Letto questo articolo, sull’inserto de “La Stampa” del 2 Agosto dedicato alla provincia di Alessandria, non ho resistito alla tentazione di riportarvelo parola per parola.
Giusto per farvi un’idea dell’ambientino allegro vicino a cui mi trovo a vivere
LA FINTA MORTA “CON SORPRESA”
Di Selma Chiosso
Da San Salvatore (AL)
II manichino era lì dall’inizio di luglio. E sono occorse ore e ore di lavoro per realizzarlo. Il «costruttore» l’altra sera, guardava quel grande andirivieni di carabinieri. Risalire a lui e denunciarlo, per procurato allarme, è stato facile. C. A. ha 30 anni e in paese è conosciuto per quella mania di costruire fantocci e abbandonarli. Inoltre il manichino tra le mani, come un rosario, stringeva un cellulare: intestato al fratello del denunciato. Inquieta questa vicenda. In un certo senso fa paura. Il «”cadavere» della «donna finta» che ha ingannato tutti, era perfetto. Un fantoccio con la parte interna del corpo fatta con strati di pellame e con tutti gli organi costruiti in cartapesta: ossa, cassa toracica, sterno, costole, cuore, polmone intestino, reni, ed anche l’utero, con tracce di rosso. La testa era perfetta, con il cervello, la scatola cranica e tutto il resto. Le parti interne del corpo «molli» sono state costruite con cotone e preservativi imbevuti d’acqua. Il fantoccio poi è stato vestito con biancheria intima bianca, collant, ,un paio di jeans, una maglia, e un giubbotto. In testa una parrucca rossiccia. All’anulare sinistro la fede. Solo i piedi erano scalzi, ma perfetti. Il fantoccio era adagiato sotto un pino. Gli occhi aperti, le gambe come spezzate , i capelli sul volto, gli aghi e il fogliame addosso. Era nella scarpata poco distante da una casa. La proprietaria della villa al mattino ha intravisto qualcosa che da lontano sembrava un sacco dell’immondizia. Ai carabinieri ha riferito che spesso la gente abbandona rifiuti in quell’appezzamento di terra che fa parte della sua proprietà. Alla sera quando il marito è rincasato glielo ha riferito. Mancavano pochi minuti alle 20. L’uomo è uscito nel retro dell’abitazione, ha attraversato il cortile ed ha oltrepassato il muro di recinzione, diretto alla scarpata. Ed è tornato verso casa inorridito. Del «cadavere» aveva visto le gambe e i capelli. Il colore era quello dei morti. Immediato l’allarme ai carabinieri. Che giunti sul posto hanno pensato ad un cadavere imbalsamato, ricomposto e trasportato lì. Imbalsamato perché non c’era quell’odore tremendo di putrefazione. «Non possiamo toccare i morti – se prima non interviene il medico legale – spiega il tenente Walter Cappelli». Era già buio quando il medico e un maresciallo sono scesi nella scarpata. Ingannati anche loro. La verità è emersa dopo che il dottore ha fatto una delle prime operazioni che si fanno in questi casi: aprire la bocca dei morti e infilarci le mani dentro. Plof. La testa si è un po’ammosciata. I denti erano di cartapesta come la lingua e le gengive.
Quando i carabinieri sono risaliti con il fantoccio la gente ha iniziato a bisbigliare che fatti simili erano già successi. Anzi poco tempo prima qualcuno aveva trovato un «finto ladro» con calzamaglia e sacca della refurtiva. E per il trentenne dì San Salvatore è scattata la denuncia.
Non ho parole #__#


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