinski. Per quest’ultimo la pellicola sarà “un omaggio ai film di invasione aliena degli anni Settanta“. Scopriamo qualcosa di più…

TRAMA:
In un futuro apocalittico, gli esseri umani vivono al di sopra delle nuvole, scacciati dal loro stesso pianeta da terribili alieni, noti come gli Scavengers (o Scav), che non sono riusciti a sterminare gli umani ma che hanno comunque occupato la Terra in rovina. Un giorno, Jack (Tom Cruise) un ex soldato e uno degli ultimi riparatori di droni atti all’estrazione di risorse vitali dal pianeta (in ratica e un wall-e in carne e ossa ^_^) ritrova un’astronave distrutta. Al suo interno giace in una capsula di stasi una misteriosa donna, Eve (Olga Kurylenko) che lui non conosce ma che ha visto nei suoi sogni. Deciso contro ogni ordine a salvarla, Jack mette in discussione tutto ciò che credeva di sapere sul suo mondo, sulla sua missione e su se stesso. In un inseguimento per terra, aria e spazio, Jack farà di tutto per conoscere la verità e per preservare il destino dell’umanità ora nelle sue sole mani.

Girato con una sorprendente risoluzione digitale 4K, il film, oltre ad incredibili effetti speciali può vantare, a sentire quelli della Universal, uno dei migliori script degli ultimi anni.
Sfruttando la classica dinamica della dicotomia mondo di sopra (avanzato, sicuro e comodo, ma asettico)/mondo di sotto (decadente, pericoloso e sfruttato ma ancora vitale), “Oblivion vuole mettere a confronto due diverse facce della natura umana: l’una razionale e assolutamente “fredda” l’altra più istintiva e guidata dai sentimenti.
Rammentando sempre che anche se la vecchia Terra è ormai solo un ricordo, resta comunque “ un ricordo per cui vale la pena di combattere“.

Se siete curiosi di seguito potrete gustarvi il Trailer del film e una interessante featurette su come sia nata la Bubble -ship del film. Enjoy!

Il cacciatore di giganti

Vi avevo annunciato che l’ondata di new-fantasy al cinema non si era ancora conclusa e così eccovi la celebre favola di “Jack e il fagiolo magico” riveduta e corretta nel classico stile hollywoodiano. Esce il 28 Marzo in tutti i cinema l’action fantasy “Il cacciatore di giganti” versione ipertecnologica, firmata Bryan Singer (X-Men l’inizio), in cui vedremo una lotta alla Davide contro Golia, il tutto naturalmente condito da principesse in pericolo, eroi improbabili e giganti davvero…GRANDI!

TRAMA:
Un’antica guerra riaffiora il giorno in cui il giovane contadino Jack (Nicholas Hoult, visto recentemente in Warm Bodies) apre involontariamente una porta tra il nostro mondo e quello di una spaventosa razza di giganti. Liberi di vagare sulla Terra per la prima volta da centinaia di anni, i giganti reclamano i territori un tempo perduti, costringendo il giovane Jack, a prendere parte alla battaglia della sua vita per fermarli. Lottando per un regno, per i suoi abitanti e per l’amore di Isabelle principessa coraggiosa e ribelle (Eleanor Tomlinson), Jack si ritrova faccia a faccia con questi inarrestabili guerrieri che credeva esistessero solo nelle leggende, ed ha l’occasione di diventare egli stesso una leggenda.

