
Stupore e meraviglia! Nonostante le vacanze alle porte o in corso (dipende da quanto siete fortunati
), ho deciso di non abbandonarvi e di presentarmi all’immancabile appuntamento con la rubrica Letto e Bloggato.
Questa volta dedichiamo la ribalta alla 25enne vicentina Anna Tasinato e al suo libro d’esordio “La chiave Amaranto” edito per le Edizioni Ciesse .
Sul Libro:
Un omicidio. Licia Amaranto, la vittima. Alida De La Calla, la coinquilina, l’amica. La sospettata.
Mass media assetati di scoop, manipolazioni, verità nascoste. Un mondo celato negli scorci bui delle città d’Europa; un mondo diverso o forse altre tinte dello stesso che ognuno conosce, vive, combatte. Tradimento e fiducia, vendetta e perdono, eros e thanatos, bene e male si mescolano tra le pagine di questo romanzo fino a perdere i propri confini. E, presto, Alida si ritroverà in fuga verso la verità, inconsapevole della portata degli eventi e di cosa si nasconda dietro… La chiave Amaranto.
La mia opinione:
Per Schopenhauer “Desiderare l’immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore”. In buona parte la pensa così anche Alida De La Calla immortale che anela ad una normalità forse ormai irraggiungibile. Soprattutto dopo che si è ritrovata a scoprire in casa il corpo massacrato della sua coinquilina e amica Licia. L’opinione pubblica la ritiene colpevole; lei così misteriosa e glaciale. Lei, così innaturale. Alida,assetata di vendetta e verità, con al seguito un improbabile compagno d’avventura, parte per un viaggio investigativo e allo stesso tempo iniziatico, che la porterà a scoprire l’insospettabile e una realtà più dolorosa di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Anna Tasinato ci propone un romanzo a cavallo tra un moderno urban fantasy, un classico giallo e un tesissimo thriller. Con una prosa precisa, particolareggiata e corposa, ma mai eccessiva, l’autrice accompagna il lettore attraverso imprevedibili percorsi ricchi di personaggi ben articolati, di cui spicca la falsa limpidezza, incasellati in ruoli che mutano, si dilatano e contorcono su se stessi in un emozionante escalation di eventi. Un romanzo che vive di sensazioni sotterranee e che fa capire al lettore la bellezza del mistery grazie allo stile semplice e incisivo del tracciato narrativo che viene declinato in maniera del tutto imprevedibile. Suggestiva e vincente l’idea di un essere soprannaturale alle prese con un delitto e che si ritrova braccata dall’opinione pubblica e dai media, forse i veri “mostri” della storia. E’ su questa anomalia, sul cambio di prospettiva a cui è costretta la protagonista che da predatore si ritrova ad essere preda, disattendendo tutti gli automatismi del suo ruolo, che si regge tutta la storia. Un esordio assolutamente soddisfacente se non sorprendente. Non vedo l’ora di leggere altro di questa autrice che sembra davvero molto promettente.
E ora l’intervista all’autrice:
Parlaci un po’ di te.
Sono una ragazza di (quasi) 25 anni affetta dalla sindrome di Peter
Pan. Il mio primo scritto è stata una fan-fiction breve nel fandom di
Veronica Mars, ma dopo poco ho iniziato a scrivere storie originali.
Amo la creatività in tutte le sue forme, sono vegetariana e nel tempo
libero lavoro come educatrice in un centro per anziani.
Molti scrittori affermano che l’idea per un libro la devono ad
un’immagine, un personaggio, una situazione. Qual’è il seme che ha
fatto germogliare “ La chiave Amaranto”?
La chiave Amaranto nasce da un’idea, un what if. “E se una creatura
sovrannaturale fosse incastrata in un caso di omicidio?” L’idea si è
poi sviluppata con il tempo, si sono aggiunti particolari e
sottotrame, fino a quando il quadro era completo e l’ho messa su
carta.
Questo è il tuo primo romanzo e appartiene chiaramente al genere urban fantasy. Una scelta consapevole, visto il grande successo che questa corrente sta ottenendo qui e in altri paesi, o ti sei limitata ha raccontare la storia che avevi nel cuore?
Mi sono innamorata del genere urban fantasy con i telefilm Buffy e
Angel, per poi approdare ai libri appartenenti al filone, quindi è
stato naturale scrivere del genere che più mi coinvolgeva. Tra
l’altro, prima della chiave Amaranto avevo già scritto una storia
appartenente all’urban fantasy, e quando ho iniziato la stesura del
romanzo non era ancora scoppiato il boom che conosciamo ora in
libreria.
Cosa significa, oggi, essere una giovane scrittrice? Raccontaci qualcosa del tuo percorso letterario, quali passi ti hanno portato dalla stesura del romanzo alla pubblicazione?
