Ve ne avevo parlato tempo fa (QUI) e, prendendomi una pausa dalle letture “serie” in attesa del famigerato “50 Sfumature di Rosso” (non potevo affrontare tale “fatica” dopo essermi rifatta gli occhi su pagine di vera letteratura), ho deciso di leggermi il libercolo della foto qui accanto nella speranza di piacevoli distrazioni…Come al solito le cose si sono svolte diversamente…
RECENSIONE:
“Scivolai all’interno come una merda di balena sopra un lastrone di ghiaccio…”
Bella immagine, vero? Evocativa °_O …Peccato che il libro non scorra come la ladra/vampira Raylene suggerisca con le sue colorite parole. Per carità, qualche intuizione interessante ogni tanto spunta anche fuori, ma è soffocata da tutte le paranoie (nel vero senso del termine) di cui la protagonista è schiava. Non siamo al livello di Monk, ma poco ci manca. La nostra Ray-Ray (diamo almeno un soprannome carino a questa povera disgraziata) è paranoica, ossessivo compulsiva e leggermente infoiata. Passi che si voglia divertire con il bel vampirello cieco (del tutto inutile se non per dare inizio a quell’assurdo tour di intrusioni/furti che l’autrice definisce trama), ma che si metta anche a tastare il suo nuovo alleato Drag Queen ex navy seals per verificare “l’attrezzatura” del suddetto e, infine, dedurre che quando il ragazzone si mette in reggiseno e tanga tale ben di dio venga misteriosamente risucchiato in un portale spazio-tempo mi pare un po’ da disperata. Ma la vera disperazione è quella che colpisce il lettore quando, verso la fine, tutta la pseudo trama finisce a tarallucci e vino (in questo caso ammazzamenti e incendi) senza però in effetti risolvere nulla. Non si scoprirà mai come i due orfanelli squatter che la nostra vampira protegge, in piena negazione del desiderio di maternità, possano essere scampati ad uno squadrone di agenti CIA superequipaggiati, né come una Drag Queen di 2 metri possa mimetizzarsi e non farsi scoprire dopo che ormai il suo travestimento/lavoro sia noto a tutti i cattivoni. Capisco che l’autrice voglia lasciare aperte tutte le possibilità per i prossimi libri (vedo già il simbolo del dollaro che lampeggia negli avidi occhietti della suddetta), ma su troppo si è glissato a discapito della coerenza della trama e della tridimensionalità dei personaggi che, visti gli scarnissimi accenni al loro passato, sembrano più cartonati stilizzati che veri e propri protagonisti. Si salva solo qualche battuta stile “Sam Spade” e, per emergere dal maelstrom di urban fantasy vampirico che continua ad invaderci ad ondate, ci vuole ben altro.
Solo per veri appassionati e per ore vuote in spiaggia…ma veramente vuote °_O


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Altro volume assolutamente da non lasciarsi scappare è “