Notevole impatto visivo, effetti speciali che si sprecano, l’utilizzo del 3D ormai canonico e moltissime battute e situazioni ironiche. In più un cast di tutto rispetto in cui spiccano Stanley Tucci, nel ruolo di Lord Roderick, e Ewan McGregor, che interpreta Elmont, il capo affascinante e coraggioso dei cavalieri, che ha il gravoso compito di proteggere la principessa.
Un film fantasy che, al contrario di altri derivati da favole, non si prende troppo sul serio e punta più sulla fame di avventura e divertimento del pubblico. Vedremo se la scommessa pagherà ;)

 

La Madre

Torna a far danni ^_^ Guillermo Del Toro, uno dei miei cineasti preferiti, questa volta però solo in veste di produttore. Innamoratosi di un breve corto intitolato “Mamà” di Andres Muschietti e di sua sorella Barbara, Del Toro ha deciso di produrre un film ispirato a quel breve filmato (lo potete trovare a fine post con tanto di sottotitoli) che ne conservasse il forte impatto emotivo e l’originalità visiva pur approfondendone la trama appena accennata.
Il film in questione, che esce nelle nostre sale cinematografiche questo 21 Marzo, si intitola La Madre (Mama) e devo ammettere che visto in lingua originale mi ha abbastanza terrorizzato. “L’amore di una madre è per sempre” recita la locandina del film e mai promessa (o minaccia) fu più vera. Come scoprirete…

TRAMA:
Un uomo, vittima della crisi, in preda ad un raptus omicida uccide prima i suoi due soci al lavoro poi, recatosi a casa, uccide la moglie e carica in macchina le sue due figliolette di 3 e 1 anno. Disperato e senza una meta l’uomo accelera fino a sbandare su un tornante. L’incidente non uccide nè lui nè le figlie e i 3 si incamminano in un bosco innevato. Trovata fortunosamente una vecchia baracca, l’uomo vi si intrufola e accende un fuoco, poi ancora preda dei suoi demoni interiori decide di uccidere le figlie e poi uccidersi. Ma quando sta per sparare alla figlia maggiore qualcosa intervienePassano cinque anni  e non si hanno notizie nè dell’uomo nè  delle sue due figliolette Victoria e Lilly.  Contro ogni previsione lo zio dell bambine, Lucas (Nikolaj Coster-Waldau già visto nello splendido Game of Thrones dove interpreta Jaime Lannister) pittore di dubbio successo che convive con la fidanzata rockettara Annabel (la candidata all’Oscar Jessica Chastain) ,  continua a sovvenzionare la ricerca delle nipoti.  Incredibilmente le bambine vengono ritrovate vive. Per 5 anni hanno vissuto sole in un rifugio fatiscente in piena montagna. Desideroso di avere con se le nipoti Lucas accetta di trasferirsi insieme alla fidanzata e alle bambine, traumatizzate e regredite ad uno stato quasi bestiale, in una casa messa a disposizione dal terapeuta delle piccole. Presto Annabel, che non ha mai desiderato essere madre, si ritrova a dover badare alle piccole che mostrano sempre più strani comportamenti e che parlano di una certa “mama” con cui avrebbero vissuto nel bosco. Ma con loro non c’era nessuno, di questo tutti sono convinti…o forse no? Presto strani sussurri iniziano ad echeggiare per la casa e una terribile presenza si fa sempre più concreta. Una madre non abbandona mai i suoi figli…

Se volete un consiglio, durante la visione tenete d’occhio le farfalle (le simbologie si sprecano)…Commento estemporaneo: la cara Mama non mi ha spaventato quanto la piccola di casa. Dovrebbero darle l’Oscar tanto dava i brividi *_*

 

Il grande e potente Oz

Preparatevi a un’ondata di new fantasy cinematografici, ispirati ai vecchi classici letterari, come non se ne è mai vista. Maghi, streghe, giganti ed ex-bambini sperduti divenuti temuti cacciatori stanno per invadere i nostri cinema e ad aprire la strada sarà, questo 7 Marzo, “Il grande e potente Oz“. Diretto dall’eclettico Sam Raimi il film si presenta come il prequel de “Il mago di Oz“, capolavoro di Victor Flaming, ispirato ai libri scritti a inizio ’900 da L. Frank Baum.
La nuova vicenda racconta, in versione più dark, l’universo in cui si muovono scimmie volanti, streghe buone e cattive e personaggi strani e bizzarri.