Essere una giovane scrittrice, per me, significa avere la
consapevolezza di dover ancora crescere professionalmente, e di dover
continuare a imparare, sempre. La prima stesura della chiave Amaranto
l’ho considerata un lavoro a tempo pieno, in quanto ero disoccupata e
scrivevo otto ore al giorno; in un mese l’avevo finita. La fase di
revisione è durata quasi un anno, con un periodo post stesura in cui
ho lasciato “decantare” il testo, per poi correggerlo e revisionarlo.
In seguito l’ho inviato ad alcune case editrici, tra cui la Ciesse che
mi ha preso a bordo. Sono stata molto soddisfatta del lavoro che è
stato fatto sul manoscritto prima della pubblicazione, e soprattutto
di aver trovato una casa editrice dinamica e seria.
Cosa hai pensato quando hai riletto per la prima volta “ La chiave Amaranto”?
Ho pensato: ma l’ho scritto proprio io? Be’, allora c’è qualcosa che
so fare! E il secondo successivo: Okay, però adesso si torna al
lavoro.
Alida con il suo coraggio e la sua diffidenza, Mirko dalla calma intelligenza, Ciano con la sua trascinante gioia di vivere, Ofelia così impulsiva e ambiziosa…Quale personaggio ti somiglia di
più?Oppure hanno tutti qualcosa di te?
Non mi rispecchio in nessun personaggio in particolare, anche se
inevitabilmente in tutti loro c’è qualcosa di me: sono un collage tra
lo spirito vendicativo di Alida, la parte psicologa di Mirko,
l’incostanza di Ofelia e l’ordinaria follia di Ciano.
In “La chiave Amaranto” denunci sottilmente il comportamento dei media televisivi nei confronti della cronaca (la vita della vittima e del supposto colpevole vengono morbosamente date in pasto al pubblico senza curarsi veramente della tragedia avvenuta o della verità) Qual è il suo rapporto con la televisione e con i mezzi d’informazione in generale?
Alcuni mi hanno fatto notare che, forse, la critica era troppo aperta
e che avrei dovuto rimanere più sul sottile. In realtà, non ho fatto
alcuno sforzo per celare il mio pensiero su un certo tipo di
informazione televisiva. E cioè, non condivido le scelte di gestione
della cronaca, soprattutto quella nera: servizi strazianti con
musichette strappalacrime non informano, bensì intrattengono. Ogni
qual volta ne vedo uno, riesco solo a pensare: se fossi un parente
della vittima, ucciderei tutti gli intervistatori molesti.
In generale, di televisione ne guardo poca, però amo oltre misura i
telefilm, rigorosamente in lingua originale.
Qual’ è per te il rapporto fra lo scrivere e il tempo? Ovvero
quando, in quali momenti sei solita scrivere? Segui un impulso dell’
ispirazione oppure ti imponi una disciplina e ti dedichi al lavoro
ogni giorno, in modo metodico?
Il rapporto tra lo scrivere e il tempo è molto sbilanciato,
ultimamente! Purtroppo, tra lavoro e vita quotidiana, mi rendo conto
che scrivere diventa un lusso. Di solito cerco di ritagliarmi dei
momenti dedicati alla scrittura, e mi impongo un tot di parole
correlate al tempo a disposizione. Che poi le rispetti, è tutto un
altro discorso!
Quali generi di libri ti affascinano e quali sono gli autori, sia contemporanei che classici, a cui sei più affezionata e che hanno in qualche modo influenzato il tuo modo di scrivere?
Amo leggere fantasy, sia classico sia urban: fuori i nomi, amo tutto
ciò che scrive G. R. R. Martin e ho adorato Pan di Francesco Dimitri.
Ma apprezzo anche i grandi del thriller e in realtà non è il genere
letterario di appartenenza a fermare la sete di lettura. Infatti, i
miei libri preferiti in assoluto, quelli che rileggo almeno una volta
all’anno, sono Elianto di Stefano Benni, il più fantastico della sua
produzione, e lo sconosciutissimo Vento dell’est di M.M. Kaye, un
romanzo storico che mi ha instillato l’amore per l’isola dei chiodi di
garofano, Zanzibar.
Visto l’eccellente risultato ottenuto con “La chiave Amaranto”,continuerai la tua avventura con la scrittura? Ci sono nuovi progetti in preparazione?
Certo! Al momento ho in stesura un romanzo che si discosta totalmente
dal fantasy: è un esperimento meta-genere abbastanza strano, perché
coinvolge il filone chick-lit e qualche elemento horror. Poi, ho
terminato un romanzo breve per bambini e ho in cantiere un altro urban
fantasy con influenze di paranormal romance.
Prima di salutrvi ne approfitto per annunciare il vincitore del Giveaway dedicato a “Non dobbiamo perderci d’animo”. La vincitrice di ben tre volumi tra cui anche “Candidato al consiglio d’istituto” e “Un’opera dalle molte pretese” è: DANIELA!
CONGRATULAZIONI! Presto ti arriveranno i libri autografati dall’autore Massimo Cortese ^_^
E per ora è tutto! Vi lascio con il Booktrailer di “La chiave amaranto“, auguro a tutti una Buona Lettura e non perdete il prossimo appuntamento con Letto e Bloggato!


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