TRAMA:

Quando Oscar Diggs (James Franco), truffaldino illusionista di un piccolo circo, sale a bordo di una mongolfiera e viene trascinato via da un tornado finendo trasportato dal polveroso Kansas nel fantastico Regno di Oz, pensa di aver vinto alla lotteria: fama e fortuna a sua completa disposizione. In quel magico mondo tutti lo credono un mago e perfino alcune persone che lui conosceva hanno degli strani doppioni (il suo assistente è diventato una scimmietta, mentre una ragazza sulla sedia a rotelle è una deliziosa bambola di porcellana vivente). Tutto sembra andare liscio finché non incontra tre streghe, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz) e Glinda (Michelle Williams), non del tutto convinte che lui sia il grande mago che tutti credono. Coinvolto suo malgrado nei conflitti del Regno di Oz e dei suoi abitanti, Oscar deve capire chi è buono e chi è cattivo prima che sia troppo tardi. Grazie alle sue arti magiche e con un po’ di illusione, ingenuità e perfino stregoneria, Oscar si trasforma non solo nel grande e potente Mago di Oz ma anche in un uomo migliore.

Un viaggio fantasmagorico che non sembra voler essere solo una “fiaba”. Cast favoloso, sceneggiatura, fotografia e costumi da urlo e colonna sonora affidata a Mariah Carey. Non so se il successo è assicurato, ma certamente Raimi e company ci hanno provato ^_^

Warm Bodies

Sono soli, sono perduti…Sono dei poveri zombie che nel profondo, oltre ad un comprensibile (per loro) desiderio di cervelli freschi e succulenti, vogliono solo essere accettati e ritrovare un pò della loro vita passata.
Insomma, non provare più nulla, non ricordare nemmeno il proprio nome o il lavoro che si faceva un tempo nè i propri parenti o amici può essere alquanto estraniante. E poi non è che si possa dire tanto rantolando o grugnendo, quindi anche la comunicazione tra simili non è al meglio.
Scordatevi gli zombie assetati di sangue e interiora varie. Certo qualche spuntino c’è sempre e così anche il classico disastro apocalittico che ha lasciato il mondo in preda ai barcollanti (e annoiati) non morti, ma le somiglianze con i classici zombie-movie finiscono qui.Warm Bodies“, dal 7 Febbraio al cinema, stravolge il ruolo degli zombie e li fa divenatre protagonisti di una storia d’amore alla Romeo e Giulietta ;)

R (Nicholas Hoult) è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Si chiama solo con la prima lettera di quello che era il suo nome perchè non riesce più a ricordarlo, la vita da morto vivente gli ha gradualmente prosciugato la memoria e tolto l’entusiasmo verso qualsiasi cosa che non siano i bisogni primari della sua razza: ciondolare e cibarsi dei cervelli dei pochi umani rimasti. Però nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni.
Un giorno, in una razzìa di gruppo ai danni di alcuni ragazzi in cerca di medicine, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco R incontra Julie (la ragazza della sua vittima) e ha un colpo di fulmine, il primo sentimento che prova nella sua vita da zombie. Un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Peccato che Julie (Theresa Palmer), sia non solo viva, ma anche figlia del generale (John Malcovich) che guida la resistenza contro i morti viventi. Ma R è disposto a tutto per la sua amata anche ad iniziare una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo. Sarà l’avvio di una rinascita dalle conseguenze inimmaginabili.

Tratto dall’omonimo bestseller di Isaac Marion, uscito per la Fazi (Collana Lain, pagine: 280, prezzo in libreria: € 14,50) “Warm Bodies” viene presentato come l’erede di Twilight e fulgido esempio dei teen movie fantasy/sentimentali che stanno per invadere le nostre sale cinematografiche.
Senza snaturare del tutto le regole e i codici fissati in decenni di cinema dei morti viventi e anzi aggiungendo qualche idea originale ( tipo che gli zombie vanno ghiotti di cervelli perchè masticandoli vivono i ricordi delle persone cui appartenevano, provando così una parvenza di sentimenti), Jonathan Levine prova e rendere bello e romantico uno zombie (i necrofili gioiranno ;) ) Certo non una delle imprese più facili! Se il libro poteva avvalersi dell’immaginazione del lettore per attenuare certe situazioni raccapriccianti, per il film uscire dagli schemi non sembra funzionare sempre. Resta saldo il tema del disagio giovanile incarnato proprio in R che nella sua esistenza anestetizzata e senza scopo desidera solo ritrovare un posto nel mondo.
Per non parlare del sottotesto della storia (presente sia nel libro che nel film) che sottolinea come a renderci umani non sia solo la forza vitale ma solo e unicamente i sentimenti che riusciamo a provare.
Ammetto che pur non avendo letto il libro (rimedierò presto) sono curiosa di godermi il film e questo zombie innamorato. Speriamo comunque che non sia la fine di un’epoca fatta di barcollanti cadaveri affamati ^_^

Looper – In fuga dal passato

Suggestioni alla Philip K. Dick e atmosfere labirintiche alla Blade Runner (crisi economica e decadenza sociale) con tanto di paradossi temporali: è così che si presenta “Loopernoir fantascientifico in uscita nelle sale italiane questo 31 gennaio.
Vero e proprio fenomeno apprezzato sia dalla critica che dal pubblico d’oltreoceano, Looper, scritto e diretto da Ryan Johnson, è uno di quei rari film in cui lo spettatore si ritrova a analizzare ogni scena cercando di capirne il sottotesto (fidatevi ne troverete  parecchio ^_^), le implicazioni e domandandosi come la storia potrà evolversi.

TRAMA:
Anno 2044: vicino ad un campo di grano, in piena campagna, un giovane uomo è in piedi da solo e continua a consultare un vecchio orologio da taschino. Nell’altra mano tiene un fucile. Di fronte a lui, a terra, è steso un lenzuolo bianco. All’improvviso su quel lenzuolo si materiallizza un uomo legato ed incappucciato. Senza sprecare un istante il giovane gli spara e lo uccide. L’assassino si chiama Joe (Joseph Gordon-Levitt truccato per assomigliare al suo older ater ego Bruce Willis) ed è un sicario di professione al servizio della malavita che controlla ormai tutte le città. Lui fa parte dei looper, killer a cui la mafia del futuro (nell’anno 2074 è stato inventato il viaggio nel tempo subito però messo fuori legge ma sfruttato in forma occulta dai malavitosi) si rivolge quando vuole liberarsi di qualche indesiderato. Il malcapitato di turno viene infatti inviato indietro nel tempo (farcito di un bel pò di lingotti d’argento che pagheranno ironicamente la sua esecuzione) dove lo attende un looper e quindi la sua fine. Complicato? Molto di più se pensate che la carriera di un looper si conclude quando dopo aver ucciso il bersaglio trova in pagamento al posto dei soliti lingotti d’argento quelli d’oro. Significa che ha appena ucciso il se stesso del futuro e che è ora di smettere e farsi una vita per il tempo che gli rimane. Ma a Joe non importa del futuro. Lui pensa al presente, fa una vita piuttosto disordinata fra donne e droghe senza farsi scrupoli di nessun genere neanche a tradire un amico che non ha avuto il coraggio di uccidere il suo viaggiatore nel tempo quando si è accorto di essere lui stesso dopo trent’anni. Peccato però che presto Joe si troverà nella stessa situazione, occhi negli occhi con un se stesso invecchiato (intepretato da Bruce Willis) ma molto più ricco di esperienza e di umanità. L’uomo è tornato al 2044 per eliminare un bambino che dopo trent’anni sarà il responsabile dell’uccisione dell’adorata moglie e di tutti i looper ancora in vita e chiede al giovane se stesso di aiutarlo, di cambiare, di capire.

Tra colpi di scena, flashforeward e scenari inquietanti proprio perchè plausibili, Looper fa parte di quel tipo di fantascienza capace di intrecciare le inquietudini del presente e del futuro (sicuramente distopici in questo caso) con le situazioni e i sentimenti che legano i protagonisti in un gioco di specchi e di rimandi, in cui solo comprendendo e correggendo gli errori del passato si può avere un futuro. Forte anche di una presenza femminile salvifica determinante, questo film coniuga efficacemente azione, scavo psicologico e tensione dando vita ad una di quelle storie che etichettare come mera fantascienza sarebbe riduttivo.

Cloud Atlas

Basato sull’omonimo romanzo di David Mitchell, uscito in Italia per la Sperling & Kupfer col titolo “L’atlante delle nuvole” (di cui potete scaricare gratuitamente il primo capitolo andando QUI) il titanico progetto di Tom Tykwer, a cui si sono uniti, per la scrittura e per la regia, i fratelli Wachowsky, uscirà nelle nostre sale cinematografiche questo 10 Gennaio col titolo di “Cloud Atlas“. Già rivelatosi il film più costoso della storia del cinema tedesco (ed essendo stato realizzato senza l’aiuto di nessuna grande produzione è probabilmente anche il film indipendente più costoso di sempre)”Cloud Atlasè un mmenso e immaginifico arazzo, che porta alla ribalta temi universali come l’immortalità dell’anima e il cambiamento che si può generare da una dingola azione rivoluzionaria. in cui si intrecciano 6 storie unite non dal tempo (si svolgono in epoche diverse) ma dall’implacabile fil rouge del destino,
Sei storie che si svolgono in parallelo (grazie anche ad un certosino lavoro di montaggio) anche se ambientate in sei epoche diverse, come se fossero presenti in un’unica dimensione senza tempo.

TRAMA:
A metà ottocento un avvocato americano si adopera contro la schiavitù, negli anni ’30 un giovane compositore bisessuale viene incastrato da un grandissimo autore presso il quale lavora, a San Francisco negli anni ’70 una giornalista cerca di svelare un complotto per la realizzazione di un reattore nucleare, ai giorni nostri in Inghilterra un anziano editore viene incastrato e internato in una casa di cura da cui cercherà di fuggire, nella Seul del 2144 un clone si unisce ai ribelli e scopre che quelle come lei sono utilizzate come cibo per altri fabbricati e infine nel 2321 in una Terra ridotta all’eta della pietra da una non ben identificata apocalisse un uomo entra in contatto con i pochi membri di una civiltà tecnologicamente avanzata e si ribella alla tribù dominante.

Un cast di grandi attori (Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Susan Srandon,Hugh Grant ecc.) che nel corso del film interprtano vari personaggi (molte volte il trucco li rende quasi irriconoscibili) per un film dallo straordinario impatto visivo che vuole e riesce a esplorare l’impatto che ogni vita ha su tutte le altre.
Tutti siamo connessi, così come il passato il presente e il futuro.

Vita di Pi

Definito da alcuni critici come il nuovo Avatar  arriva nei nostri cinema domani 20 Dicembre (giusto in tempo per rendere il nostro Natale un pò più fiabesco) “Vita di Pi“, film diretto dal mitico Ang Lee e tratto dal bellissimo romanzo omonimo del canadese Yann Martel.
Il giovane Pi Patel (l’esordiente Suraj Sharma), di cui scoprirete l’origine del nome solo vedendo il film ^_^,  è cresciuto con la famiglia a contatto con lo zoo paterno, mescolando fin dall’infanzia sogno e realtà. Quando il padre (Adil Hussain) ha esigenze di denaro e sceglie di trasferirsi in Canada per vendere lo zoo, Pi ancora non può intuire cosa lo attenderà nelle vastità oceaniche. Di fronte a una tempesta terrificante, la nave affonda, lasciando in breve tempo Pi con un’unica compagna di viaggio: la tigre del Bengala di 3 anni Richard Parker (il nome della tigre fa riferimento a uno dei personaggi del racconto Storia di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe  dove  si parla di quattro naufraghi che, dopo molti giorni di privazioni, tirano a sorte per decidere chi sarà ucciso e mangiato: giovane cabinante, chiamato Richard Parker, prende il filo di paglia più corto e viene mangiato), l’animale più temuto dello zoo paterno. Pi potrà solo fare affidamento alla propria intelligenza per poter sopravvivere e convivere con la tigre. Ciò che segue è un racconto di sopravvivenza nella sua forma più cruda, poiché Pi deve affrontare bisogni umani impellenti come sete, fame e necessità di un rifugio, il tutto sotto l’occhio vigile di uno dei più pericolosi ed imprevedibili predatori naturali. Un’avventura che durerà 227 giorni e che Pi racconterà allo scrittore Yann Martel (interpretato da Rafe Spall in sostituzione di Tobey Maguire ritenuto troppo riconoscibile per la parte).

CGI, 3D (aimè gli occhilini sono d’obbligo ma ne varrà la pena) per un film visionario che amalgama drammaticità (la lotta per la sopravvivenza) e spiritualismo (stiamo pur sempre parlando dell’India) e che corona il tutto con effetti visivi che incantano.
Importantissima la riflessione oltre che sul senso della vita anche sul rapporto uomo natura, vedremo infatti come la vicinanza imposta da una situazione così estrema, nel ragazzo diventa affetto mentre nella tigre rimane semplice istinto.
Un omaggio alla magia dell’india e alla potenza dei racconti che possono diventare anche leggenda.

Jack Reacher Prova decisiva

Prima di godervi l’omonima trasposizione cinematografica in uscita nelle sale a Gennaio (il 3 per amor di precisione) vi suggerisco di dare un’occhiata a “Jack Reacher La prova decisiva“, appena uscito in una nuova edizione per la Longanesi, di Lee Child che vi darà una bella anteprima su un protagonista che credo diverrà presto un personaggio ricorrente nei nostri cinema: parlo di Jack Reacher (presto nelle sale con il volto di Tom Cruise), uno dei personaggi letterari più amati al mondo (ai vertici delle classifiche anglofone) eroe/antieroe/vendicatore che vaga per gli Stati Uniti armato soltanto di tre cose: lo spazzolino, una mente formidabile e una feroce avversione per le ingiustizie.

TRAMA:
Venerdì, le cinque del pomeriggio. Sei spari esplodono improvvisi in una cittadina di provincia dell’Indiana. Sei colpi di fucile su una folla inerme, in una piazza del centro. Persone qualsiasi, gente che va a far spese o che sta tornando a casa per godersi il week end. A terra cinque corpi senza vita: quattro uomini e una donna. Chi è stato? Perché? Domande che sembrano trovare risposta quando, poche ore dopo, viene arrestato un ex cecchino dell’esercito, James Barr. Le prove contro di lui sono schiaccianti, inequivocabili, eppure lui sostiene che abbiano preso la persona sbagliata, e chiede una sola cosa: «Trovatemi Jack Reacher».
Ma Jack Reacher è un uomo molto difficile da trovare. Dal giorno del congedo, l’ex maggiore della polizia militare vagabonda per il Paese, fedele solo a verità e giustizia. All’insaputa di tutti, però, dalle spiagge di Miami è già partito per l’Indiana: non tanto per aiutare James Barr, ma per onorare una promessa fatta quattordici anni prima e inchiodarlo definitivamente. Un thriller teso e sottile, un puzzle intricato dove vecchie e nuove storie si uniscono a sfidare la sagacia investigativa e la forza di Reacher. Un susseguirsi di colpi di scena che costringe a mettere continuamente in discussione ogni certezza.

Ecco cosa dice del film Ken Follett su twitter (@KMFollett): «Skyfall è un gran film, ma non bello come Jack Reacher, La prova decisiva. Esattamente come nei libri ritroviamo humour, suspense e sì, Jack Reacher è un vero duro dal cuore tenero.»

Insomma non si può proprio resistere a questo nuovo indimenticabile protagonista ^_^

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